Recensione in breve: "Anime di Luce - Perseo" di Lina Giudetti

sabato 25 marzo 2017


"«Non siamo fatti tutti allo stesso modo. 
Molti di noi non sono violenti con le donne
 e non sarebbero mai capaci di maltrattarle.» 
«Sì, lo so. Ho solo bisogno di tempo.»
«Non volete dirmi quando e chi è stato a ferirvi?»
«Non ricordo con esattezza. 
Forse Javier con la sua spada o uno dei suoi amici mentre mi minacciavano.»
«Che viscide canaglie che sono stati!»
«Non preoccuparti, passerà, è solo 
una ferita lieve in fondo e ora comunque sto bene.» 
Si fissarono a lungo, poi lui le sorrise e 
a lei parve di perdersi in quei suoi occhi così vivi 
e così magnetici che la invadevano nel profondo, 
devastando l'innocenza del suo spirito ogni volta in cui li guardava. 
Nell'azzurro intenso che li caratterizzava, 
ravvisò ancora una volta quella scintilla selvaggia 
che tanto l'attraeva guardare e sentì mancarle il respiro per qualche momento. 
Il cuore iniziò anche a batterle forte in preda a 
una violenta emozione che non aveva mai provato prima di allora
 nel trovarsi vicino a un uomo. "
da "Anime di Luce - Perseo" di Lina Giudetti



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Anime 
di Luce
di Lina Giudetti
pagine 428
prezzo 12€
eBook 2.99€
Autopubblicato
già disponibile
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Romanzo questo, in chiave molto romantica della storia dell'eroe greco Perseo che non seguendo fedelmente gli schemi e le allegorie della mitologia greca, si concentra per lo più sulla tenera storia d'amore proprio tra Perseo e la bella ed eterea principessa Andromeda. Lei, per volere dell'oracolo di Ammone, viene incatenata nuda a una roccia sulle coste di Israele e proprio quando dieci guerrieri rudi e irruenti giungono lì per caso con una nave e cercano di violentarla, Perseo, trovandosi in volo con Pegaso, interviene e la salva. 
Vengono comunque anche narrate come in una favola antica, la nascita, l'infanzia e la gioventù vissuta da lui, bello e coraggioso cavaliere senza macchia che vivrà un costante rapporto conflittuale con la propria natura di mezzosangue. Perseo infatti, è il figlio che il grande Zeus ha avuto con la mortale Danae, ma scoprirà questa verità, solo quando si appresterà a compiere sedici anni perché sarà il suo stesso fratello Hermes a rivelargliela. 
Cresciuto per anni sull'isola di Serifo e divenuto uno tra i guerrieri più forti di Atena, egli non tradirà mai la sua natura di angelo di bontà disceso dal cielo con il preciso fine divino di risollevare le sorti di Argo, la sua reale terra d'origine dominata dalla tirannia di Acrisio. 

Considerazioni.
L'autrice, descrivendo il romanzo nella quarta di copertina, questo libro, ha voluto precisare due cose:
"Questa versione di Perseo non narra avventure di guerra, né le solite battaglie tra le forze del bene e le forze del male, ma rivisita in chiave libera, alternativa, sentimentale e fantasiosa, la versione del mito medesimo scritta da Ovidio nel quarto libro de' "Le Metamorfosi". 
Anime di luce è il titolo di una sorta di saga ibrido di tematiche basate sulla mitologia greca e tematiche basate sulla leggendaria Atlantide. "Perseo" è un romanzo che collegandosi agli altri romanzi (parte di una duologia) "Miracoli ad Atlantide" e "Tumulto ad Atlantide" - che pure hanno come protagonista secondario Perseo in scene inedite dunque qui non contenute - ne rappresenta solo un episodio."
Partendo dunque da questi presupposti la storia è quella che conosciamo più o meno dalle scuole -dove Perseo (figlio di Zeus e Danae) si innamora di Andromeda (figlia di Cefeo e Cassiopea) - ma a quanto conosciamo del mito la Giudetti aggiunge qualcosina in più per renderlo narrativamente più accattivante, piegando anche il mito - dove occorre - per proporlo riletto in chiave più sentimentale e fantasioso, rispetto a quanto narrato da Ovidio ne "Le Metamorfosi". 

"Anime di Luce - Perseo" risulta essere sin da subito un romanzo che scorre molto velocemente, che usa un linguaggio semplice e diretto che però non snatura o rende meno accattivante il mito originario e che introduce immediatamente il lettore al mondo greco antico, lo mette al centro degli screzi tra Dei e i problemi che insorgono tra questi ultimi e gli umani, i quali da sempre, nel mondo greco, hanno causato non pochi problemi agli uni e agli altri. In particolare il romanzo si propone come una biografia di Perseo - il quale è un semidio che non conosce il padre - e ci narra la sua storia della sua infanzia, ci porta a conoscere la sua educazione e la fatica per emergere, ci rende partecipi di come il protagonista venga a conoscenza di Zeus fino ad arrivare all'incontro con Andromeda, la quale viene salvata da un'aggressione proprio da Perseo. 

E' stato bello, per me, immergermi nuovamente nel mondo greco antico, entrando in connessione con protagonisti davvero moto lontani nel tempo, ma caratterizzati davvero molto bene, con attenzione a renderli credibili ed appassionanti a noi lettori contemporanei, ed in grado di creare una narrazione che li rivedesse in chiave moderna, romanzata e romantica, molto appassionanti e pronti a essere riscoperti da chiunque ami questo genere letterario.

La Giudetti è stata molto brava a caratterizzare bene la psicologia dei personaggi, rendendoli così credibili e non semplici macchiette (ricordo uno su tutti proprio Perseo e la sua lotta per arrivare a definire la sua identità sia con il rapporto con il padre, ma anche con la madre, i suoi compagni e la stessa Andromeda fino a diventare l'eroe che conosciamo dal mito); è stata molto brava anche a ricostruire l'ambientazione che circonda e si muove intorno ai protagonisti e ha reso facile e godibilissima questa storia.

Consiglio questo romanzo a tutti coloro che hanno voglia di fare un tuffo nel passato e di leggere una storia ispirata ad un bel mito e piuttosto appassionante.

Lina Giudetti
Dice di sè: "Mi chiamo Lina Giudetti e nata sotto il segno del leone, vivo a Taranto, una piccola città sul mare della Puglia. Amo sia leggere che scrivere e in particolare, sono un’appassionata di mitologia, di religione e storia, ma amo leggere o scrivere anche horror, fantasy e romanzi rosa.
 Il mio primo libro lo scrissi a mano a quattordici anni, quando gli eBooks ancora non esistevano, ma non lo pubblicai mai.  Appassionata inoltre di cinema, teatro e arte grafica, oltre che di scrittura e lettura, mi sono di recente anche avventurata nel mondo del web design. Gli scrittori che da sempre mi piacciono e stimolano la mia immaginazione sono Gaston Leroux, Anne Rice, Stephen King, Clive Cussler, Michael Crichton e Bertrice Small, ma amo leggere molto anche quanto scritto da Oscar Wilde, Platone, Origene, Ovidio, (le “Metamorfosi” in modo particolare) Ermete Trismegisto, Edgar Cayce e Brian Weiss. Quanto alla poesia, ho sempre amato lo stile e le opere di Charles Baudelaire e simili. Da bambina invece adoravo leggere le fiabe di Hans Christian Andersen. I libri che hanno in qualche modo segnato la mia vita sono “Il fantasma dell’opera” di Gaston Leroux e “La piccola principessa” di Frances Hodgson Burnett. Un’altra mia fonte di ispirazione, è certamente Ermete Trismegisto con i suoi scritti. Sono infatti una seguace del pensiero ermetico."

BlogTour "La stanza dei ricordi" di Jenny Eclair. 3° Tappa: "Giardino".

domenica 19 marzo 2017



"Chi diavolo è questa donna minuscola 
con i capelli argento e gli occhi marrone scoiattolo? 
Che fine ha fatto la bella brunetta di ventidue anni, 
con il sorriso stampato sulle labbra tinte di rosso 
e il pancino tondo come quello di un bimbo? 
È ancora dentro di me, decide Edwina, 
pensando alla matrioska che possedeva un tempo.
"La stanza dei ricordi" di Jenny Eclair 

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La Stanza
dei Ricordi
di Jenny Eclair
pagine 384
prezzo 18.90€
eBook 9.99€
Sperling & Kupfer
già disponibile
voto:
★★★★☆
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Londra, 
Kennington Road. 
La grande casa georgiana al numero 137 è in vendita. Tanto affollata un tempo, ora è soltanto un nido vuoto, troppo grande per una donna sola. Troppo carica di ricordi per chi non vuole più essere prigioniera del proprio passato. E così Edwina Spinner, ex artista e illustratrice, ha deciso di andarsene. 
Mentre conduce l'agente immobiliare di stanza in stanza, si sente trasportare indietro nel tempo. La sua mente torna a cinquant'anni prima, quando si era trasferita lì dopo le nozze, giovanissima, con il primo, grande amore. Torna ai suoi bambini, i gemelli Rowena e Charlie, così imprevedibili, così diversi. Torna al secondo marito e al figlio acquisito, che l'ha sempre detestata – e che lei ora non riesce nemmeno a nominare. Ogni angolo della casa è intriso della loro gioia, delle loro lacrime, del loro sangue. Ci sono porte da cui Edwina sente ancora risuonare risate cristalline. Altre che preferirebbe non aprire mai più, per non lasciare uscire i segreti più inconfessabili. 
Come il ricordo della notte che ha spezzato per sempre la sua famiglia. 
Ma nemmeno Edwina conosce davvero tutta la storia. La verità su quella notte è un mosaico al quale mancano alcune tessere: un indizio nascosto in un baule mai aperto, una confessione rimandata da troppo tempo. 
E, per scoprire tutta la verità, Edwina dovrà affrontare proprio l'unica persona che non avrebbe voluto rivedere mai più. Straordinariamente avvincente, assolutamente imprevedibile, un romanzo che si tinge ora di suspense, ora di commozione, per raccontare i segreti e i drammi di una famiglia e ricordarci la forza dei legami di sangue e del perdono

Considerazioni.
"La stanza dei ricordi" è la storia di una vita, quella di Edwina Spinner, che conosciamo proprio all'inizio del romanzo e che apprendiamo vivere a Londra, in quel di Kennington Road, in un momento non particolarmente positivo: quando deve lasciare la sua casa di una vita "La grande casa georgiana al numero 137".

Edwina, infatti, resasi conto di non poter più prendersi carico della vecchia dimora, decide di venderla, e proprio mentre porta l'agente immobiliare per le stanze della casa in cui era entrata subito dopo le nozze con il grande amore della sua vita, incomincia a rivivere e rivedere il passato. Edwina, in pratica, torna indietro di cinquant'anni. Tra gioie e dolori, vicende più o meno positive, ecco che la protagonista ci racconta di come sia andata la sua vita, ci mostra come sono andate le cose, ci spiega con'è andato il primo matrimonio e poi il secondo, ci rende partecipi di come sono stati i suoi rapporti con il figlio acquisito, che non sono mai stati idilliaci e ci immerge nei segreti di famiglia, ma soprattutto ci svela cosa è accaduto la notte in cui tutto, ma proprio tutto è cambiato per sempre nella sua vita, anche se questo significa dover riallacciare rapporti con l'uomo che la odia da una vita ...

Conducendoci attraverso le stanze di una vecchia dimora georgiana, "La stanza dei ricordi" non solo ci mostra fisicamente le stanze di una vecchia casa piena di ricordi, descrivendocele come sono, ma mostrandoci anche il lato sentimentale di questa casa, facendocele vedere come Edwina le percepisce attraverso i ricordi di un tempo ormai perduto, con i problemi che lei, i suoi mariti e i suoi figli hanno dovuto affrontare nel tempo o semplicemente facendoci provare la felicità che loro stessi hanno provato quando sono capitate cose positive, momenti indimenticabili di pura gioia. 

Devo dire che mi è piaciuto lo stile che ha la Eclair, la quale sembra infatti essere nata per descrivere la storia di Edwina, con quel senso di malinconia per il passato, per i momenti andati, con quel dolore nel petto che conosce solo chi è consapevole di dover abbandonare un luogo che è tutto e il centro di tutta la propria esistenza e facendola tornare indietro.
Si sa, quasi come in tutte le cose che ci accadono nella vita è infatti così: quando finiscono si pensa all'inizio, a come è stato, a come era e cosa provavamo quando là eravamo ... ed anche per Edwina è così e ci fa provare tutto questo.

Posso dire che la storia, di per sè dolce, delicata e appassionante, anche se non mi ha stupito particolarmente per le evoluzioni narrative, mi ha invece preso e convinto per due motivi: il primo riguarda il personaggio di Edwina, che mi è stata simpatica sin dall'inizio ed in secondo luogo ho apprezzato il romanzo per l'idea - e la capacità dell'autrice di metterla in essere - della connessione tra la vita della protagonista e l'abitazione, portando avanti, per tutta la storia, entrambe come un'unica entità.

Mi sento di consigliare questo romanzo a tutti coloro che amano il racconto di una storia complessa, ben argomentata.

...o. Il Blogtour .o...

"La casa ha cominciato a rivoltarlesi contro. Ogni giorno vengono fuori nuovi problemi, è peggio di un bambino malaticcio. Ci sono crepe sottili che corrono lungo i battiscopa; zaffate di rancido che le fanno venire un groppo alla gola; la catenella dello sciacquone nel gabinetto del piano di sotto è consumata e lei ha dovuto farci già un paio di nodi. Il giardino minaccia un’invasione; le finestre del seminterrato sono verde bottiglia: l’edera è così fitta che anche in giugno la cucina è immersa in una penombra da giungla." 
 da "La stanza dei ricordi" di Jenny Eclair


In questa parte del BlogTour vi porterò nel giardino della protagonista. Il giardino, infatti, è una parte importante della vita di Edwina, tanto che l'autrice ne dedica un capitolo intero, il numero 15. Del giardino Edwina ha molti ricordi (sia di gioia che di dolore) in quanto tantissime le risate, le corse e le discussioni che sono avvenute proprio lì, e moltissimo sono i passi fatti calpestando l'erba mentre i suoi proprietari cercavano una risposta, senza contare le tante lacrime che il tappeto erboso ha assorbito negli anni. Non solo, ma il giardino ha visto calpestare per la prima volta i bambini di Edwina, ha visto il loro primo criceto correre sopra i suoi steli sempre ben tagliati e sistemati e il giardino ha potuto vedere quanto è accaduta di bello e di peggio nella famiglia di Edwina.   
Quando la protagonista della storia si trova costretta a vendere la casa e mette piede in giardino per vedere la sua situazione, ne rimane dapprima molto sconvolta, per i danni che il tempo gli ha arrecato:
"Il giardino minaccia un’invasione; le finestre del seminterrato sono verde bottiglia: l’edera è così fitta che anche in giugno la cucina è immersa in una penombra da giungla."     da "La stanza dei ricordi" di Jenny Eclair
... ma poi vede oltre e ci regala, specialmente al quindicesimo capitolo, un piccolo tenero episodio della vita di Edwina, che ci spiega come anche i piccoli momenti, quelli a cui non diamo importanza possono essere un bel ricordo da conservare negli anni e tirar fuori nei momenti più inaspettati per scaldarci nuovamente il cuore.




Jenny Eclair
Vive a Londra ed è una delle più importanti attrici comiche inglesi. Quando non è in radio, in TV o nei teatri con i suoi spettacoli, adora scrivere sceneggiature, articoli per giornali e riviste, e romanzi che puntualmente scalano le classifiche e sono tradotti in dieci lingue. Come Le stanze dei ricordi, che ha conquistato la Top Ten del Times, è stato selezionato dal prestigioso Richard and Judy Book Club e, a oltre un anno dall'uscita, gode del passaparola ininterrotto dei lettori. www.jennyeclair.com @jennyeclair

Recensione: "Ritratto di Dama" di Giorgia Penzo

lunedì 13 marzo 2017




"In realtà il colpo di fulmine è un ricordo.
Un ricordo non della mente, 
ma del cuore, che ci sussurra:
hai amato quella persona in un altro tempo
in un'altra vita."
da "Ritratto di Dama" di Giorgia Penzo




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Ritratto 
di Dama
di Giorgia Penzo
pagine 152 circa
prezzo 13 €
CartaCanta Editore
già disponibile
voto:
★★★★☆
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Notte di San Lorenzo. 
Seduta su una panchina di fronte a Notre Dame una ragazza sembra aspettare qualcuno. Guillaume, studente di Storia dell’arte, la nota da lontano. Incrocia il suo sguardo e ha un sussulto: è identica alla famosa Belle Ferronnière ritratta da Leonardo da Vinci. 
Con una immediata complicità, dal Point Zéro inizia la loro passeggiata attraverso la Ville Lumière. I due parlano di ciò di cui è fatta la vita: arte, fato, desideri, morte. Ma soprattutto d’amore. 
A un passo dall’alba, la ragazza svela a Guillaume il suo segreto…

Considerazioni.
Non è la prima volta che leggo un'opera della Penzo, che avevo piacevolmente scoperto con i suoi due romanzi precedenti (se volete approfondire andate alla bibliografia dell'autrice, in fondo al post), ma devo confessarvi che di tutti i romanzi che ho letto di quest'autrice, è proprio questo ad avermi colpito maggiormente.

La prima cosa ad avermi davvero intrigato è stata la trama. Sarà stato il fatto che siamo a Parigi (una delle mie città Europee predilette) o sarà il fatto che la storia parli di quadri e di leggende, sta di fatto che mi sono trovata, senza troppo sforzo, nella Ville Lumière, insieme ad un certo Guillaume, studente di storia dell'arte. 
Dovete sapere che Guillaume è un ragazzo normale che, un giorno come tanti, di fronte a Notre Dame vede una ragazza che sembra in attesa di qualcuno o qualcosa, prima di fare speculazioni varie i loro sguardi si incrociano mostrando qualcosa di sconvolgente al giovane studente d'arte...
La giovane donna, infatti, è la notissima Belle Ferronnière, ovvero la donna ritratta da Leonardo da Vinci, che lui conosce benissimo perché l'ha studiata per lungo tempo attraverso i quadri di Da Vinci. Se tutto subito Guillaume non riesce a credere ai suoi occhi, dopo una breve presentazione e un'impacciato interrogatorio in merito alla sua persona, ecco che il giovane capisce di trovarsi proprio davanti alla vera e affascinante Belle, che ora si fa chiamare Elle.

"[...] Il ragazzo sorpreso in flagrante si avvicinò con titubanza, fermandosi di tanto in tanto lungo il tragitto come a voler riflettere sulla familiarità di quei lineamenti. Dimostrava sì e no venticinque anni e i suoi occhi sembravano tinti col verde dell’assenzio. Indossava un paio di jeans, una giacca scura e una camicia azzurra spiegazzata che profumava di bucato appena fatto. Con un gesto nervoso si scombussolò i capelli della stessa tonalità di quelli della fanciulla, la quale ricambiò la sua prudenza con un virginale imbarazzo.[...] " 
 da "Ritratto di Dama" di Giorgia Penzo
Guillaume avrà modo e tempo di conoscere Elle e di innamorarsi perdutamente di lei, fino a quando una confessione di quest'ultima li separerà per lungo tempo ... ma il destino li vuole insieme ed infatti i due saranno destinati ad incontrarsi diversi anni dopo con l'intenzione di non lasciasi mai. Ma sarà davvero possibile per queste due anime profondamente innamorate trovare un posto nel mondo dove poter godere della reciproca compagnia?
"Due anime innamorate si erano smarrite negli abissi del Tempo. Avevano trascorso i secoli a cercarsi e animato centinaia di corpi, senza ricordo l’uno dell’altra, esclusivamente con le reminiscenze del cuore. Erano state mille persone prima di essere Elle e Guillaume. Una aveva sfidato la realtà, l’altro il buonsenso, attraverso le avversità, verso le stelle. Dopo incalcolabili vicissitudini si erano ritrovati, forse riconosciuti, sicuramente amati. Non per la prima volta, ma di nuovo. Così sarebbe stato per sempre, per tutti i cicli della Terra. Perché ci sono spiriti che si amano tanto intensamente da inseguirsi anche quando ogni cosa sembra perduta, o irrealizzabile. Abbattono la logica e calpestano il sovrannaturale con l’inconscio mosso da un unico scopo: ricongiungersi alla propria metà, anche soltanto per la durata di un bacio." 
 da "Ritratto di Dama" di Giorgia Penzo
Devo dire che ho davvero molto, ma molto apprezzato questo romanzo, che mi ha fatto piacere leggere non solo, come vi ho detto prima, per la trama, che ho trovato piacevole e coinvolgente, ma anche per lo stile dell'autrice, che è stata capace di costruire una storia romantica intensa, che ti trascina dentro i suoi meandri e non ti permette di abbandonarla fino alla fine.
Con uno stile semplice, lineare e diretto la Penzo mi ha convinto a credere nella sua storia, anche se oggettivamente (e volutamente) favolistica, perché il suo intento, quello di raccontarci una favola, una storia che porti nella nostra quotidianità un po' di magia, è più che riuscito e non posso che dirmi assolutamente soddisfatta della lettura. 

Anche i personaggi sono interessanti, vividi nella loro caratterizzazione e non posso non dire che innamoratissimi l'uno dell'altra. E devo confessarvi che quel che rimane maggiormente impresso nella mente, una volta finito il romanzo, è proprio l'amore profondo che governa i loro cuori, così appassionato e appassionante da volerne per noi anche un piccolo pezzo. 

"La baciò con l’energia del suo amore indissolubile e di lei si portò via tutto ciò che gli sarebbe servito da ricordo: la saliva dolce, il profumo dei suoi capelli, le lacrime, il sangue. All’improvviso, si rammentò di ciò che aveva consigliato a Pélagie: «Scopri il motivo per cui ti svegli al mattino. Quello su cui rimugini prima di addormentarti la sera. Poi inseguilo, a ogni costo. E smettila di avere paura.» 
da "Ritratto di Dama" di Giorgia Penzo

Vi ho proposto questa lettura perché credo che possa essere una lettura gradevolissima, piena di sorprese (perché anche se la fine della storia può essere intuito, le svolte narrative sono davvero sorprendenti) e in grado di appassionare per via di due protagonisti ben caratterizzati e un'autrice in grado di narrare bene una storia, di farla sua e nostra e soprattutto di immergerla in un'ambientazione vividissima.



Giorgia Penzo
Giorgia Penzo, 29 anni, di Reggio Emilia, è laureata in Giurisprudenza e appassionata di storia, mitologia classica, filosofia, arte. Nel 2013 pubblica una duologia urban fantasy (Red carpet e Asphodel, Editrice GDS) che riscuote grande successo. Si autodefinisce una nerd, nata nel posto sbagliato, nell’epoca sbagliata e laureata nella facoltà sbagliata. 

Recensione: "Bello e Maledetto" di Daniele Sbaraglia

venerdì 10 marzo 2017



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Bello 
Maledetto
di Daniele Sbaraglia
pagine 200 circa
prezzo 15€
eBook 1,49€
Lettere Animate
già disponibile
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E’ la storia della vita di Shon, un ragazzo presto chiamato a diventare uomo, con un’adolescenza difficile, segnata dalla separazione dei genitori e da un rapporto conflittuale con la madre. Incapace di imbrigliarsi in rapporti duraturi, dopo qualche avventura intensa, vissuta a Roma, sua città natale, l’incontro con Simona sembra fargli conoscere finalmente l’amore. 
Questo lo porterà a laurearsi in medicina, a specializzarsi in neurologia e neurochirurgia e a diventare padre. Controversa è la figura del dottor Spicchi, nuovo compagno della madre, che lo aiuterà nel suo percorso di specializzazione e successivamente nella sua carriera di neurochirurgo. 
E’ proprio in sala operatoria che Shon conosce e comincia a frequentare Alice, una donna in gamba indipendente e votata alla carriera. Inevitabilmente, ciò comporterà la crisi con Simona e un nuovo capitolo con il rapporto più “aperto” con Alice.

Considerazioni.
Per questo fine settimana vorrei presentarvi, come anche ieri, una lettura tutta italiana. Questa volta il romanzo, è un romanzo introspettivo, un libro con cui si assiste alla crescita, ed alla maturazione, di Shon, un ragazzo che sta diventando uomo.

Quando conosciamo Shon, infatti, comprendiamo subito la necessità di una svolta per la sua vita, che lo vede sopportare la separazione dei genitori, la quale lo ha evidentemente destabilizzato e un rapporto con la madre decisamente conflittuale. Questa sua poca serenità familiare fa si che Shon rifletta la sua instabilità emotiva anche su rapporti che costruisce con le persone con cui viene in contatto, ed ecco quindi che non riesce a costruire rapporti solidi, che abbiano una certa durata nel tempo. 

Man mano che il libro prende avvio conosciamo Shon, le sue peculiarità, le sua aspettative, la sua rabbia, la sua voglia di estraniarsi dalle cose che la vita gli sta proponendo e che non riesce a cambiare, o almeno crede. Ma ad un certo punto qualcosa cambia e nella vita di questo apparentemente poco fortunato protagonista e nella sua vita entra Simona, la quale è destinata a far capire a Shon cose molto importanti.

Grazie a Simona, Shon, scopre che nella vita non bisogna solo pensare a demolire quanto la vita ti propone, anche in modo piuttosto brutale, a volte, e che la rabbia e la voglia di distruggere tutto non sono sentimenti che ti portano a governare il tuo destino, in modo da realizzare i tuoi desideri più reconditi. Anzi, cercare di intraprendere la propria strada, a dispetto di tutto, accettando di amare e di essere amati, cercando di realizzare i propri sogni, senza darli per spacciati per principio (e dispetto) può essere risolutivo e può cambiarti letteralmente l'esistenza.

Parlando di questo romanzo, l'altro giorno con una mia amica, dicevamo quanto fosse importante lottare per quello che veramente vorremmo vedere realizzare, per cambiare realmente le cose e non sentire solamente parole che cercano di farlo ed è questo che capita a Shon: cambiare per essere felice.

"Bello e Maledetto" non è solo un romanzo che parla di una crescita ed una maturazione sentimentale, ma sebbene tutto parta dall'amore per un'altra persona, che cresce e diventa importante, è anche motivo di profondo cambiamento personale, che si riflette (per Shon) in tutti gli aspetti della vita, che ne rimangono inevitabilmente coinvolti da questa epifania.

Quello che racconta Sbaraglia non è un'esistenza perfetta, che procede senza intoppi o difficoltà, anzi è una vita imperfetta che cerca di andare avanti ostacolo dopo ostacolo, caduta dopo caduta, cercando di diventare più forti, di imparare a rialzarsi meglio e più in fretta. E Shon sbaglia, tanto, pesantemente, sovente, ma si rialza sempre: dopo Simona ci riprova con Alice, e così via.

Questo fino ad un certo punto del romanzo ... poi il libro cambia registro e il personaggio si ripiega su se stesso e torna indietro ... tutto quello che credevo di aver capito ecco che svanisce e ci porta indietro al "primo" Shon, quello che lascia andare tutto, che si arrende alle situazioni, alle persone, ecc...

Se da un lato ho molto apprezzato la prima parte del romanzo, ovvero la ricerca della propria persona, la scoperta di sentimenti come l'amore e l'amicizia, dall'altro ho poco apprezzato il carattere di Shon, con cui non mi sono mai sentita propriamente a mio agio, in sintonia, se non per gli aspetti che ho spiegato appena sopra e che lo porta a retrocedere agli albori, sino alla fine, che onestamente non ho accettato fino in fondo. Certo lo stile è fluido e permetto alla trama di scivolare via sino alla fine senza problemi, ma Shon e io non ci siamo decisamente trovati, per quanto io ci abbia provato mi sono travata disprezzarlo in più momenti, trovandolo contraddittorio e, in ultimo, con poco nerbo.

Ovviamente questo è un parere assolutamente personale e soggettivo, ma per quanto io possa non concordare totalmente sul personaggio, posso dirvi che "Bello e Maledetto" è un romanzo interessante sia per le tematiche che Sbaraglia solleva, che fanno su molte tematiche importanti, sia per la capacità di condurre per sentieri poco battuti a livello di trama proposto, la quale risulta davvero imprevedibile.

Consiglio questo romanzo a chi vuole approcciarsi a nuovi autori, con trame diverse dal solito e la voglia di porsi domande esistenziali che aiutino a comprendere e comprendersi meglio.



Daniele Sbaraglia
Daniela Sbaraglia, nato a Roma nel 1972, artista dal 1992, ad un certo punto della sua carriera artistica ha pensato di scrivere le sue emozioni olte a dipingere da qui 'idea di raccontare storie.

Recensione: "La peggior settimana della mia vita" di Silvia Menini

giovedì 9 marzo 2017




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La 
peggior 
Settimana
della mia
Vita
di Silvia Menini
pagine 126 circa
prezzo 2.99€
YouFeel Rizzoli
già disponibile
voto:
★★★★☆
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A trentaquattro anni Camilla è stufa del ruolo marginale e dello stipendio da fame che le sono riservati nell'azienda in cui lavora: ufficialmente area manager per un produttore di patate di ogni formato e sapore, in realtà si limita ad assicurare la quotidiana dose di caffeina alla sua tirannica responsabile. 
Sospettando una storia clandestina fra questa e il titolare dell’azienda, Camilla escogita un piano per incastrarli e costringerli ad accordarle quanto le spetta. 
Peccato che Camilla non sia dotata del fiuto di Richard Castle né dell’agilità delle eroine di Occhi di Gatto, il suo cartone animato preferito. Mentre il suo piano infallibile crolla miseramente, un irresistibile sconosciuto incrocia il suo cammino. Una volta. Due. Tre. Un caso? E se, oltre a lei, ci fosse qualcun altro che trama nell'ombra per realizzare i propri obiettivi? 
Una storia divertente e rocambolesca, un intreccio di intrighi e malintesi in cui l’amore complica – e risolve – ogni cosa.

Considerazioni.
Il breve romanzo che vorrei proporvi oggi, carissimi lettori, oltre ad essere una lettura tutta italiana, della giovane e frizzante Silvia Menini, è una lettura davvero molto ironica, divertente e spassosa.

Ho infatti letto la breve novella in questione, dal titolo molto lungo di "La peggior settimana della mia vita", e mi sono trovata a leggerlo in un baleno, cercando di gustare ogni pagina, ma con l'ansia di vedere come sarebbe andata a finire la storia.

Quest'ultima è semplice e lineare: abbiamo una protagonista di nome Camilla, la quale non è per nulla soddisfatta del lavoro che si trova a svolgere, e per la relativa paga da fame che le viene data alla fine del mese. Ma la cosa che più fa innervosire Camilla, sul suo posto di lavoro, è che la sua responsabile ed il suo capo pare abbiano una tresca ed un giorno la nostra intrepida protagonista decide di metterli all'angolo per ottenere quello che sta cercando: un giusto stipendio per il suo lavoro.

Camilla mette quindi in atto uno splendido (almeno nelle intenzioni) piano, ma qualcosa non va proprio come l'aveva pianificata e incontra uno sconosciuto che le mette i bastoni tra le ruote ...

Come vi dicevo prima,  "La peggior settimana della mia vita", è un romanzo che vuole intrattenere, divertire e portare il lettore in una lettura leggera e divertente. E ci riesce. Certo non è una lettura perfetta, in quanto alcune volte i protagonisti rischiano di rimanere ingabbiati nel ruolo di macchiette che la Menini costruisce loro intorno, ma nonostante tutto, complessivamente, devo dire che sono rimasta piacevolmente colpita dalla protagonista, dalle sue avventure per incasinarsi la vita e dalla scrittura piena di passione e frizzante della Menini.

Devo dire che l'autrice è stata brava non solo a creare una trama piena di spunti ironici, con una Camilla pronta a non prendersi davvero sul serio, ma che riesce a tenere un bel ritmo per il suo arco, ad inventare tante avventure e tante situazioni per Camilla, cercando di far emergere in tutti i modi sia la parte più fragile, che dubita e che conosce i propri difetti e i propri limiti da un lato e dall'altro sottolinea la passione per la vita e i suoi meccanismi da parte della protagonista della sua storia. 

Mi sono davvero molto divertita a leggere questa storia, che consiglio senza ombra di dubbio a tutti coloro che vogliono immergesi in una commedia dai toni leggeri, spensierati e divertenti, una di quelle storie che ti mettono allegria anche quando è una giornata delle più nere!!!

Vi lascio con un piccolo estratto del romanzo, in modo da rendervi conto dello stile dell'autrice:


...o. Dal Primo Capitolo .o... 
Lunedì 
«Dai Camilla, non fare la cretina!» 
Non mi lascio distrarre dal richiamo disperato di Matthew e proseguo. Ho un obiettivo e pure tutte le intenzioni di raggiungerlo. M’immobilizzo per un rumore quando noto un gatto sbucare da dietro l’auto e, rilassando i muscoli, ricambio il suo sguardo circospetto. Più sono nervosa, più probabilità ho di fallire. E il fallimento non è contemplato, anche perché rischierei di passare un mare di guai. Continuo col mio passo felpato lungo il muro che costeggia la casa e, intanto, spero con tutta me stessa che sia abbandonata; ma ho i miei dubbi, lo riconosco. 
Ho scelto le due e mezzo di un lunedì notte per compiere questo gesto che Matthew (in realtà Matteo, dato che è nato e cresciuto a Londra da mamma napoletana e papà inglese) ha definito “a dir poco inconsulto”; ma io ho l’ho fatto proprio per avere meno chance di incontrare testimoni. [...]



Silvia Menini 
Nasce nel 1981 a Verona; quando torna in Italia dopo un lungo peregrinare in giro per il mondo, decide di unire al suo amore di sempre per la lettura una nuova passione: la scrittura. Frequenta la scuola Holden di Torino e poi scrive ben tre romanzi, che tiene custoditi nel cassetto sperando che un giorno qualcuno li tiri fuori. Giornalista pubblicista e sommelier, collabora con la rivista online “Mondo Rosa Shokking” dove scrive di vini, libri e un po’ quello che le capita; ha il blog “Il Cavalibri”, dove abbina a ogni libro un vino.

Astoria e Leggereditore presentano due nuove uscite ...

martedì 7 marzo 2017




Novità fenomenale in casa Astoria, già famosa e apprezzata casa editrice che ha riportato in auge la letteratura femminile del novecento - che altrimenti andrebbe purtroppo dimenticata - e nota per aver pubblicato la serie di M.C. Beaton "Agatha Raisin", ecco che ci riprova nuovamente a stupirci e lo fa con ... M.C. Beaton!! 

Ebbene si, ormai rodata con la Raisin (che adoro libro dopo libro sempre di più) viene pubblicata questa sua nuova serie, ovvero Hamish Macbeth, che conta ormai in patria ben 32 romanzi!!!
Non vedo l'ora di incominciare a leggere questo romanzo, anche se è il quarto della serie (spero di recuperare i primi in qualche modo, anche aspettando che la Astoria possa pubblicarli!). Vi lascio ai dettagli del romanzo e spero possiate dare un'opportunità a questa autrice che è adorabile!!!


"Alto, magro, capelli rossi, occhi azzurri e ciglia lunghe, Hamish Macbeth sembra (e forse è) pi­gro, sembra (ma forse non è) confuso, sembra (e forse è) poco ambizioso, più interessato a restare nel suo villaggio con cani, pecore e galline che non a trasformarsi in un poliziotto cittadino in carriera." - M.C. Beaton

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Morte 
di una 
moglie perfetta
 di M.C. Beaton 

pagine 15€
prezzo 192
Astoria Editore
dal 23 marzo
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La serie "I casi di Hamish Macbeth" è composta da:

1. Death of a Gossip - ancora inedito
  2. Death of a Cad - ancora inedito
3. Death of an Outsider - ancora inedito
4. Death of a Perfect Wife - Morte di una moglie perfetta
5. Death of a Hussy - ancora inedito
6. Death of a Snob - ancora inedito
7. Death of a Prankster - ancora inedito
8. Death of a Glutton - ancora inedito
9. Death of a Travelling Man - ancora inedito
10. Death of a Charming Man - ancora inedito
11. Death of a Nag - ancora inedito
12. Death of a Macho Man - ancora inedito
13. Death of a Dentist - ancora inedito
14. Death of a Scriptwriter - ancora inedito
15. Death of an Addict - ancora inedito
15.5. A Highland Christmas - novella ancora inedita
16. Death of a Dustman - ancora inedito
17. Death of a Celebrity - ancora inedito
18. Death of a Village - ancora inedito
19. Death of a Poison Pen - ancora inedito
20. Death of a Bore - ancora inedito
21. Death of a Dreamer - ancora inedito
22. Death of a Maid - ancora inedito
23. Death of a Gentle Lady - ancora inedito
24. Death of a Witch - ancora inedito
25. Death of a Valentine - ancora inedito
26. Death of a Chimney Sweep - ancora inedito
27. Death of a Kingfisher - ancora inedito
28. Death of Yesterday - ancora inedito
29. Death of a Policeman - ancora inedito
30. Death of a Liar - ancora inedito
30.5. Knock, Knock, You're Dead!: 
A Hamish Macbeth Short Story - novella ncora inedita
31. Death of a Nurse - ancora inedito
32. Death of a Ghost - ancora inedito


Hamish sta pregustando le delizie dell’estate delle Highlands, ma quando l’amata Priscilla ritorna a Lochdubh al braccio di un nuovo fidanzato iniziano i guai, che si intensificano quando nubi di mo­scerini invadono il paese e definitivamente esplodono quando si trasferisce nel villaggio Trixie Thomas, esempio di domestica per­fezione. 
Ben presto Trixie convince le altre signore a farsi portatrici di pasti sani, a schierarsi contro il consumo di alcol e tabacco e a pulire le case in modo maniacale. 
Ben presto gli uomini del villaggio insorgono e Macbeth deve risolvere un nuovo crimine: il misterioso avvelenamento della moglie perfetta.

cover originale del romanzo



...o. Chi è Hamish MacBeth .o...

È arrivato il momento di partire per un viaggio a Lochdubh, il pittoresco e tranquillo villaggio delle Highlands scozzesi dove M.C. Beaton ambienta l’avvincente serie che ha per protagonista il poliziotto Hamish Macbeth. Alto, magro, capelli rossi, occhi azzurri e ciglia lunghe, Hamish sembra (e forse è) pi­gro, sembra (ma forse non è) confuso, sembra (e forse è) poco ambizioso, più interessato a restare nel suo villaggio che non a trasformarsi in un poliziotto cittadino in carriera. Hamish sta pregustando le delizie dell’estate delle Highlands, ma quando l’amata Priscilla ritorna a Lochdubh al braccio di un nuovo fidanzato iniziano i guai, che si intensificano quando nubi di mo­scerini invadono il paese e definitivamente esplodono quando si trasferisce nel villaggio Trixie Thomas, esempio di domestica per­fezione. Ben presto Trixie convince le altre signore a farsi portatrici di pasti sani, a schierarsi contro il consumo di alcol e tabacco e a pulire le case in modo maniacale. Ben presto gli uomini del villaggio insorgono e Macbeth deve risolvere un nuovo crimine: il misterioso avvelenamento della moglie perfetta.


Marion Chesney 
E' nota per aver scritto più di 100 romanzi storici, pubblicati sotto numerosi pseudonimi. M.C. Beaton (il nome usato per le serie mistery) è nata in Scozia, ha lavorato come libraia, specializzata in narrativa, ha intrapreso poi la carriera di giornalista, di moda prima di cronaca nera poi. Dopo alcuni anni trascorsi negli Stati Uniti – dove cominciò appunto a scrivere romanzi storici – Marion, di ritorno in Inghilterra decise di dedicarsi ai gialli. Diede vita prima a una serie con Hamish Macbeth e, a partire dal 1992, a quella che vede protagonista Agatha Raisin.


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E poi ecco il terzo titolo della serie della Bybee, che da quasi sconosciuta, è approdata l'anno scorso con Leggereditore in Italia con questa serie, che ha come filo conduttore il matrimonio, in tutte le sue sfumature. Avendo avuto un certo successo, per le trame spumeggianti e i personaggi divertenti e piacevoli, ecco dunque che torna con il suo terzo capitolo. Vi lascio a trama e titoli della serie!!!


Cosa c'è di più stuzzicante
del proibito?

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Fidanzata
 di Venerdì
di Catherine Bybee
pagine 400 circa
prezzo ebook 4.99€
cartaceo 14.90€
Leggereditore
disponibilità: 
dal 9 marzo in ebook
dal 23 marzo il cartaceo 
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La serie "The Weekday Brides" è composta da:
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1.   Wife by Wednesday - La moglie del mercoledì
2. Married by Monday - Sposata di lunedì
3. Fiancé by Friday - Fidanzata di Venerdì
4. Single by Saturday - ancora inedito 
5. Taken by Tuesday - ancora inedito 
6. Seduced by Sunday - ancora inedito 
7. Treasured by Thursday - ancora inedito


Lady Gwen Harrison, bellissima figlia di un duca inglese, è giunta dall’America per subentrare nell’agenzia d’incontri di sua cognata. 
Ma solo perché lei è il capo non significa che non possa fantasticare su quanto potrebbe essere perfetto un appuntamento con la sua guardia del corpo Neil MacBain, l’enigmatico uomo che da un po’ di tempo rende piuttosto agitati i suoi sogni. Ma gli affari sono affari, meglio tenersi lontana dai coinvolgimenti... 
L’ex marine Neil MacBain, da parte sua, non può negare che quell'affascinante donna dal sangue blu abbia finito di ingarbugliare i fili della sua anima già piuttosto tormentata... oltre che dei suoi sensi induriti dalle vita militare. Ma Gwen è la donna per cui lavora, mantenere le distanze è un suo dovere. 
Eppure, il destino sembra aver deciso per entrambi, così quando il passato di Neil, con le sue ombre, torna prepotente a complicargli la vita, Gwen si ritrova inevitabilmente coinvolta nei tormenti dell’uomo. Spetta a Neil adesso decidere cosa salvare: la sua carriera, la sua vita... o la donna che l’ha conquistato. 
Romanticismo e complicità, conditi con la giusta dose di sensualità, sullo sfondo di una situazione complicata e allo stesso tempo eccitante. In poche parole: la storia perfetta.


cover originale


Catherine Bybee 
Vive nel Sud della California con il marito e i due figli. Dopo il successo ottenuto con i libri della serie Weekday Brides, tradotti in Germania, Giappone, Slovenia, Thailandia e Turchia, e rientrati a pieno titolo nelle classifiche dei bestseller di usa Today, The New York Times e Wall Street Journal, ha abbandonato il lavoro per dedicarsi alla scrittura a tempo pieno. Fidanzata da venerdì è il terzo volume della serie, preceduto da La moglie del mercoledì, originariamente autopubblicato e affermatosi come uno dei fenomeni editoriali più eclatanti degli ultimi anni, e Sposata di lunedì.

Recensione: "Rebel. Il Deserto in Fiamme" di Alwyn Hamilton

lunedì 6 marzo 2017







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Rebel.
Il deserto in Fiamme 
di Alwyn Hamilton
Pagine 368
Prezzo 17€
Ebook 6.99€
Giunti
già disponibile
voto:
 ★★★★☆
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Amani non ha mai avuto dubbi: è sempre stata sicura che prima o poi avrebbe trovato una via di fuga dal deserto spietato e selvaggio in cui è nata. Andarsene è sempre stato nei suoi piani. Quello che invece non si aspettava era di dover fuggire per salvarsi la vita, in compagnia di un ricercato per alto tradimento.
cover originale
Tiratrice infallibile, per guadagnare i soldi necessari a realizzare il suo sogno Amani partecipa infatti a una gara di tiro travestendosi da uomo. Tra gli avversari, il più temibile è Jin, uno straniero sfrontato, misterioso e affascinante. Troppo tardi Amani scoprirà che Jin è un personaggio chiave nella lotta senza quartiere tra il Sultano di Miraji e il figlio in esilio, il Principe Ribelle.
Presto i due si troveranno a scappare attraverso un deserto durissimo e meraviglioso, popolato di personaggi e creature stupefacenti: come i bellissimi e pericolosi Buraqi, fatti di sabbia e vento ma destinati a trasformarsi in magnifici destrieri per chi abbia l'ardire di domarli; i giganteschi rapaci Roc; indomite donne guerriere dalla pelle color oro e sacerdoti capaci di leggere i ricordi altrui nell'acqua...
Quando Amani e Jin si troveranno di fronte alle rovine di una città annientata da un fuoco di calore innaturale capiranno che la posta in gioco è più alta di quanto pensassero. Amani dovrà decidere se unirsi alla rivoluzione e capire se davvero quello che vuole è lasciarsi alle spalle il suo deserto.


Considerazioni.
Davvero un gran bel libro. 
Chi mi segue da un po' di tempo sa che non vado matta per i romanzi che vengono etichettati come  "YA", questo perché molto spesso mi deludono, non tanto per l'età del pubblico a cui è diretto, quanto piuttosto per le trame, che non riescono a prendermi a sufficienza o che alla fin fine mio paiono deludenti, scontati o banali.

"Rebel" ha invertito questa tendenza. Ho trovato questo romanzo bello, avvincente, con tematiche di fondo importanti e ben sviluppate, un'eroina davvero molto coraggiosa, energica e ben caratterizzata senza contare un'ambientazione accattivante ed una serie di miti ed una mitologia incredibilmente affascinante.

La storia inizia con Amani, la protagonista di questo romanzo, che vive una vita nella costrizione: di una piccola città, di una famiglia che non è più la sua (ma quella dello zio) e che non la vede come un membro di essa, ma come un peso, in una società che permette a suo zio di considerarla come adatta a divenire una delle sue mogli e a trattarla - e considerarla - né più nè meno che una proprietà, alla stregua di un cavallo. E allora cosa fare? Cosa fare se il primo tentativo di fuga da non ha funzionato? Se anche il secondo a momenti non lo metteva nei guai con lo zio? Se un ragazzo che piomba nel negozio dello zio, ricorso dalle guardie del Sultano e può cambiarti la vita, se scappi con lui? Bhe, quello a cui pensa Amani ... scappare.

Con nient'altro con quello che ha addosso, tra fughe, incendi e Buraqi, Amani prende la via che intreccerà la sua esistenza a quella di Jin, il ragazzo ricercato con cui intraprenderà un viaggio che dovrebbe condurla dalla zia, in un paese piuttosto lontano da quello in cui è cresciuta, ma che invece la porterà a conoscere vicende pericolose e misteriose che riguardano tanto il Sultano di Miraji che il figlio in esilio ... il famoso Principe Ribelle.

E' un mondo lontano, che si tinge dei colori dorati della sabbia e rosso del sole, quello che la Hamilton ha dipinto sulla morbida carta bianca di questo romanzo. Non paga di descrivere ambienti interessanti e perfetti per fare da panorama ad una storia molto avventurosa, l'autrice ha inserito una serie di elementi che affascinano e ti portano, da lettrice, catapultata in un mondo a cui vorresti appartenere, fatto di leggende lontane, di costumi diversi dai nostri e regole differenti che ci fanno pensare e intrigano, anche se quel mondo è un mondo pericoloso, anche se ha una magia che potrebbe condurti a perdere.

Ho apprezzato moltissimo questa prima opera della Hamilton proprio perché non solo la storia di Amani è adrenalinica, composta da dettagli uno più interessante dell'altro, ma anche perché ha fascino da vendere e ci mostra un'avventura che non riusciamo a controllare con la prevedibilità.

Consiglio questo romanzo a chi è interessato ad una storia che si legge velocemente, scritta bene e con una forte personalità, un'impronta rivoluzionaria e ribelle, nonché due protagonisti che non hanno nulla dei soliti giovani innamorati stereotipati che siamo soliti leggere. Davvero una prima opera convincente.



Alwyn Hamilton

Nata in Canada, ha vissuto per anni in Italia e in Francia. Poco dopo essersi laureata a Cambridge in storia dell’arte, si è stabilita a Londra, dove ha lavorato per anni da Christie’s. Rebel. Il deserto in fiamme, suo romanzo di esordio straordinariamente originale e affascinante, ha scatenato aste internazionali tra prestigiose case editrici e sta riscuotendo ottimi giudizi da parte della critica e dei lettori in molti paesi del mondo.

Novità in casa Astoria e ventata di aria nuova per le autopubblicazioni ...

domenica 5 marzo 2017



Autrice americana di memorie spassose, in contrasto con la drammaticità delle esperienze narrate, oltre a La peste e io (1946) Betty MacDonald (1908–1958) pubblicò L’uovo e io (1945), in cui descrisse gli anni trascorsi da neo-sposa a fare l’allevatrice di galline in un luogo del tutto inospitale, e Tutti possono fare tutto (1950), esilarante racconto dei suoi tentativi di trovare un lavoro durante la Grande Depressione.


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La 
peste 
Io

di Betty MacDonald
pagine 256
prezzo 18€
Astoria Editore
già disponibile
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Colpita a trent’anni dalla tubercolosi, malattia non inusuale ai tempi e terrorizzante come un brutto tumore oggi, Betty viene ricoverata in sanatorio per un periodo di tempo imprecisato. 
La cura – all’epoca non esistevano antibiotici adatti – era particolare: all’inizio i pazienti dovevano giacere a letto immobili per settimane. Non potevano parlare, non potevano leggere né scrivere, non potevano alzarsi, non potevano ridere. 
Prima di tutto, però, Betty è affetta da una felice attitudine alla vita, alla gente, all’ironia, che le consente di guardare in faccia la malattia e le regole apparentemente folli del sanatorio. Pur non tacendo la paura, la disperazione, certi tratti meschini della vita in ospedale (o, forse, della vita in generale?) è capace di sorriderne, di avere pietà degli altri e anche di se stessa. 
In queste pagine si nasconde una storia molto particolare, triste ma al tempo stesso comica, che spiazza il lettore, forse un po’ intimidito dalla lucidità quasi spietata di questa donna coraggiosa; poi, quasi suo malgrado, si ritrova a vivere, soffrire, ridere e infuriarsi con lei, si sente a casa nella vita claustrofobica e artificiale del sanatorio, viene sedotto dal fascino di alcuni personaggi e urtato dalla pochezza e grettezza di altri. 
Senza averne l’aria e forse senza volerlo, MacDonald offre una grande lezione di vita a chi desidera coglierla; è inutile far finta di non vedere la disperazione, il brutto, la sventura; molto meglio accogliere questi immancabili compagni di certi periodi dell’esistenza con una risata – anche se un po’ a denti stretti.


...o. Estratto dal Prologo .o...
"Prendersi la tubercolosi a metà della vita è come andare in centro per fare un sacco di commissioni urgenti e venire investiti da un autobus. Quando riprendi conoscenza non ricordi assolu- tamente niente delle commissioni urgenti. Non ricordi nemmeno dove stavi andando. Adesso le cose importanti sono il dolore alla gamba, le tte alla schiena, cosa mangerai per cena, chi c’è nel letto accanto al tuo.

Per storia personale e indole alcune persone sono più adatte di altre a venire investite da un autobus. Per esempio Doris, che aveva lavorato con me in un u cio statale. Sua madre aveva un piccolo tumore, il padre una gamba “che proprio non andava”, Doris una quantità di “problemi femminili” e tutti speravano che la nonna avesse il cancro. Doris, i suoi fratelli e le sue sorelle, le zie e gli zii, sua madre e suo padre, sua nonna e suo nonno, tutti loro, avevano cominciato la vita da minuscoli neonati prematuri, formati a malapena, portati in giro su cuscini e nutriti con il con- tagocce. Se riuscivano ad arrivare vivi al primo compleanno, e ci riuscivano spesso, da quel momento la loro vita era un susseguirsi di continui dolori, patimenti, starnuti e colpi di tosse. Quando Doris o un qualsiasi altro membro della sua grande famiglia ma- laticcia si chiedevano come stavano non era solo un convenevole: volevano saperlo davvero.

Erano così timorosi di ammalarsi che si preparavano per le giornate da ra reddore in anticipo sui germi, come se si allenas- sero per la partita dell’anno. Il lunedì mattina a colazione Doris annunciava che forse le sembrava di avere un inizio di ra reddore. Tutta la casa si mobilitava all’istante, e per tutta la settimana le davano del tè bollente con whisky e limone, un maglioncino da indossare sotto la camicetta, una quantità di pillole da portare in ufficio con tanto di gocce per il naso – che Doris applicava stesa sulla scrivania con la testa a penzoloni –, un piccolo paravento da mettere intorno alla scrivania per combattere gli spi eri, trattamenti con lampade solari sulla schiena, pediluvi alla senape e tutto l’incoraggiamento del mondo."
da "La peste e io"  di Betty MacDonald 

 Betty MacDonald
(1908–1958) 

Nacque in una famiglia composta da persone di ottimo carattere e piene di risorse. La madre, rimasta presto vedova, non si perse d’animo, s’inventò dei lavori e crebbe in allegria cinque figli. Betty si sposò per la prima volta a vent’anni e subito dopo la luna di miele si trasferì con il marito in un allevamento di galline nella Chimacum Valley, luogo desolato, bollente d’estate e gelido d’inverno. Dopo quattro anni e due figli, Betty tornò con i bambini a casa, a Seattle, dove – correva l’anno 1931 – tentò di trovare un lavoro per mantenersi. Impresa non facile, visto che erano gli anni della Grande Depressione, ma aiutata dalla sorella e dopo aver provato quasi tutto, trovò un lavoro soddisfacente. Purtroppo nel 1937 si ammalò di tubercolosi e venne ricoverata per nove mesi al Firlands Sanatorium vicino a Seattle, affidando le figlie alla madre. Nel 1942 si risposò con Donald C. MacDonald e i due si trasferirono nell’isola di Vashon, vicino a Seattle, dove l’autrice scrisse tutti i suoi libri.
Nel 1945 venne pubblicato L’uovo e io, memoir spassosissimo sulla sua esperienza come allevatrice di galline: divenne un best seller e ne fu tratto anche un film. Nel 1946 pubblicò La peste e io, nel 1950 Tutti possono fare tutto, sui suoi tentativi di trovare un lavoro al ritorno dalla Chimacum Valley, e nel 1955 Cipolle nello stufato, sulla sua vita a Vashon Island durante la guerra.

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La vita 
ha scelto 
per noi
di Gaia Conti
pagine 36
prezzo 0.99
già disponibile
autopubblicato
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Una madre volata in cielo troppo presto, un fratellino abbandonato ad un nuovo destino e un padre che cresce sua figlia con un segreto che cambierà le loro vite. Una storia commovente che fa riflettere sul valore della vita.


...o. Estratto .o...
"Eccomi qui, nella mia stanza rosa piena di libri, seduta con una tazza di tè bollente in una mano e nell’altra un libro dalla copertina ingiallita, chissà di che epoca sarà. Fuori il tempo è grigio e minaccioso. Qui a Londra è quasi sempre così. Io intanto aspetto la sua lettera con impazienza e ormai mi chiedo se arriverà mai, sono passati troppi anni dal nostro primo incontro."


Gaia Conti
Gaia si presenta così: "Ho 15 anni e mi piace molto leggere e scrivere. Scrivo fin da quando avevo 7 anni, questo mondo mi ha fin da subito incantato. Far conoscere alla gente ciò che scrivo è come farli viaggiare nella mia mente, farli vedere con i miei occhi e farli entrare in questo mio mondo."