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Neri Pozza e bOia, mOnaci, geni della lampada ... cOsa uscirà fuOri?

martedì 12 novembre 2013

 






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Il genio e il golem  
di Helene Wecker
Pagine 592
Euro 18,00
Neri Pozza 
già disponibile
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È un giorno del 1899 quando Otto Rotfield si inoltra nel folto del bosco di Konin, un paesino a sud di Danzica, e varca la soglia della catapecchia di Yehudah Schaalman. Rabbino dall’oscura fama – a Konin si sussurra che sia stato posseduto da un dybbuq, uno spirito maligno che gli avrebbe conferito poteri soprannaturali –, Schaalman è solito ricevere nel cuore della notte la visita di ragazze di campagna alla ricerca di filtri d’amore o di donne sterili che, grazie alle sue arti cabalistiche, restano incinte poco tempo dopo.  
cover originale
Figlio di un fabbricante di mobili, trentenne così inetto e arrogante che in meno di cinque anni ha mandato in rovina l’azienda di famiglia, Rotfield non è a caccia di incantesimi o magiche pozioni. Vuole da Schaalman molto di più: un golem che passi per umano, un golem- femmina che gli faccia da moglie docile e ubbidiente e lo accompagni verso la nuova terra promessa: l’America.
Disposto, in cambio di denaro, a offrire ogni sorta di servigi, Schaalman si cimenta nel compito e crea dall’argilla una splendida golem, pronta a seguire e proteggere il suo padrone e, insieme, a scatenare la sua potente forza distruttiva.

Rotfield si imbarca con la sua creatura sul Baltika, il piroscafo addetto alla rotta Danzica- New York, ma, subito dopo averle dato vita con la formula trascrittagli dal rabbino, per un malore a lungo trascurato muore. Sola, la golem sbarca a New York e si aggira, stordita e totalmente alla deriva, per le strade rumorose della metropoli della fine del XIX secolo. 
Non lontano da lei, nella zona di Lower Manhattan chiamata Little Syria, Butros Arbeely, uno stagnino cattolico maronita, è alacremente al lavoro nella sua officina in cui fabbrica o rappezza tazze e piatti, pentole e padelle, ditali e candelabri. 
È alle prese con un vecchio fiasco di rame malconcio appartenuto da tempo immemorabile a una famiglia siriana, quando viene attraversato da una scossa potentissima e spinto via lontano dal suo tavolo di lavoro. Il tempo di riprendersi e riaprire gli occhi che scorge davanti a sé un uomo nudo, dai tratti del volto di una perfezione inquietante, i capelli scurissimi e un bracciale di metallo al polso destro: un genio, da lui accidentalmente liberato, uno di quei genii potenti e intelligenti, la cui forma reale, inconsistente come un soffio d’aria e invisibile all’occhio umano, può radunare i venti del deserto e cavalcarli, e assumere le sembianze di qualsiasi essere vivente… 
Romanzo che, attraverso lo sguardo di due affascinanti figure della mitologia araba ed ebraica, illumina la New York di inizio Novecento, città di immigrati e di grandi trasformazioni sociali, di culture che si mescolano e grandi solitudini, di millenarie conoscenze e avveniristiche innovazioni, Il genio è il golem è uno dei romanzi più attesi dell’ultima stagione letteraria americana.

Helene Wecker si è laureata in letteratura inglese al Carleton College in Minnesota. Ha vissuto a lungo a New York, dove ha conseguito un Master in Fiction alla Columbia University. Vive ora a San Francisco con marito e figlia. Il genio e il golem è il suo primo romanzo.

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La figlia del boia  
e il monaco nero
di Pötzsch Oliver
Pagine 432
Euro 18,00
Neri Pozza 
dal 14 novembre
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Hangman's Daughter series:
1.The Hangman's Daughter -  
La figlia del boia.
2. The Dark Monk: A Hangman's Daughter Tale -
La figlia del boia e il monaco nero
3. The Beggar King: A Hangman's Daughter Tale.
4.  The Magician: A Hangman's Daughter Tale.

Schongau, Baviera, inverno 1660. Il giovane medico Simon Fronwieser viene chiamato alla chiesa di San Lorenzo per soccorrere il parroco, colto da un malore. Al suo arrivo, però, il sacerdote è già morto. Alcune circostanze sospette convincono Simon a chiamare l’amico e boia Kuisl, che intuisce immediatamente che la morte è stata causata da un veleno. Si apre così per i due investigatori improvvisati un nuovo caso da risolvere.
Compiute le prime indagini, Kuisl – aiutato dalla figlia Magdalena, da Simon e dalla sorella del parroco defunto, Benedikta – capisce che il prete era sulle tracce di un famoso tesoro che, dopo lo scioglimento dell’ordine dei Templari, era stato nascosto lì in Baviera. Purtroppo, Kuisl non è il solo a dargli la caccia: una confraternita di domenicani disposti a tutto gli sta alle calcagna.
cover originale
Mentre Simon e Benedikta risolvono enigmi su enigmi e scoprono che il tesoro dei Templari si trova nella cappella di San Giovanni, nel monastero di SteingadenKuisl deve abbandonare le indagini per occuparsi della figlia Magdalena, rapita e rinchiusa in una torre dai monaci, e per sgominare una banda di briganti che sta assalendo i villaggi della zona, portando ovunque terrore e malattie. E mentre i nostri scoprono che nello scrigno del tesoro non sono contenuti né oro né gioielli, ma un pezzo della vera croce di Cristo, un misterioso incendio divampa nel monastero: Kuisl, Simon e Magdalena riescono a mettersi in salvo, ma di Benedikta – che il boia ha scoperto essere un brigante sotto mentite spoglie – non c’è nessuna traccia.
Dopo l’enorme successo de La figlia del boia, Oliver Pötzsch prosegue la saga storica di Kuisl e mette in scena un thriller storico ricco di colpi di scena, impreziosito da uno stile avvincente e una trama perfetta, che non affronta soltanto il topos classico della ricerca del tesoro dei Templari, ma riflette anche con intelligenza e originalità sul fanatismo e l’avidità di alcuni rami della Chiesa. Tra omicidi irrisolti, bande di briganti e complotti orditi da monaci segreti, un viaggio appassionante e originale sulle tracce del tesoro dei Templari. Con un protagonista memorabile, impavido e generoso, che è già diventato un cult: il boia Kuisl. Un thriller storico ricco di dettagli sul tessuto sociale e sulla struttura del potere politico della Baviera del 1600, che non disdegna critiche a una Chiesa troppo avida e opulenta.

La mia recensione su questo primo romanzo la potete trovare qui:

http://bostonianlibrary.blogspot.it/2012/08/3-motivi-per-leggere-la-la-figlia-del.html


Oliver Pötzsch è nato nel 1970 e vive a Monaco di Baviera con la sua famiglia. Ha lavorato a lungo come sceneggiatore per la televisione tedesca ed è un discendente dei Kuisl, la dinastia di boia a cui appartiene anche il protagonista del suo romanzo, realmente esistita e che ha svolto il mestiere per 300 anni. 

2 commenti:

Ludo ha detto...

La figlia del boia mi incuriosisce, tutto sommato. Il fatto, poi, che sia stato pubblicato da Neri Pozza... di solito sono molto selettivi.

Ovviamente non so quando e se lo prenderò mai perché la mia scorta di libri tende già a infinito... Tra l'altro, devo ancora leggere L'assassino che viaggiava nel tempo, che ho scoperto qui, quindi... vedremo.

Endimione Birches ha detto...

"La figlia del boia" mi era piaciuto moltissimo, davvero moltissimo, anche se il giallo in secondo piano non era spettacolare o particolarmente ingenios i personaggi erano veramente molto intriganti. Speriamo che questo secondo sia altrettanto piacevole perchè non vedevo l'ora di leggerlo!!!
Ciao Ludo!!!!!!