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Famiglia e legami ... d'estate lasciano traccia. Almeno per Sonzogno...

sabato 5 luglio 2014


Non tutti
vogliono essere salvati...

 
 
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Amity e
Sorrow

le figlie del profeta
di Peggy Riley
pagine 298
prezzo 16.50€
Sonzogno
già disponibile

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Sul sedile posteriore dell’auto, due sorelle siedono l’una accanto all’altra, con i polsi legati. La loro mamma, Amaranth, guida ininterrottamente da giorni.

È in disperata fuga dal marito, capo poligamo di una setta religiosa dove le donne
vivono recluse. Le ragazze, Amity e Sorrow, unite per la pelle, guardano con infi nito stupore il mondo esterno, fuori dalla comunità dove sono sempre vissute.

Un incidente stradale interromperà la loro corsa in una sperduta pianura dell’Oklahoma. Secondo quale piano Dio le ha fatte schiantare proprio lì? Il soccorso arriva da Bradley, un contadino del luogo la cui moglie se n’è andata, che prende le tre donne con sé nella sua fattoria. Certo, quello strano trio piovuto dal cielo lo mette non poco in imbarazzo, con tutti quei loro bizzarri rituali, quelle stravaganti preghiere, quelle cuffi ette d’altri tempi, quella totale ignoranza delle cose più semplici.

Tuttavia la curiosità prende il sopravvento e, gradualmente, il rude Bradley e la fragile Amaranth scioglieranno quei lacci che trattengono i loro cuori da un sentimento eccitante quanto inatteso. Sono le due ragazze, però, a subire, nel modo più radicale, l’impatto con il mondo “là fuori”. Amity è raggiante, intrepida, entusiasta di ogni nuova esperienza – il primo assaggio di patatine fritte, una visita in biblioteca, lo sguardo di un giovanotto, la scoperta del televisore. Sorrow, invece, a disagio per quell’improvvisa libertà, entra in confl itto con ogni novità, ed è determinata a tornare dal padre per ritrovare le abitudini nelle quali si sentiva protetta.

Peggy Riley, con questo originale debutto, mette in scena, in modo delicato e commovente, i dilemmi, le paure e i desideri di tre donne che, guidate ciascuna dalla propria sensibilità, sceglieranno di percorrere strade non convenzionali, all’insegna chi di una coraggiosa autonomia e chi di una rassicurante sottomissione.

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