Dicembre vien leggendo ...

sabato 5 dicembre 2015

  
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The Order
of the
Guardians

di Marco Ternavasio
pagine 600 circa
prezzo 1.99€
già disponibile
Inspired Digital Publishing
voto:

 3 e 1/2
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Un antico Ordine combatte nell’ombra per garantire la stabilità degli equilibri di pace nella Terra dei Quattro Venti.
I suoi membri, i Guardiani di Nayset, capaci di azioni così strabilianti da essere considerati delle vere e proprie leggende, sono rafforzati da un potere che scaturisce da un antico male, sepolto nelle Terre Dimenticate: un mondo dove il dolore e l’odio della prima civiltà erano stati confinati millenni or sono. 
Hastan, uno dei più forti Guardiani dell’Ordine del Grande Tempio di Nayset, affronterà un avversario sepolto nel passato della storia degli uomini, ma le sue fatiche saranno aggravate dal tradimento di uno dei suoi più cari amici, che si rivolterà contro l’Ordine stesso, dando inizio ad una guerra di proporzioni gigantesche, la più grande che le genti libere della Terra dei Quattro Venti abbiano mai visto. Toccherà alla prole di Hastan continuare la lotta contro quel nemico, così insidioso, che minaccia di distruggere le fondamenta stesse del mondo. 
I Guardiani, guidati dal Gran Maestro, dovranno combattere la più grande sfida che abbiano mai affrontato, ma un male ancora più oscuro sta tessendo i suoi fili nell’oscurità…un male che, molto presto, farà vedere il suo volto alle genti libere della Terra dei Quattro Venti. 
The Order of Guardians – L’Ombra del Male narra la storia dei Guardiani dell’Ordine del Grande Tempio custodi della pace nella Terra dei Quattro Venti un mondo, che nel corso dei secoli, è stato scosso da profondi conflitti generati da terribili creature. 
Un romanzo fantasy puro degno delle tanto amate saghe “vecchio stile” dove i protagonisti si ritrovano ad affrontare un serie incessante di eventi che li costringeranno a mettere in dubbio lo stesso concetto di bene e male.

Considerazioni
Il romanzo di Ternavasio è un romanzo che prende ad esempio il fantasy classico e che ci porta nella lontana Terra dei Quattro Venti dove conosciamo dei ragazzi che tornano a casa a seguito del superamente di una prova durissima.

Dieci giorni dopo quest'ultima, scopriamo che i ragazzi, giunti alle porte di Nayset, la più maestosa delle città della Terra dei Quattro Venti, sono arrivati finalmente a casa. Felici, anzi sollevati e raggianti, incontrano il loro Maestro, che li aspetta davanti al Grande Tempio per accoglierli dal viaggio che li ha portati a superare l'Iniziazione (prova  in cui i giovani ragazzi devono scontrarsi con creature di altri mondi, che una volta sconfitti cedono il potere al Guardiano che li ha vinti). Incoronati come i nuovi Guardiani del Tempio, a seguito della scomparsa di quattordici Guardiani perduti poco  prima, i ragazzi prendono posto accanto al loro Maestro, che li allenerà per affinare le giuste tecniche atte a difendere al meglio il Tempio.

Il protagonista della vicenda è proprio uno di questi nuovi Guardiani, Hastan, il quale, come i suoi compagni di avventura, è destinato a proteggere il Grande Tempio con i poteri che "conquista" alle creature che sconfigge durante l'Iniziazione.
Non lo vediamo che dopo due anni da quest'ultima, ormai marito e padre di famiglia preoccupato, oppresso dal peso delle preoccupazioni che gli gravano addosso. Non solo i pensieri lo attanagliano, ma anche i sogni lo perseguitano annunciandogli un periodo turbolento, di morti e caos.

Hastan ha paura, perchè ha due bambini, due gemelli, nati da poco che chiedono protezione e serenità, non buio e paura, ma il primo segno che qualcosa di oscuro (e sognato) è vicino si è appena realizzato con la morte del Maestro e occorre mettersi al riparo perchè nei suoi sogni, Hastan, ha visto moltre altre morti e poi la fine di tutto...

Devo dire che Ternavasio in questo romanzo non si è fatto mancare proprio nulla. Dalle lotte umane, fisiche e morali, allo scontro con esseri sconosciuti e sovrannaturali, compresi i demoni, questo autore al suo primo romanzo ha messo in scena un'opera che richiama l'epopea greca classifica fino alle battaglie del fantasy a cui più siamo avvezzi leggere in questi ultimi anni (da Simmons a Sanderson).

Complessivamente è un romanzo molto godibile di facile fruizione: dalla storia articolata che propone in modo semplice allo stile che utilizza frasi brevi, concise e veloci, nonchè grazie alla brevità del romanzo (siamo sulle trecento pagine) questo romanzo si conclude in un tempo ragionevolissimo, se pensiamo al genere e ai tomi a cui da sempre ci abitua...

Devo tuttavia confessare che pur avendo apprezzato molto la storia dal punto di vista della trama, lo stile, sebbene assolutamente fruibile, non mi ha fatto impazzire.
Le frasi sono davvero brevi, troppo a mio gusto, tanto che a volte risultano persino troncare il pensiero che portano con sè. Mi avrebbe fatto piacere leggere qualche descrizione in più, qualche frase più articolata e complessa, che unisse fisicamente il testo e legasse di più la struttura stessa della storia, ma comprendo la difficoltà della gestione di un romanzo di questa portata, che potenzialmente, se  non contenuta come ha fatto Ternavasio, rischia di sfuggire all'autore.

Lo consigli a coloro che amano il fantasy e che cercano autori in grado di creare una storia interessante e godibile. E' una storia maturata nel tempo, si percepisce, e amata dal suo autore, che sebbene l'ha un pò penalizzata dall'incisività, l'ha però dotata di pathos, che arriva.

E' una storia che si rende piacevole agli occhi anche di coloro che non sono molto avvezzi al fantasy classico, quindi non vi resta che farvi avanti e provare a tuffarvi nel mondo de The Orderof the Guardians...


Marco Ternavasio nasce a Savigliano l’8 maggio del 1991. Ha abitato nella stessa città sino a 19 anni prima di allontanarsi per motivi di lavoro.  Le sue passioni sono diverse: viaggiare (apprendendo cose nuove a ogni occasione), organizzare gite e giri in moto con gli amici, mantenersi in allenamento ed in particolare leggere libri fantasy, thriller e di avventura. E’ stata proprio questa sua passione per la lettura a suscitare in lui la curiosità per il mondo della scrittura. Ha cominciato a scrivere le prime pagine del libro L’ombra del Male all’incirca due anni fa, riprendendo un vecchio lavoro che aveva iniziato (insieme ad altri amici) all’età di sedici anni, ma mai arrivato a un’evoluzione consistente. 

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Amarene
di Luca Viti
pagine 160 circa
prezzo 1.49€
già disponibile
Lettere Animate
voto:
 3/5
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Nei romanzi gotici lo chiamerebbero "il Genio della Perversione", la volontà testarda d'autoinfliggersi un dolore causa un desiderio sfrenato di compiere crimini per il solo gusto dell’illegalità.
Quando la realtà, unica e inossidabile, inconcludente, immersa in una noia profonda, grazie ad un artificio malnato, si ravviva alla luce della scoperta di una sua alternativa onirica, Arnaut, un inglorioso critico teatrale, languidamente indolente, si convince a capofitto in un baratro di elegante sfrenatezza, dividendosi fra un mondo concreto sapido di invida per l'amico Cadamosto e la sua amante Neiva, e di autocelebrativo sdegno verso tutto ciò che si dimostra pragmatico, realista o necessario; e un mondo intessuto dal groviglio mutaforma dei suoi sogni, vissuti in totale coscienza grazie agli insegnamenti di un vecchio scienziato del sonno appresi da un vecchio libro: Berenice è la favola bella che si dispiega in questa seconda dimensione, ed incarna l'ideale estetico della bellezza fatale.
In un universo "doppio" sospeso in tempi e luoghi indefinibili, si recita questo esagerato melodramma, inteso come un teatralità totale e spassionata, sbruffone e pigro, vizioso e infantile, sulla cui ribalta divisa a metà si affanna Arnaut, districandosi dall’una all’altra parte, superbamente convinto di poter giostrare a suo piacimento gli eventi, scandagliando le pieghe più oscure di entrambi i mondi e lasciandosi portare dal fascino della finzione, consapevole della rovina a cui verrà trascinato, accettata in nome della bellezza del dramma.
Tutto precipiterà in un parossismo di vizi e ripicche, doppelganger, sdoppiamenti e ricongiungimenti, ombre, figure, marionette e sospetti grotteschi, fino a quando i due mondi non si troveranno irrimediabilmente a collidere.
La protagonista è tuttavia Blanche, che come ogni ottima attrice apparirà per poco, se ne andrà senza farsi notare, ma lascerà un vuoto profondo sul palcoscenico e nei cuori della platea; fate tesoro d'ogni sua parola e d'ogni suo gesto, poichè sta tutto lì, il resto è costume.

Considerazioni.

Personaggi e Interpreti della farsa


Arnaut protagonista della farsa, critico teatrale, fiero e vittima della propria infelicità e idealità; Cadamosto buon amico del protagonista, intellettuale d’avventura, temprato dall’esperienza e dal rischio; Neiva pittrice di gran talento, amante, bella e distratta, scrigno d’un segreto di eredità Normanna; Berenice trasfigurazione ideale della bellezza assoluta, creatura del mondo di là, senza tempo; Blanche professoressa di storia del teatro, amante e coscienza amorale di Arnaut; Neissa un tempo sposa di Arnaut, protagonista di riflessioni circa il gioco amoros

Questi sono i protagonisti di questa storia non storia, di questa specie di pantomima della realtà che si fa teatrale e surreale in contesto che dalla scrittura di Viti emerge davvero molto bene e vividamente.

Non vi dirò moltissimo su questa storia così particolare, e non lo faccio perchè mi piacerebbe che vi avvicinaste alla storia da ignari lettori senza opinioni sulla storia in se stessa, la quale è fuori dal tempo e decisamente affascinante. Per una volta vorrei che, se i vostri gusti collimano anche solo in parte con i miei, vi fidaste e provaste a leggere questo romanzo, che ho trovato davvero ben scritto e strutturato, pianificato e meditato, a occhi chiusi.

Viti ha dato vita ad un libro che ha davvero del particolare sia per come viene narrato (l'autore infatti ha utilizzato un linguaggio forbito e "capitoli" brevissimi) sia per come il corpo della storia prende vita.

E' una sorta di piacevole ritorno al passato, rispetto alle miei ultime letture,  quello che presenta Viti in questa sua opera, il quale con il suo linguaggio ricercato e pregno di significari e semplice bellezza aulica, riporta indietro agli stili di un tempo sia per l'idea, sia per l'uso delle parole che per i temi trattati.

Certo a volte la scrittura di questo autore risulta un pò autoreferenziale e forse fin troppo aulica per quanto ha deciso di narrare, tuttavia nel complesso si fa distinguere da quanto esce, ad oggi, in ebook.

Non vi dico di più e vi lascio leggere un breve passo per farvi capire molte più cose di quanto potrei raccontarvi:

"[...] Quale chiassoso posto, quale musica si inseguiva fra le curve delle tribune, quali sgargianti drappi muovevano frenetici onde danzanti, e che tintinnio di tondi monili preziosi e che sorrisi e urla e bicchieri traboccanti cool cocktails! Una giovane frenesia avvampava leggiadra; cravatte e giacche e tacchi e sguardi si stringevano per anfratti celati per poi disperdersi, e cunicoli e sotterranei bui e ghiaccio e bicchieri e fette di limone, arancia, pompelmo, e saluti e abbracci ed ebbri baci discinti. Camminavo sull’erba come stranito, camminavo sicuro della direzione da prendere, mi dirigevo verso un arco e lo superavo, poi mi immergevo nelle danze come rapito da un sinuoso mancamento, poi tornavo a traversare i flutti languidi della festa con impazienza. [...]"
da "Amarene" di Luca Viti

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Il volto
dell'attesa
di Roberta Volpi
pagine 200 circa
prezzo 7.99€
ebook 0.99€
già disponibile
voto:
 3/5
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Alison è una ragazza riservata e disillusa che col tempo si è abituata a fronteggiare con scetticismo ogni realtà rifiutando a se stessa l’ipotesi di poter rivivere un solo breve attimo di felicità assoluta per non fallire, ogni volta, nel tentativo di tenerla con sé. 
Legata a questa visione distorta di ciò che la circonda non si accorge di perdersi ogni giorno un po’, ignorando ciò che la vita a un certo punto deciderà di mostrarle: una via d’uscita, che si presenterà a lei come sogno lucido ricorrente. Riuscirà Alison, cercando riparo in un amore del passato, ad accettare l’oscurità fino in fondo per scoprirvi la luce, rischiando di accorgersi di quanto, non sempre, alla luce stessa, le cose si vedano più chiaramente?

Il volto dell’attesa vuole essere un momento di lettura in cui gli animi restino sospesi in attesa di una risposta che smetta di far male al cuore in un finale sorprendente; un momento senza la pretesa di raccontare ogni cosa perché dire troppo sarebbe superfluo.
 
Proprio per questo, Il volto dell’attesa è un romanzo surreale in cui solo alla fine tutto sarà mostrato e nulla sarà più detto, poiché quel che viene mostrato e non si dice è determinante quanto ciò che viene detto senza essere mostrato, affinché il lettore possa sentirsi parte della narrazione ed essere guidato in un’oscurità che precede un bagliore che, a seconda della direzione che prenderà il suo passo sulla soglia, potrà aprirsi in inondante luce o in avvolgente tenebra.

Considerazioni.
Reale. Sognato. Surreale. Verosimile

Questo romanzo viaggia sul confine sottile di quanto è nella nostra quotidianità oppure non lo è, di quanto ci appartiene - e che concretamente tocchiamo con mano - ogni giorno, che controlliamo con ogni intenzione ed azione oppure quello che sfugge a questo ferreo controllo e che appartiene invece all'inconscio, all'incontrollabile.

La storia che ci viene raccontata da Roberta Volpi, in questo romanzo convincente e intrigante, racconta di Allison, la quale ad un certo punto della sua esistenza deve fare un punto della situazione, essendo impossibile, in più di qualche momento, comprendere se quella che sta vivendo è la realtà o appartiene alla sfera del surreale, al quel luogo onirico che è proprio della sua percezione delle cose e delle persone.

Tutto il romanzo ruota intorno a Allison, che da donna razionale, empirica e pragmatica non riesce proprio a concepire quanto le accade intorno, in quanto non ha una spiegazone razionale e scientifica. Allison, infatti, lotta strenuamente per comprendere cosa sta accandendo della normalità della sua esistenza, della routine che le è stata strappata e a cui fino a poco tempo prima si beava e a cui vorrebbe ritornare, ma non può.

Proiezioni della sua mente? 
Illusorie creazioni che le si creano nella testa per sfuggire a dei rifiuti o una rincorsa verso desideri reconditi? 
Che altre dimensioni sconosciute siano possibili?  
O che invece si tratti di semplici sogni che si alternino, convincibilmente, con la vita reale?

Allison cercherà le risposte a queste e altre domande dentro se stessa per comprendere cosa stia veramente succedendole dentro, e questo è anche lo strumento/scusa con cui la Volpi ci introduce nei meandri della mente, all'indagine particolareggiata di fenomeni che succedono al nostro corpo tramite la nostra mente.

Viaggi astrali, sogni, esperienze extracorporee, viaggi verso dimensioni differenti come "La dimensione di cristallo" e più confacenti alla mente di Allison, che si rifiuta di accettare la realtà per quella che è, ecc...
Questa avventura è tutto questo e molto altro e la Volpi riesce a destreggiarsi piuttosto bene, esponendo la storia, che si muove tra il reale e l'onirico, in modo piacevole e coinvolgente, pur muovendosi sulla linea (a mio parere pericolosissima) tra il vero e il verosimile.

Normalmente non amo questa tipologia di lettura in quanto a mio gusto quasi mai vengono prese  posizioni nette alle quali aderire e portare avanti (a livello di paranormale, surreale o storia reale).
Qui invece la Volpi bilancia bene gli ingedienti che ha intavolato e li sfrutta anche decisamente bene, complessivamente.

Certo non ho amato alcune cose proprie del genere, ma questo temo sia qualcosa di estremamente personale, che potrebbe non andarmi a genio, ma piacere inceve a voi.


Roberta Volpi, classe ’83, editor, agente letterario e webmaster, fondatrice di JustWrite."Il volto dell'attesa" è il suo secondo romanzo autopubblicato dopo "Autori verso il libro – Una finestra sull’editoria contemporanea".


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Narcolexia
di Enzo Cristofori
pagine 190 circa
prezzo 2.49€
già disponibile
Lettere Animate
voto:
 3/5
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Alice è una ragazza di 21 anni, introversa e dolce ma con un grande fardello: soffre di narcolessia, una malattia che la fa addormentare più volte durante il giorno senza controllo.
Morfeo è un serial killer alla ricerca della vittima perfetta, una donna che corrisponda al suo ideale di “amore” morboso e che possa dormire per sempre al suo fianco.
Uccide le sue vittime facendole addormentare fino alla morte.
I fili del loro destino arriveranno ad incrociarsi nel crescendo di una lotta disperata per avere una vita che corrisponda al loro ideale.
Un thriller psicologico che ha luogo nella provincia romana, dove lo scorrere della tranquilla routine sarà sconvolto da eventi terrificanti.

Considerazioni.
Non è stata chiara sin da subito, ma poi è arrivata, e per Alice, 21 anni, è stata quasi una liberazione sapere la diagnosi di quanto l'affliggeva da sempre, ma che non aveva un nome:

"[...] Ci vollero due anni ma alla fine la diagnosi fu chiara, la mia era una narcolessia di tipo medio. Ero stata anche parzialmente fortunata, in quanto in genere questa malattia è diagnosticata molto in ritardo. I miei prima di quel giorno non si erano mai posti il problema del perché mi addormentavo quattro o cinque volte al giorno, anche per pochi minuti oppure perché non riuscivo a concentrarmi a scuola. Pensavano che avessi  una carenza di vitamine e me ne davano in quantità. Ma quando iniziai a perdere le forze all'improvviso, tutto divenne più preoccupante. [...]"
da "Narcolexia" di Enzo Cristofori
Non è una vita facile, come avrete potuto comprendere, quella di Alice, ma riesce a ovviare alle piccole problematiche di ogni giorno facendo quello che le riesce meglio: adattarsi alle situazioni.

... Come vivere l'adolescienza e poi la prima età adulta a casa dei genitori, per restare sotto controllo, sempre monitorata, ma la cosa non l'ha comunque messa in salvo da situazioni difficili o da complicanze delle sua condizione:
"[...] Caddi anche in depressione e mi affidarono a uno strizzacervelli. Ma il mio vero malessere lo risolsi da sola, riprendendomi la mia vita e cercando di superare le mie paure. Fu dura cercare d'impormi con i miei per avere la libertà ma ne avevo bisogno, dovevo sentirmi normale e anche gli psicologi erano d’accordo [...]"
 da "Narcolexia" di Enzo Cristofori
E poi c'è lui, un uomo senza nome e senza volto, un serial killer che segue le sue vittime e che le perseguita fino a che non soddisfa la sua voglia di sangue e perversione. Fino a uccidere le sue prede per mettere a tacere quanto abita la sua mente.

I due entreranno in contatto e le loro esistenze cambieranno definitivamente...

Non mi aspetto un thriller di questo tipo, tanto per l'inaspettato approfondimento psicologico, quanto per i mutevoli e inaspettati risvolti di trama che tengono alta l'attenzione del lettore, imposibilitato ad  adagiarti su una narrazione che lo tiene costantemente attivo e vigile.

Cristofori ha un linguaggio semplice, immediato, fluido e al contempo in grado di approntare descrizioni abbastanza accurate - ma non tediose - da permettere di ricreare ambientazioni, situazioni e personaggi in modo lasciare il tutto completo e soddisfacente.
Decisamente positivo anche il risvolto che attiene la creazione di due personaggi principali (quello di Alice e quello di Morfeo) estremamente diversi, ma molto interessanti per motivazioni ed evoluzione. Non era facile creare due persone così antitiche e poi avvicinarle in modo da non snaturarle completamente.

Consiglio questo romanzo a tutti coloro che vogliono leggere una storia intrigante e decisamente diversa dal solito.

Enzo Cristofori Nato a Rho in provincia di milano nel 78, mi occupo di scrittura da una vita. Ho pubblicato un'antologia di poesie per edizioni Le pagine. Il mio primo romanzo, Soul Exile di genere Urban Fantasy, è stato pubblicato da Lettere Animate il 1 dicembre 2014. Sempre per Lettere Animate è stato inserito un mio racconto breve, Monique Blues, presente nell'antologia Galaxia. Attualmente sto scrivendo il seguito di Soul Exile e un romanzo thriller.

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Chupa Chups! 
(e altri racconti impegnati)
di Daniele Pollero
pagine 120 circa
prezzo 1.99€
già disponibile
Panesi Edizioni
voto:
 3/5
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A grande richiesta della bocciofila di Molazzana (LU), la raccolta di racconti che ha spopolato nei concorsi letterari, tanto che hanno addirittura deciso di aprire il file prima di cestinarlo.
Chupa Chups! si propone di accompagnare il lettore sull’ottovolante della quotidianità giovanile, fra beghe universitarie, relazioni sentimentali, umorismo nero, pornosplatter e social network, con piglio trash e scarso fair play.
Insomma, le probabilità che faccia cagare sono alte.
Ma perché non verificarlo di persona?
Da uno degli autori di Spinoza.it.
Considerazioni.
Avessi dovuto comprare questo romanzo per la copertina ... non lo avrei scelto, ma passata la prima occhiata, ecco che ho letto abbastanza volentieri i racconti che compongono questo volumetto di poco più di un centinaio di pagine.

Dal povero studente, dell'omonimo racconto, per il quale si prova una notevole compassione visto come si deve destreggiare con la burocrazia universitaria, al fantasma di un bambino che in una panetteria si diverte a portare il panico, al treno in ritardo o all'abbandono della nave, ai due innamorati gelosi fino ad approdare ai ragazzi che navigano sui social network e non trovano chi aspettavano Pollero si propone di presentarci la realtà dei ragazzi di oggi e della loro quotidianità. Lati positivi e negativi compresi.

Alcuni di questi racconti sono più brevi (davvero molto) altri sono un pochino più corposi, ma tutti sono accumunati dal fatto che l'autore abbia intenzionalmente voluto narrare l'ironia di fondo che emege una volta eliso l'elemento drammatico delle situazioni che vengono presentate nei vari racconti.

Pollero è spavaldo, butta lì delle battute talvolta solo ironiche, a volte proprio caustiche fino a diventare piuttosto dirette anche solo a scopo di diventare irriverente per far discutere dell'argomento.
Tante le tematiche di cui Polleto vuole parlare in questa piccola raccolta, che possono essere legate alla società, ma anche a tutto quanto attiene la sfera burocratica e politica del nostro paese.

Devo dire che sebbene abbia apprezzato l'intento e la voglia di far emergere le discussioni di cui parlavo prima, non sempre ho trovato questa ironia spigliata o naturale, certo è comprensibile - per via del fatto che quanto si pongono in essere tante discussioni di questo tipo alcune possano apparire più brillanti di altre - che a volte Pollero non riesca nel suo intento, laddove il racconto non richieda una riflessione viscerale (ove è più bravo), lasciandoci quindi un racconto meno di effetto rispetto agli altri.

Consigliato per chi ha volgia di vedere i difetti della nostra società e del nostro paese sotto una luce differente.

2 commenti:

Ludo ha detto...

Hello Endi.

Allora, quelli che mi ispirano di più sono Il volto dell'attesa e Narcolexia. Sul primo — ammetto — ha fatto centro anche la copertina.

Endimione Birches ha detto...

Ciao Ludoooooo!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Quanto mi sei mancata!!!!!! Non sai quanto!!!!! Un abbraccio forte fortissimo ;) ;)
xoxooxoxoxoxo
Endi