Doppia intervista, Mood Erotico con YouFeel

giovedì 11 dicembre 2014

Ed eccomi a concludere la lunga parentesi dedicata a YouFeel, Rizzoli, questa settimana, con le ultime due interviste, dedicate al Mood erotico! Spero che queste interviste vi abbiano incuriosito rispetto ai romanzi e alle autrici che hanno partecipato, come hanno intrigante me! Vi ricordo che alla fine di questa giornata, tra i commenti lasciati, estrarro' il vicitore/Ice che porterà a casa un degli ebook tra i romanzi presentati!


Di che cosa hai voglia oggi?
Nell’universo You Feelc’è un libro che ti aspetta,
perfetto da leggere dovunque tu sia - su smartphone e tablet -
e qualunque sia il tuo stato d’animo:
Romantico, Ironico, Erotico ed Emozionante.
Erotico

Mood Erotico

Storie di passione, impetuose e trasgressive.
I romanzi perfetti per le amanti della sensualità e dell’erotismo.

--o--
In ogni donna si nasconde
 una sensuale geisha




---oOo---
Ciliegio
in fiore
di Nora Noir
pagine non pervenute
prezzo 2. 49 €
YouFeel Rizzoli
dal 3 dicembre
--o--









Beatrice lavora nell’ufficio stampa di una multinazionale giapponese. È forte, attraente e determinata, forse anche troppo, ma tutte le sue certezze crollano quando una sera, rincasando prima dal lavoro, trova il suo compagno a letto con un’altra. 
L’episodio la costringe a guardarsi dentro: la sua vita ha bisogno di un cambiamento. Netto. Il volantino, visto per caso sulla bacheca dell’azienda, che invita a provare un “Corso di Geisha”, sembra essere l’inizio di questo viaggio interiore… 
e non solo! Beatrice incontra Alessandro e tra cerimonie del tè, passeggiate tra le vie illuminate per il Natale e kimono un po’ troppo stretti, la sua femminilità inizia a sbocciare prepotente e sensuale, come un ciliegio in fiore.

Dalla mente e dal cuore di un’autrice che racconta l’erotismo in modo elegante e profondo, un romanzo di grandi passioni e forti sentimenti.


---o- L'Intervista -o---

1. Puoi parlarci del tuo romanzo?  
Ci provo. Per me è sempre molto difficile introdurre i miei romanzi… Beatrice è una donna che, come accade spesso, crede che la propria felicità consista nell’essere perfetta e sempre disponibile, vuole essere brillante nel lavoro e ipercrocerossina nella storia d’amore. Il risultato è, fin dalle prime righe, un disastro. Decide quindi di ripartire da zero, da se stessa. Una maniaca del controllo che deve essere capace ancora di provare curiosità e stupore. Sembra semplice, ma non lo è se non ci si è abituati, soprattutto in una situazione di dolore. Riguardo alla particolarità del corso, invece, è sempre stato un mio desiderio, e mi sono sempre chiesta se mai ci fosse qualcuno disposto a organizzarlo.

2. Da cosa è nata questa storia?  
Come tutti i miei racconti e romanzi, dal desiderio di raccontare una storia di persone assolutamente semplici e ordinarie e delle loro emozioni. In questo caso specifico, due esistenze diverse che si ritrovano unite da un’esperienza molto particolare, come appunto un “corso di geisha”.

3. Le Geishe. Una parola che apre le porte di un mondo. La scelta di inserire questa figura nel tuo romanzo nasce da una casualità o da una passione per la cultura nipponica radica negli anni? 
Più che per la cultura nipponica in generale ho avuto fin da ragazzina la curiosità specifica nei confronti della figura della “geisha”. Non sono un’esperta cattedratica e onnisciente sull’argomento, ho semplicemente letto un bel po’ di libri, saggi e biografie sull’argomento per farmene un’idea più realistica, ma senza voler perdere quell’alone di mistero e sensualità che tanto mi aveva attirata. Desideravo che il lettore facesse più o meno lo stesso mio percorso, attraverso le sensazioni di Beatrice. (In coda al romanzo ho inserito la bibliografia di testi più o meno recenti che trattano l’argomento da varie angolazioni).
4. Come si presentano i tuoi protagonisti?  
La storia è scritta in prima persona, quindi viviamo il susseguirsi degli eventi come fossimo la protagonista, attraverso i suoi occhi e le sue percezioni. E ciò vale anche per tutti quelli che le ruotano intorno: l’amica e collega Flavia, il suo capo, il Signor Nakamura, Alessandro, il bel professore dai modi timidi e gentili, e infine Ume, la particolare artefice della sua rinascita, che secondo me è il vero motore del romanzo.

5. Quali sono gli elementi di questo romanzo che premi sottolineare ai lettori della tua storia?  
Mi piacerebbe che la lettura del mio romanzo invogliasse alla scoperta e all’approfondimento del fluttuante mondo delle geishe, per poi trarne qualcosa di bello e piacevole, in grado di arricchire le proprie vite, sia sul piano mentale che fisico. Vorrei che leggessero e si svagassero con la mia narrazione. Ed essendo comunque un erotico, che apprezzassero le parti più sensuali della storia!   
6. Se dovessi descrivere in tre parole la tua storia, quali sarebbero?
 Uso un verbo, un aggettivo e un nome: riscoprire, nascosta, sensualità.

Nora Noir vive tra Londra e Milano, è scrittrice di romanzi erotici e pittrice. Scrive soprattutto quando è triste o arrabbiata, quindi lo fa spesso. Ha pubblicato racconti pulp, erotico-storici e romance. Il suo ultimo romanzo, “Candy Apple”, uscito in self-publishing, è subito salito ai vertici della classifica Amazon. Potendo vivrebbe solo di tè nero, cioccolato e giornate di pioggia.


--o--

Non c'è istinto più forte
 di quello del cuore
 
Visualizzazione di D'AscaniDONNA_02esec.jpg




---oOo---
L'istinto 
di una 
donna
di Federica D'Ascani
pagine non pervenute
prezzo 2. 49 €
YouFeel Rizzoli
dal 3 dicembre
--o--







Luisa è una moglie e una madre felice: la sua vita sembra perfetta, ma una sensazione di incompletezza, un desiderio incontrollabile agita le sue notti. 
Una sete di piacere che nemmeno Sandro, il marito, può sedare, un pensiero nascosto e proibito che arriva dal passato e le fa desiderare quello che la morale o la ragione le vieta. 
Lara è il volto del peccato, la mela da cogliere, un corpo che induce alla tentazione. Cosa è giusto fare? Respingere quel duplice istinto o oltrepassare il limite da cui non si può più tornare indietro? 
Un romanzo intenso, in cui erotismo, passione e sentimenti si fondono in modo meravigliosamente naturale.


 ---o- L'intervista -o---



1. Puoi parlarci del tuo romanzo?
Innanzitutto ciao a tutti! Parlare del romanzo... Bella domanda. Parto dall'inizio, magari le parole vengono scrivendo. L'Istinto di una donna è una storia d'amore, prima di tutto, di un amore inconsueto, per molte, ma attuale e presente in molte vite. Luisa è una donna simile a me, simile a molte. Ha un marito splendido (e questo forse può essere meno normale in questo periodo, purtroppo) e due bimbi che adora. La sua vita scorre tranquilla, senza picchi esaltanti, ma comunque in maniera appagante. Questo finché non incontra con Lara, avvenente frequentatrice della palestra dove ha iniziato a recarsi da poco. In breve tempo l'attrazione tra le due inizia a essere insostenibile e impossibile da ignorare. E cedere alla tentazione è facile, istintivo, inevitabile...
2. Da cosa è nata questa storia?
Inizialmente è nata dall'esigenza di porre alcuni pensieri che avevo in testa in maniera sconnessa già da un po', volendo dare ampio respiro a storie inusuali, proprie di quella che viene considerata, in maniera errata, una minoranza. Piano piano, però, la storia si è delineata e l'esigenza di dire che l'amore è amore e che l'istinto dovrebbe essere seguito in ogni modo è diventata impellente. Un po' come Luisa con Lara, sono stata quasi costretta a scrivere del triangolo amoroso che i miei personaggi sono stati portati a vivere. Vengono accennati temi attuali, come l'anoressia e l'omofobia adolescenziali. Difficili da combattere, intraprendere o soltanto osservare, queste due piaghe sociali mietono vittime quasi senza una spiegazione apparente e io, che in fondo rimango sempre adolescente, ho voluto contribuire a fare un po' di luce su alcune dinamiche.

3. In moltissimi campi, oramai, le storie romantiche tra donne sono state sdoganate, ma non è così ovvio leggerne una storia. Come mai hai scelto di porre al centro della tua storia un amore saffico?

Per me amore è amore. Non importa se questo si svolga tra uomo e donna o uomo e uomo. Come ha detto una mia amica tempo fa, facendomi riflettere e spingendomi con la sua frase ad aprire la mente come la nostra epoca esige, si amano persone indipendentemente dal loro sesso. E riflettendo su questa verità la psicologia di Luisa, Lara e Aurelia mi è parsa chiara. Inoltre credo sia veramente ipocrita considerare ancora tabù una storia tra due donne. Stranamente, nella narrativa contemporanea non vi è quasi traccia di un tema simile, eppure Saffo parlò secoli fa e, non a caso, apre il primo capitolo con il suo inno a Gongila. Proprio a sottolineare quando si sia tornati indietro invece di andare avanti. 
4. Come si presentano i tuoi protagonisti?

Luisa è una donna tormentata dai sensi di colpa per qualcosa che in fondo non ha attuato, in adolescenza. Passionale, nonostante tutto, cede al suo istinto perché cosciente di non poter fare altrimenti. Il ricordo di Aurelia, sua amica liceale, è troppo vivo e forse il non vissuto conta più del presente per lei.
Aurelia è una ragazza bellissima, problematica e desiderosa d'affetto, come ce ne sono tante... Preda dell'ignoranza familiare, non è libera di esternare la sua sessualità, né di essere accettata per ciò che è. La descrizione della sua psicologia è importante per capire quanto importante sia comprendere i propri figli per evitare colpi di testa dettati dalla sofferenza.
Lara è la tentazione, davvero la mela del peccato. Non è evidenziato quasi nulla di lei, perché fine all'appagamento di un istinto effimero, ma necessario.
Sandro è... Beh, Sandro è l'amore puro. Uomo normalissimo, che ho desiderato tale per fornire la normalità necessaria a immedesimarsi in una storia fin troppo contemporanea. Ama, è amato e conosce il modo di legare a sé per la vita... Forse...

5. Quali sono gli elementi di questo romanzo che premi sottolineare ai lettori della tua storia?

Come ho sottolineato in precedenza, l'amore è amore ed è davvero in grado di salvare dall'agonia, persino da se stessi... Aurelia prima e Sandro dopo, Luisa vive grazie all'amore dato e ricevuto.  Non bisogna fermarsi alle apparenze, così come non deve essere permesso a nessuno di dettar legge sulla propria vita e sullo stile che a essa si desidera conferire. Si vive una volta sola e per quanto aborri l'idea del tradimento credo che nessuno abbia il diritto di giudicare la sessualità o la condotta altrui. In nessun modo e per nessuna ragione. Ovviamente se questo non lede la libertà del prossimo.
6. Se dovessi descrivere in tre parole la tua storia, quali sarebbero?
Audace, delicata, passionale.

Federica D'Ascani è nata a Ostia, ma vive nella sua Maccarese, felice di essere "emigrata". È da poco uscito, in seconda edizione, il suo primo romanzo di genere fantasy/horror "Dacon, il delirio del male" per la Gds Edizioni, ma ha al suo attivo una raccolta di racconti horror, pubblicata nel lontano 2010, e varie pubblicazioni singole. Dopo un lungo periodo d'assenza, dovuto principalmente a costruirsi una vita supportata da un lavoro stabile, è tornata a parlare di sé tramite il suo blog. E ora, per la prima volta, sperimenta un genere del tutto nuovo grazie alla collana "Senza sfumature", scoprendo che le piace. Molto.

4 commenti:

federica d'ascani ha detto...

Ciao! Ovviamente dalla collana senza sfumature ho fatto un po' più di strada, ma capitemi, mamma da poco con la testa ci sto poco XD Grazie mille, bell'intervista!

Endimione Birches ha detto...

non dire così ... ^ ^

Ludo ha detto...

Devo dire che Ciliegio in fiore mi ispira parecchio, anche perché la cultura giapponese mi affascina molto. Per ora l'ho sempre assunta in piccole dosi, tra narrativa, manga, anime, dorama...

Coraggiosa Nora Noir a voler provare a scuotere la tradizione linguistica che ancora permane nei termini giapponesi che approdano in Italia. Mi riferisco alla italianizzazione del termine geisha a cui viene attribuito un plurale terminante in «e». Io non la 'bacchetto' (notare le virgolette,) ma qualcuno potrebbe anche farlo.

Endimione Birches ha detto...

Ciao Ludo! Onestamente su quanto hai appena detto mi trovi mancante (sebbene come te sia affascinanta dalla cultura nipponica) ... intendo per il plurale di "geisha".
Grazie dunque per la precisazione, perché ora sono curiosa e approfondiro' la cosa 😆☺😊
Buona serata!!
Endi