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Cameriere e assassine ...

martedì 26 maggio 2015


«Mio caro amico, ho voluto il vostro nome in cima a
queste pagine perché questo libro vi piacerà.
E vi piacerà, malgrado tutti i suoi difetti, perché è un
libro privo di ipocrisie, perché dentro c’è la vita,
la vita così come la concepiamo voi e io.
Ho sempre in mente, mio caro Huret,
la quantità di figure così stranamente umane che voi avete fatto
 sfilare nella vostra lunga serie di studi sociali e letterari.
Mi ossessionano. Nessuno meglio – e più profondamente –
di voi, ha sentito, davanti alle maschere umane,
la tristezza e la comicità dell’essere uomini…
Possiate ritrovare qui quella tristezza che fa ridere,
quella comicità che commuove le anime nobili»
A Monsieur Jules Huret, OCTAVE MIRBEAU




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Diario
 di una cameriera
di Octave Mirbeau
pagine 256 
prezzo € 17,50
Elliot Editore
già disponibile
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Pubblicato per la prima volta in volume nel 1900 dopo due apparizioni su riviste, il romanzo ebbe un impatto fortemente sovversivo per aver affidato a una cameriera il ruolo di protagonista e osservatrice lucida, implacabile e voluttuosa, di una borghesia ipocrita e corrotta. Célestine passa senza sosta di famiglia in famiglia senza mai trovare un ambiente che le consenta di restare, vuoi per le continue angherie delle padrone di casa, vuoi per le
inevitabili avances dei mariti. Ma è soprattutto nei confronti del sesso che la figura di Célestine rompe gli schemi convenzionali dell’epoca: se da un lato l’erotismo è vissuto in maniera naturale, dall’altro il ruolo di “preda sessuale” appare come un estremo quanto vano tentativo di pareggiare i conti rispetto agli abusi subiti sul lavoro. Sullo sfondo la provincia francese di fine Ottocento, con i suoi giardini curati, le cene di rappresentanza, i delitti sordidi, le violenze insabbiate, l’antisemitismo dilagante.
Diario di una cameriera, pur utilizzando uno stile leggero e ironico, volle suscitare intenzionalmente nei lettori scandalo e nausea verso un sistema sociale basato su una moderna forma di schiavitù. In catalogo da oltre un secolo, il Diario, qui presentato in una nuova traduzione, ebbe anche due celebri trasposizioni cinematografiche: la prima di Jean Renoir nel 1946 e la seconda, nel 1964, diretta da Luis
Buñuel, con Jeanne Moreau e Michel Piccoli. Nel 2015 è in uscita una nuova versione, interpretata da Léa Seydoux.



Octave Mirbeau Nato a Trévières nel 1848, è stato giornalista, scrittore, critico d’arte, saggista, drammaturgo e reporter di viaggio. Esponente dell’Impressionismo e dell’Espressionismo letterari, le sue opere sono state tradotte in trenta lingue. Muore a Parigi nel 1917


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L'assassina
di Alexandros Papadiamantis
pagine 142
prezzo € 16,50
Elliot Editore
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Chadula, contadina e vedova, si procura da vivere usando erbe e intrugli per guarire gli abitanti del suo paesino, situato su un’isola tutta pietre e cespugli. Intorno a lei c’è solo miseria.
Molti dei suoi figli sono scappati all’estero, mentre le figlie sono rimaste – e con esse il fardello del loro mantenimento. Sull’isola, il destino delle donne è un destino di sofferenze e privazioni, e chi ha figlie femmine deve rassegnarsi al disastro economico quando, per maritarle, dovrà dar loro una dote, o quando, rimaste zitelle, dovrà continuare a mantenerle.
Chadula, guidata da un folle istinto e convinta di agire per mano di Dio, proverà a porre fine alle sofferenze dei suoi compaesani. Considerato in patria il “santo” della letteratura greca moderna, Alexandros Papadiamantis concentrò nel suo capolavoro (qui presentato per la prima volta in versione integrale) una storia di delitto e castigo ambientata nella terra povera e aspra che ben conosceva.
Magistrale per penetrazione psicologica e tensione narrativa, Papadiamantis fa dell’isola il se - condo protagonista del romanzo, con descrizioni di una natura di valli, pianure, montagne e mare, secondo una lunga tradizione greca che ha avuto nell’èkphrasis la sua più tipica manifestazione retorica.




Alexandros Papadiamantis Nacque a Skiàthos il 4 marzo del 1851, figlio del sacerdote Adamantios. Romanziere, poeta, giornalista, studioso e traduttore (fu il primo a tradurre Delitto e castigo in greco) aveva un carattere solitario al limite della misantropia che lo portò a vivere come un monaco. Animato da sincera pietà cristiana, creò personaggi di grande successo nella cultura letteraria greca. L’assassina è considerato il suo capolavoro. Dopo aver vissuto lungamente ad Atene in povertà, nonostante la sua fama fosse già grande, tornò a Skiàthos, dove morì nel 1911

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