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Portami o diva tra miti e leggende ...

martedì 24 marzo 2015

Oggi vorrei presentarvi una Casa Editrice nuova che pubblica dei titoli interessanti per grandi e piccini andando alla ricerca, mediante due collane, delle storie mitologiche più risalenti nel tempo (greche e romane) ma anche della tradizione popolare più recente del nostro bellissimo e variegato paese.

Di seguito vi indico i titoli in uscita da pochissimo e quelli che invece sono usciti qualche tempo fa e vi indico la collana e la finalità di quest'ultima. Buona lettura a tutti!!!



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Sirene
di Helga Di Giuseppe e Felice Senatore
Illustrazioni di Martina Vanda
pagine 44, Ill.
prezzo 13.00€
Scienze e Lettere
editore dell'Accademia dei Lincei
età di lettura 6-12 anni
Collana Monstra
già disponibile
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Collana Monstra

La collana Monstra è dedicata agli ibridi della mitologia antica, esseri inesistenti in natura, in parte uomini, in parte animali e in parte qualcosa d’altro. Sono i vulnerati della mitologia, che per loro disgrazia hanno incontrato gli dèi dell’Olimpo e ne sono rimasti menomati. Aracne, Medusa, Sirene, Tifone, Acheloo, Scilla e molti molti altri si presenteranno al giovane lettore e racconteranno in prima persona la loro vicenda con ironia, divertimento e desiderio di riscatto, facendo conoscere le proprie competenze e abilità e con continue incursioni verso altri miti che aiuteranno a creare collegamenti con scenari meglio noti. Questi simpatici ‘vulnerati’ sottoporranno a giudizio i comportamenti e le decisioni degli dèi ‘maggiori’ che con la loro protervia, invidia e irrazionalità hanno determinato per sempre e negativamente le loro esistenze. Ogni monstrum avrà due piani di lettura. Da una parte farà conoscere se stesso, dall’altra tratterà un tema legato alle sue peculiarità: es. Acheloo e il controllo delle acque da parte dell’uomo, Aracne e la produzione tessile, Sibilla e la nostalgia per la madre patria, Scilla e gli amori difficili ecc. Le scenografia e che accompagnano i testi sono rielaborazioni grafiche di immagini antiche (tratte da vasi, pitture, sculture e mosaici) o invenzioni che hanno però alla base il racconto filologico, per cui il lettore avrà sempre la garanzia della correttezza dell’informazione e sarà accompagnato con divertimento su un cammino di fantasia e conoscenza. Buona lettura!


Introduzione
Le Sirene nella mitologia classica appartengono alla categoria degli ibridi, per metà animali e per metà esseri umani: degli uccelli avevano zampe e lunghe ali, delle donne il volto incorniciato da lunghi capelli e il busto e le braccia, con cui reggevano strumenti musicali. Solo a partire dall’epoca alto-medievale (VII-VIII sec. a.C.) vengono trasformate in quegli esseri marini per metà donne e per metà pesce che ben con l’abilità del musico Orfeo, e in numerose altre opere della letteratura antica, come le Me-tamorfosi di Ovidio. Non è chiaro quale fosse la loro origine e la loro prima sede, ma cer-tamente uno dei luoghi in cui fu individuata la loro dimora in Occidente è la Penisola Sorrentina. Le Sirene, che in Omero erano due, divennero tre, perché tre erano le isole chiamate Seirenoussai (odierni Li Galli), e il loro mito si evolse e si estese ad altre località del Mar Tirreno comprese tra il golfo di Napoli e la Calabria, località che, secondo la tradizione, accolsero i loro corpi trasportati dalle onde dopo il suicidio. Gli abitanti edificarono sepolcri e istituirono il culto della Sirena morta che li aveva raggiunti: Partenope, nel territorio che poi sarà Napoli, Leucosia a Poseidonia/Paestum e Ligeia a Terina, in Calabria. La mitografia estremamente complessa che le riguarda ha tra le poche certezze il fatto che il dio-fiume Acheloo, a cui abbiamo dedicato il primo numero della collana Monstra, fosse loro padre. Loro madre era forse Gea (la dèa Terra), forse una delle Muse (Tersicore, Melpomene o Calliope) e per questo anche le Sirene erano versatili nelle arti del canto e della musica. Infatti, loro peculiarità era quella di sedurre con la forza della voce e della musica. In particolare, vengono raffigurate mentre suonano strumenti a corda, a fiato e a percussione, come la lira, la cetra, il doppio flauto, il tamburello e le nacchere. L’oggetto del loro canto, per quello che ci dice Omero, è la promessa di conoscenza, ma incantano anche con la lode delle imprese c ompiute dagli eroi naviganti, come Ulisse, che le incontrano durante il loro viaggio e ne restano perdutamente e rovinosamente ammaliati, fino a dimenticare tutto, la famiglia, la patria e persino se stessi. In questo racconto, è la sirena Partenope a presentarsi al giovane lettore nella veste di fanciulla birichina, dal bel canto, portatrice di tremendi guai per chiunque la incontri ....salvo che per uno che scoprirete. (dall’introduzione di Helga Di “Napule è mille paure, Napule è mille culure, Napule è a voce de' criature...” Ti chiedi come mai una gallina spennacchiata canti in napoletano? Me è semplice, perché sono napoletana!!! No, non di nascita, “di fondazione”!!! Che vuol dire? Vuol dire che questa città piena di bellezza e passione L’AGGIO FUNDATA IOOOoooooooooooo: l’ho fondata io...vieni a scoprire come e perché...
Helga Di Giuseppe è archeologa, esperta di cultura materiale di periodo repubblicano, imperiale e tardo-antico. I suoi interessi scientifici spaziano dall’archeologia della produzione ceramica e tessile, all’archeologia del sacro, alla storia dell’insediamento urbano e territoriale, nonché all’economia delle ville romane. Da anni, fortunatamente approdata nella ‘Terra delle Sirene’, ne segue le appassionanti e ‘incantevoli’ vicende e, presa dal «rovinoso incanto» che l’accomuna a Felice Senatore, è qui per restituire ancora una volta con fantasia e conoscenza.

Felice Senatore storico, è direttore della rivista Oebalus. Studi sulla Campania nell’Antichità. Si è occupato della storia e delle istituzioni delle popolazioni dell’Italia antica all’epoca della Roma repubblicana, ma da sempre il «rovinoso incanto» del Golfo di Napoli, da Pithekoussai a Capri, passando per Pompei e la Valle del Sarno, lo tiene prigioniero con i suoi miti e le sue storie.
Martina Vanda (Roma 1978) è autrice e illustratrice di picture books, designer e ceramista. I suoi libri illustrati sono pubblicati in Italia e all’estero da Lirabelle éditions (Francia), Fineo editorial (Spagna/Messico), Orietal Babies & Kids Co. (Cina), Tajamar (Chile); sono inoltre tradotti e distribuiti in vari paesi d’Europa e America. Dal 2012 dirige le autoproduzioni TunnellingP. Sirene è il primo libro illustrato che realizza per Scienze e Lettere. Suoi clienti sono anche Feltrinelli editore, Il Nuovo Rinascimento e La Vanguardia. Martina ha all’attivo premi e riconoscimenti internazionali tra cui la selezione alla Mostra Illustratori di Bologna (2012 e 2015), alla Biennale di Bratislava (2012), CJBook Award Korea (2010), Premio Qwerty (2010). Il suo libro illustrato “¡Estela Grita muy fuerte!” ha venduto oltre 100mila copie. Realizza.
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Il giardino 
dei Tarocchi 
Un'avventura tra i giganti
colorati di Capalbio

di Fabrizio Felici Ridolfi
Illustrazioni di Emanuele Carosi
pagine 67, Ill.
prezzo 13.00€
Scienze e Lettere
editore dell'Accademia dei Lincei
età di lettura 7-12 anni
Collana Terre incantate  
già disponibile
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Collana Terre incantate 

La collana Terre Incantate è dedicata alla scoperta di alcuni luoghi italiani cheracchiudono in sé magia, leggenda e mistero. L’idea di raccontarli e farli conoscere attraverso una collana dedicata ai bambini scaturisce dalla consapevolezza di quanto poco siano conosciuti al grande pubblico pur costituendo una parte importantissima del nostro patrimonio culturale e un’eccezionale fonte di fascino e suggestioni sia per i piccoli che per gli adulti. L’esplorazione di questo terreno attraverso una collana per l’infanzia si lega alla volontà di svelare a bambini e ragazzi alcuni luoghi originalissimi e sorprendenti del nostro paese, rilanciandone anche il turismo, attraverso la collaborazione con Province, Comuni, Regioni, Assessorati alla cultura interessati a patrocinare e sostenere il progetto. I libri della collana Terre Incantate possono essere utilizzati come originali, fantasiose e divertenti guide che sappiano accompagnare bambini, genitori e insegnanti nella loro passeggiata alla scoperta di un’Italia ancora misteriosa e nascosta. Attingendo, attraverso espedienti fantasiosi e coinvolgenti, alla storia di ogni luogo, i protagonisti di questa collana racconteranno, infatti, ai giovani lettori, tappa dopo tappa, le suggestive atmosfere e gli incontri inaspettati di un viaggio che vale davvero la pena di intraprendere.

 Introduzione 
Quanti di voi conoscono il Giardino dei Tarocchi? Situato nei dintorni di Capalbio, un ridentee antico borgo in provincia di Grosseto, il Giardino si fa riconoscere già da lontano, quando dalla linea dell’orizzonte che man mano si avvicina affiorano le sagome delle coloratissime statue che lo popolano. Ispirato al Parco Guell di Barcellona, opera di Antoni Gaudì, ma arricchito dalla straordinaria creatività e vena fantastica della pittrice e scultrice francese Niki de Saint Phalle, Il Giardino dei Tarocchi è un luogo davvero magico e rappresenta un’occasione di arricchimento interiore. Come scrisse l’autrice, che ad esso dedicò gli ultimi venti anni della sua vita, «Il mio Giardino è un posto metafisico e di meditazione, un luogo lontano dalla folla e dall’incalzare del tempo, dove è possibile assaporare le sue tante bellezze e i significati esoterici delle sculture. Un posto che faccia gioire gli occhi e il cuore». Inaugurato nel 1998 e volutamente poco pubblicizzato (la sua creatrice volle, infatti, tutelarlo dall’affollamento del turismo di massa), il Giardino si caratterizza per le ventidue gigantesche sculture che riproducono gli Arcani Maggiori del mazzo dei Tarocchi. Le statue sono realizzate in calcestruzzo con una struttura interna di tondino di ferro piegato e saldato e sono interamente ricoperte di ceramiche policrome, smalti, vetro di Murano e specchi. Fabrizio Felici «Cosa aspettiamo, Fiammetta?!Non sei curiosa di scoprire il tuo regalo di compleanno?!» grida Aldobalzando sul vialetto ondeggiante come un surfistasulleonde. La bambina non selo fa ripetere due volte e anche leisaltasu:«Niki, arriviamo!» Eridendo scompaiono oltre ilmuro...
Felici Ridolfi è docente di egittologia pressoistituti di formazione universitaria per adulti e grande appassionato del Giardino dei Tarocchi e del suo ricco simbolismo. Autore di numerosi articoli sulla civiltà egizia, ha pubblicato per la collana Ankh di Scienze e Lettere, da lui diretta, i volumi Vita Quotidiana nell’Antico Egitto, I Luoghi dello Spirito, Miti e Dei dell’Antico Egitto e Rallegrati, o Egitto - Le origini del Cristianesimo nella terra dei Faraoni.

Emanuele Carosi è grafico pubblicitario e illustratore. Da sempre coltiva la passione per il disegno. Collabora con la casa editrice Scienze e Lettere per l’illustrazione e la progettazione grafica delle collane dedicate ai più giovani Terre incantate e Monstra, dove riversa tutto l’entusiasmo e la fantasia della sua giovane età. I suoi disegni sono realizzati e colorati a mano e, successivamente, ripresi al computer.
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Acheloo
di Helga Di Giuseppe
Illustrazioni di Emanuele Carosi
pagine 44, Ill.
prezzo 13€
Scienze e Lettere
editore dell'Accademia dei Lincei
età di lettura 7-12 anni
Collana Monstra
già disponibile
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Introduzione
Acheloo è la personificazione dell’Aspropotamo, il più importante fiume della Grecia. Considerato il più potente e vorticoso dei corsi d’acqua, secondo solo a Zeus. Forse figlio di Oceano e Teti secondo alcuni, della Terra secondo altri, diventò nel tempo il simbolo di tutte le acque che scorrono. Gliautori antichi gli attribuiscono molti amori e anche molte figlie, come le Sirene, le Ninfe e alcune sorgenti.
Era raffigurato come un toro dal volto umano, ma aveva capacità proteiformi e quindi poteva assumere sembianze umane con attributi taurini o diventare un serpente dal volto umano con attributi taurini. Dal punto di vista simbolico, Acheloo sovrintende ai momenti di passaggio di condizione; è legato al mondo dei morti, è nume tutelare dei confini e delle unioni. In questo racconto il dio si mette a nudo e, con ironia e rassegnazione, si racconta nella veste di “acqua violata”. L’incontro-scontro con Ercole farà di Acheloo una delle divinità più amate, rispettatee rappresentate dell’antichità.“Ciao, ti stai chiedendo perché ho un corno rotto e me ne sto tutto triste e solo con la chioma incoronata da canne?....... Vieni nel mio mondo e lo scoprirai...”

Helga Di Giuseppe è archeologa, esperta di cultura materiale di periodo repubblicano, imperiale e tardoantico. I suoi interessi di ricerca riguardano l’archeologia della produzione ceramica e tessile, l’archeologia del rito, la storia dell’insediamento urbano e rurale nei territori antichi e l’economia delle ville romane. Ha scavato a Roma, in Italia e all’estero. Ha pubblicato molti articoli scientifici, scritto e curato varie monografie e collane, tra cui, l’ultima, Monstra, dedicata ai più giovani. Il suo incontro con Acheloo è avvenuto in occasione del ritrovamento di una fattoria/villa nell’area dell’attuale Auditorium Parco della Musica di Roma. Da qui si è sviluppato un ampio studio che ha coinvolto vari contesti dell’Italia antica e ora, abbandonati momentaneamente i panni scientifici, è qui per restituire con fantasia e conoscenza.

Emanuele Carosi è grafico pubblicitario e illustratore. Da sempre coltiva la passione per il disegno. Collabora con la casa editrice Scienze e lettere per l’illustrazione e la progettazione grafica delle collane dedicate ai piùgiovani Terre incantate e Monstra, dove riversa tutto l’entusiasmo e la fantasia della sua giovane età. I suoi disegni, ispirati a fonti iconografiche antiche, sono realizzati e colorati a mano e, successivamente, ripresi al computer. 


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I misteri del
Sacro Bosco di
Bomarzo

Un'insolita guida al parco
di Valentina Evangelista
Illustrazioni di Emanuele Carosi
pagine 108, Ill.
prezzo 15€
Scienze e Lettere
editore dell'Accademia dei Lincei
età di lettura 7-12 anni
Collana Terre incantate
già disponibile
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Introduzione 

Quando, per la prima volta, visitai il Sacro Bosco di Bomarzo avevo sette anni. È un’esperienza che ancora ricordo con immenso stupore. Tornandoci di recente e documentandomi, ho
scoperto che la storia di questo luogo è davvero affascinante e per molti versi misteriosa. Ideato dal nobilePierfrancesco Orsini, detto Vicino, e da lui commissionato nel 1552 ai maggiori artisti e architetti dell’epoca, quali Raffaello da Montelupo, Simone moschino, Vignola e Pirro Ligorio, il parco rappresenta un unicum nel panorama artistico mondiale, discostandosi nettamente dalla tipologia dei giardini all’italiana del tempo: nel bosco sacro, infatti, tutto è sorpresa e sovvertimento di geometrie, proporzioni e prospettive. Dedicato dall’Orsini alla memoria della moglie Giulia Farnese, morta in giovane età, questo luogo incantato è popolato da statue, animali, figure mitologiche e fontane, scaturiti dai tanti viaggi e incontri fatti dal principe, ma frutto soprattutto della sua grande sensibilità artistica. Dimenticato e abbandonato per secoli dopo la morte del suo ideatore, il parco passò di mano in mano finché, nel 1954, fu acquistato all’asta dai coniugi Tina e Giovanni Bettini che seppero riconoscerne il grande valore artistico e lo riportarono all’antico splendore. Molti studiosi e storici dell’arte hanno suggerito differenti interpretazioni su questo luogo, alcune di ispirazione filosofico-simbolica, che leggono ogni statua come la tappa di un percorso di matrice alchemica, altre incentrate sulle analogie che si possono cogliere tra il parco e i poemi cavallereschi di Boiardo, Ariosto e Tasso. Ma se molti enigmi ancora lo avvolgono, accrescendone mistero e fascino, di certo si sa che negli anni dal Sacro Bosco trassero ispirazione per le loro opere molti celebri artisti quali Afro, De Kooning, Michelangelo Antonioni, Niki de Saint Phalle, Salvador Dalì e tanti altri. In effetti visitare il Sacro Bosco di Bomarzo è come immergersi in un sogno intriso d’incanto e bellezza.
“Aldo si stropiccia gli occhi. Quello in cui si è ritrovato come per magia è un bosco immerso in una nebbia spettrale e fitto di alberi nodosi dalle folte chiome. Sembra quasi che in questo posto il tempo si sia fermato...”

Valentina Evangelista è laureata in Scienze Politiche, ha collaborato con diverse organizzazioni che si occupano di accoglienza, ascolto e gestione del disagio sociale e ha preso parte a progetti dedicati a rifugiati, richiedenti asilo e senza fissa dimora.

Emanuele Carosi è grafico pubblicitario e illustratore. Da sempre coltiva la passione per il disegno. Collabora con la casa editrice Scienze e Lettere per l’illustrazione e la progettazione grafica delle collane dedicate ai più giovani Terre incantate e Monstra, dove riversa tutto l’entusiasmo e la fantasia della sua giovane età. I suoi disegni sono realizzati e colorati a mano e, successivamente, ripresi al computer.


2 commenti:

Ludo ha detto...

Il giardino dei Tarocchi e I misteri del sacro bosco di Bomarzo sembrano davvero interessanti, nonostante io mi trovi un po' fuori dal target ideale.

Endi, non mi sono dimenticata di te, sai. Purtroppo sono oberata in questo periodo...

A proposito, troverai il coraggio di andare a vedere Suite francese o no? La Nemirovsky è una delle tue scrittrici preferite, quindi mi immagino il conflitto interiore...

Endimione Birches ha detto...

Ciao Ludo!!!!!!
Non sai davvero che piacere sentirti!!! Mi sei mancata!!!! Lascia stare anche io sono presissima ;) quindi capisco benissssimo, don't worry!

Per quato riguarda la Nemirovsky sarò sincera ... non andrò a vederlo, anche se ci ho pensato - per un momento fuggevole - alla cosa, ma non posso ... ho amato profondamente il romanzo insieme a Jezabel è il mio preferito) e per quanto possa tentarmi la trasposizione in celluloide della storia onestamente non credo che il film potrebbe rivaleggiare con il romanzo. Non potrei stare sulla poltrona del cinema a fare a strisce i braccioli della poltrona con quell'intenzione capzionsa che rovinerebbe la visione del film ... devo proprio lasciare questa volta ^ ^
Mega xoxo
Endi