Recensione: "Se mi sposi, ti tradisco" di Eliza Kennedy

lunedì 6 luglio 2015


 

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Se mi sposi, 
ti tradisco
di Eliza Kennedy
pagine 368
prezzo 19.00€
ebook 4.99€
Mondadori Editore
già disponibile
voto:
3/5

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Lily Wilder vive a New York, fa l'avvocato, e si sente la donna più fortunata del mondo. Ha un lavoro da sogno, un gruppo di amici fantastici e Will, il fidanzato migliore che si possa desiderare. Che sta per diventare suo marito. Lily è allegra, sfrontata, ama divertirsi e farsi un drink (o meglio, cinque o sei) con le amiche. Ma, soprattutto, è completamente incapace di rimanere fedele a un solo uomo. 
cover originale
A Lily piace Will, ma ne è davvero innamorata? 
Will ama Lily, ma la conosce fino in fondo? 
A mano a mano che la data del matrimonio si avvicina, le serate di Lily – e le mattine, e i pomeriggi – si fanno sempre più selvagge, all'insegna di sbronze, risate e comportamenti alquanto discutibili... 
E se il giorno più felice della sua vita si trasformasse nel suo peggiore sbaglio? Il romanzo d'esordio di Eliza Kennedy è davvero irresistibile: è una storia d'amore decisamente non convenzionale, una commedia spassosissima, sexy e intelligente al tempo stesso. 
E che, soprattutto, ci regala una nuova, indimenticabile eroina. Se Lily Wilder fosse una nostra amica di certo non ci mancherebbero le occasioni per essere coinvolte in qualche avventura fuori dagli schemi. Lily è sfacciata, irriverente, sicura di sé, politicamente scorretta. Si comporta esattamente come un uomo incapace di resistere alle tentazioni e agli eccessi, solo che quando è una donna a farlo siamo subito pronti a scandalizzarci... Quello che è certo è che sentiremo parlare di lei molto a lungo...




Considerazioni.
Chiudendo questo romanzo, a seguito della sua fine (con il non infrequente pensiero di aver sbagliato tempistica sul romanzo) mi sono chiesta più volte: ma questo libro, mi è piaciuto o non mi è piaciuto? Mah... una risposta certa non credo di averla trovata nemmeto ora, a essere onesta, ma mi sono almeno pacificata con il fatto che è una storia che vada presa con le dovute considerazioni e in pratica come un dato di fatto, una storia vissuta da un punto di vista totalmente soggettivo. Ed essendo tale lo rispetto, magari non lo condivido e nemmeno lo seguo o seguirei, ma lo prendo come tale e lo porto a casa con una certa dose di scetticismo, cinismo e disincatato punto di vista per le storie d'amore che non sempre sono quelle che si leggono nelle commedie romantiche o si trovano nei film.
Molte volte, infatti, ho visto pellicole e visto film che incentravano il loro pensiero - e ruotano la loro trama - intorno al fatto che l'amore sia quello che sia, nè più ne meno che un'infatuazione passeggera, anche profonda, molto spesso intensa e totalizzante (almeno per un lasso di tempo), un colpo (più o meno di fulmine) destinato a perdere la sua forza (anche se l'amore non si perde del tutto) e costanza ripigando sull'abitudine, la conoscenca (forse) dell'altro e poi la noia di un rapporto che tende a declinare per l'insoddisfazione per il già conosciuto e il suo mancato rinnovamento.

La Kennedy si pone in questo filone e ci racconta la storia di una donna, Lily, la quale si sta per sposare con Will, un uomo intelligente, bravo, capace e che si prospetta essere il martio ideale, con cui Lily sta bene, con cui si trova in sintonia e trova un conforto caloroso che sente di ricambiare. Lily però si sente come soffocare al pensiero di dividere il resto della sua esistenza con un solo uomo. Lily non è mai stata fedele a nessuno dei suoi compagni, incluso il futuro marito, che non sa nulla del suo pensiero libertino. Lily pensa che un futuro con un Will, solo con lui non sia abbastanza, che ci sia una sorta di innaturalezza rimanere fedele ad una sola e unica personae e il romanzo la affianca in questa sua angosciante corsa verso l'altare, che si fa, pensiero dopo pensiero, riflessione dopo riflessione, sempre più difficile e impossibile.

Sembra un pensiero e una concezione di vita più tipicamente maschile che femminile, quella di Lily, ma è un romanzo che nasce per essere in un certo qual modo provocatorio.
Lily è fatta così, Lily è Lily e vede come molto improbabile una vita intesa nel senso comune, uno profondamente diverso dal suo e da quello che si sente di fare realmente, non imposto o visto come globalmente vorrebbe la società.

La Kennedy, per smorzare il senso abbastanza profuso di amarezza, malinconia e disagio, usa i toni della commedia, introduce molti momenti divertenti, senza prendere la questione da un punto di vista drammatico, ma cercando di alleggerire il tutto con toni allegri ma seri, intensi ma disincantati, come se fosse così e nulla potesse farci nulla per cambiare le cose.

Lily è fatta così, potrebbe essere diversa, ma sarebbe infelice, drammaticamente repressa,  e la presa di coscienza di aver detto di Si a una promessa difficile da rispettare, in cuor suo, e nascondere quello che è non fa bene nè a lei nè a coloro che le sta intorno...

E' una situazione difficile quella di Lily, ma di cui è piacevole leggere per diverse ragioni e tutte imputabili alla Kennedy, che gioca decisamete bene le sue carte e rende il tutto una commedia ironica sull'amore e sul sesso.

Ovviamente, per questa lettura, consiglio di avvicinarvicisi solo se avete mente aperta e la predispozione a scelte discutibili, molto spesso (anzi, spessissimo) provocatorie e soprattutto irriverenti.
La Kennedy,o ricordare, vuole provocare e far discutere su temetiche varie, di uso quotidiano e molto spesso sottovalutate ma delle conseguenze imprevedibili ed anche piuttosto complicate, dolore e difficili.

Per coloro che vanno in cerca dei colpi bassi...!




Eliza Kennedy è un brillante avvocato che lavora da anni in un prestigioso studio di Manhattan. Vive a New York con il figlio e il marito, lo scrittore Joshua Ferris.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Ciao :-)
leggendo la trama ero abbastanza indecisa se leggere o no questo libro anche se protendevo più per il no, grazie alla tua recensione ho la certezza che questo libro non fa per me, mi farebbe venire il mal di stomaco ;-)

Mariateresa

Endimione Birches ha detto...

Ciao Mariateresa!!!
E' un romanzo decisamente particolare... o si ama o si odia, per cui comprendo!! ^ ^
buona giornata!!
Endi

Ludo ha detto...

Endi, oggi, evidentemente, tutti i tuoi post mi provocano associazioni e dissociazioni mentali. Il romanzo della Kennedy, quindi, per come ne hai scritto mi ha fatto tornare alla mente quel libro feroce e disincantato che è The book lover's tale di Ivo Stourton. E, poi, naturalmente, mi ha fatto venire in mente Claudio Conforti e Alice Allevi... probabilmente perché so che dovrò aspettare mesi e mesi prima di leggere il capitolo finale e in un' 'estate crudele' in cui avrei bisogno di leggere almeno qualche drabble che li veda protagonisti, non posso che rodermi per l'assenza di qualsivoglia pagina scritta della Gazzola.

Ma bando alle elucubrazioni mentali, in vero mi intriga il fatto che il pensiero sbandierato in questo libro abbia suscitato in te scetticismo, ma — soprattutto — cinismo.

In ogni caso il punto di vista che sembra mettere al centro del proprio romanzo la Kennedy mi fa venire voglia di approfondire perchè se credo fermamente nella parità di diritti tra uomo e donna non credo nella parità dei sessi e credo che le scelte e il modo di vivere dell'uno e dell'altro siano diversi per quanto possano apparire simili.

Endimione Birches ha detto...

Ehhh... Ludo ...

Lo so, ma da un certo punto di vista è proprio parso un pò inevitabile scorgere del ciniscmo nelle scelte e nella vita della protagonista perchè non sai bene, in ultimo, perchè decida quel che decida ... ma forse è la chiave di lettura che ho colto io, proprio per mettere in luce e far discutere, voluto fortemente dalla Kennedy...

Si, se quello che cerchi è una sorta di confronto tra i sessi, argomento a parer mio interessantissimo e pieno di spunti, è il romanzo giusto.

Non mi sono venute così tante associazioni mentali... oddio !!! ^ ^
xo
Endi