Recensione: "Jamaica Inn" di Daphe Du Maurier

venerdì 14 ottobre 2016









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Jamaica 
Inn
di Daphe Du Maurier
pagine 304
prezzo 13.90€
Beat Editore
già disponibile
voto:
 ★★★★
Imperdibile
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 All’inizio dell’Ottocento, Mary Yellan, giovane orfana di belle speranze e di avvenente aspetto, giunge al Jamaica Inn, una locanda tra i picchi e le scogliere della Cornovaglia, terra, all’alba del nuovo secolo, di pietre e ginestre rachitiche, di pirati e predoni.
Dopo la morte della madre, l’unica parente rimasta alla ragazza è la zia Patience, proprietaria della locanda insieme col marito Joss Merlyn. Nel viaggio attraverso la brughiera selvaggia della Cornovaglia, Mary ha immaginato il Jamaica Inn come un accogliente rifugio, una dimora degna di quella zia che, da bambina, le appariva leggiadra come una fata con le sue cuffie ornate di nastri e le sue gonne di seta.
Il suo sgomento è grande, dunque, quando scopre che la taverna è un covo di vagabondi, bracconieri, furfanti e ladri della peggior specie, e che della zia Patience, giovane donna vanitosa e piena di vita, non è rimasto nulla. Al suo posto c’è una povera creatura sfiorita, terrorizzata da un uomo gigantesco e brutale: suo marito, Joss Merlyn.
Mary Yellan scapperebbe subito da quell’edificio buio e malmesso, dove nessun avventore oserebbe mai mettere piede, se non fosse per lei un punto d’onore difendere la zia dalle angherie di Joss, e se la sfida con quell’uomo violento, sorta forse dalla segreta, inconfessabile affinità sempre esistente tra caratteri forti, non la solleticasse.
Quella taverna, dove si danno appuntamento i peggiori sgherri della Cornovaglia, è soltanto il porto di traffici illegali tra la costa e il Devon o è qualcosa di peggio, qualcosa che oltrepassa la stessa enigmatica figura di Joss? E che cosa ha a che fare la stanza chiusa in fondo al corridoio con i carri che si fermano ogni notte nel cortile della locanda? 
Romanzo in cui personaggi violenti e, insieme, fragili si muovono sullo sfondo di un paesaggio selvaggio, Jamaica Inn è un vero thriller di alta scuola, pieno di suspense e di inaspettati colpi di scena, una delle opere più riuscite dell’autrice di Rebecca, la prima moglie.

Incredible garden - Fowey, Cornwall, England [IMG_3452.JPG]:

Consiederazioni.
Ci sono dei romanzi (a me capita più spesso con i classici della letteratura) che fai tuoi in un modo tutto tuo e speciale e che ricorderai sempre. Questi libri, che diventano "eletti" e sono libri che non potrai mai dimenticare, che ti salteranno in mente anche nel meno pensato dei momenti, con una frase, in una particolare situazione ovvero ancora nella speranza o meno di un accadimento simile, o in ricordo di quell'intenzione.

"Jamaica Inn", per me, è uno di questi romanzi. 

La storia narra di una giovane ragazza di nome Mary Yellan, che, orfana di padre, quando le muore anche la madre, sceglie "la strada meno battuta" di cui parlava Frost, e al posto di vivere una vita stabile, nella quotidianità faticosa dei campi e della famiglia, sposando il ragazzo che da sempre la corteggia e le sta accanto - per cui lei non prova nulla se non amicizia - decide di andare a vivere con la zia Patience in Cornovaglia.

Dopo un lungo viaggio, non sempre sereno, nella speranza di trovare qualcosa di meno monotono nella sua esistenza, cercando di trovare la bella ed esuberante zia della quale ha memoria, rimane pressochè delusa e sconvolta di non trovare nulla di tutto questo a Jamaica Inn, la taverna gestita dalla zia con il marito di quest'ultima.
Nulla della bellezza e della felicità è rimansta infatti in Patience, la quale è abbruttita e affaticata dal lavoro e stremata dal carattere burbero e violento della zio  Joss Merlyn.

Mary, vista la situazione, avrebbe voglia di prendere la prima diligenza e tornare a casa, ma la situazione della zia la preoccupa troppo e per principio, ma soprattutto per il gusto della sfida che vede brillare negli occhi di Joss, decide di rimanere per difendere Patience dalle sue angherie e ostacolarlo per quanto le è possibile.

Da quel momento in poi niente sarà facile o tranquillo per Mary, perchè molto pericolose sono le scoperte emergeranno dalla vita di Joss, che riguardano la locanda e gli affari (terribili, credetemi) dello zio, che la trascineranno in un giro turbolento come le onde del mare  ...

In tutto ciò Mary avrà però modo di conoscere anche uomini interessanti, come il fratello più giovane di Joss, Jem, che tanto la intriga ...

"Jamaica Inn" è un romanzo che intreccia il mistero al il thriller, la suspance ad un pizzico di romanticismo, la poesia descrittva di una terra alla quale la Du Maurier era particolarmente affezionata - la Cornovaglia - al ritratto realistico che fa tanto della natura selvaggia, quanto della durezza della vita in quelle zone remote dell'Inghilterra, nella disperazione delle sue genti, estremamente povere e arrabbiate per la situazione di crisi.

Una volta letto "Jamaica Inn" sono rimasta appagata e incredibilmente interessata da questa lettura, perchè mi è piaciuto il personaggio di Mary, una donna giovane che rischia tutto quello che conosce, che le può dare certezza e sicurezza, per colmare quella sete di avventura e curiosità che non riessce a mai a raggiungere, e che nessuno ormai, neppure la madre, può fermare. Mary è una bella ragazza che si va a cacciare in un situazione pericolosa, persino per la sua stessa vita, solo perchè ne sente il bisogno. Mary ha bisogno dell'incertezza, della sfida e dell'avventura più di quanto ammetta a se stessa: lo vediamo nell'abbandono della sua casa, nella sfida che getta in faccia allo zio sino alla scelta finale, quando ha la possibilità di tornare indietro e decide ancora una volta di prendere "la strada meno battuta". Vi confesso, mi è piaciuta moltissimo questa protagonista.
Meritano tuttavia una citazione anche gli altri personaggi, perchè è anche grazie a loro che Mary cresce, evolve e sceglie quello che sceglie: dalla disperazione e la paura in cui vive Patience alla violenza vile e bruta data dalla necessità della sopravvivenza di Joss, sino alle figure minori del parroco e della sorella per arrivare al fratello di Joss, Jem, che non può non piacere, anche se non è una figura del tutto positiva.

Bella anche la descrizione della Cornovaglia, che emerge benissimo, vividamente e bellissima nella sua durezza, nella sua diversità e nel suo rimanere nel cuore di chi vi è nato.  Mi ha incantato.

Plauso da ultimo allo stile e alla scrittura della Du Maurier, che è davvero brava a creare tensione, a seminare il dubbio, gestendo pochi elementi eccenzionalmente bene e sviando dal colpevole, che s'intuisce sempre e solo alla fine.

Leggetelo. 
Ne vale la pena.


 

Daphe Du Maurier Seconda figlia del più celebre impresario teatrale del momento, Sir Gerald du Maurier, e di Muriel Beaumont ex-attrice, e sorella minore di Angela du Maurier, era anche nipote dell'artista e scrittore George du Maurier, di origini francesi. Inizia a scrivere racconti nel in 1928, e del 1931 è il suo primo romanzo pubblicato, The Loving Spirit. Nel 1932 Daphne sposa il maggiore Sir Frederick Arthur Montagne Browning (che rivestirà in seguito anche la carica di Segretario di Stato), e con lui si trasferisce ad Alessandria d'Egitto, dove scrive Rebecca, la prima moglie, la sua opera più conosciuta. Ha avuto due figlie femmine, Tessa e Flavia (nate nel 1937), e un maschio Christian Frederick 'Kits' (nato nel 1940). Nel 1969 è stata insignita del titolo di Dame Commander in the Order of the British Empire (DBE). Fra i suoi numerosi romanzi, assai noti e non privi di efficacia nel genere popolare, ricordiamo: Alla Giamaica (Jamaica inn, 1936) da cui fu tratto nel 1939 un film di Alfred Hitchcock con Charles Laughton; La prima moglie: Rebecca (Rebecca, 1938) trasposto sul grande schermo sempre da Hitchcock nel 1940 con protagonisti Laurence Olivier e Joan Fontaine; Mia cugina Rachele (My cousin Rachel, 1951) film di Henry Koster del 1952 con Olivia de Havilland e Richard Burton; il celeberrimo racconto The Birds (Uccelli), ancora film nel 1963 per la regia di Hitchcock. Tra le sue biografie più importanti si segnala Daphne (Neri Pozza, 2016) di Tatiana de Rosnay.

2 commenti:

Mirial ha detto...

Grazie per questa bellissima recensione! Ero indecisa se leggerlo o meno, ma con questo tuo commento mi hai decisamente convinta =D
Presto leggerò la biografia dell'autrice scritta da Tatiana de Rosnay,poi passerò a Jamaica Inn, a questo punto ;)
Un abbraccio

Mirial

Endimione Birches ha detto...

@Mirial
Grazie Mirial !!!
Vedrai che non ti deluderà! Anche io mi sono buttata sulla sua biografia :) non vedo l'ora di leggere la sua vita!!!
Buona lettura ;D :)

xo
Endi