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Recensione: "Una storia per l'essere tempo" di Ruth Ozeki

martedì 12 novembre 2013


 





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Una storia per
 l’essere tempo
di Ruth Ozeki
Pagine 528 
euro 19,00
Ponte alle Grazie
già disponibile
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«Mi chiamo Nao e sono un essere tempo. Sai cos’è un essere tempo? Allora, dammi un minuto e te lo spiego. Un essere tempo è qualcuno che vive nel tempo, quindi tu e io e tutti quelli che sono, furono e saranno. Io, per esempio, adesso sono seduta in un maid café francese ad Akiba Electricity Town e sto ascoltando una chanson triste suonata in chissà quale momento del tuo passato, che sarebbe il mio presente, e sto scrivendo mentre immagino te, chissà dove nel mio futuro. E se stai leggendo, magari a questo punto anche tu stai immaginando me. Tu immagini me. Io immagino te».

A Tokyo, la sedicenne Nao crede che ci sia una sola via di fuga dalla sua dolorosa solitudine e dal bullismo dei compagni di classe. 
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Ma prima di farla finita, si ripropone di raccontare la vita della sua bisnonna, una monaca buddhista ultracentenaria. Un diario è il suo unico passatempo, un diario che toccherà molte vite in modi che Nao non immagina neppure. 
Sull’altra sponda del Pacifico troviamo Ruth, scrittrice che vive su un’isola sperduta e che rinviene una serie di oggetti dentro un contenitore per il pranzo di Hello Kitty, portato a riva dalle onde. Che si tratti di un relitto del devastante tsunami del 2011? 
A man a mano che ne emerge l’importanza del contenuto, Ruth si lascia trascinare nel passato, nel dramma di Nao e nel suo destino ignoto, e contemporaneamente in avanti, nel proprio futuro. 
In questo romanzo a due voci incentrato sul rapporto tra scrittore e lettore, passato e presente, realtà e finzione, Ruth Ozeki attinge alla fisica quantistica, alla storia e al mito. Diviso tra Canada e Giappone, di cui restituisce le atmosfere e i risvolti più tragici, Una storia per l’essere tempo è il raffinato ritratto di tre donne molto diverse tra loro. 
Un racconto intenso e ammaliante, ironico e lieve, della natura umana e della ricerca del proprio posto nel mondo.


 
Conisderazioni.
E' un romanzo difficile da definire in brevi e semplici parole, perchè quando si parla di metafisica, di comunicazione tra esseri umani, tra anime, che sono lontanissime tra di loro, ma comuque in grado di comunicare in un certo qual modo e in un certo qual senso, bhè a meno che tu non sia la Ozeki, non lo puoi fare nel migliore dei modi, ci puoi provare, come farò io.

Posto che la storia di cui si compone "Una storia per l'essere tempo" narra di due personaggi femminili molto diversi e distanti nel tempo, e della possibilità dell'intersecarsi delle loro vite a prescindere dal tempo e dallo spazio, il viaggio è qualcosa che conduce alla comprensione delle anime, anche se potrebbe essere riduttivo definirlo escllusivamente in questo modo.
Ma vediamo, prima di tutto, di inquadrare un pochettino le protagoniste, va bene? Le protagoniste sono tre donne:

Ruth: è una donna che durante una passeggiata sulla spiaggia - vive su un'isola piuttosto isolata nel Canada, fa la scrittrice e vive con il marito ed il gatto Schroedinger (!!) - trova una valigetta di Hello Kitty che contenente il diario di ragazza di nome Nao, un orologio e delle lettere.

Nao: è una ragazza sedicenne che vive a Tokyo e che prima di suicidarsi, decide di rioportare la storia della sua vita in un diario (ricavato da "Alla ricerca del tempo perduto" di Proust).
Jiko. bisnonna di Nao, monaca buddhista. La sua vita viene narrata sempre nel diario di Nao.

 

Tutto subito non vi sembrerà possibile, ma man mano si viene introdotti, nel corposo romanzo della Ozeki,  nella vita di queste tre donne, tra presente, passato e futuro (da notare la ricorrenza del tre: donne, storie, tempi, ecc...) e proprio dal momento in cui Ruth scopre il diario di Nao, come per magia, si metterà in moto la macchina degli eventi e incominceremo a scoprire cosa Ozeki intenda per essere tempo e come ci sia un tutt'uno tra i tempi, gli spazi, le anime degli essere, il contatto creato e sempre possibile, ma soprattutto incominciamo a comprendere la vita come istante.

Lo vediamo come prima cosa, nel fatto che tre donne molto diverse, con nulla apparentemente in comune, diventano fondamentali una per la storia dell'altra, anche se temporalmente non si sarebbe nemmeno la possibilità che questo sia possibile... proprio come ci fa comprendere Ozeki nulla è tutto, tutto è nulla.

Tra filosofia zen, meccanica quantistica, Ozeki scrive più un'opera d'arte, che un romanzo, sulla visione, personalissima, dell'esistenza, della connessione tra le cose, ed in particolare delle persone.  

Con una scrittura tipicamente orientale, molto elegante, sobria e leggera, come se tracciasse delle linee inconsistenti sulla carte e particolramente incisive sull'animo, ecco che vediamo come sia possibile l'inteconnessione tra le anime, ecco che vediamo ed esploriamo l'animo delle situazioni più incredibili, dal momento della lucida disperazione, della tranquilità, nell'apatia, nella felicità, ecc...
Ma non solo, attraverso situazioni ed età più disparate, dall'adolescenza, ai pensieri tipici di quell'età, alla maturità, fino all'età della comprensione e della consapevolezza più pragmatica e meno sognatrice, comprendiamo come alla fine il cerchio si chiuda un'esistenza, che in fondo si ripete e amplifica in certi sentimenti e si razionalizza per alcune idee, ma è simile e dissimile in tutto. 

Sebbene tutta la prima parte del romanzo sia dedicata alla comprensione degli elementi che compongono lo zen e la meccanica quantistica, per comprendere poi tutta la natura dualistica a cui si farà riferimento nella seconda, parte, ecco che, proprio il fatto che la stessa Ozeki sia una una monaca buddhista, le permette di porsi nel confronti del lettore, in modo piuttosto differente e insolito, permettendo di comprendere in altro modo - e molto bene - tutti i concetti, senza che risultino pensati ed oltremodo ridondanti.
Inolte, proprio in riferimento all'elemento bibliografico, ecco che anche questo rientra perfettamente nel quadro di insieme di essere tempo e concetti del romanzo: Ruth, sarà proprio l'autrice? La Ozeki fa entrare elementi personali nel quadro d'insieme? Possibile che la Ruth del libro, sia l'autrice e quindi ci siano possibiltà di collegamento con Nao e Jiko?

Insomma, ecco che quello che ha scritto la Ozeki è una storia che fluttua da mente a mente, da cuore a cuore, che avvicina la mentalità occidentale e quella orientale, che avvicina l'essere umano a qualsiasi altro essere umano ed in generale vivente, di qualsiasi età, di qualsiasi tempo e luogo, dimensione temporale inclusa.
Insomma, non ho la presunzione di farvi comprendere appieno come la lettura della Ozeki sia intensa, profondamente toccante e assolutamente potente in un senso leggero, ma al contempo graffiante. Solo, provate la sua scrittura, è viaggio che vi entrerà sotto la pelle e che difficilmente dimenticherete!!

Consigliato!

 

Ruth Ozeki Scrittrice pluripremiata e monaca buddhista zen, è regista di numerosi film indipendenti che sono stati acclamatissimi dalla critica. Affiliata del Brooklyn Zen Center, vive tra New York e Vancouver. A pochi mesi dall’uscita, i diritti di traduzione di Una storia per l’essere tempo sono stati venduti in oltre dieci Paesi, tra cui Germania, Spagna, Paesi Bassi, Francia, Stati Uniti e Brasile.

2 commenti:

Angela ha detto...

recensione affascinante per un romanzo che sembra davvero bello...!!

Endimione Birches ha detto...

Ciao Angela!!
Sapevo che ti avrebbe interessanto!! Secondo me ti paicerà moltissimo!!
Fammi poi sapere!!
Endi