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sabato 5 aprile 2014


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World zapping. 
Racconti di viaggio
Roberta Melchiorre
 e Fabio Bertino
Pagine 330 circa
Prezzo 4,99 €
Editore GoWare
già disponibile
voto:
 
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Dalle email appaiono come “Roberta e Fabio”, nell’indirizzo si cela però un più amichevole “bobbie_fabio”, tuttavia la firma che suggella il testo è sempre “Fabio e Roby”.
Ma chi è “Fabio e Roby”? Distinguerli non è facile. Capita che uno cominci una frase e l’altro la finisca, o che parlino all’unisono. Un viaggiatore con due teste, quasi un nuovo mostro mitologico.
Di certo “Fabio e Roby” è quasi l’unica persona seria – i maligni dicono: docenti inclusi – che abbiamo incontrato nei laboratori di scrittura della nostra Scuola del Viaggio.
“Fabio e Roby” ama davvero la scrittura e ama davvero il viaggio. L’entusiasmo e la serietà del suo insistere nel conoscere le persone, nell’entrare in casa di qualcuno, nel capire e nel raccontare, ne fa prima un perfetto allievo e poi un perfetto narratore.
E così è uscito questo primo libro, scritto ovviamente in prima persona singolare, perché “Fabio e Roby” sono come Simon e Garfunkel, Cochi e Renato, i coniugi Curie. “Fabio e Roby” è qualcuno che ha trovato nel viaggio l’unità del sentire e del vivere insieme un’esperienza che può essere indimenticabile.

Dal Burkina Faso alla Transiberiana, da Alice Springs a Catania, da Yerevan a Pechino, il tratto distintivo di questi brevi racconti è la curiosità di leggere una storia dietro un simbolo, di trovare una vita dietro un viso, di scoprire una regola dentro il caos e poi di raccontare tutto ciò con semplicità, senza fronzoli, senza mettersi troppo in mostra: puro spirito di servizio.
La penna sa mettere ordine in questo marasma di percezioni che è il viaggio e forse, per “Fabio e Roby”, è anche il migliore trait-d’union per due vite.

Considerazioni.
Worldzapping. Racconti di viaggio” è un complesso, un puzzle colorato e interessante di cartoline dall'estero, raccontini pieni di curiosità scritti a quattro mani da Roberta Melchiorre e Fabio Bertino.

E' una lettura molto particolare in quanto non si tratta della classica narrativa, ma è una scrittura spicciola e piena di storia, aneddoti e curiosità che trova la sua principale ispirazione nella cultura del viaggio e della esperienza che si fa esplorando i territori sconosciuti, le loro culture, le i loro sapori, colori, ecc...
E' molto interessante (anche per chi non viaggia) scoprire attraverso gli occhi di qualcun altro (specialmente se ha esperienza in questo senso, permettendo di trovare e sottolineare quelle che altrimenti non noteremmo o a cui non faremmo caso) terre nuove fasicino antico di terre lontano da noi (anche se non con la fantasia).

La Melchiorre e Bertino, con l'intenzione di influenzarci circa il fascino delle mete da loro esplorate ci conducono attraverso terre di cui spesso si sente parlare ma a cui magari non si regala molto peso come il Turkmenistan, ovvero ci portano nel Laos e la sua bellissima e affascinante cultura (mi è venuta voglia di andarci in quest'ultimo) e molti altri.
I viaggi intrapresi e di cui i due autori vi proporanno meta, sono:
  1. Cartoline turkmene (Turkmenistan)
  2. Concerto ad Alice (Autralia)
  3. L’ombra dell’uomo (Tanzania)
  4. La guerra tra le giare (Laos) 
  5. La prima regina (Camerun)
  6. La rivoluzione è finita (Mozambico)
  7. Mia antica Erebuni (Armenia)
  8. Tamburi e biciclette (Burkina faso)
  9. Una notte all’Opera (Cina) 
  10. Una vita in Transiberiana (Russia)
  11. Pioggia, lava e paladini (Sicilia)
Perchè leggerlo? Perchè non è la classica guida turistica dove si viene invogliati ad andare in posti che non ci possiamo permettere, o che ci possiamo permettere ma che non abbiamo ben cognizione di come si presentino. Nel primo caso è una bella esperienza anche qualora si voglia sapere qualcosa sui paesi in questioni e vivere il viaggio attraverso gli occhi degli autori; nel secondo caso è una guida pratica che spiega benissimo come muoversi nei paesi indicati.
Melchiorre e Bertino prendono delle foto e man man o che spiegano vi fanno vedere quello di cui parlano, come se fossero cartoline che vi facciano vedere quello che hanno visto, proavato, sentito, mangiato, vissuto e ve lo riportano, in modo tale da avere una panoramica storica, geografica, ma anche in un certo senso sensoriale e tridimensionale. Cosa che le cartine molto spesso non fanno.
Insomma se non volete leggere o affidarvi alla solita guida, questa è una bellissima alternativa, intuitiva, semplice, sfogliabilissima, con cartine, apppunti, foto e integrazioni varie che sono assolutament efunzionali a coloro che amano i viaggi.


Roberta Melchiorre, dopo un’infanzia “nomade” tra Piemonte e Liguria, si stabilisce con la famiglia a Vignale Monferrato, paese noto per la danza e il vino. Si laurea in Lingue e letterature straniere con indirizzo slavistico e inizia a viaggiare negli anni dell’università, vivendo per lunghi periodi a Mosca e a San Pietroburgo. Quando incontra Fabio, inizia un sodalizio di vita e di viaggi che dura ancora oggi. Si occupa di progetti internazionali al Politecnico di Torino e, da qualche anno, è una felice insegnante volontaria di italiano per stranieri ad Alessandria.

Fabio Bertino nasce a Torino, dove trascorre l’infanzia con continue fughe sulle colline di Montemagno d’Asti. Lavora come impiegato e, ottenuta la laurea in Economia e commercio, cerca di rimediare con quella in Antropologia culturale. Dopo alcuni viaggi in solitaria, incontra Roberta e insieme iniziano il loro personale giro del mondo.
Roberta e Fabio vivono fra Torino, Alessandria e il “loro” Monferrato. Condividono le passioni per la scoperta del mondo, la scrittura di viaggio e la fotografia. E la naturale conseguenza di queste passioni sono appunto questi racconti.

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Nebbia
di Ivano Mingotti
Pagine 300 circa
Prezzo 15.90 €
DEd’A
già disponibile:
voto:
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Omicidi irrisolti con i quali i cittadini sembrano convivere per una strana rassegnazione, in un paesino qualunque, isolato e sospeso sulle montagne, da sempre ingollato dalla nebbia. Clythia, una giornalista di Beaumont Village, inizierà a voler capire cosa sta realmente accadendo. Il perché della nebbia perenne, del male e del dolore senza ricordo. Scoprirà che è nei nostri sogni che la vista si annebbia, perché la nebbia ne è la struttura stessa… e che allora, forse, neanche gli omicidi e le sparizioni sono veramente tali.

Considerazioni.

"Notte.
Notte buia, notte fredda.
Notte gelida.
Notte che ti entra nella pelle, che striscia sulle tue ossa.
Notte che ti accarezza il viso, che te lo stringe.
Notte che ti bacia le labbra con forza, che ti guarda negli occhi.
Notte che ti fissa in modo impudente.
Notte che ti mette in soggezione, in un angolo, nel baratro.
Notte.
Notte nebbiosa, come sempre, come al solito."

Dopo aver letto "Sotto un sole nero" che mi aveva colpito molto positivamente, sempre di Mingotti, ho intrapreso la lettura di questa sua ultima fatica che continua la sua cavalcata in esperienza "estreme" sia nella mente che nell'esperienza umana.

In "Nebbia" Mingotti narra di un paese montano sito nella località america di Beaumont Village, dove i cittadini di quest'ultima si muovono in una sorta di nebbia che si espande e dirada quasi a suo piacimento non solo all'esterno delle abitazioni ed intorno alle persone, ma anche nelle case, nei negozi, nell'animo degli abitanti ee così via.
Inquietante e claustrofobica (vermente) questa nebbia inghiotte anche le persone e le cose che talvolta vengono a sparire improvvisamente.
In questa ambietazione protagonista della storia è Clythia, una giornalista del gionale locale, la quale incomincia a indagare sulla nebbia, cercandono una spiegazione razionale.

Vi dico subito che questo romanzo non mi ha fatto impazzire, non sono uscita ad entrare nel suo meccanismo e in cambio il romanzo non mi ha appagato nè coinvolto. Tre le imperfezioni evidenti a mio gusto.

La prima attiene al fatto che, sebbene vi sia un tentativo di intraprendere una sorta di indagine psichica, un'analisi introspettiva con l'utilizzo del fattore nebbia e il meccanismo che si aggancia al sogno, come trappole interiori ed esteriori, in realtà nè l'una nè l'altra sono state sfruttate a dovere (a mio parere, per carità) in quanto se un lato, l'indagine thriller le ruba la scena lasciando, a mio parere, non del tutto esplorata la linea narrativa psicolgica e dall'altro, lascia non del tutto soddisfacente la seconda.

Inoltre (secondo difetto) il meccanismo cercato da Mingotti s'inceppa e inciampa nelle ripetizioni, nelle iperboli, nelle figure retoriche che appesantiscono come una zavorra il romanzo che diviene lento, lento, lento ...

Non fraintendetemi, complessivamente il romanzo è un un leggibilissomo thriller-paranormale (ma non solo, c'è una commistioni di generi che rende il tutto indefinibile in una parola o due) che tiene in attesa il lettore quanto basta per essere funzionale al suo scopo, e ci sono riflessioni molto valide sulla vita, i ricordi, le persone che non ci sono più, ma, a prenscindere da tutto ciò, io (terzo difetto) l'ho trovato anche troppo simile, almeno come idea, al racconto (da cui è stato tratto anche un film omonimo) di Stephen King "La Nebbia" nella raccolta "Scheletri" di cui sono un'appassioanta estimatrice e leggendo della nebbia che si "accanisce" in un certo senso (e con qualche variante, certamente) sugli abitanti, sono rimasta ancorata alle idee del grande romanziere americano e - inconsapevolmente - ne ho fatto paragone costante, cosa che non ha giovato alla mio opinione sul romanzo di Mingotti, che sebbene rimanga un romanzo ben scritto, fatto evolvere per certi aspetti narrativi,  per me rimane un romanzo non apprezzabile quanto "Sotto un sole nero", che mi ha colpito davvero molto di più.

Promosso lo stile di Mingotti, che sempre mi affascina e intriga, bocciata su (quasi) tutta la linea l'idea (salvo l'idea del sogno).

Ivano Mingotti nasce a Desio (MB) nel 1988. Laureato in Scienze della Comunicazione l’Università Statale di Milano, comincia a scrivere da giovanissimo, e nel 2009 pubblica il suo primo romanzo con Editrice Kimerik, Storia di un Boia, con il quale partecipa al Moonlight Festival 2011. Nel 2010, sempre con Kimerik, pubblica Solo gli Occhi e, nel 2011, con Zona Editore, Stati Uniti d’Aspirina. Nel 2011, con DEd’A, pubblica il suo quarto libro, Sotto un sole nero.

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