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Di domande, ma soprattutto ... Risposte!

domenica 18 febbraio 2018


Catherine Lacey è una delle scrittrici più intelligenti, 

sottili e divertenti della sua generazione.
Lauren Grof




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Le 
Risposte
di Catherine Lacey
pagine 350 circa
prezzo 17.50€
Sur Edizioni
disponibile da febbraio 2018
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Mary è una trentenne americana in crisi: è affetta da un’infinità di dolori e disturbi psicosomatici e ha perso il lavoro; l’unico sollievo sembra venirle da una bizzarra forma di fisioterapia, vagamente new age e molto costosa. 
Quando un gruppo di misteriosi ricercatori le offre l’opportunità di una collaborazione ben remunerata, accetta senza pensarci due volte. Si tratta di far parte dell’«Esperimento Fidanzata»: un divo del cinema a cui l’ipervisibilità mediatica impedisce di vivere una normale relazione di coppia sta provando a crearsene una artificialmente, circondandosi di una serie di ragazze che ne soddisfino, a turno, le diverse esigenze: la fidanzata materna che cucina, la fidanzata collerica con cui litigare, la fidanzata ordinaria con cui passare i tempi morti in casa, un intero «team intimità» per il sesso, e una fidanzata – questo il ruolo di Mary – per i momenti di romanticismo e trasporto sentimentale. 
Sulle prime tutto pare funzionare, ma quando il team di ricercatori prova a ottenere un maggior controllo sulle reazioni psichiche dei partecipanti, la situazione precipita… 
In bilico fra satira e fantascienza, romanzo filosofico e storia d’amore, Le risposte è una geniale meditazione sulla contemporaneità: in un mondo che è sempre più ostaggio della cultura della celebrità e della cura ossessiva di sé, è ancora possibile conoscersi, innamorarsi, essere felici con un’altra persona?


Catherine Lacey 
E' nata a Tupelo, nel Mississippi, nel 1985, e vive a New York. È stata scelta dalla rivista Granta come una delle migliori nuove voci del 2014, ed è stata finalista allo Young Lions Award, il premio della New York Public Library per i migliori autori under 35. Nessuno scompare davvero, il suo romanzo d’esordio, è stato incluso fra i migliori libri dell’anno dal New Yorker, dall’Huffington Post, da Vanity Fair e da Time Out.


Recensione ❧ "Infernal. Gli Eredi Del Male" di Eleonora Zaupa

venerdì 16 febbraio 2018


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Infernal.
Gli Eredi Del Male
di Eleonora Zaupa
pagine 122
prezzo 8,99€
eBook 0.49/0.99€
Editore Lulu
voto:
★★★
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Cosa faresti, se ciò che sembra l'inferno fosse venuto a prenderti? 
Cosa faresti, se l'unica via di fuga... fosse la morte? 
Damon Catch conosce bene questo fenomeno mostruoso e lo studia da anni. 
Il suo obbiettivo è fermarlo. 
Nonostante questo, non ha nulla con cui farlo; e gli eredi del Male stanno morendo.

Considerazioni.
Ok, forse la copertina non è esattamente quella che definirei una copertina da togliere il fiato (troppo scura e con troppi elementi per i miei gusti), però questo horror pubblicato con Lulu.com vede una storia interessante e dai toni certamente cupi ed inquietanti, adatti per coloro che amano bazzicare nel genere horror - paranormale.

La storia è presto detta e si compone di racconti destinati a comporre un puzzle più grande, essendo legati da elementi comuni. Nella prima storia, intitolata "Nero come la paura" assistiamo alla storia di Logan Matin, il quale continua a non dormire e questo gli provoca dei terribili mal di testa, nonché svenimenti senza contare le voci che continua a sentire, le quali sembrano perseguitarlo ...
"Non smettevano di rimbalzarmi nella testa. Mi tappai le orecchie e cominciai a pensare a qualsiasi cosa che potesse sovrastare quegli orrori. Invano. La notte trascorse. La testa mi scoppiava, ero stanco come non mai. L'unica cosa positiva era che le voci finalmente smisero. Ora stavo meglio, la paura si era dimezzata. Mi guardai attorno, ma la camera era invariata. Possibile che fosse solo stato tutto un sogno? Allucinazioni dovute dallo stress e dal mancato riposo?"
da  "Infernal. Gli Eredi Del Male" di Eleonora Zaupa

Il tutto diventa inquietante quando scopre che nel suo armadio, spostati i vestiti, c'è un vero e proprio inferno...

Nel secondo racconto, intitolato "Il braccio della morte" c'è un bambino che scompare dal suo lettino durante la notte. Questo episodio è solo la manifestazione più recente ed eclatante di manifestazioni inquietanti che conducono sempre ad un armadio ... da cui guarda caso provengono urla atroci!
"I versi di quella creatura erano inumani, gracchianti. Faceva venire i brividi. Quel mostro saliva sempre di più. Potevo vedere le braccia cadaveriche, magrissime. E poi… la testa! Si arrampicava, bramoso forse di un’altra preda… un’altra vittima. Riuscivo ora a vederlo Era disarticolato; le braccia e le gambe si muovevano in modi impensabili. Gli occhi rossi come in una foto con il flash e i denti aguzzi, spaccati e macchiati di sangue. Gli occhi erano senza palpebre. Mi vedeva, mi sentiva!"
da  "Infernal. Gli Eredi Del Male" di Eleonora Zaupa

Il terzo ed ultimo racconto "Memorie di una donna del west"  ci narra di un taccuino, posseduto da un giovane di nome Rodrigo, il quale lo porta ad indagare su alcuni adoratori del male che ebbero delle allucinazioni ...
"Queste persone, a un certo punto, cminciavano ad avere allucinazioni. Dicevano che delle persone, la notte, urlavano. Il loro armadio andava a fuoco e altri orrori similari. Poco alla volta, uno a uno, morirono. Alcuni furono trovati bruciati nella loro camera, altri, invece, furono trovati dopo mesi, in putrefazione nel proprio armadio."
da  "Infernal. Gli Eredi Del Male" di Eleonora Zaupa

Questi episodi del passato sono collegati ad un presente molto reale e molto inquietante!

Nell'ultima storia "L'ombra del male" assistiamo ancora una volta ad una manifestazione (inquietante) del male, questa volta in Arizona, partendo da degli appunti su un taccuino che possiede ancora una volta Rodrigo e che lo porterà a conoscere segni e simboli dagli strani significati.
«Che strano poeta» commentò.
«Non sono poesie».
Allora osservò con più attenzione e prestò maggior interesse al contenuto scritto.
“Chiamata Oscura”.
“Legamento dell’anima”.
“Maledizione dell’occhio nero”.
“Evocazione degli Inferni”.
«È un libro di magia!» capì, non sapendo se essere emozionato o preoccupato. «A chi apparteneva?».
da  "Infernal. Gli Eredi Del Male" di Eleonora Zaupa

"Infernal. Gli Eredi Del Male" è un libro formato da racconti che sono tutti accomunati da qualcosa (lo si capisce ma mano che si leggono) e che riescono in qualche modo a far stare sull'attenti il lettore per le ambientazioni, le tematiche e i personaggi.
Devo dire che se la Zaupa è riuscita a creare delle atmosfere ad hoc per queste storie, le quali tirano in ballo il paranormale, l'inquietante, la magia nonché l'esoterismo racchiuso in un oggetto o in un qualcosa dato da una particolare situazione. Mi ha anche molto colpito la passione di quest'autrice, perché si percepisce davvero bene la voglia e la dedizione nello scrivere di questi argomenti, che evidentemente non solo le piacciono, ma la appassionano tanto.

Ci sono però delle cose non mi hanno propriamente entusiasmato, se devo essere onesta, come ad esempio il fatto che c'entri sempre un armadio, secondo me questo elemento ha smorzato un po' l'atmosfera, banalizzando quando accaduto precedentemente. Non mi hanno aiutato tanto nemmeno le trame di tutti i racconti, le quale sono piuttosto ripetitive, tanto da far scemare l'attenzione che mi aveva catturato all'inizio, non tanto in termini di personaggi, ma di accadimenti (che alla fine non classificherei come horror ...). La Zaupa ha un bello stile pulito, semplice e molto scorrevole, devo renderle atto, però non mi ha particolarmente colpito con questa opera. 

Spero di leggere ancora qualcosa della Zaupa, magari con tematiche di questo tipo, magari però con un lungo romanzo, piuttosto che tanti racconti brevi. 




Eleonora Zaupa.
conosciuta anche con lo pseudonimo Dèvera Blackmind, è nata a Vicenza nel “lontano” 1994. Ha  pubblicato il suo racconto nel libro “Attimi Di Futuro” edito da Book Sprint. Nel 2013 ha pubblicato il suo primo libro di genere Fantasy, nel 2017 “The Vampire’s Shadow” con Lettere Animate, nel 2018 “Infernal – Gli Eredi Del Male“. Eleonora convive con una pestifera gatta nera di nome Kalypso, è appassionata di lettura, scrittura e videogame, culture antiche e di psicologia. 

Recensione ❧ "Nella mente di Grace" di E.C.Diskin

martedì 13 febbraio 2018




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Nella Mente
di Grace
di E.C.Diskin
pagine 328 circa
prezzo 9,99€
eBook 4.99€
AmazonCrossing
già disponibile
voto:
★★★★☆
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È una gelida giornata d’inverno quando Grace Abbott si risveglia in un letto d’ospedale per scoprire di aver perso la memoria in seguito a un incidente stradale. 
Affidata alla sorella Lisa, con la quale si rifugia nella solitaria fattoria di famiglia, viene raggiunta dalla polizia e informata che il suo fidanzato è stato ucciso. 
Senza ricordi, Grace non ha alibi. 
Non le resta che mettersi sulle tracce del proprio passato, anche se quanto viene a scoprire aumenta giorno dopo giorno la sua angoscia. Un fitto alone di mistero avvolge la sua casa, la sua famiglia, la sua infanzia. 
I sogni si mescolano ai ricordi, la realtà agli incubi. E Grace comincia a pensare che la perdita di memoria non sia dovuta solo all'incidente… 
Forse negli oscuri recessi della sua mente si nasconde qualcosa di ancora più sinistro e spaventoso di quanto lei stessa possa immaginare?




Considerazioni.
A Grace non è andata molto bene negli ultimi tempi. Perché? Perché Grace si è svegliata da poco in un letto d'ospedale e dopo quattro giorni di coma. Sembrano pochi giorni e quante cose possono capitare in così breve tempo? In realtà tante. A Grace, in successione, è che capitato:

n.1 Di svegliarsi in ospedale 
n.2 Scoprire di essere stata (anche se brevemente) in coma
n.3 Di non ricordare proprio nulla
n.4 Venire affidata alla sorella, che abita in campagna
n.5 Scoprire dalla polizia che il suo fidanzato è stato ucciso
n.6 Essere sospettata dell'omicidio di quest'ultimo
n.7 Non avere la più pallida idea di come siano andate realmente le cose

Come vi dicevo prima, non proprio la migliore settimana nella vita di Grace. Ma è una donna adulta, forte, con una forte determinazione, tanto che è sicura di poter scoprire come siano veramente le cose  quindi incomincia ad indagare su stessa, per risolvere il mistero.
Non sarà una cosa facile, perché il mistero è fitto e dalla matassa nebulosa in cui può indagare Grace non emergono che dettagli sempre più misteriosi sul suo passato, sulla sua infanzia e la sua famiglia che non riesce a collegare senza far emergere inquietudine e sospetto...
Riuscirà Grace a recuperare la memoria e capire chi ha ucciso il suo fidanzato?

"Nella mente di Grace" è un romanzo che non solo può essere classificato come giallo, come mistery, ma anche come thriller, a tratti anche claustrofobico, in cui una donna perde cognizione del tempo, la sicurezza delle proprie azioni ed è in pericolo la sua libertà. 
Grace è un donna normale, che vuole e desidera ardentemente la sua quotidianità, ma che a seguito di un malore e il ricovero in ospedale vede la sua vita di prima, pregiudicata da un'accusa che non sa come confutare, perché non ricorda quanto avvenuto. Mi è piaciuto il fatto che il romanzo sia raccontato in prima persona, in modo da seguire non solo le azioni di Grace, ma anche i suoi pensieri e le sue congetture passo passo. Ben fatto anche il passaggio di disorientamento per tornare a ricordare, a capire dove sia la lacuna e cercare di mettere insieme i tasselli della memoria da parte di Grace, non era facile. Devo però dire che in alcuni punti si sarebbe potuto rendere il romanzo un po' più avventuroso, meno mentale  psicologico e fisicamente più attivo, per il resto non posso lamentarmi, la storia è buona e ben sviluppata.

Non male anche lo stile dell'autrice, come anche le sue intenzioni, che non sono così prevedibili (e per questo decisamente apprezzabile) e creano un mistero dentro un mistero, dandoci un'indizio che ci porta ad un altro indizio e svelandoci in questo modo solo poco alla volta, sino alla fine. C'è sempre un colpo di scena o qualcosa che non avevamo preventivato che salta fuori e cattura la nostra attenzione tormentandoci, sconvolgendoci e catturando la nostra attenzione.

A maggior ragione perché siamo in presenza di un meccanismo di scatole cinesi: una storia molto complessa con colpi di scena a ripetizione. Il primo elemento si capisce subito, anche se si è poco portati al giallo come me. Ma gli altri no. E c’è sempre qualcosa di nuovo e di peggiore al punto che alla fine si resta davvero sconcertati, sconvolti e tormentati.
Lasciate fare un'ultima osservazione in merito alla copertina. Ben poche volte ho visto una copertina che rispecchi tanto il contenuto del romanzo, molto bella!!!

Consigliato? Si a chi ama il genere thriller psicologico, non tanto per coloro che ama l'avventura in stile Jack Reacher, Indiana Jones, non troverebbero lo stimolo per andare avanti nel racconto.





E.C. Diskin 
E' cresciuta nei sobborghi di Washington, DC, e di Chicago. Dopo aver svolto per diversi anni la professione di avvocato, è ora una scrittrice a tempo pieno e madre di due bambini. Vive con la famiglia nell’Illinois insieme a un arzillo boxer e un tenero cucciolo di cavapoo. i suoi contatti sono: www.facebook.com/ECDiskin, @ecdiskin, www.ecdiskin.com

Recensione ❧ "La ferrovia sotterranea" di Colson Whitehead


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 La ferrovia 
Sotterranea
di Colson Whitehead
pagine 376
prezzo 20€
eBook 12.99€
Sur Editore
già disponibile
voto:
★★★★★
Intenso
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Nella Georgia della prima metà dell’Ottocento, la giovane schiava nera Cora decide di tentare la fuga dalla piantagione di cotone in cui vive in condizioni disumane, e insieme all’amico Caesar comincia un arduo viaggio verso il Nord e la libertà. 
Servendosi di una misteriosa ferrovia sotterranea, Cora fa tappa in vari stati del Sud dove la persecuzione dei neri prende forme diverse e altrettanto raccapriccianti. Aiutata da improbabili alleati e inseguita da uno spietato cacciatore di taglie, riuscirà a guadagnarsi la salvezza? 
Grazie alla brillante invenzione fantastica di una «ferrovia sotterranea», Colson Whitehead dà forma concreta all’e­spressione con cui si indica, nella storia degli Stati Uniti, la rete clandestina di abolizionisti che aiutavano gli schiavi nella loro fuga. 
Con questo romanzo offre una testimonianza scioccante – e politicamente consapevole – dell’eterna brutalità del razzismo, e al tempo stesso dà vita a un’appassionante storia d’avventura che per ritmo e colpi di scena ricorda i western pulp di Quentin Tarantino, e che ha al centro una moderna e tenacissima eroina femminile. 
Unica opera degli ultimi vent'anni a vincere sia il National Book Award che il Premio PulitzerLa ferrovia sotterranea è già destinata a diventare un classico.




Considerazioni.
Oggi vorrei parlarvi di un romanzo che ho trovato non solo decisamente intenso, profondo, umanamente scioccante ma anche toccante e struggente.

La storia in questione parla di una bambina di nome Cora, che vive in Georgia tra il 1800 ed il 1900, la quale ci viene presentata sin da subito come una ragazza di colore in fuga, perché fuggita dalla brutalità della schiavitù, ed inseguita da uomini che la vedono come una cosa, proprietà di un padrone a cui deve per forza tornare, avendola regolarmente pagata.

La storia torna poi indietro per spiegarci chi sia Cora, dove sono le sue radici, i suoi affetti, come abbia trascorso l'infanzia, l'adolescenza, com'è diventata una donna e come ha preso la decisione di scappare dai ceppi e dalle catene percorrendo "La ferrovia sotterranea", ovvero quella via immaginaria che portava gli schiavi (almeno quelli che sopravvivevano) verso la libertà.

Quella che viene raccontata non è una vicenda ed una vita semplice, né tanto meno felice. Cora non vive un'infanzia serena, collezionando bei ricordi, con una famiglia felice e unita, perché la madre ed il padre muoiono presto e nel più crudele modi, la cara nonna non si attarderà a divenire un'ulteriore vittima dell'uomo bianco - ma solo dopo averla venduta un infinito numero di volte - che la vedrà perire nel solito disumano modo. Rimasta sola, in balia di se stessa, Cora dovrà diventare donna nella piantagione che l'ha vista una schiava bambina e che si aspetta di vederla crescere e morire. Ma Cora ha una possibilità, quella di fuggire, possibilità a cui inizialmente rinuncia, più di una volta, perché ha paura, perché non sa come sopravvivere al di fuori di quel mondo di botte (con ogni strumento che vi può venire in mente), di paura, di schiavitù mentale e fisica, di violenze di ogni tipo (e proveniente sia dai padroni, sia dai suoi stessi pari) e di abusi.

Ma una sera, dopo giorni e settimane di pettegolezzi provenienti dagli stessi schiavi in cui lei appare come facile, disponibile e da punire, un pugno di uomini la prende e le usa violenza (tanto che dovrà essere ricucita, non vi dico altro) e allora qualcosa scatta dentro Cora e la "La ferrovia sotterranea" diventa come un faro, una speranza nella notte più profonda e buia della violenza.

Da questo momento in poi Cora sarà una donna in fuga, inseguita dai tirapiedi del padrone, una giovane donna che diventerà un camaleonte, cambiando pelle e nome per sopravvivere, ma sempre senza trovare la pace della sicurezza perché dovrà in ogni caso vedersela con altri tipi violenze, brutalità e sospetti, ma con la speranza nel cuore di poter raggiungere l'agognata libertà.

Grazie all'escamotage della "La ferrovia sotterranea", Whitehead crea una successione di vicende, di storie, di personaggi e di sentimenti che vengono affrontate da Cora una dopo l'altra sempre correndo, sempre in fuga e sempre inseguita, intervallando però a questi momenti, altri di "buio" nei quali passa da un posto all'altro tramite la ferrovia sotterranea, che arriva sempre in tempo per salvarla dall'immediato pericolo. Probabilmente questo strumento sul lungo periodo diventa un trucco poco sorprendente, qualche volta forzato e talvolta ripetitivo, però funziona e ci permette di portare avanti la storia con la prospettiva di una cambio di paesaggi, di personaggi e di crescita per Cora che da respiro alla storia e al lettore provato dall'esperienza.

Posso dirvi che "La ferrovia sotterranea" è un romanzo decisamente profondo, che ci porta indietro nel tempo e ci fa vivere e respirare quello che provavano e vivevano sulla loro pelle gli schiavi di colore nelle piantagioni di quelli che sarebbero divenuti i gloriosi Stati Uniti d'America. Ma se questo è il suo pregio. è anche il suo difetto. 
Innanzitutto è il suo pregio perché è un vero e proprio resoconto di quanto accadeva nelle piantagioni, dove non si raccoglieva solo il cotone sotto il sole cocente per ore ed ore, giorni e giorni, ma si viveva anche in un'atmosfera palpabile di paura e terrore per le violenze a cui si era soggetti se non si obbediva alle regole imposte. Questo non solo nel rapporto gerarchico tra bianchi e persone di colore, ma anche tra queste ultime e i loro pari. E' anche il loro difetto in quanto Whitehead, pur essendo un narratore capace e bravissimo, non per nulla con questo romanzo ha vinto due premi prestigiosissimi come il National Book Award e il Premio Pulitzer (meritati), però manca di quell'empatia che avrebbe reso il tutto indimenticabile. Cora (come altri) rimane un personaggio sempre sulla carta, distante in un certo senso (cosa che ho voluto collegare alle esperienze vissute) e relegato a vivere quelle tutte quelle dolorose e strazianti esperienze, senza però entrare sotto pelle. Rimane documentaristico.

"La ferrovia sotterranea"  ci porta a constatare come coloro che venivano trattati come bestie, considerati essere una proprietà senza sentimenti e tanto meno diritti, talvolta (come ci aveva già confermato essere Caldwell Erskin) diventassero quelle stesse bestie che avevano giurato di mai diventare, umiliando, lacerando, rompendo, sminuendo e violentando la natura e la persona di altri schiavi. Brutalmente e senza compassione alcuna.
Non solo, Whitehead ci narra anche di come un viaggio della speranza possa essere rischioso, ma anche rappresentativo della razza umana e di quello che può fare quando si da tutto il potere a qualcuno e niente ad un altro e la prevaricazione e la violenza diventano l'unico mezzo di scambio per ottenere ancora più potere.

"La ferrovia sotterranea"  è un romanzo davvero brutale ma assolutamente realistico e per questo significativo di un'era e di un tempo che devono essere ricordati per non essere ripetuti. Non può esistere sulla terra tanta violenza, bruttura e dolore. A volte mi dovevo fermare per smettere di essere al posto di Cora e staccare la mente da questa avventura davvero intensa.

Lo consiglio? A tutti coloro che sono interessati a vedere un momento storico nella sua interezza e senza filtri, da un altro punto di vista, si. Credo che però tutti dovrebbero leggerlo per  non dimenticare certe situazioni, certi comportamenti violenti ed ingiustificati, per pensare a quanto sia stato brutta, penosa e crudele per alcuni, l'esistenza umana.





Colson Whitehead 
(New York, 1969) è autore di altri sette libri, fra opere di narrativa e saggistica. I romanzi John Henry Festival (finalista al Premio Pulitzer nel 2002) e Apex nasconde il dolore verranno ripubblicati nel 2018 nella collana BIG SUR. In Italia sono anche usciti L’intuizionistaIl colosso di New York e Sag Harbor per Mondadori, Zona Uno e La nobile arte del bluff per Einaudi.