Recensione: "Elisabetta e il conte di Essex" di Lytton Strachey

lunedì 19 maggio 2014


 
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Elisabetta 
e il Conte di Essex
di Lytton Strachey
Pagine 238 
 Euro 17.50
Castelvecchi
già disponibile
voto:

4 /5
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Pubblicato nel 1928, il libro è uno dei più celebri e avvincenti racconti della relazione tra Elisabetta I, regina d’Inghilterra, e Robert Devereux, conte di Essex. 
cover originale
Il loro rapporto ha inizio nel maggio del 1587, quando lei ha cinquantatré anni e lui è appena ventenne, e si protrae fino al 1601, quando il conte viene mandato sul patibolo con l’accusa di alto tradimento. 
Cavalleresco e impetuoso, Essex ambiva ad essere qualcosa di più del bellissimo «favorito» della sovrana; ma la sua aspirazione era destinata a infrangersi dolorosamente contro una donna gelosa del proprio potere, che anteponeva la ragione di Stato a tutto, anche all’amore. 
In un susseguirsi di scene brillanti, senza mai indulgere all’aneddoto, Strachey descrive l’idillio tempestoso tra la regina e il conte, il gioco serrato di azioni e reazioni sentimentali con il suo epilogo tragico. 
E sullo sfondo di questa liaison fatale, lo scrittore evoca la galleria di personaggi della corte elisabettiana, protagonisti di un’epoca barocca e crudele, rigogliosa di passioni selvagge: Francis Bacon, Robert Cecil, Walter Raleigh e altri. Elisabetta e il conte di Essex è un grande affresco storico, steso con finezza psicologica e ironia sottile.
 
Considerazioni.
XVI° - XVII° secolo. Inghilterra. Una cultura barocca, un mondo in rivoluzione per costumi, guerre, società ed abitudini, un paese che si sta sciogliendo e affrancando dal Medioevo e che non sa bene ancora che forma assumere. Un amore che fece scandalo tra una regnante di cinquant'anni circa ed un giovane non ancora ventenne.

Elisabetta e il conte di Essex è un romanzo che sotto le abili e sicure mani di un autore che risulta essere più un menestrello intelligente e garbato, che uno storico compassato e retoricamente pedante, porge una storia che è un piacere, una goduria leggere, e che si dipana, magnetica tra avvenimenti e consideraizoni maestose, argute, intelligenti e profonde, le dipingono dipingono un arazzo di passioni d'altri tempi che incanta e appassiona come solo la realtà può fare e il garbo può rendere.

Strachey dipinge amabilmente un'epoca, ne fa percepire i pregi, i difetti e le incliazioni del tempo per poi soffermarsi su una relazione amorosa - particolarmente scandalosa - avvenuta tra Elisabetta I d'Inghilterra e il giovanissimo Robert Devereux, conte di Essex.

Se da un lato, in questo romanzo storico emergano le caratteristiche dell'uno e dell'altro personaggio - forte, derterminata, temeraria e argutissima Elisabetta I - anche se a  tratti lunatica, irritabile, incline a scoppi d'ira - quanto forte, agile, abile con le armi, fisicamente molto prestante, nonstante obnubilamenti d'animo improvvisi e melanconici, che lo portavano a isolarsi giusto il tempo per riprendersi, per parte del conte di Essex - per cui pur essendoci moltissime ragioni per portare i due ad essere molto diversi e lontani, la storia racconta anche e soprattutto di una vera affinità spirituale a cui entrambi non riuscirono a rinunciare
Entramni avevano infatti caratteri molto simili che rendevano facile la reciproca comprensone e empatia, in un momento di cambiamenti piuttosto profondi, anche politici, per la sovrana, che portarono i due ad avvicinarsi profondamente, sino ad intraprendere una relazione sentimentale e fisica che diventa necessaria ad e per entrambi, fino a conclusioni - in ultima istanza - impensabili e definitivi per tutti e due.

Poetica e rimanrcabile la descrizione di Strachey, in questo senso:

"Non c'è tregua per le creature mortali. Le relazioni umane devono progredire, altrimenti muoiono. Quando due coscienze raggiungono un certo grado di intimità, la forza dell'attrazione reciproca si fa sempre più intensa fino a toccare un culmine a cui è impossibile sottrarsi. Il crescendo deve salire fino alla nota più alta, e soltanto allora si svela la soluzione stabilita dal tema."
Robert Devereux, conte di Essex.

Da come ci descrive questa relazione scandalosa Strachey, sembra che sia stata qualcosa che si sia palesata come bruciante, assoluta e perfetta, una passione nata così appassionatamente da bruciare tutto quello che incontrava sulla sua strada, anche e soprattutto i protagonisti. 
Sebbene nei primi anni l'amore tra Elisabetta e Robert sia stata - secondo la ricostruzione di Strachey - sincera, genuina e profonda, è poi andata a deteriorarsi in modi imprevisti e drammatici, tanto da cambiare sia Elisabetta - privandola della sua vanità, così radica da non essere mai appassita (eredità di un padre che aveva di che insegnare in merito) - che Robert.

Robert Devereux, conte di Essex.
Elisabetta uscì proondamente provata dal tradimento fisico, morale, sentimentale e politico del compagno, il quale aveva scambiato erronenamente la dedizione, il rispetto e la declinazione morbida e dolce di Elisabetta per sottomissione. Ma sottomissione in realtà non era, e lei, mandandolo a morte, ne ristabilisce e definisce le posizioni, sottolinea e ristabilisce l'ordine che aveva mandato all'aria per lui.  Robert, con il suo tradimento tira fuori una parte di Elisabetta che alberga nel suo stesso sangue, quella vena dal sentimento rabbioso, vendicativo e giustiziere del padre, dimostrando a tutti (popolo e consiglieri compresi) da dove proviene e di quanto è capace nonostante l'età e la penuria per il risvegloi brusco nella comprensione di un'età avanzata e della vecchiaia imminente.

Robert dal canto suo, ebbro di potere, onore, gloria, inciampa nella sua giovinezza e azzarda fino a crearsi la corda con cui verrà impiccato (metaforicamente). Robert non sa cosa significhi sfidare Elisabetta, perchè con lui, lei, è un'altra persona, disposta sempre a perdonarlo a blandire gli altri ed i fatti per vederlo felice, accondiscendere di fronte alla sua passione, al suo amore per lui. Siccome crede di poter far di tutto, Robert, come un bambino capriccioso e potente da il peggio di se, e paga. Paga tutto.

Elisabetta I e Robert Devereux.
Elisabetta, nonostente la nome di Regina Vergine, ebbe numerosissimi amanti, tra cui Thomas Seymur, Robert Dudley, Walter Raleigh, ecc... ma fu con Robert Devereux che comprese il tradimento e il dolore più acuto e profondo, quello che incrina l'animo e che cambia una persona, rendendola migliore o peggiore,  seconda dei casi fu grazie a Robert che comprese l'amore necessario e profondo per il suo paese, al quale si era data da sempre e mai l'avrebbe tradita.

Mi è piaciuto moltissimo lo stile di Strachey, che confesso di aver letto per la prima volta qui, con questo romanzo, ma anche non sarà sicuramente l'ultima, a questo punto. Strachey assume infatti quello sguardo indagatore e sublime che coglie l'epoca di cui tratta, risulta altamente competente degli argomenti che riassume, è storicamente ineceppibile, ma aggiunge a tutto ciò quelle considerazioni necessarie, che portano alla riflessione e all'indagine dei personaggi, che rendono tridimensionali e più vicini persone storicamente esistite, ma lontane nel tempo, di cui è difficile effettuare da soli, dai libri di storia, un'indagine introspettiva precisa e chiarificatoria.

Davvero notevole.

Elisabetta I
 
Lytton Strachey (Londra, 1880-1932) Scrittore, critico letterario e saggista britannico, appartenente al cosiddetto gruppo di Bloomsbury, è considerato l’iniziatore di una nuova forma di biografia in cui l’intuizione psicologica e l’empatia si combinano con arguzia e irriverenza. Tra le sue opere: Eminent Victorians (1918), Portraits in Miniature (1931), Ermyntrude and Esmeralda (1969); grazie alla biografia Queen Victoria (1921) ha vinto il premio letterario James Tait Black Memorial Prize.

2 commenti:

Daniela ha detto...

E' meraviglioso, avvincente, scritto in uno stile che si legge in modo scorrevole, io lo lessi tempo fa in inglese e lo trovai splendido, se ora è in libreria anche in italiano, non posso di certo perdermelo, grazie Endimione, ti abbraccio per augurarti una lieta serata <3
Con affetto xoxox
Dany

Endimione Birches ha detto...

Bellissimo davvero, sembra una di quelle narrazioni ipnotizzanti della BBC ;D