Recensione: "Dall’inferno si ritorna. La storia vera di Bibi, a cinque anni in fuga dal Ruand" di Christiana Ruggeri

martedì 28 aprile 2015

 
  ---oOo---
Dall’inferno
 si ritorna. 
La storia vera di Bibi,
a cinque anni in fuga dal Ruanda
pagine 240
prezzo 14.90€
Giunti
già disponibile
voto:
4/5
--o--






Il 7 aprile del 1994 in Ruanda ha inizio uno dei massacri più atroci della storia: il genocidio perpetrato dagli hutu contro i tutsi e gli hutu moderati. L'ultimo genocidio del XX secolo. In 101 giorni vengono assassinate un milione di persone, c'è un omicidio ogni dieci secondi, le violenze sono inenarrabili. 
Il 13 aprile 1994 un gruppo armato hutu entra in casa di Bibi, a Kigali. Quando, molte ore dopo, Bibi si sveglia, non ricorda cosa è successo: ha solo il desiderio di bere succo d'ananas e avverte un odore pungente nella stanza. Ha il braccio destro dilaniato, l'addome perforato dai proiettili, lesioni alla nuca e a un orecchio causate dai calci. Nella stanza i cadaveri della mamma, del fratellino, della zia e dei cuginetti. 
Bibi è sopravvissuta. 
Oggi vive a Roma ed è una giovane studentessa di medicina. Questa è la storia del suo viaggio infernale fino allo Zaire, insieme a un milione e duecentomila profughi in fuga da morte e desolazione. 
E del ritorno al suo paese, tra inaspettati gesti di coraggio e sorprendenti atti di solidarietà, con l'inatteso lieto fine di un sogno realizzato in Italia.



Considerazioni.
Il romanzo che vi presento oggi ve lo consiglio moltissimo per via di una storia vera decisamente commovente e toccante.

Tutto inizia nel 1994, quando in Ruanda inzia una delle più cruente carneficine che l'Africa ricordi nel nostro secolo e che per 101 giorni ha trasformato un piccolo paese africano in un orrore a cielo aperto. Vennero infatti uccisi (tra Hutu, Tutsi, ecc...) circa mezzo milione di uomini.
La pulizia etnica in questione pur narrando questa enorme strage ci parla in particolare di una bimba, Berenice detta Bibi, la quale nel 1994 ha 5 anni e vede sterminare la sua famiglia in quel di Kigali. Muoiono tutti intorno a lei, che rimane (solo) gravemente ferita, con un proiettile in corpo e una serie di dolori indicibili causati dalle botte ricevute e patite.

Bibi, viva per miracolo, viene portata in ospedale, poi in un orfanitrofio e poi ancora in centri di accoglienza, deve affrontare militari violenti, gente arrabbiata per strada, malattie, animali pericolosi e la fame quotidiana fino a ritrovare il riscatto e una nuova vita, in Italia.

La storia che scrive la Ruggeri è sicuramente una storia romanzata, ma non avrebbe potuto essere diversamente, in quanto la scrittrice vive con troppa passione la storia di Bibi, che ha incontrato e di cui sente di dover fare da "cassa di risonanza" per la sua storia, che a suo modo non può non essere raccontata.

 

"Dall’inferno si ritorna" non è solo una storia che vuole raccontare come si vive, a quale costo e in quale condizioni, in Africa - non dico sempre ma molto spesso - e non vuole nemmeno essere solo una storia che si premura di narrare un riscatto di vita.
E' un romanzo che pone delle domande, nel suo percorso e nel suo incedere, molto profonde, traslabilissime anche nelle nostre vite, anche se nemmeno lontanamente sofferenti e dolorose come quelle di Bibi, ma che possono aiutare a comprendere diverse cose, dal punto di vista esistenziale, morale e anche più semplicistico di vita e esistenza.

Ad esempio? Bhè, ci sono momenti molto intensi che riguardano il domandarsi, di Bibi, del perchè lei è la sola sopravvissuata a un massacro brutale e tremendo: quello della sua famiglia. Perchè Dio sceglie di far sopravvivere solo lei? A quale scopo? Con quale criterio tante persone muoiono e altre invece vivono? Perchè tutto quel dolore da sopportare e rimanere da soli a portare quel peso immenso?

Queste e altre preziose riflessioni fanno del romanzo in questione qualcosa che apre gli occhi non solo su un genocidio tremendo che ha sconvolto intere famiglie, ma anche alle conseguenze profonde che hanno riportato coloro che sono sopravvissuti alla morte, agli stupri, alle violenze di quei giorni, alle atrocità che conseguono al dolore.

Il romanzo è scritto molto bene e soprattutto la Ruggeri è riuscita - con un stile tra il giornalistico e il romanzato - a dar vita ad una storia molto potente, che non potrà lasciarvi indifferenti. Non aggiungo altro. Da leggere.

 

Christiana Ruggeri, giornalista degli esteri del Tg2, gira il mondo per lavoro e per passione. Inviata soprattutto nei paesi africani, scrive e si occupa della situazione minorile e femminile nei paesi a sud del mondo. Laureata in italianistica, appassionata di fotografia, natura e antropologia, considera il viaggio elemento essenziale della conoscenza. Vegetariana, è un’attivista per i diritti degli animali.

Nessun commento: