Recensione: "I due regni. La città intera" di Alessia Palumbo

martedì 29 marzo 2016

 





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I due regni. 
La città intera
 di Alessia Palumbo 
pagine 592
Prezzo 18,00 €
Ebook 3,99 €
Ekt - Edikit
già disponibile
voto:
 ★★★☆☆
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In un regno devastato dai conflitti fra maghi e guerrieri la Città Intera è sorta, baluardo nella lotta contro chiunque possieda sangue magico.
In questo scenario si muove Farwel, decisa a riportare pace ed equilibrio in un luogo dove imperversa solo timore e morte.
In un fantasy certamente non canonico si muove la sfera umana dell’interiorità e di ogni sua sfumatura, non trovando il malvagio o il corrotto in un mostro da debellare o in una antica maledizione che pende sul capo indistinto della razza umana, ma dentro quegli stessi personaggi che creano e distruggono.
A muoversi parallelamente alla vicenda altri filoni narrativi si intrecciano, mostrando eventi del passato privi del dolore della Città Intera, ma carichi già di un nefasto presagio.

 

Considerazioni.
In una terra lontana lontana esisteva una maga potente di nome Farwel, questa donna, questa maga, eraconvinta che la cosa giusta da fare - e suo compito necessario e doveroso - fosse portare nel regno di Delor in cui viveva la pace e la serenità che era schiacciata dalla prepotenza del timore, della paura e del terrore della morte incombente. 

"Delor [dε’lɔr] Stato in cui si svolgono le vicende narrate. Le sue origini sono piuttosto recenti rispetto ai vicini Edwen e Danuit, risalendo solo a quattro Cicli precedenti il Settimo. Nato da una guerra che da generazioni e generazioni dilaniava i due territori confinanti, che decisero di formare uno stato più piccolo ma completamente indipendente. Poiché nessuno dei due stati antichi voleva privarsi di territori strategici e da risorse importanti e per via della sua natura di paci."
da "I due regni. La città intera" di Alessia Palumbo 

La maga si struggeva profondamente nel vedere gli altri maghi, i suoi colleghi, da sempre in guerra con i guerrieri della Città Interna in quanto questi ultimi vogliono combattere chiunque veda scorrere nelle sue vene del sangue magico.

Il proposito di Farwel nasce in un contesto difficile, ma questo non la fa desistere dal suo intento, ed anzi, decide di partire in cerca del suo Maestro/Incantatore di nome Duncan, il quale non sospetta quanto architettato dalla sua pupilla, che sta per partire per Città Intera per riportare la pace. 

Ovviamente, per la nostra maga, non sarà facile giungere nella grande città piena di insidie, di pericoli e di persone pronte a vederla cadere sconfitta, a causa si un proposito troppo alto, troppo grande e troppo pericoloso per lei sola...

Il romanzo, corposo ma molto scorrevole, non narra solo le vicende presenti della nostra maga, ma apre delle finestre con cui ci permette di vedere le vicende passate di Farwel, da quando era una tredicenne insicura, in un contesto familiare con alte prospettive (tanto da intimidirla) e paurosa creatura del futuro, fino a mostrarci come diventi una potente maga con tanto potenziale, ma profondamente sola.

Queste parentesi ci mostrano anche come Farwel, pur essendo destina a un fulgido successo come guerriera (essendo il padre guerrieto e la mamma arcera) abbia poi invece appreso di essere destinata a diventare bene altro: una maga. Questa sua presa di coscienza giunge in un contesto particolare, dove le aspettative per lei sono alte e dove Farwel non si sente del tutto a suo agio: l'Accademia di Delor.
"Accademia: Centro di addestramento speciale situato a sud del Delor, nel visconteo di Estah. Questa struttura nasce con un intento preciso: creare nuove generazioni di combattenti in cui guerrieri e maghi lottino insieme senza più alcun pregiudizio. Esperimento mai tentato prima, solitamente si tendeva a costruire gilde o centri di addestramento esclusivi per maghi o per guerrieri. L’Accademia fornisce anche un accurato servizio di istruzione verso i propri alunni. Farwel ci trascorre diversi anni della sua vita e coltiva le sue più grandi amicizie."
da "I due regni. La città intera" di Alessia Palumbo

Una volta scoperta la sua propensione alla magia, e quindi al suo destino, la famiglia l'abbandona a se stessa e si trova a dover gestire qualcosa che non conosce da solo, sperando di riuscire, fallimento dopo fallimento, a trovare la sua strada e se stessa. Farwel, nel suo percorso di crescita non sarà però da sola, ma le amicizie che instaura nell'Accademia le daranno la forza e speranza di successo che tanto cerca e rincorre. Sarà soprattutto grazie a Duncan, nel quale troverà la figura paterna che cerca, che grazie ai suoi insegnamenti, la condurrà per mano verso l'accettazione della sua vocazione e la gestione dei suoi poteri.
 
Il fatto di vederla, nel presente, come sola a dover combattere i guerrieri che si ostinano a voler opprimere i maghi ci mostra come le cose, dall'Accademia, siano profondamente cambiate un pò per tutti, ad incominciare da Farwel. Ma forse tutto non è perduto ....

Ho trovato questo romanzo molto carino. Le idee che man mano si susseguono nel romanzo le ho trovato ben delineate, come ho trovato complete e ben fatte sia la costruzione delle ambientazioni, dei paesaggi, nonchè della mitologia. Certo la storia presenta degli elementi farraginosi, come le tematiche - legate all'età della protagonista e della sua autrice - e quindi con limitazioni legate all'esperienza e al vissuto, ma comuque ben svolte e adatte allo svolgersi della storia stessa. 
L'autrice è infatti riuscita, a differenza di molti altri romanzi che si collocano in questo genere, a rendere più complesso, oltre che il personaggio principale della sua storia, anche qualche tema un pò troppo usato, ad esempio l'identità di Farwel. Quest'ultima non solo deve destreggiarsi nell'essere una maga alle prime armi, e quindi accettarsi come qualcosa di diverso, qualcosa che la sua famiglia odiava e odia profondamente (tanto che non possono più averla accanto, anche solo vederla è motivo di disonore e delusione), ma deve anche nascondersi da quello che emerge dalla sua nuova condizione. Essere una maga vuol dire non odiare più i maghi, ma anzi aiutarli e difenderli nei loro propositi. E questo implica anche fingersi una persona che non è, una guerriera con un falso nome, un'altra pelle.  E' un passaggio fondamentale, questo, e gestito dalla Palumbo, a mio parere, egregiamente, fatte le considerazioni di cui poco sopra.
 
Certo talvolta il romanzo pecca un pò di ingenuità, ma essendo un romanzo d'esordio (oltretutto di un'autrice giovanissima) è comprensibile e naturale. 
Complessivamente è un romanzo di cui sono soddisfatta, in quanto mi ha regalato un'avventura molto carina, con una struttura lineare ben argomentata, con semplicità di linguaggio e linearità di pensiero.

Lo consiglio a tutti coloro che hanno voglia di leggere un fantasy che appassiona facilmente e non si fa fatica a cercare nei suoi seguiti.





Alessia Palumbo nasce a Pavia nel 1994. Fra i suoi interessi, la letteratura ha sempre avuto uno spazio preponderante, dividendosi tra la scrittura e gli studi letterari. Attualmente frequenta il terzo anno di Lettere moderne. Il ciclo fantasy I Due Regni è il suo primo lavoro per una casa editrice. Sul suo sito l'autrice afferma che vuole ambientare nel Delor e nei paesi confinanti decine di storie diverse, in cui i protagonisti si avvicenderanno in spazi e luoghi differenti. E che nella sua narrazione troveranno spazio fantasy e molti altri generi come il distopico.Writer's Dream nella sua recensione al libro scrive: "I Due Regni è un libro particolare, un fantasy basato molto più sulla psicologia della protagonista, sulla società corrotta del Delor e sulla “politica” della Città Intera, che non sull’elemento fantastico proprio della magia e del sovrannaturale. Per questo, chi si aspetta un fantasy “classico” rimarrà spiazzato, mentre chi cerca qualcos’altro rimarrà piacevolmente colpito dalla storia e dal modo di raccontarla."

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