Recensione: "La ragazza che hai lasciato" di Jojo Moyes

mercoledì 4 giugno 2014

 
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La ragazza
che hai lasciato
di JoJo Moyes
Prezzo  16€
Pagine 417
Mondadori
già disponibile
voto
3/5

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Il prequel del romanzo:
 
Francia, 1916. 
Sophie, sposa innamorata del pittore Édouard Lefèvre, allievo di Matisse, è rimasta sola dopo che il marito è partito per il fronte allo scoppio della Grande Guerra. La giovane donna ritorna quindi al suo paese natale nel Nord della Francia, ora occupato dai tedeschi. 
cover originale
Con grande audacia Sophie aiuta le famiglie in difficoltà suscitando l'interesse e l'ammirazione del locale comandante delle truppe nemiche, fino al giorno in cui, disperata, è costretta a chiedergli aiuto, dopo aver saputo che Édouard è stato catturato e rischia la vita. Per riaverlo è disposta a offrire ciò che ha di più caro: un bellissimo quadro dipinto dal marito che la ritrae giovanissima, intitolato "La ragazza che hai lasciato", divenuto per il tedesco una vera ossessione. Subito dopo, Sophie viene arrestata e portata via. Nessuno sa dove, né si hanno più sue notizie. 
Riuscirà a riunirsi al suo amato Édouard? Londra, 2010. Liv, vedova trentenne, sta ancora elaborando la dolorosa perdita del marito, un geniale architetto morto all'improvviso quattro anni prima. Ma quando incontra casualmente Paul, prova per lui una forte attrazione. L'uomo lavora per una società che si occupa di rintracciare opere d'arte trafugate durante la guerra, e proprio a casa di Liv vede il quadro che stava cercando da tempo, quello appartenuto un secolo prima a Sophie. Come mai Liv è in possesso di quel prezioso dipinto? E quali conseguenze avrà questa scoperta sulle loro vite? 

Due donne, due epoche e due contesti sociali profondamente  diversi, due vite raccontate in parallelo che finiscono irrimediabilmente per essere assimilate   nell’ identificazione della donna del presente con quella del passato: il tutto dovuto alla  presenza ” scomoda”  di un ritratto vibrante, disarmante  e impietoso.

 

Considerazioni.
Conosciuta Sophie Lefevre, ovvero la protagonista di La ragazza che hai lasciato, già nel prequel di questa storia in Luna di miele a Parigi, che avevamo capito essere la moglie di un pittore di inzio novecento (che si poneva sulla scia di Matisse) e Liv Halston, l'altra protagonista della storia, che avevamo compreso essere una novella sposa moderna, che ha come marito un architetto londinese molto promettente.

In questo proseguo della storia vediamo come - dopo le vicende non proprio felici de Luna di miele a Parigi - le due, grazie anche alla loro forza d'animo, andranno avanti nelle loro diffili situazioni.
Mentre, infatti, Sophie - che si trova in Francia, a St. Peronne nel 1916 - deve combattere contro il dolore di sopportare la separazione del marito, al fronte,  e l'occupazione tedesca; Liv - che vive nella Londra del 2010 - deve invece venire a patti con la sofferenza dovuta alla perdita del marito, morte avvenuta 4 anni prima e mandando a rotoli la sua vita, gettandola nella diperazione prima e poi nell'apatia degli stimoli vitali, come la passione, la volontà e la soddisfazione lavorativa e personale.

Il vincolo tra le due? Un ritratto che compare nella casa di Sophie e che poi viene acquistato da Liv e suo marito molti anni dopo ed il fatto che Liv conduce ricerche sull'esistenza di Sophie, in modo che anche il lettore possa conoscere e comporre, con Liv, la storia della donna francese del 1900.

Il romanzo si svolge su queste due linee narrative, che continuamente s'intervallano e si mescolano fino a comporre un puzzle complesso di sentimenti che danno come risultato evoluzioni che portano ad un finale ben lontano da quello che si sarebbe preannunciato all'inizio della storia. E se da un lato vediamo infatti Liv avvicinarsi sempre di più ad un Americano che non ha più speranza nella felicità e nella serenità, con uno scopo ben preciso sul territorio francese (deve recuperare delle opere d'arte sottratte dai tedeschi si loro proprietari ee restituirli a questi ultimi) che riguarda da vicino il ritratto posseduto da Sophie (che è il terzo protagonista della storia) nel passato; dall'altro ricostruiamo la storia di Sophie, del marito catturato dai nemici e della storia del quadro, che compie un viaggio infinito, prima di giungere tra le mani di Liv.


Il punto di forza, che ho notato in passato, dell'autrice è la capacità della Moyes di smuovere i sentimenti più reconditi, intimi e teneri del lettore per entrare empaticamente in contatto con i personaggi che rappresenta e che riescono sempre a saltare fuori dalla carta, come se esistessero o fossero esistiti da sempre. La Moyes è davvero molto, ma molto capace in questo. Coinvolge una parte intima, personale e commovente dell'animo, mette in un angolo il lettore e gli chiede pegno per la sua partecipazione alla vicenda. 

Tuttavia, questa sua propensione all'empatia, in questo romanzo, rispetto a romanzi che ho letto in passato dell'autrice, l'ho sentita e vissuta meno vividamente, in questo romanzo. Ho certamente vissuto quanto passato da Sophia e Liv, la loro connessione per la lontananza dei mariti, il sentirsi profondamente sole, lontane dal cuore del loro amato. Ci sente derubate dall'amore come loro, sole come loro, ferite ed impaurite per quanto accade loro e si piange e ci si dibatte con e per loro. C'è coinvolgimento, ma c'è anche una ricerca meno affinata e particolareggiata del profilo psicologico delle protagoniste.

Sarebbe stato necessario, a mio parere, una descrizione più curata dei sentimenti, siccome è ilì che risiede la forza dell'autrice ed il perno della storia: nei momenti di debolezza, di disincanto, di tenera solitudine, della forte dedizione agli affetti, ai sentimenti e alla voglia di libertà e di azione per uno scopo superiore e più grande, come grande è il prezzo che si richiede per arrivare alle scelte più giuste: sia per Sophie, sia per Liv che per Paul.

Quello che mi ha tenuto realmente incollata al romanzo, in questo caso, è stata l'incongita per il destino dei personaggi, di cui non si sa e non si ipotizza nulla sino alla fine (con sorpresa) del romanzo e ho molto apprezzato perchè non lo ritenevo possibile di poter accadere.
Complessivamente è un romanzo che consiglio a chi ama la narrativa un pò sofferta e complessivamente più ricercata e complessa sia come stile narrativo che come intreccio di linee narrative. Anche se non al suo apice, la Moye vale pur sempre una lettura.


Jojo Moyes è nata e cresciuta a Londra. Scrittrice e giornalista, ha lavorato all'"Independent" per dieci anni prima di dedicarsi a tempo pieno alla scrittura. Attualmente è una delle più affermate scrittrici in Inghilterra.  I suoi romanzi sono sempre in testa alle classifiche e riscuotono un grande successo di critica e di pubblico. Io prima di te è il libro più votato nella storia del "Richard and Judy Book Club". L'autrice vive nell'Essex con il marito e tre figli.

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