Recensione: "Elizabeth è scomparsa" di Healey Emma

lunedì 16 giugno 2014




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Elizabeth
 è scomparsa
di Healey Emma
pagine
prezzo 17€
Mondadori
già disponibile
voto:

4/5

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"Elizabeth è scomparsa!" è scritto sui fogli che Maud si ritrova nelle tasche, appiccicati al frigo, vicino al telefono, e per di più scritti a mano con la sua grafia. 
cover originale
Maud sta diventando un po' smemorata e la sua presa sulla realtà a volte vacilla. Continua a comprare barattoli su barattoli di pesche sciroppate quando ne ha la dispensa piena, si dimentica di bere le tazze di tè che ha appena preparato, e scrive un sacco di appunti per ricordare a se stessa le cose. Non si dimentica però della sua amica Elizabeth, scomparsa e probabilmente in pericolo. 
Ma nessuno sembra darle retta, non sua figlia, non le infermiere che vengono a prendersi cura di lei, non i poliziotti, e nemmeno Peter, l'egoista figlio di Elizabeth. Maud è sospettosa, non ha la minima fiducia nelle loro rassicurazioni ed è determinata a scoprire cosa è successo. 
Ancora non sa che le sue smemorate ricerche stanno per condurla indietro di cinquant'anni, nell'Inghilterra dell'immediato dopoguerra, alla sua infanzia e a un mistero irrisolto che aleggia come un fantasma sulla sua famiglia: la scomparsa dell'adorata sorella maggiore Sukey. 
E se il mistero della scomparsa di Sukey contenesse la chiave per ritrovare Elizabeth? Emma Healey, con un talento impressionante in un'autrice esordiente, intreccia il potere ambiguo dei nostri ricordi con la forza dei sentimenti, in un puzzle misterioso dove i tasselli vengono mescolati di continuo fino all'ultima pagina. 
E anche se Maud è sempre sul punto di scordare un dettaglio essenziale e la verità sembra sfuggirle per un soffio, voi, statene certi, non vi dimenticherete di lei.

 


Considerazioni.
Maud non si ricorda. Maud - anche se non viene mai detta la malattia che l'affligge - non ricorda le cose che succedono, le persone che incontra, le cose che fa, che dice, che pensa, che compra.


«Deve essere una cosa sistematica, quella di provare ad annotare tutto.
Elizabeth è scomparsa e devo fare qualcosa per scoprire cos’è successo. Ma sono così confusa. Non so con esattezza quando l’ho vista per l’ultima volta, né cosa ho scoperto. Ho telefonato e non ha risposto.
Non l’ho vista. Credo. Non è stata qui e io non sono stata là.
Ora cosa faccio?
Penso che dovrei andare a casa sua. A cercare indizi. Qualsiasi cosa troverò la metterò per iscritto. Devo tenere sempre qualche penna nella borsetta.
Deve essere una cosa sistematica. Ho annotato anche questo.» 
da "Elizabeth è scomparsa" di Healey Emma.

La mente di Maud vacilla, e per ovviare, per cercare di ricordare quello che combina, ecco che usa post it, memorandum vari, ma poi ecco l'assalgono quei dannati vuoti, quei black out durante i quali non sa proprio cosa fa o dove va. 

Ora poi che la sua migliore amica Elizabeth è scomparsa le cose sono peggiorate. Ora la credono proprio suonata. Sua figlia, suo figlio, la sua assistente sociale e quelli che la circondano non le credono, la trattatano come una bambina pestifera che adora farli andare ai matti. Sanno che la sua mente ha dei buchi, sanno che la maglia di cui è costituito il suo tessuto cerebrale si è strappata in più punti e che lei, da sola, non riesce a richiuderli, e che questi si allargano di giorno in giorno e che la fanno innervosire, che la rendono impotente agli occhi di chi la circonda. Ma soprattutto la rendono impotente di fronte a se stessa. 
 A 82 anni Maud si sente inutile, inetta, fragile. Ma non per Elizabeth, che ha bisogno di lei, perchè nessuna la cerca se non Maud. Ed allora incomincia ad indagare. Armata di foglietti su cui scrive tutto quello che riesce a mettere insieme dalle sue indagini (in cui si procura ferite e quant'altro) Maud verrà a conoscenza della verità su Elizabeth, ma non solo, perchè torna ad affiorare alla mente di Maud un mistero di tanti anni fa: la scomparsa di sua sorella Sukey.

Ho trovato questo romanzo affascinante. Non nel senso classico del termine, no. Il romanzo è infatti narrato in prima persona da Maud, entriamo nella sua mente, siamo nella sua testa quando è "cosciente" e non sappiamo cosa abbia fatto quando invece è "incosciente" a causa dei gap (ovvero i vuoti) della sua mente, quando quest'ultima si "dissocia" e non le permette di essere consapevole e presente in quello che fa e quello che vive. Questo è stato affascinante e straziante in egual misura. E' stato impressionante calarsi nella mente di una donna che non è sempre consapevole, 24h su 24, di quello che fa, cosa si prova ad essere impotenti per età e volontà. 

Non solo, ma la Healey affronta anche la vita dura che hanno le persone vicino a Maud, che devono sempre starle accanto, ripeterle le cose (continuamente) perchè è anziana, non ci sente il più delle volte, ma anche perchè non se le ricorda per via della mente che non l'assiste. E sta evidentemente peggiorando...

Ero mentalmente e fisicamente provata quando ho terminato la lettura di "Elizabeth è scomparsa" non perchè non fosse semplice leggere la Healey, che qui usa un linguaggio semplice, lineare, fedele ad una mente provata, usurata, combattuta dell'anziana Maud. Quanto piuttosto perchè mi ha commosso profondamente la storia di questa donna, teneramente alla deriva, non creduta (se non alla fine, dalla figlia che salva la parentela tutta) debole e cocciuta a tal punto da ricongiungere - nonostante tutto e tutti - tutti i fili, nel passato con la storia di sua sorella (che si intervalla, come ricordo, a quella del presente) e del presente, con la ricerca di Elizabeth.

Non posso dirvi di più (gli spoiler sarebbero troppo facili e troppo rovinosi) rispetto alla trama, ma posso dirvi che è veramente molto intenso questo viaggio semplice ma tenero, che accompagna con gentilezza, tatto e dolcezza lungo un percorso inaspettato, che sarebbe risultato pesante e logorante se non fosse stato inserito in una narrazione che raccontasse della condizione e della malattia di Maud come l'ha fatto la Healey, e cioè in modi e toni differenti,  introducendo elementi gialli e misteriosi (la ricerca di Elizabeth) che incontrano quelli dei ricordi (la storia di Sukey) e dei sentimenti. Veri, percepibili e toccanti.

Davvero molto, ma molto consigliato a tutti coloro che vogliono affrontare una storia complessa, ma narrata con molto capacità e bravura. Tale almeno da rendere vicina una persona reale solo nella mente di chi scrive e toccante da entrare sotto pelle e mettere radici.


Emma Healey ha 28 anni ed è nata e cresciuta a Londra. Elizabeth è scomparsa è il suo primo romanzo ed è diventato subito un caso alla Fiera del libro di Londra, dove gli editori mondiali se lo sono conteso sfoderando le idee più bizzarre: alcuni hanno tappezzato l'intera casa editrice con barattoli di pesche sciroppate, altri l'hanno inondata con le note di Mozart, altri ancora hanno fatto recapitare all'autrice una valigia piena zeppa di oggetti vintage amati dalla sua protagonista. Più di venti paesi hanno acquistato i diritti di traduzione di questo libro.

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