Recensione: "Windigo" di Claudio Foti

sabato 14 dicembre 2013


ebook Windigo






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Windigo
mito e leggenda
di Claudio Foti
pagine 86
prezzo ebook 1.99€
Satzweiss
già disponibile
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Nel buio delle foreste, nel profondo delle terre senza uomini, risuonano storie terribili che farebbero rabbrividire anche l'uomo più coraggioso.
Storie di esseri inumani, di entità soprannaturali, di mostri selvaggi.Strane creature dimorano nei recessi delle più lugubri foreste del mondo, ma ce ne sono alcune che vivono nascoste all'interno dell'uomo, abomini invisibili peggiori di qualsiasi altra cosa.
Una di queste creature è il Windigo.
La sua leggenda è ben conosciuta... ma la sua origine?
Siete pronti a fare un viaggio nella sfera mistica dei nativi americani?
Usanze e credenze, sapientemente mescolate, porteranno il lettore all’inseguimento di un nemico terribile, mille volte più mortale dell’uomo bianco.
Siete pronti a scoprire la verità per quanto terribile essa sia? Incontrerete gli spiriti delle pianure americane, sarete immersi nella danza degli spettri, assaggerete i poteri protettivi dell’acchiappasogni e vi stupirete davanti alla forza e alla determinazione di Marmotta Rossa.
Ma alla fine sarete in grado di reggere la verità sull'origine della leggenda del Windigo?

 
  
Considerazioni.
Racconto (in quanto non conta più di un'ottantina di pagine) molto particolare che pesca nel mito e nelle leggende la sua essenza. Questa volta lasciamo da parte però miti molto sfruttanti come i vampiri e licantropi per affrontare i Windigo.
Per coloro di voi che non sapessero bene collocare i Windigo, creature particolarmente affascinanti, a mio gusto, ecco che Wikipedia mi viene in soccorso riportando questa sommaria descrizione, piuttosto funzionale a darvi un'idea: 
"[...] creatura maligna divoratrice di uomini. Si dice sia figlio dell'Inverno e della Fame. Ha grandi artigli, corpo scheletrico ed emaciato e labbra assenti o almeno non sufficientemente grandi da coprire gli enormi denti. È di grandi dimensioni ed è ricoperto da peli. Il Windigo si muove molto velocemente, tanto da consumare i propri piedi per l'attrito con il terreno. I piedi poi cadrebbero e verrebbero sostituiti. È capace di imitare la voce umana e i versi degli animali. Il Windigo è un ottimo cacciatore di giorno, insuperabile di notte. Rincorre le sue prede umane per lunghi tratti, finché queste non impazziscono e i loro piedi non prendono fuoco, poi le trascina nella tana per mangiarle vive. Si dice inoltre che la creatura abbia il cuore di ghiaccio (talvolta addirittura che sia interamente composta di ghiaccio) e che l'unico modo per liberarsene sia proprio di sciogliere il suo cuore con il fuoco."
Ma se voleste sapere, ancor meglio, da dove provengono questi demoni, ecco che Wikipedia mi aiuta a darvi la loro provenienza:
"Secondo la tradizione, un uomo (di solito un cacciatore) si trasforma in Windigo se viene morso da un altro Windigo, se è stato posseduto durante un sogno, oppure se si è nutrito di carne umana. La trasformazione in Windigo può anche essere causata da uno sciamano. Secondo altre fonti ogni Windigo un tempo era una persona, un indiano pellerossa o un cacciatore, che durante un inverno rigido è stato esiliato senza cibo e approvvigionamenti e per sopravvivere è dovuto diventare cannibale. Secondo alcune credenze mangiare carne umana dà qualità come velocità, forza e immortalità. È così che dopo anni e anni si diventa un cacciatore intelligentissimo e imbattibile ma soprattutto perennemente affamato."
Ma come si possono uccidere? Mi potreste giustamente domandare ... Wikipedia ci risponde anche in questo:
"Si pensa che la sola maniera di uccidere un Windigo sia di bruciare il suo corpo riducendolo in cenere."
 

Ecco quello che in mitologia possiamo trovare sui Windigo, poi ovviamente possiamo trovare miti e leggende con declinazioni differenti a seconda del paese in chi la sentissimo raccontata. 
Ed infatti oggi vi parlerò in particolare della leggenda del Windigo come proposta nel racconto di Foti, il quale si rifà ai miti degli Indiani d'America.
Foti ci racconti infatti di un giovane sciamano, di circa 25 anni, appartenente alla tribù indiana dei sioux, Marmotta Rossa, il quale si trova coinvolto in misteriose morti, anche nei clan vicini, che vedono un demone fortissimo e potentissimo, con un cavallo rosso in grado, anche se colpito gravemente, di far rigenerare le parti del corpo offese dai colpi dei nemici.

Il racconto è molto breve, ma devo dire che lascia ghermire l'interesse del lettore nella vicenda grazie anche all'alone di mistero e di magia che aleggia intorno ai protagonisti. Molto affascinanti. Ci ritroviamo infatti coinvolti in rituali con gli sciamani per indebolire e sconfiggere il Windigo, il potere di quest'ultimo e le sue capacità e forza, ma ci immergiamo nella stessa cultura indiana, fatti di acchiappasogni, sogni premonitori e visioni che illuminano il cammino per la giusta riuscita dell'impresa (e cioà l'uccisione del Windigo). 
La storia parte subito in un crescendo molto movimentato di caccia al mostro, che fugge, attacca a sorpresa, colpendo e uccidendo molti sciamani accorsi per fronteggiare la minaccia, anche con lo spiritismo, oltre che la forza, per poi svanire di nuovo, inseguito da Marmotta Rossa e gli altri sciamani.
La storia è piuttosto cupa, per via delle morti che vediamo succedersi e il timore che possa accadere qualcosa di brutale e terribile a Marmotta Rossa o alla sua famiglia, ma ciò non preclude a un bel finale soddisfacente e sentito.
Devo sottolineare che mi è piaciuto, più di tutto, il fatto che Foti si soffermi (un capitolo si ed uno no) anche sul Windigo stesso, non solo su Marmotta Rossa e la sua famiglia e la sua tribù, spingendosi dunque a descrivere i pensieri del demone, di quello che prova, le sue intenzioni, e non sminuisce il demone riducendolo a un pupazzo indemoniato fine solo alla malvagità, anche se pienamente costituito da essa.
Anche la scrittura del racconto mi è paiciuta ed è stata una buona occasione per leggere un autore italiano che seguirò sicuramente ancora.

Consiglio dunque questo brevissimo racconto, perchè mi è piaciuto, anche se troppo breve per affrondire troppo i personaggi e soffermarsi troppo sugli avvenimenti: come mangiare un biscotto molto buono che però è l'unico ad essere stato sfornato. Ne volevo ancora,  ma non ce ne sono più ... !

 

Claudio Foti nasce a Roma nel 1967, si laurea in giurisprudenza, scrive a getto continuo storie di mondi inquietanti. I suoi vividi personaggi si muovono in atmosfere falsamente domestiche spinti dallo spirito di avventura vivono in trilogie, romanzi e racconti dai finali mai scontati. 
Vincitore di premi letterari, ha compiuto accurate e approfondite ricerche storiche e sociali sulla Roma dell’anno 1000 (pubblicando il romanzo "Ombre su Campo Marzio" che tratta la giovinezza misterica e esoterica del papa mago Silvestro II) sulla stregoneria e sulla magia e generalmente nei diversi campi dell’occulto. Unisce l’interesse per la ricerca alla passione per la narrazione, da questo connubio nascono storie verosimili ed inquietanti. 
Per i suoi romanzi fantasy (premiati all’ex premio Tolkien) ha inventato un linguaggio "nanico". 

Principali romanzi: 
- Dobb gli adoratori di Fenrir (1° classificato Premio E. Morante, Roma 2000 ed. Di Salvo 2003); 
- Trilogia di Zymill (Zymill 2° classificato Premio Le Ali della Fantasia, Ortona 2005); 
- Ombre su Campo Marzio (1° Premio Le Ali della Fantasia, Ortona 2006 ed. Solfanelli 2008); 
- Il Grande Orso, Edigiò 2008; 
- Fantaracconti Romani (4° classificato Premio E. Morante, Roma 2005,) 

Principali Racconti: 
- Lycaonia (in Roma Fantastica 2005 ed. Alacran 2005), 
- Il Giardino di Barok-Taar (3° Premio Tabula Fati e Premio Speciale E. Perodi Ortona 2006 ed. Tabula   
  Fati 2006), 
- San Silvestro (2° Premio Yorick 2005), 
- Il Circolo di Piazza Tuscolo (in M-Rivista del Mistero n°3 2007). 

Nel 2010 ha pubblicato Il Codice Voynich con Eremon edizioni, unico saggio italiano sul manoscritto più misterioso del mondo. Collabora da anni con diverse riviste (tra cui Hera, Signs,) e sitiweb (tra cui www.turismoinsolito.com, www.portaledelmistero.it, www.acam.it) di rilevanza nazionale. 
Collabora con emittenti televisive e radiofoniche, ha esercitato la professione di giornalista e partecipa come giurato ad alcuni premi letterari. Articoli e interviste sull’autore sono apparsi tra gli altri anche sul settimanale Chi e su Radiodeejay. Claudio Foti è sempre nel mezzo di una storia e ha il grande pregio di scrivere in modo tale che il lettore veda quello che racconta. 

 Maggiori informazioni su www.claudiofoti.com

1 commento:

Anonimo ha detto...

Interessante...