Recensione: "Io che amo solo te" + "La cena di Natale" di Luca Bianchini

venerdì 13 dicembre 2013


 




 
---oOo---
 Io che amo solo te 
di Luca Bianchini
Prezzo 16,00€ 
Pagine 262
Mondadori  
già disponibile
--o--






Ninella ha cinquant’anni e un grande amore, don Mimì, con cui non si è potuta sposare. Ma il destino le fa un regalo inaspettato: sua figlia si fidanza proprio con il figlio dell’uomo che ha sempre sognato, e i due ragazzi decidono di convolare a nozze.
Il matrimonio di Chiara e Damiano si trasforma così in un vero e proprio evento per Polignano a Mare, paese bianco e arroccato in uno degli angoli più magici della Puglia. Gli occhi dei 287 invitati non saranno però puntati sugli sposi, ma sui loro genitori.
Ninella è la sarta più bella del paese, e da quando è rimasta vedova sta sempre in casa a cucire, cucinare e guardare il mare. In realtà è un vulcano solo temporaneamente spento. Don Mimì, dietro i baffi e i silenzi, nasconde l’inquieto desiderio di riavere quella donna solo per sé. A sorvegliare la situazione c’è sua moglie, la futura suocera di Chiara, che a Polignano chiamano la “First Lady”.
È lei a controllare e a gestire una festa di matrimonio preparata da mesi e che tutti vogliono indimenticabile: dal bouquet “semicascante” della sposa al gran buffet di antipasti, dall’assegnazione dei posti alle bomboniere – passando per l’Ave Maria -, nulla è lasciato al caso.
Ma è un attimo e la situazione può precipitare nel caos, grazie a un susseguirsi di colpi di scena e a una serie di personaggi esilaranti: una diciassettenne che deve perdere cinque chili e la verginità; un testimone gay che si presenta con una finta fidanzata; una zia che da quando si è trasferita in Veneto dice “voi meridionali” e un truccatore che obbliga la sposa a non commuoversi per non rovinare il make-up.
 
Considerazioni.
Per essere un romanzo corale - très difficile, per me, visto che diffido sempre un po' da questi ultimi per la complessità e la moltitudine di personaggi da seguire, che spesso, alla fine, mi confondono - devo dire che mi è piaciuto parecchio.

Puglia. Polignano a Mare. Giorni nostri. "Io che amo solo te" segue le vicende di due famiglie e tutti (più o meno dai, ... purtroppo o per fortuna non conosceremo tutti e 278 gli invitati all'evento - perno della storia) coloro che ruotano nell'orbita dell'evento dell'anno a Polignano a Mare: il matrimonio di Damiano e Chiara.

Questi due giovani, infatti, hanno avuto la bella idea di fare un bel matrimonio in grande, come quelli tradizionalmente intesi al sud ed invitare tutta la parentela al completo, riunendo dunque tutto il parterre  che compongono le due famiglie che oserei definire alquanto particolari e sopra le righe. Dico questo perchè Bianchini tratteggia in modo ironico, giovale e bizzarro tutta una serie personaggi che sono, in alcuni casi, delle vere e proprie macchiette umoristiche che vi consiglio assolutamente di conoscere perchè sono davvero esilaranti nelle loro manie, con i loro difetti, le loro superficialità (almeno apparentemente) e stranezza.
Un esempio? Ma ve ne darò più di uno! Possimo vedere gli sposi, che sono agitati per il matrimonio, ma anche per il comportamento dei parenti (come non ammettere che ci si vergogna sempre, nel profondo, almeno un po', di alcuni di essi ...); incontriamo anche Annunziata (detta Nancy) che cerca l'uomo della sua vita e, nel frattempo, tenta di perdere l'ultimo mezzo chiletto; Mimì, che cova un segreto tormentato dietrol'apparente calma e controllo; o potrei raccontarvi della First Lady" di Polignano, ma poi vi pedereste alcuni momenti troppo carini; oppure potrei parlarvi del parrucchiere con manie di grandezza; ecc...

Insomma, come potete vedere c'è un caleidoscopio variegatissimo di parenti per tutti i gusti e tutte le patologie (alcune di queste "macchiette" sono vive e vegete e vivono a casa mia!) che non pretendono di assurgere a capolavoro di letteratura, ma di diletto, di fuga con una rappresentazione buffa, esagerata talvolta, portata quasi all'esasperazione di alcune situazioni, di alcuni personaggi, ma funzionale alla commedia irriverente di quello che nella realtà è.

Di tutto ciò, comunque, la cosa che mi è maggiormente piaciuta, nel romanzo, e colpito, è la scrittura di Bianchini, che modella bene i personaggi dando loro una proporzione giusta e ben amalgamata nel complesso della trama: smussa caratteri, amplifica difetti, esagera manie - quando occorre - ma senza mai correre il rischio creare quel distacco che sarebbe facile vedere, e "disumanizzare" così i personaggi tanto amabilmente creati dalla sua penna arguta.
Mi sono piaciuti moltissimo i dettagli, le descrizioni - che avrei amato di più se alcune volte fossero state più approfondite - i dialoghi umoristici, che rendono molto bene i personaggi, li rendono più immediati, più vividi, più completi. 

Interessante, in ultimo, è anche vedere come, nell'ambito di un complesso familiare particolarmente articolato, l'autore possa descrive abilmente (e oserei dire furbescamente, non sbilanciandosi molto, ma con la giusta dose di provocazione) l'amore nelle sue sfaccettature, che rende questo romanzo una stroria sull'amore, piuttoste che d'amore, estremizzandole e rendendole ironiche, per tutte le tipologie di amore che si possa incontrare: tra coppie sposate da lungo corso, tra coppie in procinto di sposarsi, tra coppie sposate da poco, tra coppie con dei problemi, quello non corrisposto per un donna che non è la propria moglie magari, ma anche nei single e poi nei teenagers, e così via ....

Complessivamente, dunque, mi sento assolutamente di consigliarlo a tutti coloro che vogliono leggere qualcosa di fresco, leggero, godibilmente rinfrancante e abilmente scritto.

 


--o--







---oOo---
La cena di Natale
di Luca Bianchini
pagine 190
prezzo 12€
Mondadori
già disponibile
--o--







È la vigilia di Natale e sono tutti più romantici, più buoni, ma anche un po' più isterici. Polignano a Mare si sveglia magicamente sotto la neve che stravolge la vita del paese, dividendolo tra chi ha le gomme termiche e chi no.
La più sconvolta è Matilde, che riceve quella mattina un anello con smeraldo da don Mimì, suo marito, "colpevole" di averla troppo trascurata negli ultimi tempi. Lei si esalta a tal punto da improvvisare un cenone per quella stessa sera nella loro grande casa, soprannominata il "Petruzzelli", in cui troneggia un albero di Natale alto quattro metri e risplendono le luminarie sul tetto. L'obiettivo di Matilde è sfidare davanti a tutti Ninella, la consuocera, il grande amore di gioventù di suo marito. E Ninella, che a cinquant'anni è ancora una guerriera, accetta la sfida. Sbaglia però a farsi la tinta "biondo Kidman", che la renderà meno sicura, ma non per questo meno bella.
Quella sera, alla stessa tavola imbandita si siederanno, tra gli altri: una diciassettenne ossessionata dalla verginità (Nancy); una zia con tendenze leghiste (Dora); una coppia (Chiara e Damiano) in cui il marito forse ha messo incinte due donne, e un ragazzo gay (Orlando) che ha dovuto scrivere a mano su pergamena undici menu, in cui spicca il "supplì alla cozza tarantina" preparato con il Bimby.
Tra cocktail di gamberi, regali riciclati, frecciate e risate, ne succederanno di tutti i colori. Ma ai due consuoceri, Ninella e don Mimì, importerà solo essere seduti uno accanto all'altra.
 

Considerazioni.
In questo secondo romanzo con protagosti le famiglie, che ormai conosciamo bene, di Polignano a Mare, ecco che troviamo nuovamente tutta la stramba congrega composta da Mimì, Nancy, Ninella, Matilde, Orlando, ma anche Chiara e Damiano, Dora (personaggio consigliatissimo in questo episodio), ecc... che questa volta si trova nuovamenre riunita intorno ad un tavolo non più di nozze, ma per un più ancora imbandito tavolo di Natale.

Ovviamente, come per "Io che amo solo te", aspettatevi tantissimi momenti umoristici, siparietti scoppiettanti di humor: dalla nuova acconciatura di Ninella (momento esilarantissimo), o le prove di cucina con il Bimby (!) e tanto altro.
"La cena di Natale" segue un pò il canovaccio di "Io che amo solo te" in un certo senso, in quanto ci propone, all'inizio del romanzo, tutta una serie di situazioni "aperte" che si snoderanno via via nella storia per trovare una chiusura nella parte finale, molto natalizia e molto paicevole da leggere, davvero.

Anche questa volte ho apprezzato molto la storia (con i vari snodi narrativi attinenti i vari personaggi), che ho trovato molto natalizia, molto divertente e a tratti dolce, ma la l'elemento che ho maggiormente apprezzato rimane la scrittura di Bianchini, che confermo in essere in assoluto la parte migliore. 
Bianchini descrive benissimo l'atmosfera di Natale, sin già da inizio della storia, riesce a creare un ambiente confortevole, sereno, dolce che metta subito in una perfetta disposizione d'animo e man mano inserisce elmenti ironici, buffi, che ho imparato a conoscere bene nel romanzo precedente e che smorzano i forti caratteri dei personaggi.




Consiglio dunque questo romanzo a chi ha letto il precedente ma lo cosniglio oltremodo a chi non ha letto "Io che amo solo te" per introdursi in questa famiglia spassosissima e per coloro che amano leggere storie di Natale divertenti, spensierate e nostrane.

Luca Bianchini è nato nel 1970 a Torino, dove torna appena può. Per Mondadori ha pubblicato i romanzi Instant Love (2003), Ti seguo ogni notte (2004), Se domani farà bel tempo (2007), Siamo solo amici (2011) e le nozze pugliesi di Io che amo solo te (2013), che gli hanno fatto scoprire e amare una terra meravigliosa. Nel 2005 ha scritto la biografia di Eros Ramazzotti Eros - Lo giuro.
Collabora con "la Repubblica" e "Vanity Fair", per cui tiene il blog "Pop up". Dal 2007 conduce "Colazione da Tiffany" su Radio2.
Sogna di avere un trullo con ulivo secolare e amaca per scrivere e ospitare gli amici.

Nessun commento: