Recensione: "Fermento di luglio" di Erskine Caldwell.

giovedì 30 gennaio 2014

1351 Fermento di luglio di Erskine Caldwell
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Fermento 
di luglio
di Erskine Caldwell
pagine 260
prezzo 17.50€
Fazi editore
già disponibile
voto:
4/5

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Il "Ciclo del Sud" è composto da:
1. Tobacco Road La via del tabacco.
2. God's Little Acre - Il piccolo campo.
3. Trouble in July - Fermento di luglio 

Estate, Georgia, estremo Sud degli Stati Uniti. 
cover originale
Tra i campi di cotone oppressi dall’afa, l’iroso abbaiare dei cani, i cespugli gialli di polvere ai bordi delle strade, si svolge una drammatica caccia all’uomo. 
Katy Barlow accusa ingiustamente Sonny Clark di stupro e la comunità precipita subito nella paura. 
Da una parte il negro braccato, con gli occhi sbarrati dal terrore; dall’altra i suoi inseguitori, di giorno in giorno più determinati e feroci: le due facce di un mondo sinistro e crudele, protagoniste di una vicenda fitta di avvenimenti sempre più rapidi e convulsi, fino al tragico finale in cui tutti precipitano e che tutti sommerge. 
Fermento di luglio, pubblicato nel 1940 è il volume conclusivo del “ciclo del Sud”, un romanzo di denuncia di grande impatto, in cui Erskine Caldwell vi fotografò con estremo nitore la mentalità e l’ambiente dove era nato e continuava a prosperare il razzismo.

 

Considerazioni.
Ultimo capitoli della trilogia/Ciclo del Sud il quale si occupa, a differenza degli altri due romanzi che parlavano di tabacco/cotone e oro, di razzismo. 
Caldwell è nato nel profondo sud degli Stati Uniti, in Georgia (stato meraviglioso che vi consiglio di vedere qualora vi capitasse) e come chiunque vi visse al tempo di questo straodinario autore ha vissuto la paura, la segregazione e il razzismo tra bianche e neri, e Caldwell ne da una sua versione, aderente come un guanto alla realtà, nuda e cruda come solo la verità dei fatti può essere.
"Tutto ciò che volevo fare era raccontare una storia, 
e raccontarla al meglio delle mie capacità"  E.C.
Caldwell è sempre stato un'autore spiccio, letale nella sua franchezza e spoglio da quegli orpelli narrativi che conferiscono pomposità e finezza ad un racconto, ad una storia, e che la privano al contempo della sua autenticità, che invece Caldwell è sempre stato molto deciso e fermo nel mantenere nelle storie che vedeva nella realtà e come un espressionista, estemporaneamente decise di buttare giù sulla carta, nel più onesto e franco dei modi.
La storia è quella di una delle tante ingiustizie che nel periodo intercorrente tra la la Grande Depressione e la Seconda Guerra Mondiale veniva commesse a causa dell'inquietudine e del grande disagio sociale venutosi a creare. Sonny Clark è il protagonista del romanzo e pur avendo molte caratteristiche positive, ha un difetto che le oscura tutte: ha la pelle nera come l'ebano.
Ora, come vi ho detto in precedenza, essere un uomo dalla pelle nera nel Sud degli Stati Uniti alla fine del 1800 e gli inizi del novecento era cosa grama e Sonny lo scoprirà sulla propria pelle quando Katy Barlow, figlia di un bracciante locale, lo accusa di averla violentata.
Subito la notizia filtra nella città che istiga gli uomini bianchi, assetati d'odio, povertà e fame in cerca di sfogo, provati, infatti, dal caldo asfissiante del sud (e se non ci siete mai stati non potete comprendere come dia alla testa un caldo umido e afoso come quello) incominciano a sragionare, si caricano di fumante odio verso i neri fino ad arrivare alla più orripilante, crudele e violenta delle soluzioni: il pubblico linciaggio di Sonny.
Ma ciò che è peggio, ciò che incide l'animo del lettore pagina dopo pagina, è che sappiamo che lui è innocente, tanto quanto è nero fuori, Sonny è lindo e puro dentro (almeno rispetto al crimine di cui è accusato, non pensatelo santo), in quanto è vittima di un piano più grande, la cui mente risiede in una donna malvagia, Narcissa, la quale sa come le cose siano effettivamente andate, come l'orribile fatto non sia mai stato consumato, e sfutta l'occasione per volgere i fatti a proprio vantaggio e guadagnare soldi con la pelle di Sonny, che "getta" alla folla che anela, brama e pretende giustizia e vendetta per Katy, che si lascia stupidamente manipolare da Narcissa e i suoi loschi piani, giurando il falso.

E come volete che vada a finire la storia, in una Contea, quella di Julie, che ha come sport principale quello della "caccia al nero" che vede bene un nero solo quando penzola da una forca o viene fustigato fino a spirare?

Il punto però non è tanto il "come andrà a finire" quanto piuttosto l'osservare la fotografia nitida che ne sortisce della cittadini ottusa, violenta, straziata dal caldo umido e nella morsa di una vendetta che non trova appigli nella giustizia, ma nell'ignoranza degli uomini. 
E' facile vedere l'ingiustizia, è facile vedere l'abbietta ignoranza, ma non è altrettanto facile vedere come Caldwell dirige un cascata di interessi sordidi (da Narcissa, allo Sceriffo, ecc...) nella direzione della redazione ed espiazione da parte di un uomo solo: Sonny. 
Solo lui paga un debito che non ha mai chiesto, nè voluto. Solo Sonny paga l'ignoranza, la pazzia che fa fermentare il caldo nella mente degli uomini.
Non è una lettura, come anche quella dei romanzi precedenti, che si ama. Non è che la si legga tanto per leggere o perchè si provi diletto. No, ma è una lettura che porta a considerazioni fondamentali sulla natura spiccia, resa ai minimi termini, che Caldwell ci consegna nella sua interezza e crudele verità.

Io ve lo consiglio per il semplice fatto che leggere Caldwell non è leggere qualunque altro autore, e lo si può nitidamente comprendere solo leggendolo, aprire quelle pagine scritte con onestà e semplicità e vederne la pura consapevolezza di quello che a volta reprimiamo con assoluta fermezza, la brutalità, la violenza, il volto della folla come un fermento di malvagità che muove solo per istinto di rabbia, senza ragione e che è pur sempre possibile ed è vividamente comprensibule dalla narrazione di Caldwell.
 
Erskine Caldwell è nato nel 1903 a White Oak, in Georgia, ed è morto in Arizona nel 1987. Esordì nel 1929 con Il bastardo, le cui copie furono sequestrate dalle autorità. Nel ’33, dopo l’uscita de Il piccolo campo, fu addirittura arrestato. Scrisse i romanzi del cosiddetto “ciclo del Sud” – La via del tabacco (Fazi, 2011), Il piccolo campo (Fazi, 2012) e Fermento di luglio – in povertà e in solitudine, in una fattoria semiabbandonata. Solo più tardi ottenne i riconoscimenti che meritava, divenendo uno degli scrittori più noti, discussi e ammirati d’America. Nel 1984 Caldwell fu eletto membro dell’American Academy of Arts and Letters

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