Recensione: "La Valle delle Bambole" di Jacqueline Susann

lunedì 18 luglio 2016





 
---oOo---
La 
Valle 
delle Bambole
di Jacqueline Susann
pagine 528
prezzo 19€
Sonzogno
già disponibile
voto:
 ★★☆☆
alla storia
 ★★
al significato del romanzo
--o--







La Seconda guerra mondiale è finita da poco e - per chi è giovane e intraprendente come Anne, Neely e Jennifer - New York rappresenta il Grande Sogno. 
Le tre ragazze, che arrivano dalla provincia americana, approdano a Manhattan per cercare fortuna.
E, a loro modo, la trovano: una recita nei musical di Broadway, un'altra lavora nella pubblicità, la terza riesce a sposare un attore-cantante famoso. Poco per volta, però, la buona sorte le abbandona.
E allora, per tirare avanti, l'unica consolazione restano le "bambole" ovvero, nel gergo di quegli anni, le pasticche che servono a trovare un po' di pace o di eccitazione.
Finché anche quelle non si trasformano in uno strumento di autodistruzione.

valley of the dolls pill popping beauty nails manicure editorial shoot jewelry 70's 60's | NEW YORK FASHION BEAUTY PHOTOGRAPHER- EDITORIAL COMMERCIAL ADVERTISING PHOTOGRAPHY:

Considerazioni.
"La Valle delle Bambole" è una di quelle letture che prima o poi, nella vita, ti si impongono per via del significato che hanno rappresentato, essendo un romanzo di rottura e di rappresentazione di un'epoca che ormai non è più e quindi non più comprensibile.
Siamo nel 1966 circa e nonostante le critiche che gli furono mosse contro, ebbe uno straordinario successo di pubblico, in quanto narra delle vicende di tre ragazze della provincia americana che, a seguito della Seconda Guerra Mondiale, cercano di realizzare i loro sogni nella fagocitante e bellissima New York.
--
La Susann, con questo romanzo, raggiunse una fama tanto grande quanto inaspettata grazie ad uno stile diretto schietto, sincero e senza veli di ipocrisia per raccontare quello che tre giovani di provincia affrontano vivendo, cercando fortuna, nonchè sbagliando, nella Grande Mela. Dal principio tutto sembra luccicante, possibile e bellissimo, le ragazze scoprono i divertimenti, i ragazzi, il sesso, il piacere, l'amore, il matrimonio e la vita leggera e senza pregiudizi di New York, sentendosi quasi potenti e liberissime così lontano da casa, spiegando le ali per la prima prima volta. Poi incominciano le diffiltà, il lavoro incomincia a scarseggiare, le possibilità diminuiscono, le luci di Broadway diventano fastidiose e troppo luccicanti e incominciano ad apparire delle ombre sia fuori, sia dentro le protagoniste del romanzo, le quali tentano di far tacere i rimproveri che arrivano silenziosi da casa, incassare gli insuccessi e tenere a bada la sensazione di fallimento incominciano a frequentare "la valle delle bambole", ovvere assumendo droghe (erano così dette le pasticche che all’epoca alcuni dei personaggi dello spettacolo assumevano per far fronte alla depressione e alle ansie dovute alla vita stressante e ansiogena che conducevano).
--
Finalmente ristampato dalla Sonzogno proprio a luglio, ecco che potrete anche voi leggere questo romanzo che ha segnate un'epoca, quella liberale e di lotta sociale degli anni sessanta che sono stati al centro di un cambiamento epocale sotto diversi punti di vista, tra cui anche quello della letteratura, che incominciare a proporre uno stile nuovo, con temetiche spinose, di cui si faceva ancora fatica a parlare liberamente, come l'assunzione di droga.
--
Grazie alla Susann seguiamo le storie - nell'arco di un ventennio circa - di Anne Welles, giovane donna avvenente che trova modo di impiegarsi lavorando accando a stelle dello spettacolo, Jennifer North che ha ambizioni sentimentali e Neely O’Hara la quale ambisce invece a diventare una stella a Broadway le quali vedremo combiare moltissimo nel corso del tempo, intrecciare i loro destini più volte e condividere molte più cose di quanto avrebbero voluto inizialmente. 
-----
Devo dire che apprezzato molto "La Valle delle Bambole"ma non tanto per la storia in se stessa, che vi confesso di aver gradito, ma sino ad un certo punto, in quanto a mio parere la Susann si è persa nei "tecnicismi" dello spettacolo da metà libro in poi, proponendoci troppi elementi di contorno (come i problemi attinenti i contratti o le controversie legali, senza contare le lungaggini circa il rapporto con gli avvocati) che hanno diluito eccessivamente il romanzo. Secondo me il vero punto di punto di forza, quello che ci è pervenuto sino ad oggi parlando di questa autrice e di questa storia, è invece l'importanza delle tematiche qui narrate: la scoperta del piacere da parte delle ragazze e delle donne in generale, l'affrontare il dema dell'uso e dell'abuso delle droghe, la necessità di una realizzazione personale e il costo di questo sogno, l'emancipazione femminile, il confronto con il sesso maschile, ma anche la voglia di trovare un'indipendenza economica, l'aborto, l'adulterio, la corruzione, la paura, la depressione, le responsabilità, l'amizia, la delusione, l'amore nonchè la comprensione di un'epoca che non esiste più e comprendendone bene i contorni sociali e culturali grazie ad una scrittura semplice, immediata e senza fornzoli.
--
Complessivamente sento che sia un romanzo da consigliare e da regalare, non tanto per leggere la storia in se stessa, quanto per comprendere, anche personalmente, tante cose che a volte releghiamo ad un angolino della memoria senza affrontare mai, ma a cui invece dovremmo dell'attenzione perchè inficia su quello che siamo e quello che potremmo fare. Merita. Davvero.

VALLEY OF THE DOLLS PILL POPPING NAILS BEAUTY SHOOT | Jamie Nelson Beauty & Fashion Photographer | September 4, 2015  ❤༻ಌOphelia Ryan ಌ༺❤:

Jacqueline Susann  era originaria di Philadelphia. A diciott’anni si trasferì a New York, dove lavorò come attrice e, per ben quattro volte, fu premiata come la “Donna più elegante della televisione”. Ma fu il successo dei suoi tre romanzi, tutti bestseller mondiali – La valle delle bambole (1966), La macchina dell’amore (1969) e Una volta non basta (1973) -, a trasformarla nella leggenda che ancora oggi si ricorda. Sposò il produttore Irving Mansfield. Da La valle delle bambole, il suo libro più famoso, ristampato diverse volte anche in Italia, sono stati tratti un film e una serie televisiva.

Nessun commento: