Recensione: "La stagione degli scapoli" di Vincenzo Monfrecola

mercoledì 15 ottobre 2014



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La stagione
degli scapoli
di Vincenzo Monfrecola
pagine 208
prezzo 16€
Gargoyle editore
cartaceo/ebook
voto:
4/5
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È il 1910, all’Eghoist Club di Londra il critico letterario Cyril Billingwest sta festeggiando l’addio al celibato, quando il suo ispirato discorso viene bruscamente interrotto da una telefonata che lo informa che la sua futura moglie è scappata con i regali di nozze.

Scioccato dalla notizia, Cyril decide non solo di rimanere per sempre lontano dalla perfidia delle donne, ma addirittura di salvare gli scapoli londinesi dalle insidie del matrimonio. Così, dopo aver scritto di suo pugno un “manuale dello scapolo”, insieme allo scaltro cugino George fonderà un sindacato maschile: lo Scapolificio Billingwest.

Ma gli uomini possono davvero fare a meno delle donne? A quanto pare, aiutare gli scapoli a rimanere tali non è semplice come Cyril e George pensavano e la sopravvivenza dello Scapolificio di famiglia è sin da subito minacciata da fidanzate abbandonate, mogli furiose e segretarie dal sorriso irresistibile.

Ecco allora che prende vita una divertente commedia “d’altri tempi” in cui bugie, arguti sotterfugi e strampalati colpi bassi vi faranno correre da una sponda all’altra del Tamigi verso la resa dei conti.



Consiederazioni.
Allora, siccome mi pacciono moltissimo le storie che trovano ambientazione nell'Inghilterra dell'Ottocento/inizio Novecento, con le sue piccole e grandi confusioni amorose e intrighi che coinvolgono Conti, Marchesi, Duchi, ecc... ho deciso, oggi di consigliarvi un romanzo assolutamente italiano che trova ambientazione all'inzio del Novecento, proprio in Inghilterra e ci immerge in una storia estremamente ironica, leggera e piacevole.

Tutto incomincia con la storia ironicamente e irriverentemente bislacca di Cyril Billingwest, giovane, non proprio avvenentissimo (si dscrive come un pò stempiato e tendente alla pinguetudine) che nel momento in cui si accinge a sposarsi, proprio nel giorno delle sue nozze, vede la fidanzata Vera scappare con il suo maggiordomo e tutti i regali di nozze.
Mr. Billingwest reagisce bene e male al contempo, in quanto sebbene, da un lato, appaia sollevato per essere scampato ad una donna crudele, arrivista e grande nella sua pochezza, dall'altro sublima la faccenda dell'abbandono assurgendola a "crociata" per aiutare anche gli altri scapoli a fuggire ad unioni infelici e inutili. 

Cyril, su idea dal disincantato cugino George - il quale oltre a scroccare soldi ai parenti è noto nell'ambiente londinese per non riuscire proprio a instaurare un rapporto solido e duraturo con le donne - decide in questo modo di fondare il cd. “Lo scapolificio Billingwest” sindacato per scapoli, il quale segue il manuale, con tanto di regole fondamentali per i loro fondatori, scritto da Cyril "Le dodici mosse di Ulisse". 

L'idea, infatti, è quella di accumilare risorse economiche, tratte dagli scapoli illusi e dal cuore spezzato, e proporre loro una sorta di via d'uscita al matrimonio, con la salvezza dalle moine delle loro pretendenti. Lo scopo ultimo è infatti quello di dar protezione dall'opportunismo di alcune donne che vogliono "cacciare" e "procacciarsi" un buon partito, e che sebbene prima del matrimonio siano docili, melliflue poi si dimostrano, a seguito delle nozze, come vere e proprie "tiranne" del focolare.

Il romanzo in questione è stata davvero una bella scoperta per il fatto che non solo è scritta davvero molto bene, con un linguaggio fluido, semplice, usando un tono leggero, ma è uno scritto ironico, che prende un pò in giro la società dell'epoca, le sue regole, i suoi crismi, mettendo in piedi una commedia sardonica diretta benissimo da due personaggi incantevoli per la loro caratterizzazione: Cyrile e George. Entrambi, infatti, pur essendo due personaggi a cui magari non ci si accosterebbe se indirizzate ad un matrimonio (specialmente per quanto attiene George), vi si trova, in ultimo, una sorta di affine simpatia, per cui li si segue volentieri nei pasticci in cui man mano si conducono vicendevolmente, affiancati dalla meravigliosa figura della a co - protagonista, Penelope.

Quest'ultima è la figura chiave del romanzo, che riesce a sconvolgere, con più o meno consapevolezza la vita dei due fondatori del Sindacato e dando una vera e propria svolta all'esistenza di Cyril, riuscendo anche a fare breccia nel suo ostile cuore. E Penelope, vi assicuro, è un personaggio davvero molto, ma molto interessante, perchè riesce in primo luogo a sollevare un contrasto evidente tra il mondo di città (costituito dai due cugini) e quello di campagna (da dove arriva Penelope) ma soprattutto con la sua arguzia - e brillante ingenuità - è la vera vincitrice del romanzo, sia per storia che per felicità.

La sua persona, insieme ai comicissimi equivoci che srogono dalla vicencenda, nonchè dai siparietti costituiti dai fraintendimenti, piccole vendette, inganni e battute che riescono sempre nell'indurre al sorriso, costituiscono una lettura che mi sento di consigliarvi soprattutto se amate le ambientazioni inglesi ben ricreate, con tematiche sempre interessanti come il rapporto tra uomini e donne, ma svolte in modo molto ironico e fresco.
Oltre a ciò, se non rinunciate a un bellissimo affresco di costumi e società di primo novecento, con le sue ipocrisie, le sue crepe, i suoi fasti e le sue decadenze, è una prova ottima della riuscita della descrizione di questo meraviglioso contesto con i suoi pregi e i suoi difetti.
E se poi non rinunciate all'amore, a vedere come la commedia ironica e stramba possa tingersi, in fondo, di più tinte rosa di quanto ci si immagini, ecco, avete sicuramente trovato un romanzo perfetto per accoccolarvi sul divano e leggere una storia brillante che possa intrattenervi piacevolmente, con garbo, una certa raffinatezza, per il week end. Provare per credere!!


Vincenzo Monfrecola, giornalista napoletano, ha collaborato con Napolinotte, il Roma e l’Avanti! ed è stato responsabile della sede di Londra dell’Osservatorio sui Beni Culturali, Faldbac Trade Union. Attualmente lavora per il Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Ha pubblicato Il Decisionista (Cavallo di Ferro 2010) e Lo strano furto di Savile Row (Cavallo di Ferro 2012).

2 commenti:

Ludo ha detto...

Sai che non mi aspettavo una pubblicazione del genere per i tipi di Gargoyle! Buon per loro che sperimentano.

Endimione Birches ha detto...

Più che vero, verissimo!!!!!!