Recensioni in pillole ... tutte Made in Italy!!

mercoledì 8 luglio 2015



 

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Dodici 
Porte
di Daisy Franchetto
Pagine 318
Prezzo € 1.99
Lettere Animate Editore
già disponibile
voto:
3/5

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“Dodici porte” è una lunga fiaba che si snoda attraverso dodici passaggi simboleggiati dalle porte che la protagonista (Lunar) supera, trovandosi a conoscere di volta in volta luoghi e dimensioni diverse.
È un percorso di guarigione, ma anche un viaggio iniziatico alla scoperta delle sue reali origini. I personaggi e i luoghi incontrati rappresentano simbolicamente parti psichiche della protagonista e manifestazioni del percorso da compiere per superare il dolore legato al trauma subito.
Lunar è una giovane, vittima di violenza. La notte stessa in cui si consuma il terribile episodio si trova a bussare a una porta in cerca di aiuto. È la porta della Casa. Le apre una strana donna accompagnata da un animale speciale. È questo il primo contatto di Lunar con una dimensione interiore che non credeva esistesse. La giovane tenterà di far fronte al periodo di dolore e di angoscia che la aspetta contando sulle sue forze e sull’aiuto della famiglia, ma quando si ritrova faccia a faccia con il suo carnefice, si rende conto di aver bisogno di un aiuto ‘particolare’.
Inizia così il percorso di guarigione all’interno della Casa, alla scoperta di personaggi e luoghi fantastici: i contenuti della sua psiche, ma non solo.

Considerazioni.
Romanzo piuttosto complesso (soprattuto in ragione della tematice e della portata emotiva che in implica) da raccontare a parole, in breve, senza raccontare in sostanza a cosa si va incontro e quindi svelare la parte più interessante della storia.  Ci provo, ma non assicuro di evitare spoiler.

"12 Porte" parte da una violenza brutale, gratuita e veramente molto difficile da superare, se non con il tempo e il proseguire della propria esistenza, ma con una sorta di rinnovamento di visuale e accettazione di quanto si è subito. Parlo di uno stupro.
Da questo evento l'autrice svolta però, anzichè nel drammatico, nel paranormale, nel fantasy, muovendosi su e in un territorio che non è quello del mondo reale, del dolore e delle varie fasi di accettazione di quest'ultimo. No, la Franchetto è come se volesse far gestire il dolore e la violenza che sbisce la sua protagonista, Lunar, nella sua testa, creandosi ostacoli e peripezie strane, quasi assurde, per farle superare il trauma.

Lunar, da principio sembra, comprensibilmente, incapace di affrontare quanto le para dinnanzi, ma poi si ambienta e incomincia a reagire...

E' palese come tutto quanto venga affrontato da Lunar sia in realtà una elaborazione (fatta in ragione di un reazione e quindi un superamento) di quanto le è accaduto, e le persone che incontra e con cui si confronta, siano in realtà le parti che compongono la sua psiche scissa in tante Lunar che si oppongono e contrappogono, che si svelano, si scoprono o si difendono ovvero ancora nascondono a seguito della violenza.

Vi dico subito che l'impatto che ho avuto con questa storia è stato prepotente e davvero molto positivo, perchè il racconto cattura subito l'attenzione sia per la storia in se stessa, che per l'originale insermimento fantastico per la ripresa fisica, ma soprattutto psicologica, della protagonista.
Quest'ultima poi è caratterizzata benissimo e si segue il suo processo di guarigione e superamento della violenza con coinvolgimento e interesse.

La scrittrice però è come se avesse avuto un'idea geniale, che riesce a portare a vanti coerentemente, ma non riesca però a gestire bene tutte le componenti della storia (che in alcuni punti sovrasta del tutto la trama del romanzo vera e propria), in particolar modo quelle conflittuali, che trovano troppo facilmente risoluzione, soprattutto per la situazione in cui si trova Lunar, che a mio parere avrebbe dovuto essere più arrabbiata verso quanto le è capitato da non poter accettare tutto subito.
Altra cosa che secondo me è un pò sfuggita da mano alla Fanchetto è il numero di personaggi (tantissimi) che da lettrice ho fatto un pò fatica a seguire.

Complessivamente è una lettura, molto interessante e originale, che non mancherà di stupirvi sia per come tratta in modo peculiare una temetica molto difficile, che per la sua protagonista e lo scandagliare la sua psicologia in modo così diverso e


Daisy Franchetto Chi sono, in tutta onestà, non lo so. Sono nata quarant’anni fa a Vicenza, città intrisa di grazia palladiana, ma vivo a Torino, città del mistero. La scrittura è una passione nascosta che ho iniziato a coltivare tardi. Ciò che scrivo nasce dalle esperienze vissute. Il lavoro nelle comunità psichiatriche e per disabili, i viaggi come volontaria in zone di guerra, l’impegno per la difesa dei diritti umani. L’ascolto delle persone in difficoltà e, prima ancora, l’ascolto di me stessa. Il mondo onirico e la ventennale attività di scavo nella mia psiche. La scrittura mi rende una persona migliore.Dodici Porte è il mio romanzo d’esordio e il primo di una trilogia.
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Simidion. 
La metà oscura
di Simona Pafundo
Pagine 267
Prezzo 1.99€
Lettere animate
già disponibile
voto:
4/5


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Tutte le storie non sono altro che
  Il racconto di un’unica vicenda,
  Che si ripete
  Dalla notte dei tempi...

In un mondo soffocante, se vuoi capire chi sei hai solo una possibilità: scegliere la metà che splende al sole, oppure quella rilegata nell'oscurità.
C'è un'unica certezza: la ribellione è alle porte.
Elea sa di dover raccontare il suo passato a chi si trova di fronte a lei, ma il fatto che si tratti di un cantante discretamente famoso la fa indugiare.
E’ solo quello il motivo?
O, forse, è il dover parlare a Rafael di eventi che possono apparire completamente fuori dalla realtà?
In un Mondo governato dal materialismo e profondamente inquinato, Elea sa di essere una Simidion. Un essere a metà fra due Mondi, perseguitato dal Regime, che detiene il potere in una società strettamente controllata. Protetta da Rafael e dalla Comunità di Simidion, Elea imparerà a conoscersi e inizierà a recuperare la memoria di un lontano passato:
Chi è Vedder?
Perché le sue notti sono popolate da incubi, in cui occhi sconosciuti la fissano in un nero che la inghiotte?
Non tutto è come appare e le ragioni del presente si perdono in un passato di cui Elea dovrà tornare in possesso, prima di capire ciò che si muove attorno a lei e il suo ruolo nei Due Mondi.

Considerazioni.
Altro romanzo, altro fantasy. In futuro indefinibile - ecco perchè il romanzo viene classificato come distopico - in luogo quasi inospitale al di fuori dei centri urbani, una donna di nome Elea cerca di comprendere, quello che il libro si pone anche come fine ultimo: dove sia l'amore della sua vita e la sostanziale impossibilità della negazione della propria natura.
«Non si può ignorare la propria natura. Mi sono sentita a disagio per tutta la vita, in difetto, incompleta. Ho inseguito questa parte mancante e so che sei stato tu a portarmela via. Per paura, forse. O per la tua serenità.»
da "Simidion. La metà oscura" di Simona Pafundo
«C’è chi, una volta appreso chi veramente sia, preferirebbe non averlo mai saputo. Questo perché la percezione della realtà attorno a noi cambia radicalmente e diventa davvero difficile integrarsi a perfezione in questa società. Sempre che questo sia ciò che, alla fine, si desidera.»
da "Simidion. La metà oscura" di Simona Pafundo

E proprio da questo passo che vi ho presentato sopra Elea incomincia a raccontare la sua storia, il suo passato, ad un uomo chi cui non si fida. Un cantante con un certo successo come Rafael, interlocutore che sin da subito la fa titubare. Non si comprende, almeno inzialmente, perchè visto le sue riserve debba farlo e senta invece quest'impellenza a cui non riesce, nè vuole, porre un freno di raccontare tutto, dall'inzio alla fine.

Poi la storia prende piede, Elea si lascianda andare a parla di Vedder (il suo innamorato) e Deletta (la sua migliore amica), collegati entrambi ad eventi inspiegabili e strani che rendono così difficile a Elea raccontare la sua storia, avendo paura di essere derisa, non creduta. Ma Rafael segue il suo racconto con tenacia e fiducia, scoprendo in che modo e misura Vedder sarà importantissimo per Elea, il suo futuro e la sua visione del mondo, in quanto sin da subito, con un'Elea ancora bambina, le dira la verità: 
«Avevo immaginato un ben diverso scenario quando avevo acconsentito a uscire con Vedder. Pensavo che avrebbe provato a baciarmi, a stringermi, che mi avrebbe detto qualcosa per conquistarmi, ma qualunque cosa sarebbe andata bene, purché fosse una cosa accettabile dal mio raziocinio. Quello che invece mi stava dicendo, e cioè non solo dichiarare di credere nella teoria per cui torniamo a vivere un’altra volta dopo la morte, concetto che la società in cui viviamo ritiene assurdo, ma anche che fossi stata sua sposa due millenni prima, era davvero fuori da ogni logica comune. Mi stava chiedendo un atto di fede verso una realtà che non solo mi era ignota, ma che ritenevo, come tutti, opera di menti particolarmente fantasiose
da "Simidion. La metà oscura" di Simona Pafundo

Non solo, Vedder la convincerà ad accettare le sue visioni, anche se non esattamente ben accette da Elea, la quale vorrebbe vedere il mondo e accettare la realtà per come la percepiscono tutti:
 «Non rifiutare le visioni» mi consigliò Vedder, senza lasciare la presa dal mio braccio. «Starai peggio, se le contrasti.»
da "Simidion. La metà oscura" di Simona Pafundo

Ma la verità di Vedder va oltre, e si spinge sino a raccontare a Elea le sue vere origini:
«Tempo fa, dicevo, non vi era una vera separazione fra i nostri Mondi. Il Mondo Reale è il mondo in cui la materia si manifesta, mentre il Mondo Sottile è il regno in cui la materia è non-manifesta, oscura. La chiamiamo “sottile” ed è complementare a quella manifesta. Ogni cosa in tutto l’Universo è costituita da queste due materie. Il Mondo Sottile è formato da energia pura e per questo, spesso, è invisibile agli occhi. In origine, era simile a una manifestazione luminosa del Mondo Reale, la sua ombra energica che si espandeva nell’Universo. Gli abitanti del Mondo Sottile sono soggetti a leggi diverse rispetto a noi, possono non risentire della gravità, se lo vogliono, ma questo è solo un esempio. Sono simili a nuvole corpuscolari che possono sovrapporsi, espandersi e spostarsi a velocità per noi impossibili. In quel tempo lontano, gli Esseri Sottili camminavano fra noi, assumendo forma umana. Dalla loro unione con gli esseri umani nacque la nostra razza, a metà fra due mondi. I Simidion. Ciò che noi siamo, Elea. I Guardiani sono esseri sottili che affiancavano umani e simidion per mantenere l’equilibrio nei due Mondi, aiutandoli con visioni che potessero guidare le loro scelte. Gli umani avevano il compito di creare soluzioni affinché tutto il creato vivesse in armonia, per esaltarne la bellezza e la prosperità, mentre i simidion erano interpreti dell’armonia e dell’equilibrio che doveva regnare fra i due Mondi, per garantirne la sopravvivenza. Prima, all’inizio di tutto, vivevamo in pace, insieme.»
E questo porta inevitabilmente a delle domande e alla scoperta, anche incidentale, della vera natura di chi le stia intorno, come ad esempio quella di Vedder, il quale non l'ha detta a Elea, nè le ha detto chi è in realtà lei stessa...
Questo cambia qualcosa? Certo, perchè Vedder è un uomo molto importante nel mondo creato dalla Pafundo e l'essere in una certa posizione comporta certe conseguenze...

La presa di coscienza di Elea muterà anche in un certo senso il suo destino, che non sarà più quello predeterminata che le era stato assegnato e tutte le carte saranno rimescolate, chissà con quale finale per tutti...

Complessivamente bello. Molto interessante, ben strutturato e studiato, anche ben scritto dalla sua autrice, la Pafundo, che riesce a mantenere un bel ritmo sino alla fine. Lo consiglio perchè oltre a costruire un universo intrigante (anche se piuttosto controverso e sfuggente) e interessante riesce a costruirce credibilmente una storia umana, metafisica, reale e paranormale (anche con spunti romantici) ben argomentata. Insomma, ne consiglio la lettura a tutti coloro che amano portarsi in valigia (o e-reader) un romanzo estivo che attinga al paranormale senza banalizzare situazioni e personaggi.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

E' vero, dopo averlo letto posso confermare in pieno la tua recensione..
Appassionante e coinvolgente soprattutto quando la storia entra nel vivo..non si riesce a staccarsi dalla lettura!!

Endimione Birches ha detto...

Ciao Anonimo!
Sono contenta che ti sia piaciuto (penso il tuo commento sia per il secondo romanzo recensito), perchè è davvero originale !!
Buone letture e buona estate!!
Endi

Ludo ha detto...

Endi, ho moltissimi tuoi post da recupeare... Sono stata assente per impegni di lavoro (è proprio vero che i beni culturali non vanno in vacanza quano ci vanno gli altri...)

Devo dire che quando ho letto Elea ho subito fatto l'associazione sbagliata e mi è venuta in mente la storia dell'angelo caduto, che, però, si chiamava Eloa. Ecco, devo scrivere che leggere questo post, in realtà, mi ha messo voglia di leggere una storia in prosa (ci rimane solo un lungo poema in francese, purtroppo) su Eloa... un problema di dissociazioni.

Endimione Birches ha detto...

Ciao Ludo!!
Mi sei mancata! Immaginavo fossi presa dal lavoro perchè anche sul tuo blog non hai più pubblicato nulla!
Ora spero tu sia in relativa vacanza :)
Si, Eloa ... bei tempi ... ricordi in un certo senso...
xo
Endi