Buone Vacanze!

mercoledì 30 luglio 2014

Il Bostonian Library, anche quest'anno, andrà per un pò in vacanza! 

Sarò da qualche parte in giro, raminga in cerca di qualche ispirazione, qualche eccitante avventura, qualche interessante lettura che ispiri le prossime recensioni letterarie del blog...
Se avete voglia di ispirazioni letterarie, o semplicemente di nuove letture, potete vagare a vostro piacimento in questa "piccola bottega di recensioni", a cominciare dall'elenco di libri che potete trovare a questo link:
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Sentiatevi liberi di vagate per il blog, "stropicciatelo" un pò e fatelo vostro con commenti e consigli ... appena tornata leggerò tutto e ne trarrò consiglio!
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Divertitevi tanto e fate delle 
Buonissime Vacanze!


 Un abbraccio 
Endimione

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Anteprima + Intervista Esclusiva a Angela White!


Ultimo, post, un pò compattato a ridosso di un altro, chiedo perdono, ma purtroppo scappo tra qualche ora per le vacanze e il tempo corre ... 
Voi, però, se avete tempo e modo, leggeteli con calma :)

 Può l’amore 
ricomporre un’anima spezzata?

 




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Qualcosa
di Stregato
di Angela White
pagine 300 circa
prezzo 4.20€
I romanzi - Mondadori
da agosto
in edicola
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Ambientazione:
Inghilterra – Stati Uniti (New York) dal 1886 al 1889
Nella Londra oscura di fine Ottocento, James Willmot s’impadronisce dell’antica torq di famiglia e fugge, innescando un conflitto all’interno del suo potente clan.
Sono molte le forze magiche che percepiscono il suo arrivo a New York, e che intendono approfittarne. Attirato e ferito in un duello mortale, James è soccorso da Charlotte, che viene conquistata dai suoi modi da gentiluomo, ma neppure resta insensibile alla sua parte più oscura.
Nipote di un maestro hoodoo, la giovane non possiede alcun potere se non quello di suscitare in James il desiderio, ponendolo così di fronte a un conflitto interiore.
E in competizione dentro di lui, da una parte ci sarà Jack, deciso a soddisfare i suoi impulsi, dall’altra Jimmy, con i suoi scrupoli a sedurre un’innocente…

La trama raccontata dall'autrice:


Il book trailer:




Se volete leggere il prologo del romanzo potete cliccare al seguente link:

http://blog.librimondadori.it/blogs/iromanzi/2014/07/22/il-nuovo-romanzo-di-angela-white-qualcosa-di-stregato/

 ---o- L'intervista -o---

- Gent.ma Angela ti andrebbe di introdurre la storia che narra il tuo nuovo romanzo - in uscita ricordo per il mese di Agosto, per la collana "I Romanzi" della Mondadori - intitolato "Qualcosa di stregato"? 
Carissima Endiminione, grazie per il tuo gentile invito! E’ un piacere essere ospite della tua “Bostonian library” per chiacchierare insieme di “Qualcosa di stregato”. Nell’Inghilterra vittoriana, indimenticabile scenario di tante novelle gotiche, i Willmot sono un nobile casato dai molti segreti, custoditi gelosamente. Il loro tesoro più grande è la torq, antico collare celtico il cui possesso è indissolubilmente legato al ruolo di capofamiglia. La notte in cui sta morendo l’anziano lord Willmot, suo nipote James sottrae la torq. Fugge oltreoceano, nella New York di fine Ottocento, dando così il via al più grande conflitto della storia del suo clan… e anche a un’imprevista e imprevedibile storia d’amore.

- "Qualcosa di stregato" è, come hai detto tu stessa, sostanzialmente una favola. Che tipo di favola ci aspetterà?
Una fiaba sensuale di tenebre e magia. Di catene da spezzare e di un destino da riscrivere. E naturalmente, come in ogni fiaba che si rispetti, non esiste sortilegio più potente del Vero Amore.

- Questo romanzo sarà caratterizzato dall'essere una storia "Mystere" perché hai introdotto degli elementi che riconducono al mito, alla leggenda. Ci puoi dire di più in merito? Ti sei rifatta a miti e leggende del passato o le hai adattate alla storia che hai creato?
Direi entrambe le cose. Ho rivisitato le leggende popolari tramandate dalla grande tradizione favolistica e, soprattutto, il capolavoro di Robert Louis Stevenson “Lo strano caso del Dr Jekyll e di Mr Hyde”, secondo suggestioni e pensieri nati dalla mia fantasia.

- "Qualcosa di stregato" è anche una storia di "doppi" (essendo l'anima del protagonista scissa) e di ambivalenze (conseguenza di riflesso con la protagonista). Com'è nata questa storia di "specchi riflessi" tra i personaggi? 
Sono sempre stata affascinata dal dualismo bene e male, luce e oscurità, insiti nella natura umana. La letteratura è piena di esempi nei quali il protagonista ha un suo doppio, concetto portato al suo massimo livello da Stevenson con il suo Jekyll e Hyde. Ragione e istinto in lotta tra loro, ma anche indissolubilmente legati, tanto che non può esistere l’una senza l’altro.

- Quali saranno le tematiche (oltre quella amorosa, certamente) che troveremo nel romanzo? 
Sicuramente il già citato dualismo bene/male, ragione/istinto: non necessariamente presentato come una contrapposizione, ma anche come due forze capaci di collaborare tra loro. Personificazione di questo è James Willmot, protagonista del romanzo, amico dello scrittore Robert Louis Stevenson e involontaria fonte d’ispirazione per Jekyll e Hyde. James Willmot è un unico personaggio, un solo corpo e un solo cuore, ma dentro di lui la sua anima è scissa in due distinte personalità: il perfetto gentiluomo e il jolly del mazzo; Jimmy e Jack.

- "Qualcosa di stregato" è nato da un'idea che già ti girava in mente da tempo o sull'onda di un momento particolare? 
E’ nato dal desiderio di mettermi alla prova con un romanzo paranormale.

- Cosa ti è piaciuto di più nello scrivere questo romanzo? 
La straordinaria sensazione di libertà che mi ha permesso il genere fantastico e il privilegio di raccontare a mio modo figure appartenenti all’immaginario collettivo.

- Cosa diresti alle lettrici che si accingono a leggere il tuo romanzo? 
Grazie prima di tutto! E poi di arrivare fino alla fine della storia, godendosi ogni singola pagina!
 

Ringrazio infinitamente Angela White 
per l'incredibile disponibilità (nel brevissimo tempo) che mi ha concesso!!



Recensione: “L’amore che viene” di Lisa Kleypas

 
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L'amore
che viene
di Lisa Kleypas
pagine 400 circa
prezzo 14€
Leggereditore
già disponibile
voto:
4/5

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Dopo la fine della Guerra civile americana, Heath Rayne, affascinante e volenteroso uomo del Sud, decide di trasferirsi a Concord, Massachussets, e di rifarsi una vita.
cover originale
Quando vede per la prima volta Lucinda Caldwell e se ne invaghisce, non può immaginare che di lì a poco i loro destini si sarebbero incrociati indissolubilmente.
Allontanatasi da casa dopo un litigio con il suo promesso sposo, Lucinda rischia di affogare nelle acque gelide di un fiume.
Sarà Heath a salvarle la vita e a prendersi cura di lei durante la tempesta di neve che impedisce loro di tornare a casa.
Lucinda capisce subito che Heath non è come gli altri uomini che ha incontrato nella sua vita: è impetuoso, ironico, sensuale.
Sa che è in grado di strappare ogni brandello di resistenza che lei stessa oppone al desiderio che le arde dentro e che può regalarle sensazioni che non ha mai provato.
Ma sa anche di essere promessa a un altro uomo…

 

Considerazioni.
Mi è piaciuto moltissimo, sinceramente. Anche se è uno dei primi romanzi della Kleypas, scritta negli anni '80 - a volte con un pò di troppo pathos che guida e trascina la storia - trovo che sia i personaggi che la trama sono coinvolgenti, appassionanti, generosi, tumultuosi e valgono una lettura sincera e coinvolgente.

La storia narra di Lucy, una giovane ragazza di Concord (Massachussetts) che vive da sola con il padre - essendo orfana di madre - con il quale gestisce l'eporio del paese ed ha un fidanzato di nome Daniel (che imparerete ad odiare, come è giusto che sia). Proprio cercando di far pace con quest'ultimo, a seguito di una lite (lei lo vuole sposare, lui vuole aspettare), tornando a casa, cade nel fiume gelido, ed incontra Heath, un uomo del Sud appena trasferitosi lì e non troppo ben visto dai cittadini di Concord (sono appena tre anni che è finita la guerra civile americana e e quindi l'odio tra yankee e confederati è ancora molto forte) che la salva. Sebbene siano pochi giorni trascorsi insieme (solo due, giusto il tempo di far passare la febbre a Lucy), non saranno però questi giorni a condurli al matrimonio, ma lo scandalo di trovarli insieme ad amoreggiare qualche tempo dopo. Man mano la storia si trasferisce a Boston, dove Heath cerca fortuna comprando (per metà) un giornale e portare al Nord - e al successo - un pò del Sud. Tra scontri nella società del tempo e schermaglie d'amore, Lucy e Heath scopriranno di non poter far a meno l'uno dell'altro e mettere da parte un pò d'orgoglio per vivere insieme, cosa di cui non riescono a fare a meno.

Complesso dirvi le tante cose che accadono in questo romanzo, ma credetemi che in quanto a svolte narrative e intrecci non vi occorre sapere molto, visto che stiamo parlando di un'autrice brava e altamene affidabile - oltre che empatica - e quindi vi consiglierei, in questo caso, di affidarvi alle sue mani, in quanto non rimarrete deluse.

Posto ciò,
 vorrei dirvi che in questo romanzo
 è interessante sottolineare due cose


La prima attiene ai personaggi e alle loro evoluzioni, che non solo sono notevoli, ma sono davvero notevoli per essere una delle prime opere romantiche della Kleypas.

Una volta letto “L’amore che viene” sarà innegabile non notale la strada percorsa da Lucy e Heath, la mutata comprensione di se stessi, delle loro singole identità, la presa di coscienza di quello che sono e vogliono essere come singoli individui e quello che invece sono come coppia. In questo senso è bellissimo arrivare alla comprensione, soprattutto da parte di Lucy, che grazie all'altro, ad un compagno di vita che non si conosce profondamente, ma si impara a conoscere con calma e con il tempo - anche se non propriamente voluto inizialmente e molto diverso dalla propria persona - e conduce ad essere una persona non solo migliore, ma anche ad essere quello che si era destinati a divenire, con la propria natura esplosa nei dedideri e delle volontà.
E' stato bello leggere di due persone che si comprendono poco, litigano molto, soprattutto quando sono insieme, ma poi (un pò da soli, un pò grazie anche con il rapporto con altri comprimari) comprendano la necessità dell'altro. Bellissimo il discorso del socio di Heath, nel finale, a Lucy, che rende perfettamente l'idea di quanto io vi stia dicendo ora.

In secondo luogo occorre sottolineare lo stile della Kleypas in questo romanzo. Spassionato, incontenibile, appassionante e appassionato. Qui troviamo una Kleypas che, rispetto ai suoi romanzi successivi, rompe gli argini del sentimento, quasi non riuscisse ancora ben a  gestirlo, a veicolarlo nel crescendo che occorre dosare per accrescere man mano il pathos. Questa non è una critica, ma anzi una constatazione che rende il romanzo della Kleypas ancor più pregevole, perchè è tutto molto intenso, molto vissuto come romanzo. Ogni personaggio vive in una girandola di sentimenti che sono assoluti, provati e convogliati al lettore in modo perfetto, con totale abbandono.

Proprio bello. Non userò altri aggettivi, promesso, perchè pur avendo apprezzato moltissimo quest'opera a volte descriverla troppo poi ... toglie qualcosa alla storia stessa.

Dovete leggerla. Solo questo. Se in fondo al vostro cuore abita un animo romantico che ama sciogliersi alle storie d'amore intense, che non volgano al melenso, questo sarà il romanzo romantico dell'estate per me. E' stato perfetto, e quando qualcosa è perfetto, non può che essere riconosciuto.


Lisa Kleypas. Laureata in scienze politiche ed ex reginetta di bellezza, Lisa Kleypas è una delle scrittrici di romance e di women's fiction più famose e vendute al mondo. Sempre ai vertici delle classifiche, è tradotta in quattordici lingue e ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tracui il prestigioso premio RITA con il romanzo Tuo per sempre. Vive a Washington con il marito Gregory e i due figli.

Recensione: "Mrs. Poe" di Lynn Cullen

martedì 29 luglio 2014





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Mrs. Poe
di Lynn Cullen
pagine 352
prezzo 15.50 euro
Neri Pozza
già disponibile
voto:
5/5

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È il 1845 quando Frances Osgood si imbatte per la prima volta in Edgar Allan Poe.  
Lei è una poetessa esile, pallida, con i capelli nerissimi e lucenti. 
Lui un misto di soavità e alterigia. 
Frances vive a casa dei coniugi Bartlett, librai e editori noti nella New York di metà Ottocento. 
cover originale
I due l’hanno generosamente accolta dopo che suo marito, Samuel Osgood, un pittore fedifrago, l’ha abbandonata in una stanza dell’Astor House, uno degli alberghi più lussuosi della metropoli americana, per lanciarsi alla ricerca di nuove conquiste e avventure. 
L’incontro con Poe avviene a casa di Anne Charlotte Lynch, durante un ricevimento con ospiti illustri. 
Poe fa il suo ingresso nel salotto di casa Lynch con l’aria marziale di un soldato, vestito in modo impeccabile, la fronte eretta, lo sguardo da cui emana un’intelligenza gelida; ha appena pubblicato Il corvo ed è accompagnato da Virginia, la cugina presa in sposa quando era poco più di una bambina.  
Giovanissima e snella, di una bellezza esangue e dai tratti – fronte larga, bocca aggraziata, occhi incastonati fra ciglia scure – straordinariamente simili a quelli del marito, Virginia, insieme al debole dello scrittore per la bottiglia, costituisce uno degli argomenti prediletti nei salotti letterari newyorchesi. 
A casa di Charlotte Lynch, lo sguardo di Poe indugia a lungo su Frances Osgood, ed ha inizio una relazione che, in un poco tempo, si muta in un amore illecito, fatto di seducenti sotterfugi e incontri pieni di malia e, come in un racconto di Poe, di oscure pulsioni e ingrati destini.

 

Considerazioni.
Non c'è nulla da fare. Quando l'amore decide di segnarti con i suoi artigli può farlo con dolcezza e gentile ricordo, ma può anche decidere di porgerti il fianco e bruciarti come il fuoco del suo marchio.
Questa storia è la storia d'amore tra due persone già sposate e fondamentalmente infelici (o in via di quieta disperazione) che hanno scoperto insime "la passione" e l'amore. Niente sarà semplice, niente sarà sicuro, niente sarà meno scontato e dal destino oscuro. Per entrambi.

Non di meno questo racconto sarebbe stato uno dei tanti, se non fosse per i suoi noti protagonisti. Uno era Edgar Allan Poe, famoso scrittore dall'animo egocentrico e oscuro (Poe fu un'importantissimo scrittore, poeta, critico letterario, giornalista, editore e saggista statunitense. Diede il via al romanzo dell'orrore per antonomasia, come lo conosciamo oggi, mescolato alle indagini poliziesche e al giallo psicologico. E' anche uno dei massimi esponenti del racconto gotico). L'altra fu Frances Sargent Osgood, poetessa vissuta nel 1800 e che si innamorò di Poe e divenne molto amica con la moglie di quest'ultimo, Virgiania, dando vita ad un triangolo che fece discutere all'epoca.

Pare, come ci viene ricostruita la vicenda da parte della Cullen, che la storia sia iniziata con una scintilla ... quella che scattò immediatamente, al primo incontro, tra Mrs. Frances Osgood e E. A. Poe, durante una festa. Pare che a seguito di questo incontro "fulminante" Mr. Poe (scrittore) e Mr. Osgood (pittore) avessero intrecciato una bella amicizia che portò spesso ad incontri l'uno nella casa dell'altro, con relativa conoscenza delle rispettive mogli, che pare si stimassero vicendevolmente.
La cosa dovette poi essere un pò sfuggita di mano a entrambi i protagonisti quando si spinsero oltre la linea dell'amicizia, varcando quella della che definisce due persone amanti, e a scriversi lettere d'amore appassiate, combattendo contro i rispettivi demoni per continuare a vivere una sorta di temporanea pace con se stessi, insieme.

Poe vagava infatti in una sorta di equilibrio instabile tra alcool, problemi finanziari e la malattia della moglie - sposata quale cugina a 13 anni - che fu afflitta per molto tempo dalla tubercolosi (o consunzione) malattia che l'accompagnò fino, come avrebbe detto Shakespeare, "nel paese inesplorato dalla cui frontiera nessun viaggiatore fa ritorno".
Mentre Mrs. Osgood era profondamente sola, sempre alla ricerca di quel qualcosa che la completasse, che la stimolasse. Sebbene infatti possedesse un animo forte, pragmatico, ambizioso, intelligente, curioso, indagatore, arguto, anche romantico (usato per conquistare ciò che le comandava il cuore, con tanto di sprezzo per la società in cui viveva) sentiva nel profondo un vuoto difficilmente colmabile con la scrittura o il rapporto con il marito (seppur gentile e premuroso con lei).
Più enigmatica e difficile è invece stato comprendere l'animo della moglie di Poe, che sebbene appaia come gentile, dalla salute fragile, non è così completamente e chiaramente comprensibile al lettore, che indaga del suo animo per tutto il romanzo, alla ricerca della spiegazione di una così beata accettazione di quanto la circondava.
Tre vite, tre posizioni molto differenti che il romanzo indaga congiuntamente e che furono fortemente connesse per molto tempo. Qualora decideste di leggere il romanzo, che caldamente vi consiglio, vi prego di notare quanti e quali fili colleghino i personaggi, quali parallelismi li connettano ad una sorte simili (come il fatto che sia la moglie di Poe, quanto l'amante, morirono della medesima malattia) quanto vicina nel tempo (morirono tutti e tre in un arco di tempo molto ravvicinato).



"Mrs. Poe" si è ben presto dimostrato un romanzo da leggere sino alla fine. E' scritto in modo così fluido, così coinvolgente che è sembrato sempre più improbabile che non mi entrasse nell'animo per comprenderne il fine dell'autrice. La Cullen, a mio parere, è stata estremamente capace, sia con la sua narrazione che il suo stile, a intrecciare una vicenda che insinua considerazioni, possibilità all'animo dei personaggi coinvolti. 
Poe emerge nelle ambientazioni cupe, nell'animo flagellato dal pensiero e dagli accadimenti, Frances emerge invece dai dialoghi, dalle intenzioni, dalle possibilità che crea, che seglie di intraprendere o di non intraprendere. Ma soprattutto emerge, con assoluta convinzione, l'inesorabile nascita di una relazione e di un'amore che è sembrato il compimento di qualcosa che era naturale che fosse. La Cullen descrive l'amore tra Poe e Frances come quanto di più inevitabile potesse accadere. Poteva giudicarla deprecabile, poteva farla apparire una squallida ricompensa per un uomo che aveva sopportao lungamente la malattia della moglie, poteva anche descriverla come un'avventura dovura alla fuga dalla propria persona. Ma non sarebbe mai stata credibile, ma profondamente accettabile vista la natura e la caratterizzazione dei personaggi.

No, la storia tra Poe e Frances è un'amore che doveva compiersi per cambiare entrambi, per segnare l'una la vita dell'altro e non con benevolenza e tiepido ricordo, quanto piuttosto come fuoco che arde l'animo e logorandolo ti muta. Il loro amore fu tumulto, strazio, abbandono. Ed è un amore per cui si anela di viverne un momento, per cui ci si strazia l'animo e che rimane cucito vicino al cuore, anche se non si è vissuto, anche se si è solamente letto o vissuto in terza persona.

Tuttavia, questo amore appassionanto, conviveva - in Poe - con l'amore per la moglie Virginia, che rimase sempre al suo fianco e sempre la sua ancora. Ne è dimostrazione la storia, in quanto la morte della moglie cambiò per sempre lo scrittore americano, che morì qualche anno dopo e profondamente cambiato, quasi irriconoscibile.

Ma è stato interessante anche questo "Mrs. Poe". E' stato interessante vedere come si indaga, con una psicologia femminile, nella mente di uomo scisso tra due donne; donne che erano profondamente diverse (e la diversità era veramente molto profonda).

La Cullen ha scritto davvero un bel romanzo. Innanzitutto perchè ha indagato nella parte più personale e meno conosciuta della vita di due persone molto note. In secondo luogo perchè ha sfruttato le linee più oscure di questo rapporto e ne ha dato spessore, giusta drammaticità e gentile, ma concreta, visione. In terzo luogo, ha - con grande capacità - conferito uno spessore interessantissimo ai suoi protagonisti, dando loro credito e merito, ma soprattutto guardandoli e studiandoli come uomini e donne che hanno sentimenti profondi che li muovono e il raziocigno che li frena. 

La Cullen ha gettato uno sguardo profondo sulle passioni, le emozioni e vicende di uno scrittore che era in balia del tragico della sua vita e delle sue opere, ma che trovò nel suo cuore la direzione da prendere.




Lynn Cullen è nata a Fort Wayne, Indiana. Ha scritto diversi libri per ragazzi, tra cui I Am Rembrandt’s Daughter, vincitore del Barnes & Noble Discover Great New Writers del 2007 e dell’ALA Best Book 2008. Il suo The Creation of Eve (Putnam, 2010) è stato inserito nella classifica dei migliori libri del 2010 e tradotto in diverse lingue.

Recensione: "Sogno Impossibile" di Georgia Cates.

lunedì 28 luglio 2014


   
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Sogno 
impossibile
di Georgia Cates
Pagine 280
Prezzo 12€
ebook 4.99€
Leggereditore
già disponibile
voto:
3/5

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La serie "Beauty" è composta da:

1. Beauty From Pain - Piacere estremo 
2. Beauty from Surrender - Sogno Impossibile
3. Beauty from Love - ancora inedito
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... clicca sulla cover per leggere la recensione del primo romanzo!
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 http://bostonianlibrary.blogspot.it/2014/03/recensione-piacere-estremo-di-georgia_14.html
Da quando Laurelyn Prescott ha perso l’amore, è tornata a Nashville per inseguire l’ultimo sogno che le è rimasto: quello di dedicarsi alla musica. 
cover orginale
Con fatica riconquista coraggio e determinazione e finalmente si vede offrire una grande occasione. 
Non la sprecherà, riuscendo a ottenere il successo che ha sempre desiderato, ma non è abbastanza per farle ritrovare la felicità. 
Continuerà a mancarle Jack Henry, l’affascinante miliardario australiano che aveva considerato la loro storia solo un gioco erotico, con una fine già scritta. 
Solo dopo averla persa, Jack si è reso conto di essere innamorato di Laurelyn e che averla lasciata andare senza neanche un saluto è stato l’errore più grande della sua vita. 
Ma quando la ritrova, non è più la ragazza insicura che aveva conosciuto: è una donna forte e consapevole, una cantante di successo, che potrebbe non aver più bisogno di lui...
 

Considerazioni.
Ok, se avete la mia recensione del primo romanzo di questa trilogia (che potete leggere cliccando sulla cover più sopra) ricorderete il parere circa la prima opera che ho letto della Cates. Nel qualcaso non ne foste a conoscenza vi dico subito che mi aspettavo tanto, ma non mi aveva poi suscitato grande entusiasmo, nonostante le grandissime aspettative che ne avevo.

Questo secondo romanzo, se da una parte ha risollevato il mio giudizio in merito a certi elementi della storia, dall'altro mi ha confermato una certa forzata "diluizione" della trilogia, con questo secondo capitolo, anche se ho apprezzato moltissimo la fine (che chiude un pò il cerchio).

In "Piacere Proibito" avevo avuto modo di conoscere Laurelyn Prescott, giovane musicista in vacanza in Australia con un'amica (che l'aveva presto accantonata per un uomo e i piaceri del sesso) che aveva incontrato un uomo paricolarmente affascinante (milionario, altissimo, bellissimo, ecc...) di nome Jack Henry con cui aveva stipulato un patto "sessuale": per tre settimane i due si sono dedicati ai piaceri dell'alcova - senza nemmeno confidarsi il nome di battesimo - ma una volta concluso il patto, tra i due era rimasta ben più che una soddisfazione sessuale. I due si erano infatti innamorati l'uno dell'altra.
Ovviamente, proprio al termine del romanzo, siamo rimasti a bocca asciutta, visto che Laurelyn aveva deciso di partire (meglio, scappare) avendo paura di un rifiuto da parte del bel Jack, e di tornare a casa in America, a Nashville, e dedicarsi alla sua carriera musicale.

In questo secondo capitolo vediamo - attraverso l'alternanza di capitoli tra lui e lei - sia come procede la vita di Laurelyn - che pur pensando a Jack cerca di pensare alla propria realizzazione personale - che quella di Jack, che invece, non potendo più fare a meno di Laurelyn, assume un'investigatore per ritrovare la "sua ragazza".Ovviamente i due si rincontreranno, ma dovranno scendere a patti con la loro relazione a distanza.

E' un romanzo che inizia con un'anima oscura e dolorosa. E' palpabile il dolore, la confusione e la solitudine che i due vivono a distanza, e che anche se non vogliono ammettere apertamente li logora entrambi. Ho molto apprezzato questa parte, che coincide con la parte iniziale, perchè è fortemente emotiva e coinvolgente.
In essa c'è infatti tutto quello che serve per avvicinarsi e partecipare - con sostanziale e totale empatia - alle vicende dei personaggi.
 Ho comprenso meglio Jack, che nel primo romanzo spiccava unicamente per avere le mutande in fiamme, in quanto il suo approfondimento psicologico latitava parecchio; ed ho compreso un pò meglio Laurelyn, comprendendo lati del suo carattere che non avevo visto emergere (essendo affiancata da un personaggio maschile bidimensionale e piattuccio).

Credetemi quando vi dico che la Cates in questa parte è davvero struggente, melanconica e trasuda drammaticità romantica che conduce alle lacrime ed incolla alle pagine.
Tutto però si contorce e ritorna là a mordersi un pò la coda - similmente alla "pecca" che avevo riscontrato nel primo romanzo - quando i due tornano a ritrovarsi e ad unirsi e il sesso non solo è presente, ma addirittura asfissiante, sempre presente, continuo, protagonista assoluto della parte centrale della storia. Insomma, stancante. Capisco la foga del momento, anche il feticismo un pò spinto (si sa "de gustibus") ... ma il troppo sesso l'ha proprio appesantito un pò. 

Nella parte finale però la narrazione si riprende e - ritornata un pò di lucidità - il pathos riprende il suo corso, dando una sorta di dolce completezza il suo finale che chiude il cerchio e regala bei momenti sia per quanto concerna la trama che per quanto concerne la completezza dei personaggi, che tornano ad essere più riflessivi, impegnati a comprendere quello che sono e che vogliono nel più dolce dei modi, nell'atmosfera più rilassante e amorevole che si possa conoscere.

Lo stile della Cates è molto simile al primo romanzo, fluido, semplice e punta sull'emozione piuttosto che sulla complessità della trama e il tratteggio profondo e puntuale dei personaggi, che non approfondisce mai abbastanza (e questo per me è il maggior difetto) lasciando alla psicologia e all'affetto del lettore l'animarsi della storia, piuttosto che concedere un'intensa introspezione completa, data dalla sua parola. E questo ha vantaggi e svantaggi.

Complessivamente, come ho già sottolineato nella recensione del primo romanzo, promuovo questo romanzo per la storia romantica alla base, in quanto il suo fine lo raggiunge, quale lettura leggera e romantica: smuovere il lettore a seguire i suoi personaggi e intrattenere. Non mi ha fatto impazzire, questo è certo, ma lo promuovo perchè in questo secondo capitolo, la Cates si è adoperata con più intenzione nel darmi maggiore comprensione dei personaggi, delle loro storie (anche tramite i personaggi secondari) e questo l'ho apprezzato e gradito.


Georgia Cates vive nel Mississippi con il suo meraviglioso marito e le sue splendide figlie. Quando non scrive, pensa a cosa scriverà ascoltando musica, tanto che ogni storia le è stata ispirata da una canzone.

Recensione: "La notte dell'ultimo bacio" di Cristina López Barrio.

domenica 27 luglio 2014



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La notte 
dell'ultimo 
bacio
di Cristina López Barrio
Pagine 504
Prezzo 18,90€
già disponibile
voto:
4/5 
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Una storia d’amore ricca di segreti, passione, morte, orgoglio e peccato. 
In una torrida estate di Madrid, la neonata Barbara viene abbandonata sulle scale dell’orfanotrofio di Santa Soledad. 
È avvolta in uno scialle azzurro dai misteriosi ricami e ha le manine tanto calde da sembrare brucianti. 
Le suore la raccolgono e la mettono a riposare accanto al piccolo malato Diego.
Che durante la notte, inspiegabilmente, guarisce. 
Da quel momento niente può separarli. 
Né il passato misterioso di Barbara, figlia di una passione proibita, né l’amore impossibile di Tomas, che la vuole solo per sé, né le persecuzioni di chi la crede maledetta, perché il tocco delle sue mani può guarire o uccidere.
Considerazioni.
La Barrio ha scritto un altro romanzo che ho letto tempo fa, "La casa degli amori impossibili" che mi era molto piaciuto sia per trama che per la narrazione prepotentemente empatica, toccante, che mescola la storia ai sentimenti in modo quasi vorace.

Queste due ultime caratteristiche continuano a permane anche in quest'ultima sua opera, che si svolge in un periodo tumultuoso spagnolo cruento e davvero difficile.
La storia si svolge, infatti, nel 1626 a Madrid, e narra - tramite il racconto della lavandaia Berenguela de la Santa Soledad, detta Berenjena (melanzana) che conosce dall'infanzia la protagonista - delle vicende di  Barbara de la Santa Soledad (nome con il quale si chiamavano tutti coloro che venivano abbandonati presso l'orfantrofio della "Santa Soledad") a partire dall'anno 1599 fino agli eventi che Berenjena si trova a narrare.
La storia sarebbe simile a molte altre: una bambina abbandonata e il suo destino incerto. Invece la Barrio introduce un elemento misterioso ed inspiegabile connaturato nell'essenza Barbara, capace di modificare il suo destino. Ella infatti, messa in fasce accanto a un neonato molto malato, di nome Diego, e lo guarisce. 
Dal quello specifico momento nascerà un attaccamento tra i due che non sarà scindibile. Barbara e Diego vivranno amicizia, amore, conforto, passione e attaccamento viscerale. Tuttavia saranno molti, moltissimi, gli ostacoli che si frapporranno alla loro serenità, soprattutto in un tempo in cui le cose inspiegabili conducono al tribunale dell'Inquisizione.
Ed infatti Barbara dovrà sedere tra gli imputati, per difendersi da accuse che la riguardano, ma Berenjene verrà in suo soccorso per aiutarla, forse...

Ancora una volta la Barrio crea una storia trimensionale, molto evocativa, intrisa di parhos, di amore e rispetto per i suoi personaggi, la sua potenza di sentimenti e toccante gentilezza nella narrazione rende la storia, il romanzo, una vera e completa opera di narrativa che coinvolge profondamente il lettore, che prende, intriga e appassiona infinitamente.
Ho apprezzato moltissimo tanto la ricostruzione storica, che risulta estremamente vivida, quasi ipalpabile; che la scelta di narrare la storia dal punto di vista di Benjena che rende tutto più appassionante, visto che è narrata da una persona che ama molto quest'ultima e la descrive sempre con un alone di affetto, di critica talvolta, ma anche di giustificazione. 
Ma mi ha colpito molto anche la storia stessa di Barbara, che scorre sul doppio parallelo tra realtà e l'inspiegabile filone del verosimile, ancor più attrativo al fine della scoperta della sua esistenza o meno.
E Barbara stessa, che si impara ad amare pian pianino che la storia procede e, forse, grazie anche a come ci venga proposta dalla sua narratrice, che non può fare a meno, come tutti i narratori, di fare delle considerazioni e dare motivazioni delle azioni, anche se non arriva (per fortuna) a guastare il gusto del lettore per la comprensione autonoma di Barbara.

Onestamente non mi sono accorta della lunghezza del romanzo, che arriva a sfiorare tranquillamente le 500 pagine, perchè si è dimostrata un'opera altamente appassionante e ben costruita. Inoltre, forse è anche grazie alla sua lunghezza che il romanzo si prende il tempo necessario, con tempistiche perfette, per narrare gli eventi una certa credibilità e completezza.
Sono dunque assolutamente soddisfatta della lettura di questo romanzo, che  consiglio caldamente se amate questo genere di storia.


Cristina López Barrio è nata nel 1970 a Madrid, dove si è laureata in legge, specializzandosi in diritto d’autore. Ha iniziato la sua carriera d’autrice con una serie di apprezzati libri per ragazzi. Il suo primo romanzo per adulti, La casa degli amori impossibili, ha riscosso un grandioso successo in Spagna ed è stato pubblicato in venti Paesi.

Recensione: "Guilty Pleasure" di Ludovica Valle e Marcella Samà

sabato 26 luglio 2014





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Guilty 
Pleasure
di Ludovica Valle
 e Marcella Samà
pagine 
Prezzo € 1,99
Lettere Animate
già dsponibile
voto:
4/5 
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16 ottobre 1979. Ian Cosgrove, vocalist dei Guilty Pleasure, una band progressive rock all’apice del successo, sparisce nel nulla lasciando dietro di sé preoccupanti dettagli che fanno presagire un gesto estremo.
Nato da famiglia nobile, durante l’adolescenza viene per caso a conoscenza di un segreto che gli cambierà la vita. Quella che gli pareva, nonostante la sua patina di gelido contegno, la famiglia perfetta non lo è affatto. I suoi genitori sono in realtà i suoi nonni, incastrati nella farsa per evitare che un peccato di gioventù della figlia, rimasta incinta troppo presto e della persona sbagliata, potesse rovinare il buon nome del loro casato. La sconcertante consapevolezza di aver basato la sua vita su una menzogna e che, nonostante tenti disperatamente, la genetica gli impedisca di essere un figlio degno per colui che continua a considerare suo padre, incidono in maniera “devastante” sul disturbo bipolare di cui è affetto.
La prima parte della sua vita da adulto è, infatti, in completa balia di una spirale distruttiva e incontrollabile, ogni scusa buona per perpetrare il gioco al massacro di cui è regista e interprete e che un giorno gli permette di essere raccolto in un vicolo, pesto e dolorante dopo l’ennesima rissa, da David O’Connor e Kate Campbell.
I due lo convincono ad entrare a far parte della loro band che presto per Ian diventerà un surrogato della famiglia disfunzionale nella quale non riusciva più a sentirsi accettato.

 

Considerazioni.
Più che un romanzo legato al racconto delle vicende di alcuni personaggi è la storia di una presa di coscienza della propria identità e dell'accetazione del proprio passato. 
Ian, il protagonista di "Guilty Pleasure", dovrà infatti compiere un lungo viaggio, che inizia con l'aggregarsi ad una band e che lo porterà ad un' evoluzione e maturazione psicologica importante, grazie anche e soprattutto alle persone che compongono la band in questione (il cui nome è quello che consegna il titolo al romanzo). 
Ian appare sin da subito una persona molto complessa, assolutamente persa e priva di una personalità sicura, forte e decisa (che sta ancora cercando) a causa della scoperta che i suoi genitori siano in realtà i suoi nonni e che la sua nascita è legata a un taciuto scandalo che lo porta oltre un confine labile come il dolore e la sofferenza interiore.

Il percorso che condurrà Ian al successo musicale passa attraverso diverse e molteplici esperienze che lo renderanno sempre più consapevole di ciò che sta cercando e ciò che vuole essere in futuro. 
Non sarà sempre facile, non sarà sempre scontato, inoltre richiederà un certo numero di errori, ma la cosa più affascinante è il suo parallelismo con la band, che lo rispecchia e lo segue per tutto il racconto e permette di cogliere momenti tanto di comprensione del personggio "Ian" qunto di collettività con i "Guilty Pleasure" approfondendo meglio tanto il gruppo, quanto Ian persona singolo individuo.

Proprio mediante l'escamotage della formazione personale ed esistenziale di Ian, le autrici - scrivono in modo fluido, arguto e fondendo bene i loro stili narrativi -  affrotano diverse tematiche ed inmportanti, che spaziano dalla solitudine, all'amore, all'amicizia, ma anche il suicidio, la depressione, la bipolarità, malattia di cui Ian è affetto.
Insomma, argomenti non facilissimi e che possono "appesantire" molto un romanzo, ma fortunamente qui non accade e il romanzo prende il volo verso una complessa crescita che riamne impressa soprattutto per la forza e il coraggio del protagonista. 

Complessivamente, infatti, ne risulta un'opera complessa, con qualche pecca stilistica qua e là certo, ma non così brutale o rimarchevole da piegare il romanzo ad essere qualcosa di meno di quello che in realtà sia. 

"Guilty Pleasure" è infatti un romanzo intenso, pieno di complesse argomentazioni, di salti nel tempo tra passato e presente, di domande, ricerche di risposte che implicano non solo una ricerca della e introspezione specifica della personalità di Ian, ma anche, a cascata, della propria personalità e della propria singola ricerca. Ed è questo quello che mi ha più colpito del romanzo in questione: le domande che pone e le risposte che concede  e non condece, lasciando al lettore, a meno a livello esistenziale, trovare propria ragionevole considerazione, in modo da far pensare.

Consiglio quindi questo romanzo a coloro che vogliono leggere un romanzo impegnato, ma fluido, con un'ambientazione vintage (siamo negli anni '70) e con una narrazione un pò lenta ma con risvolti pregevoli ed interessanti.

 

Marcella Samà ha 27 anni, ha frequentato il Liceo Scientifico “G.B. Morgagni” e successivamente si è laurea in Ingegneria Informatica a Roma Tre. Fin da piccola scrive brevi storie che sostituiscano i finali di film e cartoni animati secondo il proprio gusto fino a quando limitarsi ad utilizzare personaggi creati da altri non è più abbastanza.

Ludovica Valle ha 36 anni, ha frequentato il Liceo Linguistico “Gaetana Agnesi” e subito dopo ha iniziato a lavorare nel mondo del cinema, come costumista e poi in produzione. Ha partecipato e vinto il concorso indetto dall’Istituto Luce S.p.A. per lo sviluppo di progetti cinematografici con il soggetto dal titolo provvisorio “IL SERPENTE”.