Recensione: "La casa di Parigi" di Elizabeth Bowen

lunedì 26 ottobre 2015



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La casa 
di Parigi 
di Elizabeth Bowen
pagine 288
prezzo 16€
Sonzogno
già disponibile
voto: 
 4/5
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Siamo a Parigi, in inverno, la Grande guerra è finita da poco, aleggia sulla città un’atmosfera cupa e vischiosa. Alla Gare du Nord scende Henrietta, undici anni, con in mano la sua scimmietta di pezza.
Viene a prenderla la signorina Fisher, un’amica di famiglia che la ospiterà per una intera giornata in un elegante appartamento, in attesa di farla ripartire per il Sud della Francia. In quella casa borghese, dal confortevole odore di pulito, Henrietta si imbatte in una gradita sorpresa: c’è un suo coetaneo, il fragile Leopold, avviato verso un futuro incerto.
cove originale
Tra i due bambini, estremamente sensibili e inquieti, dopo l’iniziale diffidenza, si accende la curiosità: di ciascuno nei confronti dell’altro, e di entrambi verso il misterioso mondo degli adulti.
I due fanciulli, grazie agli indizi disseminati attorno a loro, rivivono, tra immaginazione e realtà, le tormentate storie d’amore dei grandi, in particolare quella scandalosa tra la madre di Leopold e il suo padre naturale.
Acclamato come un classico al momento della pubblicazione (1935), La casa di Parigi, oltre a mettere in scena una rovente passione sentimentale, è un acuto studio psicologico e un esercizio di finezza letteraria sulla prima irruzione del dolore, sulla scoperta del sesso e sulla perdita dell’innocenza.    




 

Considerazioni.
Da sempre le mie inclinazioni letterarie mi conducono al passato e agli scrittori che vissero nei secoli andati. Vuoi che legga una tonnellata di romanzi moderni, contermporanei, originali e sorprendenti ... ma poi torno sempre indietro e lì, molto spesso, lascio il mio cuore.

E' successo anche questa volta.

Elizabeth Bowen ha saputo, come con il bellissimo e toccante "La morte nel cuore"

- che mi procurò non poco turbamento - ricreare con fascino un'epoca e una storia davvero toccante e intensa.

"La casa di Parigi", che per alcuni costituisce il capolavoro di questa scrittrice irlandese, è una storia che si può idealmente spaccare in tre parti: presente - passato - presente.
La storia racconta [nel presente, tenetelo a mente] delle vicende di Herietta, una ragazzina di 12 anni - proveniente da Londra e appena arrivata alla Gare du Nord di Parigi - la quale trova ad attenderla una donna - una conoscente di sua nonna - che non ha mai visto e che la ospiterà per il suo breve soggiorno parigino.

La donna, che di nome fa Naomi Fisher, si occuperà di Herietta - prima che questa riprenda il suo viaggio verso la nonna ed il sud della Francia, sua destinazione finale - insieme a Mrs Fisher, nella loro fredda e cupa casa di Parigi.

Sarà l'inizio di una semi prigionia per la piccola Herietta, la quale deve abitare con Mrs Fisher, una donna malata, fredda, arcigna, accentrattice e soggiogatrice e della figlia Naomi, la quale è una donna che vive praticamente nell'ombra della madre, in balia dei suoi sbalzi d'umore e incapace di interfacciarsi (e tenere compagnia) con una bambina di 12 anni tutta sola in una città sconosciuta.

Herietta, nonostante l'atmosfera cupissima e in pericoloso equilibrio, un giorno, proprio in casa Fisher, conosce però (grazie al cielo) un certo Leopold, un ragazzino molto introverso e timido che sta aspettando di incontrare la sconosciuta madre biologica che lo ha abbandonato in fasce.

Proprio Leopold costituisce la linea narrativa passata [vi ricordate che vi avevo detto di tenere a mente quella presente con Herrietta, vero?].
La Bowen ci porta, all'incirca a metà del romanzo, indietro di 10 anni, alla nascita di Leopold e ci narra le sue origini, legate a casa Fisher.
Scopriamo così che la mamma di Leopold, una certa Karen Michaelis, era infatti un'amica della givane Fisher, una donna bella, elengante, ricca, fascinosa ragazza che, come Naomi, all'epoca era in procinto di sposarsi.
Karen era l'esatto opposto di Naomi: dove quest'ultima era cupa, introversa e poco propensa adattaccare bottone Karen era solare, divertente, spumeggiante e gaia. Ed entrambe erano riuscite a trovare la loro metà: Naomi con Max e Karen con Ray.
Ma  qunado credi di avere tutto in pugno... ecco che la vita ti insegna a non giocare con il fuoco e anche per Karen e Naomi le cose cambieranno drasticamente...

Gira il tavolo fatto di specchi che è la vita ed ecco che torniamo al presente, con Herietta e Leopold che devono dire addio alla casa di passaggio di Parigi, verso un incertissimo futuro ...

E' un romanzo che parla di tante cose "La casa di Parigi". Parla di rapporti tra madri e figlie/i, di regole che valgono tanto per gli adulti che per i bambini, che gioca tra il passato e il futuro e che colpisce per come lucidamente e freddamente gli errori dei grandi cadano inevitabilmente sui piccoli.
E' una sorta di circolo quello che ci rappresenta la Bowen, che parte dalla famiglia, si allarga nei legami che si aprono, che si biforcano e intrecciano grazie ad essa e si spinge alle amicizie improbabili e anche se affettuose, sostanzialmente conflittuali e momentanee. 

E' un circolo  temporale quello che mostra questa superba autrice, che parte da un punto vicino, si allontana, và lontano per ritornare al presente. Ma è anche una traccia che parte dall'innocenza e l'ignoranza (in senso buono) che arriva sino alla presa di coscienza che implica la crescita e una triste perdita dell'innocenza. Spacca il cuore leggere di questi due minuti bambini, in un periodo che li trattava da adulti, e della loro insicurezza, del loro dolore negato e del conforto che cercano l'uno nell'altro senza però negarsi una battura pungente e a volte crudele.
Ma arreca ancor più dolore vedere come evolge, logora e annega l'amore tra madri e figlie, come schiavizza l'animo e incattivisce le persone che diventano altro da quello che in realtà sono.

E' un bel romanzo questo, è una bella storia, di quelle che sono agrodolci ma che ti lasciano inevitabilmente il segno. Ti racconta una storia, ma ti aiuta anche a capire le sfumature dell'animo umano, e di questo avevo nuovamente tanto bisogno.


 

Elizabeth Bowen (1899-1973), nata a Dublino, è una delle più grandi autrici irlandesi. Trascorse gran parte della sua vita a Londra, dove entrò a far parte del circolo Bloomsbury divenendo amica di Virginia Woolf. Autrice di numerosi romanzi di successo, La casa di Parigi è considerato il suo capolavoro. Per la prima volta in Italia, Sonzogno lo pubblica in versione integrale.

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