Recensione: "Io non sarà come voi" di Paolo Cammillini

lunedì 13 luglio 2015

 


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Io non sarò 
come voi
di Paolo Cammilli
pagine 350 circa
prezzo 14.90€ cartaceo
9.99€ ebook
Sperling and Kupfer
già disponibile
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A Lido di Magra, un paesino di poche anime e una manciata di case a qualche chilometro dalla Versilia, il mare c'è, ma solo d'estate. Perché la vita da queste parti dura il tempo di una stagione.
Fabio Arricò, figlio di un cavatore appena licenziato dalle derive della crisi, è un ragazzo normale.
Ma a diciassette anni, essere normali signifi ca fare quello che fanno gli altri, adeguarsi alle scelte del gruppo anche se capisci che sono sbagliate. Il gruppo, però, ha un punto debole e si chiama Caterina Valenti. Lei è tormentata, agguerrita e irriverente. Troppo bella e irriguardosa per non innescare un ambiguo corto circuito. Sorda al sentimento che Fabio si rifi uta di confessarle, ma che neppure riesce a nascondere. Di più. C'è qualcosa nel suo sguardo che svela uno strano piacere nell'umiliarlo e farlo soffrire.
Come se avesse qualcosa da fargli pagare. Gli adulti, un campionario di figure umane comiche e inconcludenti, arrivano sempre tardi. In questo piccolo mondo nel quale sonnecchiano esistenze comuni, si soffre, si ama, si lotta ma sempre nel modo sbagliato. Prima ferendo, poi nascondendo la faccia. E il risultato, un congegno a orologeria che si carica con la frustrazione, è l'odio più incontrollato, quello che trascina a fondo.
Quello che ti obbliga a ideare una notte di violenza inaudita ai danni di chi non può difendersi. Ambientato nella desolante provincia italiana, un romanzo sul coraggio. Il coraggio di essere se stessi, di riscattare i propri errori e le proprie debolezze, di guardarsi negli occhi quando converrebbe tenerli chiusi. Il coraggio di scegliere ciò che è giusto fi no alla fi ne. Io non sarò come voi è uno squarcio luminoso nella brutalità vigliacca dei rapporti umani.
È la tenerezza più esile e nascosta, capace però di cambiare tutto.



Considerazioni.
Questa storia è qualcosa che rimane impressa nella mente non solo per la scrittura del romanzo, che è scritta molto bene, efficacemente e si adegua a personaggi e situazioni enfatizzandoli entrambi e - dove occorre - analizzandoli e approfondendoli a dovere. Questa storia riamane impressa, però, per la storia raccontata ... in ultimo, di una brutalità feroce, di una violenza estrema ed ingiustificabile, anche se conseguenza ultima dei fatti che si ricongiungono nel finale tremendo. 

Siamo nella provincia profonda della Versilia, in un piccolo paese in cui non c'è molto da fare, dove le attrattive sono poche e i ragazzi del posto si divertono tra di loro con poco, anche a dipetto gli uni degli altri. Ci sono gruppi di amici formati da persone diverse, aggregate dalla voglia di evadere e di divertirsi, senza pensare a nulla, lasciare indietro i problemi familiari, quelli amorosi e quelli scolastici.
Il romanzo, in questo quadro caratterizzato da un' umanità desolante e desolata, narra le vicende (saltanto qualche volta nel passato per raccontarne i trascorsi dei personaggi) di due famiglie di estrazione sociale differente e caratterizzate da un passato di ripicche, incomprensioni e le giuste e stupide liti, al bisogno.

Ci sono gli Arriccò, a cui appartengono Katia e Fabio, suo fratello (il quale è descritto negli anni giovanili come un ragazzo estremamente insicuro, sensibile, fragile, con un animo facile da plasmare per coloro che hanno un carattere più forte e dominante di lui).

E i Valenti  a cui appartengono invece Osvaldo e Caterina (la Bella del paesino, quella che le ragazze imitano e i ragazzi - come e specialmente Fabio - inseguono).

I quattro comprimari (intorno ai quali orbitano un numero imprecisato, ma costante di amici, conoscenti, ecc... del gruppo di amici a cui appartengono) hanno vicende molto diverse, ma tutti sono come predestinati al finale, che li unisce tutti in un disegno più grande voluto dal destino, dalle loro decisioni (giuste e meno giuste) e dalle loro prerogative singolari.

Nessuno dei giovani che abita il paesino, infatti, ha mai pensato di restare o voluto veramente abitarvici per sempre, alcuni però ci rimangono impatanati, altri se ne vanno ma sono costretti a tornare. A questa seconda categoria appartengono tanto Katia (che non ha sfondato come avvocato), che Osvaldo (il quale torna per cercare l'anima gemella dal volto sconosciuto, in quanto incontrata su un sito di incontri on-line). 

Se Osvaldo è infatuato di Katia, o almeno così crede, Fabio è innamorato da sempre di Caterina, che negli anni si è trasformata in una ragazza bellissima anche se è altezzosa, fredda, sbruffona e veramente molto cattiva, quando vuole. Soprattutto con Fabio, che ha il difetto di essere il fratello di Katia, che Caterina odia profondamente.

Caterina sa che Fabio prova qualcosa per lui e usa il sentimento per faro sprofondare, volente o nolente, in una spirale discendente verso qualcosa che altrimenti non sarebbe mai diventato. Un ragazzo cattivo e molto vicino a un'anima nera e senza un briciolo di compassione, umanità e buonsenso come quella di Samuele Bardi, un ragazzo dal quale scappare.

L'amicizia con Samuele porta Fabio alle soglie del baratro. Dai sassi dal coavalcavia ai sassi contro le finestre fino alla pianificazione di una tortura, una violenza e una tragedia tremenda.

Fabio compie gesti che non vi elenco, ma sappiate che sono privi di perdono, giustificazione e rimorso (altrimenti avrebbe smesso, no?) per amalgamarsi al gruppo, per appartenervi e contare qualcosa per qualcuno, per apparire un ragazzo con carattere (che evidentemente non ha fino a quando le circostanze non diventano estreme), ma che alla fine troverà anche lui una via per la redenzione (non per me, ma parzialmente accettabile) che pagherà però a caro prezzo.

E' un mondo crudele, quello dipinto da Cammillini, nella provincia più profonda. E' un mondo in cui occorre appartenere a un gruppo, annullare i propri pensieri e cercare di farsi forza nelle massa, senza pensare individualmente e lucidamente, anche alle azioni compiute dai singoli. Ma è anche un mondo in cui c'è possibilità, speranza e riscatto di comprendere quello che si è stati, si è e si vuole essere. Si può cambiare, nonostante gli errori fatti, nonostante le brutture compiute. Certo c'è un prezzo, ma questo è il mondo, la morale, e questo è ciò che chiede in cambio del perdono.

E' quasi un inno al pensare individualmente questi romanzo, e per questo è ancor più apprezzabile. Cammillini chiede e richiede il pensiero individuale, ragionevolmente inteso e razionale quasi sotto forma di preghiera, senza andare così avanti - seguendo ciecamente gli altri - da snaturasi nel profondo e deformandosi ai proprio occhi, oltre che quelli degli altri.

E' una storia da connotati forti, estremi e molto duri. Cammilli non usa giri di parole, non è lezioso o complicato, ma semplice, diretto e lineare. Ho apprezzato moltissimo questo romanzo le finalità che si propone e le tematiche che affronta, che lo rendono coraggioso e veramente molto intelligente.





Paolo Cammillli  è nato nel 1974 a Firenze, dove vive e lavora. Maledetta primavera, il suo romanzo d'esordio, è stato un caso letterario totalmente inaspettato e, grazie all'entusiasmo dei lettori, ha raggiunto le prime posizioni delle classifi che nazionali. Sul web, dove il libro ha iniziato la sua ascesa, Maledetta primavera ha fatto parlare moltissimo di sé e ha creato un tam tam senza precedenti. Io non sarò come voi è il suo secondo romanzo.

2 commenti:

Ludo ha detto...

«E' una storia da connotati forti»

Appunto, Endi. Ti confesso che, tra la sinossi e le tue considerazioni, mi sono fatta l'idea di un libro che narra di vicende sconquassanti con protagonisti di cui si mettono in risalto tutte le caratteristiche in modo crudo. Mi pare un libro inquietante.

A parte ciò, anche in questo caso lodi a chi ha scritto la sinossi. Per quanto riguarda il titolo, sicuramente acchiappa, ma non me... a me il titolo fa, più che altro, ridere. Dal titolo alla sinossi, quindi, per me è stato un salto nel buio.

Saltando di palo in frasca, The map of chaos è davvero meraviglioso. Mi stra, tra l'altro, già venendo una cotta letteraria per uno dei protagonisti, anche se continua a dispiacermi che Charles sia assente.

Endimione Birches ha detto...

"The map of chaos è davvero meraviglioso" ecco ... ora lo voglio proprio ;)