Recensione: "Wolf. La ragazza che sfidò il destino" di Ryan Graudin

giovedì 21 aprile 2016








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Wolf
La ragazza
che sfidò
il destino

di Ryan Graudin
pagine 300 circa
prezzo 14.90€
ebook 6.99€
DeAgostini
già disponibile
voto:
★★★★
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La trilogia "Wolf by Wolf" è composta da:

1. Wolf By Wolf - Wolf - La ragazza che sfidò il destino
2. Iron to Iron - ancora inedito
3. Blood for Blood - ancora inedito
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cover originale




E’ il
1956 e l’alleanza tra le armate naziste del Terzo Reich e l’impero giapponese governa gran parte del mondo. Ogni anno, per celebrare la Grande Vittoria, le forze al potere organizzano il Tour dell’Asse, una spericolata e avvincente corsa motociclistica che attraversa i continenti collegando le due capitali, Germania e Tokyo. Il premio in palio?

Un incontro con il supersorvegliato Führer, al
Ballo del Vincitore. Yael, una ragazza sopravvissuta al campo di concentramento, ha visto troppa sofferenza per rimanere ancora ferma a guardare, e i cinque lupi tatuati sulla sua pelle le ricordano ogni giorno le persone che ha amato e che le sono state strappate via.

Ora la Resistenza le ha dato un’occasione unica: vincere la gara, avvicinare Hitler... e ucciderlo davanti a milioni di spettatori.

Una missione apparentemente impossibile che solo Yael può portare a termine. Perché, grazie ai crudeli esperimenti a cui è stata sottoposta, è in grado di assumere le sembianze di chiunque voglia.

Anche quelle di
Adele Wolfe, la Vincitrice dell’anno precedente. Le cose però si complicano quando alla gara si uniscono Felix, il sospettoso gemello di Adele, e Luka, un avversario dal fascino irresistibile..


Considerazioni.
Amo le rivisitazioni. Le amo se sfiorano il distopico, se aprono uno spiraglio ipotetico interessante e le adoro se cercano di indurmi a credere che quello che mi stanno narrando sia credibile, sia verosimile, come uno strano scherzo del destino, di un un'universo parallelo.

Devo dire che non mi aspettavo che questo romanzo mi piacesse, non così tanto almeno, perchè letta la trama non era scattato quel qualcosa che me lo facesse scegliere all'istante (grazie dunque per le vostre richieste, che mi hanno convinto a farlo!), invece con il procedere della storia, con l'avvicinarsi del succoso nucleo, è avvenuto, mi è piaciuto quanto creato dalla Graudin, in base agli accadimenti della Seconda Guerra Mondiale (o per lo meno come sarebbe stato).

L'autrice della Carolina del Sud  parte da una premessa semplice: cosa sarebbe accaduto se a vincere la Seconda Guerra Mondiale fosse stato l'asse Tedesco - Nipponico? E fin qui nulla di particolarmente fantasioso, escluso l'evento possibilistico ... la Graudin si spinge però oltre, ponendo al centro della storia una ragazza intenzionata a uccidere niente meno che il Führer!

Come? Presto detto. Tutti gli anni viene organizzata una corsa motociclistica tra le due capitali che hanno ottenuto la Grande Vittoria al termine della quale il vincitore, o la vincitrice, ha l'onore d'incontrare il Führer. Yael, la protagonista del romanzo, ha quindi in mente di vincere la gara e compiere quanto non è ancora riuscito a nessuno ... uccidere Hitler.

In questo ipotetico mondo, la Graudin ci informa che gli USA non si sono esposti nel conflitto tra le potenze europee, e sono rimasti isolati, che la Germania e il Giappone si sono unite per attaccare l'Unione Sovietica, facendola soccombere al doppio attacco e che infine Hitler ha vinto su tutti, invadendo anche l'Inghilterra, grazie alla riuscita dell'operazione Leone Marino. Per cui ora la Germania, con il suo Terzo Reich, domina l'Europa fino agli Urali, mentre il Giappone ha costituito,  insime all'Oceania e l'Asia, la Sfera di Co - Prosperità.
Non è una visione così impossibilistica, a pensarci bene, in quanto le se cose fossero volte al peggio, probabilmente la situazione non sarebbe stata la fine della guerra ma l'inizio di un Impero dittatoriale terrificante e molto potente.

In questa ipotesi si muove Yael, una bambina di sei anni circa che all'inizio di "Wolf", nel 1944, che viene condotta in uno dei campi di concentramente e scelta tra i soggetti idonei a essere sottoposti a esperimenti che renderli dei "veri ariani". Yael rientra nel progetto numero 85, quello in mano del dottor Geyer, che la segnarà per sempre...

Passati diversi anni, siamo nel 1956, Yael ha 18 anni e si trova in Germania, a Berlino, capitale del Terzo Reich. Yael abita da sola in un appartamento, cercando di vivere una vita all'insegna della sopravvivenza una volta riuscita ad evadere (grazie anche alle nuove capacità acquisite con gli esperimenti) dal campo di concentramento in cui era stata rinchiusa. Ora appartiene alla Resistenza, anzi è uno dei membri di spicco di quest'ultima, e si è fatta tatuare sul braccio cinque lupi.
Questi ultimi, per il romanzo, nonchè per la protagonista, sono importantissimi, oserei dire i.n.d.i.s.p.e.n.s.a.b.i.l.i., tanto per compredere gli intenti di Yael, quanto per cogliere l'animo del romanzo, il suo lato più toccante, nonchè la giustificazione vera alla vendetta.

La Graudin ci spiega bene chi sono questi cinque lupi, queste anime che ululano vendetta, questi cinque lupi così incredibilmente vividi e reali da voler saltar fuori dal disegno e attaccare insieme a Yael i suoi nemici.

    "[...] Ricorda e sentiti dilaniare.
    La Babushka... le aveva dato uno scopo.
    La mamma... le aveva dato la vita.
    Miriam... le aveva dato la libertà.
    Aaron-Klaus... le aveva dato una missione.
    Vlad... le aveva dato il dolore.
    Quellli erano i nomi che sussurrava al buio.
    Quelli erano i pezzi che rimetteva a posto.
    Quelli erano i lupi che cavalcava in guerra.[...]"
                         da "Wolf. La ragazza che sfidò il destino" di Ryan Graudin

Vi lascio scoprire meglio il come, per ora vi basti sapere che Yael, acquisendo l'identità di Adele Wolf (vincitrice della competizione l'anno precedente), parteciperà alla Gara dell'Asse, gara motociclistica che attraversa tutta l'Europa partendo dalla Germania, toccando Praga, Roma, Il Cairo, Gaghdad, Nuova Delhi, Dhaka, Hangi, Shanghai, e giungere all'arrivo a Tokyo.

In una lotta all'ultimo sangue Yael dovrà sopravvivere alle astuzie e ai giochi (molto spesso sporchi) degli altri concorrrenti (che si fanno più crudeli e mortali man mano che il traguardo si avvicina), dovrà guardarsi da coloro che conoscevano bene Adele, come il fratello gemello che partecipa alla gara, Felix, che possono smascherarla in qualsiasi momento e dovrà anche fare molta attenzione a personaggi come Luka, archetipo incarnato della razza ariana, il quale osserva Yael in uno strano modo ...

Yael non può permettersi di sbagliare nemmeno una mossa, perchè ogni errore è fatale ...

Come vi dicevo poco sopra "Wolf. La ragazza che sfidò il destino" è un romanzo che conquista e lo fa con elementi diversi, poco innovativi, ma assolutamente efficaci. Quali sono?

- Ambientazione: questa è cupa, soffocante, impregnata di terrore, spietata disperazione e indefessa violenza. L'ambientazione, è a mio parere perfetta, ed è anche quella che fa si che un romanzo scritto per un pubblico relativamente giovane, possa essere letto da tutti, trasversalmente. Qui i deboli, gli indifesi, le minoranze, ecc... sono schiacciate, vittima di ideologie, di estremismi, di violenze fisiche e mentali, mentre a dominare sono i prepotenti, i violenti, i folli e i mercenari. L'ambientazione del romanzo non lascia scampo, non lascia ragione, non soccombe il torto, e quindi c'è cupezza e tormento, davvero ben ricreati.

- Personaggi: ho amato e apprezzato, per il loro ruolo, praticamente tutti i personaggi, che trovano una collocazione perfetta per rappresentare un mondo, una società, un'intento che rappresenta un'epoca e una situazione complessa, in cui sono richieste decisioni estreme e molto spesso d'impeto. La Graudin riesce a costruire la caratterizzazione dei personaggi in modo naturale, completo e introspettivo, tanto da renderli coerenti con le loro azioni del momento.
Ma più di tutti ho apprezzato Yael. E' una protagonista certamente forte, indomita, indipendente e risoluta, ma è un soprattutto una protagonista che si è guadagnata questi aggettivi con il dolore della perdita, con le lacrime dello sfinimento e il sangue dei suoi cari, è una ragazza che in realtà è già adulta, cresciuta troppo presto, che si cerca obiettivi (una vendetta e un posto nel mondo più grandi di lei), ma necessati per il codice morale che le persone che sono morte le hanno insegnato e a cui ora lei sente di dover rendere giustizia.
Yael è una ragazza che ha subito lutti dalla portata dolosa indecifrabile, che ha perso la sua innocenza e la sua umanità, è una ragazza che ha visto il buio della notte, gli ha dato un nome e ora deve combatterlo.

- Luoghi: sono tanti e, anche se mi sembravano troppi per un'avventura di questo tipo, devo dire che alla fine sonno coerentemene inseriti e ben valorizzati.

- Storia: il tempo e la situazione sociale sono ben ricreate, pur non essendo un romanzo che si pone come scopo quello di farla ma solo di farne strumento per raccontare la storia di Yael.

Complessivamente, dunque, sono decisamente soddisfatta di questa storia, che sebbene non termini con questo romanzo, essendo una trilogia, riesce a inquadrare la vicenda e i personaggi ottimamente e riesce anche a imbastire la storia in modo tale da essere avventurosa e avvincente, non trovando un singolo momento di stasi o di noia.

Seguirò sicuramente questa serie, e se avete voglia di una lettura piacevole, avventurosa, dal ritmo incalzante, che vi porti sui binari del "E se fosse stato ..." con un'ambietazione e un'attenzione tale da non rimpiangere - e per una volta a ragione - l'idea e l'essenza degli Hunger Games, avete trovato pane per i vostri denti. 

 

Ryan Graudin è nata e cresciuta a Charleston, in Carolina del Sud, dove si è laureata in Scrittura Creativa. Vive con il marito e un cane lupo. Wolf. La ragazza che sfidò il destino è lo straordinario romanzo con cui esordisce sulla scena letteraria italiana.

2 commenti:

Vero Ale ha detto...

Ma che bella recensione ^^
Devo dire che questo libro è stata una bellissima lettura, ma ci sono alcuni particolari che non mi sono piaciuti (trovi la mia recensione qui ): il finale e la dipartita di Luka (comprensibile, ma triste), il sosia di Hitler di cui non ho capito la funzione nel libro (comprensibile anch’esso, ma un po’ fine a sé stesso a mio parere) e i pregiudizi sui ragazzi Giapponesi, tutti spietati, freddi, con un solo obiettivo. Sicuramente c’è un fondo di verità, ma sembrano veramente alieni in confronto ai ragazzi tedeschi o.o.
Per il resto un bellissimo libro e Yael è un personaggio favoloso *-*.
Un saluto,
Rainy

Endimione Birches ha detto...

Grazie Rainy,

devo dire che a me non hanno infastidito i particolari che hai citato, o quanto meno ho trovato troppo fuori luogo, perchè credo che:

- Luka abbia fatto il suo corso, essendo il proseguo della trilogia proceda diversamente da come è stato strutturato il primo romanzo;
- per quanto concerne il sosia di Hitler, penso che sia stato il "colpo di scena" per proseguire dal primo romanzo al secondo;
- infine credo che i pregiudizi sui ragazzi giapponesi siano un pò come quelli per i tedeschi, ma Yael facendo parte di questi secondi mette più alacretudine per i primi ... credo...

Grazie mille per avermi indicato la tua recenzione, andrò a leggerla subito!! E grazie per avermi dato il tuo parere sul romanzo, l'ho apprezzato moltissimo ;D ;D ;D

xoxo
Endi