Recensione: "Ladra di cuori" di Giulia Volpi Nannipieri

giovedì 14 novembre 2013







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Ladra di cuori
di  Giulia Volpi Nannipieri
pagine 110 circa
prezzo 0.99€
Sem Edizioni
www.semedizioni.com.
già disponibile
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"Come si ruba il cuore di un uomo? E quello di una donna? Può bastare sbagliare un numero di telefono per scoprire la persona più affascinante che si sia mai incontrata?
Quella che ti strega? Quella che, grazie a uno sconosciuto incantesimo, ammalia sino al punto che si rinuncia a ciò che si è o che si è stati? È più che sufficiente. Quando i sentimenti vengono messi alla prova, basta un incontro casuale che altera l’equilibrio quotidiano, basta un tocco di mistero, uno sguardo, una frase, e il gioco è fatto. Il cuore va e non c’è verso di ricondurlo alla ragione. E allora si può accettare di uscire con uno sconosciuto, innamorarsi dell’amico più caro, del soldato che scrive dal fronte oppure di una ladra entrata in casa per rubare qualcosa di più venale di un cuore. Non c’è vincolo di età. Anche una bambina può innamorarsi. Di un compagno che da adulto la dimenticherà o di un marinaio che porterà per sempre il suo volto scolpito nell’anima. Sono sufficienti pochi indizi per legare indissolubilmente due persone, indipendentemente dal loro aspetto fisico, dalla loro classe sociale.

“Ladra di cuori” è la sceneggiatura di un film, anzi di dodici cortometraggi, dodici gemme racchiuse in un unico scrigno. Uno scrigno pulsante, fatto di sentimenti appena nati, lievi, che hanno paura di crescere e sentimenti messi alla prova dalle insidie del mondo, dei mondi, in cui si sviluppano. Spesso, i protagonisti vincono. Qualche volta perdono. C’è chi, infatti, rinuncia ai propri sentimenti e si accontenta di una vita mediocre. E chi non rinuncia ai vantaggi sociali che una moglie bellissima e un po’ svampita può procurare. Le loro storie sono amare, come lo champagne andato a male, quello che ha perso le bollicine vitali.
Ogni storia è un’istantanea. Traccia il profilo di uomini gentili e di avventurieri, di donne misteriose o solari, di personaggi cinici ed egocentrici e di donne sole consumate dall’attesa dell’amore vero, di uomini e donne che non hanno paura di mostrare i propri sentimenti e di difenderli da qualsiasi tentazione. Quelli che combattono si ritrovano in un paradiso fatto di meraviglie. Compiono gesti che appagano. Sviluppano un senso di comunione così dolce che a volte gonfia gli occhi di commozione. Rendono reali, una a una, le illusioni coltivate per tutta una vita. Rinunciare all’amore è un peccato. È come rinunciare alla poesia, a un bacio lieve il cui ricordo fa ancora tremare. Due cuori che si vogliono bene palpitano all’unisono. Sono l’espressione di un bene purissimo che non si può rifiutare, appunto, perché si commette peccato. L’amore è sogno puro, illusione, fascino, bellezza. È anche divertimento, conoscenza, evoluzione. Ha origini ignote e un centro di gravità da cui non può fuggire, troppo grandi le forze che ne regolano il magnetismo.
Un cuore si può rubare? Certo, in qualsiasi momento. Purché si sia disposti a farsi rubare il proprio."

 

Considerazioni.
Ho voluto mettervi come trama del romanzo questa presentazione del romanzo che viene fatta nell'ebook, come primo acchito, come primo avvicinamento al romanzo. Mi piacciono un sacco queste specie di prefazioni, che motivano il testo che si sta per leggere.

Li adoro soprattutto se il testo, almeno inizialmente è un pochino contorto o ostico per il fatto di essere una vera e propria sceneggiatura in alcuni casi. Si, in alcuni racconti troviamo le battute, come se fossimo attori e dovessimo leggere il copione per salire sul palco ed interpretare la storia, i personaggi e quello che l'autore, o come in questo caso, l'autrice, ha immaginato per noi e per il nostro divertimento. In altre storie invece troviamo brevi assaggi di una storia che dura quanto un lampo, ma rimane incisa nella memoria per l'intensità e la passione con cui è scritta.

E' un libro strano, soprattutto per lo stile, anche perchè non è facile, come nel caso di alcune storie, scrivere un romanzo sotto forma di sceneggiatura e poi sperare che sia  immediatamente empatizzabile dai lettori, che lo faccino proprio, lo metabolizzino o ancora che il pubblico ami un racconto della duranta di un respiro. E' difficile, ma non impossibile se si da la possibilità all'autrice di non lasciare sfuggire l'inespresso del testo nella lettura.
Devo dire che in ultima analisi questo romanzo mi ha conquistato, alcune storie le ho proprio amate. La Nannipieri è brava a creare una sorta di ambientazione con pochi e scarni cenni, far saltare fuori i personaggi dai dialoghi (non semplice, e di questo le va reso tutto il merito di questo mondo) e riesce ad imbastire una trama che si segue molto volentieri per tutto il suo percorso ben orchestrato e lasciato snocciolare mano a mano tra un dialogo fitto e l'altro.
Questo romanzo contiene al suo interno ben 12 racconti:

  Aurora boreale
  La moglie giovane
  Madama Delusione
  Il lago, la luna e le stelle
  Ladra di cuori
  Il primo bacio
  Margherita
  Il vestito di cretonne
  Baci perduti
  Il cappellino nel caminetto
  L’auto a due posti
  Aria di primavera

questi titoli raccontano tutti delle storie - come indicato proprio nella prefazione - che vertono sull'amore o parlano d'amore, in qualsiasi forma, misura, tempo, tra le persone più disparate ed improbabili, ecc...
Tra tutte le storie, sebbene tutte carine per un qualcosa in particolare come un personaggio o un scontro verbale o una situazione piacevole o comunque romanticamente godibile, il racconto che ho prediletto maggiormete è stato sicuramente "Il cappellino nel caminetto".

Più che la storia in se stessa, come vi dicevo, l'ho amato moltissimo per il suo contenuto; non perchè sia un racconto felice, perchè non lo è, ma racconta benissimo il desiderio, la passione e l'amore non corrisposto che viene capito, da parte di chi non lo corrisponde, troppo in ritardo, quando ormai non c'è nulla da fare, quando ormai si è tutti infelici separati (invece che contenti o infelici insieme, non lo sparemo mai) e per le ragioni sbagliate: il fraintendimento, la convizione e il mancato coraggio.
E' un racconto triste, in fin dei conti, ma è anche una splendida rappresentazione dell'amore gettato lì, sprecato, che purtropo non segna poi così tanto chi l'ha ricevuto e non se ne è accorto, ma che invece rimane inciso nell'animo di chi lo consegna senza misura e confine. Straziante quasi, ma molto intenso.

Ho odiato il personaggio maschile, lo avrei preso a schiaffi, davvero, perchè per comodità, solitudine e orologio biologico cercherà la donna che più lo ha amato solo quando finirà il suo grande amore con la donna che credeva giusta, ma che poi non ama più.

Personalmente, se amate i racconti, o volete leggere delle storie intense ma non avete molto tempo, per cui le volete anche molto veloci, ecco che avete a portata di mano una lettura contemporaneamente godibilissima, scritta bene e mai noiosa e ripetitva, con una scrittrice che ci sa davveo fare!

Consigliato!



Giulia Volpi Nannipieri contro Amalia Liana Negretti, alias Liala. Amalia Liana Negretti contro Giulia Volpi Nannipieri. Le due principali autrici italiane di romanzi d'amore schierate l'una contro l'altra. Ferocemente. Al primo incontro, le due si sorrisero, ma non si piacquero. E nemmeno si piacquero in seguito. Anzi, la loro rivalità divenne leggendaria. Da una parte c'era una ragazza di umili origini, abile con la penna, ma priva di mezzi per potersi imporre nei salotti che contavano (anche se non disdegnava di usare gli uomini che, uno dopo l'altro, le cadevano tra le braccia), dall'altra una bellissima e ricchissima marchesa, abituata ad aprire ogni porta appena lo volesse. Giulia Volpi, però, aveva un pregio: sapeva raccontare storie trasgressive e pruriginose che a inizio Novecento toglievano il sonno alle lettrici. Firmava i suoi libri con uno pseudonimo, Mura, il soprannome di Maria Nicolaieva Tarnowska, fascinosa contessa russa vissuta negli anni Dieci, processata anche per omicidio, che aveva provocato una serie di duelli mortali e suicidi tra nobili e borghesi. Nei suoi racconti c'è un ritratto fedele delle italiane del primo Novecento. Nel 1919 pubblicò Perfidie. All'epoca, incise sulle idee, sul linguaggio, sul costume e sulla fantasia di scrittori e cineasti. Il libro affrontava il tema dell'amore lesbico. In quel periodo era una vera e propria blasfemia. Afferma la protagonista, Sibilla, nell'introduzione: «Amo le donne. Mi appassionano. Mi interessano. Sono il più bell'esempio di semplicità umana attraverso una rete complicata di stati d'animo... Le studio. Se posso le perverto...».
Giulia Volpi cominciò a scrivere testi per bambini quando era legata ad Alessandro Chiavolini, redattore del «Popolo d'Italia», ma ebbe successo, grazie all'appoggio di un suo amante, Alberto Matarelli, responsabile della Sonzogno editore. Nel 1934, Benito Mussolini censurò personalmente "Sambadù, amore negro", che narrava la relazione tra un donna bianca e un nero. Era l'epoca dell'invasione dell'Etiopia. Le truppe coloniali cantavano 'Faccetta nera'. Si poteva scrivere di tutto, anche di amore lesbico, non di rapporti con uomini di colore. Morì nel 1940, a Lipari, in un incidente aereo.

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