Recensione: "Ritorno a Kiward Station" di Sarah Lark

giovedì 2 ottobre 2014

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Ritorno 
a Kiward
Station
di Sarah Lark
pagine 600 circa
prezzo 20€
Sonzogno
già disponibile
voto:
4/5
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La serie "Nella terra della nuvola bianca" è composta da:
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1. In the Land of the White Cloud - Nella terra della nuvola bianca.
2.Song of the Spirits - Il canto dei maori.
3. Call of the Kiwi - Ritorno a Kiward-Station.
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le cover del primo e del secondo romanzo


Gwyneira McKenzie era arrivata da Londra in Nuova Zelanda come giovane sposa piena di entusiasmo e di stupore. Aveva scoperto una terra ricca di fascino nella quale radicarsi, fondare una fattoria, costruire un nuovo destino. 
Ora è la volta della sua giovane e ribelle nipote Gloria Martyn trovare la propria strada nella vita. Gloria adora quel paese dai paesaggi infiniti, i suoi costumi, la sua natura selvaggia. 
cover originale
E quando, come si conviene a una ragazza della buona società, i genitori decidono di mandarla a studiare in Inghilterra, dall'altra parte del globo, cercherà di evitarlo in ogni modo. 
Come può abbandonare Kiward Station, le passeggiate con i suoi cani adorati, le corse a cavallo, e le serate in compagnia del grande amico Jack? Ma alla fine Gloria dovrà lasciare tutto e tutti, e l'impatto col vecchio mondo sarà per lei devastante. 
Strappata alle sue radici, rischia di perdere se stessa e solo la sua tenacia le permetterà di affrontare un'avventura in cui i compromessi da accettare umiliano il suo animo maori. 
Mentre la Grande Guerra infuria mettendo a repentaglio la vita di chi le è più caro al mondo, una sola grande speranza la sostiene: tornare alla sua amata isola nel Pacifico in cerca dell'unica persona che può ancora guarire le ferite del cuore e dare un senso a quella sua esistenza che, ormai Gloria lo sa, è irrimediabilmente legata alle leggi immutabili della Terra della nuvola bianca.
 
Considerazioni.
Ultimo romanzo della trilogia de "La terra della nuvola bianca" che si propone di narrare una saga familiare avendo come sfondo la bellissima e selvaggia Nuova Zelanda a partire dal 1850 fino alla Prima Guerra Mondiale per concludere la sua narrazione intorno al 1918.

La trilogia porta avanti la storia iniziata con le capostipiri Helen e Gwyneira (al centro del primo romanzo), proseguita con le loro nipoti Kura e Elaine (protagoniste del secondo libro) e chiude il cerchio parlando delle figlie di queste ultime: Gloria (figlia di Kura e William) e Lilian (figlia di Elaine e Tim).

Ero particolarmente ansiosa di leggere della storia della sfortunata e impacciata Gloria - bisnipote  di Gwyneira - che non se l'era passata benissimo durante l'infanzia, con due genitori assenti e occupati a farsi la guerra per ripicca per ricongiungersi (cosa che non mi ha entusiasmato). La mia speranza era che quella povera anima di Gloria trovasse un'anima gemella che l'amasse e rispettasse, che trovasse  cioè qualcuno che vedesse in lei qualcuno da amare e apprezzare, visto che i genitori, in fondo, nemmeno ci avevano provato.
Giusto per confermare l'amore puro e incondizionato che li lega alla bambina, i genitori, la spediscono in Inghilterra, a studiare presso il college di Cambridge e nell'avventura le viene affiancano la giovane cugina Lilian.

Una volta giunte in Inghilterra, le due giovani ragiscono in modi differenti all'ambiente inglese: mentre Lilian ama sin da subito l'ambiente e la città e vi si ambienta, Gloria ne viene un pò travolta e si spaventa, non trovandosi propriamente a suo agio nel college.

Tutto cambia quando scoppia la Grande Guerra in Europa, che sconvolgendo un pò tutto riporta Lilian, per volontà dei genitori, a casa, in Nuova Zelanda mentre Gloria, deve patire per le Americhe, per seguire i genitori nella loro tournée (la madre è una famosa cantante d'opera) anche se l'unico posto in cui voglia stare è Kiward Station, in Nuova Zelanda.
In America non si troverà bene Gloria, non troverà il proprio posto, si sentirà inadatta, non amata, scontata, non realizzata, ed oltretutto i genitori non la faranno sentire indispensabile, ma quasi un peso che si trascinano appresso.
E lungo e arduo si dimostrerà il cammino per tornare in Nuova Zelanda, ma non impossibile e non privo dell'amore che tanto anela di incontrare.

Quest'ultimo romanzo è forse il migliore della Larak, a mio parere, in quanto ha trovato una via di mezzo tra l'enucleazione tragica degli avvenimenti in successione con cui la Lark ama un pò punire i suoi personaggi e una trama affascinante che prenda il lettore e lo appassioni.

Arrivata all'ultimo capitolo posso dire di aver compreso le motivazioni per le quali la Lark abbia voluto un mostrarsi anche un pò malevola verso le sue protagoniste, mostrandoci matrimoni non voluti, violenze, insoddisfazioni e fini agrodolci. Voleva mostrarci come ovunque il destino delle donne fosse tragico, all'epoca, vincolato alle scelte degli uomini, non libero e senza grandi speranze, specialmente se la donna in questione non aveva molti mezzi.
Questa sistuazione storica e sociale muta con il tempo e le consuetini, che concedono tempo e modi di scegliersi una vita da vivere, studiando, lavorando e scegliendosi un proprio destino come il proprio compagno per la vita.

E sono stata molto contenta di leggere finalmente un finale positivo, anche se non meno travagliato, da parte di Lilian e Gloria, tuttavia continua a pungermi di amarezza e dolore il pensiero di donne come Elaine, come Helen, come Gwyneira che hanno patito veramente moltissimo, combattendo, fuggendo, anelando e strappando cone le unghie e con i denti la felicità ad un destino non proprio benigno.

Di quest'ultima opera poi ho apprezzato due cose in particolare, una l'ho già detta e ripetuta nei precedenti romanzi della serie: le ambietazioni accurate, la Nuova Zelanda, stupendamente affrescata in tempi che poco la vedono protagonista. L'altra cosa che mi è piaciuta leggere è stata quella di vedere cosa accadeva in quel lontano posto durante la Prima Guerra Mondiale e in particolare ho letto piacevolmente di quanto atteneva l'ANZAC (l'esercito della Nuova Zelanda).

Complessivamente posso duqnue dirmi abbastanza soddisfatta della trilogia, perchè si è lasciata imprimere nella memoria. Ho apprezzato innanzitutto le protagoniste femminili, che si lasciano facilmente amare e smuovono a tenerezza e commozione. Magnifici poi i paesaggi e le ambientazioni, con descrizioni magiche, che fanno amare questi posti, questi luoghi lontani e dagli spazi verdi, faticosi, ma magnifici.

Secondo il mio parere questa trilogia poteva avere quel qualcosa in più che l'avrebbe resa indimenticabile, certo con sopportazioni e sofferenze e penurie date dal vissuto, dalla storia, dalla società. Quello che voglio dirvi, però,  è che poteva esserci meno "accanimento" nei riguardi dei personaggi; il dolore talvolta è troppo, la sfortuna troppo poco accidentale e l'angoscia che ne emerge qualche volta è pesante, troppo lungamente protratta, tanto  che dovevo posare il romanzo, fare un giro e poi tornare a leggerlo. La Lark a mio parere induge troppo negli accadimenti per colmare la poca descrizione emozionale e approfondita della psicologia dei personaggi, che deve essere dedotta dal lettore piuttosto che letta e compresa dall'autrice.

Detto ciò è una lettura che cresce, che evolve, che ha qualcosa da raccontare, da insegnare, con personaggi che rimangono più impressi di altri, ma fluente, lungo e costante. Certo, emapaticamente non è perfetta, in quanto è un pò "rigida", ma mi sento di consigliarla vivamente a coloro che vogliono inatraprendere una lettura molto diversa sia per ambientazione che per narrazione ed anche perchè se anche non è perfetta ha intenzioni lodevoli e tanta ricerca alle spalle - sia storica che sociale - che è davvero molto pregevole.


Sarah Lark ha lavorato per molti anni come guida turistica e ben presto si è innamorata della Nuova Zelanda che l'ha stregata con i suoi passaggi dalla bellezza quasi irreale. Il suo romanzo d'esordio, Nella terra della nuvola bianca, ha messo d'accordo critica e pubblico e ha inaugurato la meravigliosa saga romantica che ha superato il milione di copie in Germania.

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