Recensione: "La matriarca" di Gladys Bronwyn Stern

lunedì 19 gennaio 2015





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La 
Matriarca
di G.B. Stern
pagine 272 circa
prezzo 16€
Sonzogno
già disponibile
voto:
3/5
--o--







Paragonato ai Buddenbrook di Thomas Mann, ma tanto più scanzonato e allegro, La Matriarca di G.B. Stern narra l’ascesa e il declino della famiglia Rakonitz, ebrei cosmopoliti che hanno girovagato per l’Europa prima di stabilirsi a Londra. La loro numerosissima tribù ruota attorno ad Anastasia, la Matriarca. È lei che comanda tra le mura di casa e sovrintende al destino di fratelli, figli, cugini, nipoti, per non parlare delle sventurate nuore.
cover originale
Per un secolo intero, dalle campagne napoleoniche alla prima guerra mondiale, è tutto un susseguirsi di matrimoni e bar mitzvà, amori e disincanti, guadagni e fallimenti. Pagina dopo pagina, nel tono tipico dell’umorismo ebraico, capace di sorridere anche in mezzo alle tragedie, si procede al ritmo incalzante della vita. 
Negli anni Venti e Trenta G.B. Stern aveva il suo bel posto nell’élite letteraria londinese, era amica di tutti quelli che contavano. Aveva ottenuto un successo precoce, a soli ventun anni. Vennero in seguito dozzine di romanzi, testi per il teatro, brevi racconti, e fu perfino ingaggiata come sceneggiatrice a Hollywood.
A quarant’anni dalla sua morte, di quella brillante produzione non si trovava in commercio più niente. Finché La Matriarca, il suo romanzo più famoso, è rispuntato nel 2013 sugli scaffali della più antica libreria di Londra, la Daunt Books, che lo ha ripubblicato con il proprio marchio, offrendogli una seconda vita. In Italia viene proposto per la prima volta da Sonzogno.


Considerazioni.
Oggetto della vicenda sono una famiglia ebrea, i Rakonitz, i quali dopo aver girato l'intera Europa si sono stabiliti in quel di Londra.

In particolare si seguono le vicende di Anastasia, l'indomabile matriarca del titolo, la quale da sempre mostra di avere le idee ben chiare su tutto. Anastasia, dopo essersi sposata contro il parere di tutti a soli sedici anni con suo cugino Paul, ha incominciato a prendere le redini di tutto quello che la circondava e che cadeva sotto il suo dominio: dirigere la casa, prendersi cura dei fratelli minori e occuparsi degli affari di famiglia.

E' lei che dirige tutto, che tiene tutto sotto controllo, sotto scacco, e che si occupa anche di tenere d'occhio i figli, i nipoti, i cugini e le nuore.

La storia raccontata ne "La Matriarca" è una storia che tratta di circa un secolo di vicende familiari, partendo dai nonni di Anastasia, ma trovando della persona di quest'ultima la vera pietra miliare dell'intera stirpe dei Rakonitz, nulla ci viene risparmiato tra guerre, fughe, viaggi, passaggi di consegna generazionali ovvero conflitti, sentimenti, matrimoni, morti, nascire e vicende economiche serrate.

E' un romanzo che indaga poco, se non per Anastasia, la psicologia dei pesonaggi, che vengono abbozzati per e nelle loro caratteristiche, che spiccano per i loro difetti e i loro pregi ma non emergono mai del tutto. E forse questo aspetto lo rende il suo punto più debole, cedendo al volere dell'evolversi della storia piuttosto che sull'affezione ai personaggi, che tra l'altro sono molti.

La parte più piacevole del romanzo è sicuramente tutto quanto ruota intorno a Anastasia, la vera domatrice e dominatrice della storia, in grado di cambiare le vite dei vari componenti della sua famiglia in base a principi, intenzioni o capricci su cui si impunta.

Interessante soprattutto vedere come le donne della famiglia reagiscono - sottomettendosi quasi sempre - alla figura di Anastasia, dominante sempre, quasi schiacciando tutti coloro che compongono la loro famiglia. Ma le donne, sempre e comunque emergono sempre di più nel romanzo della Stern, che riesce in un modo o nell'altro a farle emergere e interagire meglio.

Sebbene la Stern abbia usato l'ironia per dipingere un personaggio straordinario come quello di Anastasia (che costituisce anche il maggior pregio del libro), abbia arricchito la narrazione con aneddoti e eventi vari, "La matriarca" non è un romanzo che mi ha appassionanto quanto mi sarebbe piaciuto. E' più un assistere agli eventi che capitano, in successione, che parteciparvi realmente, e questo mi ha tenuto un pò a distanza dal romanzo, non coinvolgendomi più del richiesto dalla stessa autrice.

L'argomento centrale è l'indipendenza femminile, la voglia di emancipazione della donna, la condizione del gentil sesso nei secoli precedenti il nostro, che mi trovano sempre abbastanza disposta all'argomento, ma non so perchè non mi ha preso quanto avrei voluto...


 


Gladys Bronwyn Stern nata a Gladys Bertha Stern a Londra ha scritto molti romanzi, racconti, opere, memorie, biografie e critiche letteraria. Ha scritto il suo primo romanzo all'età di 20, e poi ha continuato a scrivere un romanzo ogni anno. I suoi romanzi si basavano sulla sua cosmopolita, non praticante famiglia di ebrei. Con Sheila Kaye-Smith ha scritto i dialoghi "Talking of Jane Austen". Ha anche scritto una biografia di Robert Louis Stevenson Ha sposato il neozelandese Geoffrey Lisle Holdsworth nel 1919. Dopo la seconda guerra mondiale divenne cattolica. Morì a Wallingford, Oxfordshire , in Inghilterra il 28 settembre del 1973.

2 commenti:

Ludo ha detto...

Durante la lettura, questa Anastasia ti è risultata simpaatica o antipatica? A me fa prudere le mani solo leggendo questo post!

Appunto alla Sonzogno: Daunt Books non è affatto la più antica libreria di Londra. Hatchard's è la più antica libreria di Londra. Nemmeno considerando solo le sedi, le età degli edifici in cui le due librerie sono situate, si può dire che Daunt (Marylebone) sia più antica di Hatchard's (Piccadilly), che detiene il primato di anzianità in tutta l'Inghilterra!

Endimione Birches ha detto...

Si, anche per quello non mi ha fatto impazzire... Anastasia e' ultra egocentrica!!!
Ti ringrazio per la precisazione perché non sapevo onestamente quale fosse più vecchia!! Fa piacere davvero conoscere cose nuove e piccoli particolari!!!
Xo
Endi