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Il meglio ... scelto per voi!

Svelata la copertina del nuovo romanzo di Giovanna Roma!!!

martedì 12 dicembre 2017



È con grande emozione che vi svelo la cover de Il colore del caos, standalone di genere forbidden romance. Ancora una volta Letitia - RBA Designs ha dato vita a una copertina fedele al romanzo!

Ora vi lascio alla trama e a un irripetibile giveaway!



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Il colore 
del caos
di Giovanna Roma 

pagine
prezzo
Self-publish
dal 12 dicembre 2017
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BLURB REVEAL

Lui indossa jeans e tatuaggi. Io una divisa scolastica.Lui ha un lavoro che ama, io una vita che odio.Scott Turner è uno stronzo ventisettenne. Io, Allison Newborn, ammetto diessere una sedicenne difficile da gestire.
Gli sono caduta tra capo e collo e per questo crede di dettare le regole.Certo, continua a ripetertelo.Abbandonata al lusso di una vita agiata, con due genitori sempre presi da séstessi, è difficile obbedire agli ordini.
Tutto in lui gli urla di starmi lontano.Tutto in me prega di combattere dei sentimenti che dovrei rinnegare.Non abbiamo scelta, siamo costretti a trovare l'armonia in questo caos.volte gli incontri avvengono nel tempo sbagliato.Ci trasformano per sempre. Ci costano tutto.
Cos'altro può accadere a un amore proibito? 


...o. Booktailer .o...

                                 

...o. Le sorprese non finiscono qui! .o...



Tutti coloro (bloggers letterari e non) 
che desiderano leggere recensire in anteprima Il colore del caos
possono partecipare al contest:







...o. ARC .o...
(Advanced Review Copy)
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Non sapete di cosa si tratta?
Semplice. L'autore consegna un numero di copie del suo romanzo inedito in cambio di una recensione onesta (su blog, goodreads, kobo, amazon e tanti altri).
In palio ci sono solo copie digitali e l'invio della scheda, non comporta l'immediata e certa consegna del romanzo. Avete tempo fino al 02/12/17 per rispondere.



Giovanna Roma
Sono nata e cresciuta in Italia e viaggiato sin da bambina. I generi che leggo spaziano tra thriller, psicologia, erotico e dark romance. Anche quando un autore non mi convince, concedo sempre una seconda possibilità, leggendo un altro suo libro. Sono autrice dei romanzi "La mia vendetta con te, il suo sequel "Il Siberiano", lo storico "Il patto del marchese" e la serie dark "Deceptive Hunters".

Recensione in pillole: "Il meraviglioso incubo di Natale" di Mauro Santomauro

lunedì 11 dicembre 2017



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Il meraviglioso 
incubo di Natale 
di Mauro Santomauro 
pagine 114 
prezzo 12€
Ferrari Editore
voto:
★★★★☆
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Un racconto brioso e tagliente ma anche dolce come un Cupcake di Natale! 
Una storia attraversata dal ritmo di una fantastica innocenza che commuove, diverte e sorprende, invitandoci a riflettere sulle emozioni esistenziali. 
Una parabola luminosa e frizzante dove dramma e ironia, realismo e fantasia si fondono perfettamente, con il coraggio di una rappresentazione del destino. Dietro a un titolo che risveglia apparentemente l’incanto o l’incubo di un’atmosfera natalizia, si cela una trama inaspettata, in bilico tra l’avventuroso equilibrio del fantastico e il nonsense del quotidiano. 
D’altronde, molte cose sono diverse da come possono sembrare.

Considerazioni.
Santomauro ha un certo dono nel prendere una trama e darle quel qualcosa in più, di mai letto da nessun'altra parte, non solo rendendola interessante, ma anche speciale per chi la legge.

Con questo suo nuovo racconto, l'autore, prende una festa molto nota, ovvero il Natale, e giocando sulle parole del titolo ci induce a virare improvvisamente rotta, narrandoci di una storia davvero particolare.
"Il meraviglioso incubo di Natale" ci narra infatti di Natale, un uomo che è al capezzale di Alice, la moglie molto malata, alla quale ha fatto una promessa che ora deve mantenere, anche se rispettarla sarebbe l'ultima cosa che vorrebbe fare. Ma Natale non pensa solo alla decisione che deve prendere e, forse proprio perché sta affrontando una fine, pensa e riporta la sua mente al principio, a come tutto è iniziato, soprattutto con Alice. Prima, infatti, Natale e Alice era altro, erano un amore sbocciato, un'incontro perfetto, condivisione, amore, fiducia, allegria, spensieratezza e speranza. Riuscirà Natale a portare a termine il desiderio di Alice? Cosa farà dopo? Come riuscirà ad andare avanti?

Sebbene "Il meraviglioso  incubo di Natale" appaia inizialmente come un racconto cupo e misterioso, difficile da inquadrare a livello di genere e di aspettative, devo dire che si è rivelata essere una bella storia in grado di affrontare tematiche decisamente forti, molto importanti, i cui risvolti sono decisamente soggettivi e non certamente facili, narrate e affrontate in un modo un po' diverso, da un'altra prospettiva differente e tutta santomauriana. 

Promuovo questo romanzo sia per i motivi che ho appena detto, sia perché lo stile di Santomauro mi piace moltissimo, in quanto riesce ad essere incisivo, interessante e mai banale. Cercando il pelo nell'uovo posso dire che l'unica cosa che non ho trovato ne  "Il meraviglioso  incubo di Natale"  è stato quel sentimento di meraviglia, di antico e di stupefacente che avevo trovato in "Theriaca", che mi aveva assolutamente conquistata e che se posso dire mi è mancata, ma credo non rientrassero comunque nell'intento della storia e dell'autore, e poi lo so che fare i paragoni (soprattutto in romanzi molto diversi tra loro come quelli che ho citato) non andrebbero fatti, però l'ho detto ... cercando il pelo nell'uovo ...

Consiglio questo romanzo a tutti coloro che cercano una storia intensa, non sempre facile, che ci dia margine per riflettere, costituita da luci e ombre, da bene e male, da  felicità e tormento, che riesce a conquistarti poco a poco per la toccante semplicità e la sincerità con cui è narrata. Promosso.



Mauro Santomauro
Mauro Santomauro, musicista e raffinato scrittore, appassionato ricercatore e studioso di storia e letteratura, vive e scrive a Treviso. Si definisce un goloso professionista. Nella sua vita è stato, infatti, non solo farmacista della Serenissima, salendo alla ribalta delle cronache quando rinunciò a trasferire la sua farmacia in terraferma, ma anche chimico, distillatore, imprenditore, pilota di aerei da turismo e contadino. Ha pubblicato i romanzi “Il doppio dell’assassino” e “Theriaca” (uscito precedentemente in versione e-book, con il titolo “La Congiura dello Speziale”). 

Recensione in pillole: "All'ultimo Minuto" di Barbara Ann Parker

venerdì 8 dicembre 2017



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All'ultimo
Minuto 
Quattro persone, una sola storia, 
una corsa contro il tempo
di Barbara Ann Parker
pagine 177
prezzo 3.38€
Autopubblicato 
già disponibile
voto:
★★★★☆
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Questa storia si svolge a New York dove, per uno strano caso, quattro persone si incontrano, si conoscono e cominciano a lavorare insieme per cercare di salvare la città. 
Bert Lewis è la persona che dà l’avvio alla storia, l’uomo che nessuno conosce e il cui nome tutti vorrebbero sapere. Kurt Carrigan, capitano del 77° distretto di Brooklyn, persona forte e volitiva, amato dai suoi uomini e rispettato dai criminali avrà il compito di reggere le fila di questa indagine. 
Marge Person è una psicologa e la sua partecipazione, seppur casuale, alla nascita di questo team sarà fondamentale per comprendere la mente che tira le fila di questo gioco. 
Jessy King, giornalista di cronaca sportiva che odia lo sport e adora le indagini di nera, è il catalizzatore di quanto poi accadrà. 
Mickey Williams, un genio di soli dodici anni, con l'innocenza che gli consente di dire qualunque cosa, avrà il compito di tenere insieme questo improbabile team fornendo, con le sue incredibili idee, la soluzione all'intricata matassa.

Considerazioni.
Il sottotitolo del romanzo, che dice "Quattro persone, una sola storia, una corsa contro il tempo" posso dire che coglie in modo riassuntivo e preciso il contenuto di questo romanzo.
Ed in effetti un singolo racconto accoglie e raccoglie quattro spaccati di vita di altrettante persone, le quali si trovano ad essere collegate da una città, New York, quella che li accoglie e che chiede loro, ad un certo punto, di unirsi per salvarla.

I quattro protagonisti sono persone davvero molto diverse tra loro, che probabilmente, se le cose fossero andate in un modo diverso, forse nemmeno si sarebbero sfiorate, ma si sa ... raramente possiamo decidere in modo far andare le cose, e anche in questo caso a decidere è in qualche modo il destino, che decide per loro.
I quattro, che ben presto comprenderanno il motivo che li unisce, dovranno cercare di limare le loro differenze, prescindere dalla loro estrazione sociale, dal modo in cui erano soliti vivere, dal fatto che diventerà sempre più superfluo il lavoro che facevano e le loro singole identità per uno scopo superiore e di più ampie vedute.

E' un racconto particolare, difficile inizialmente da inquadrare e da definire in un genere preciso, ma man mano che la storia prende piede e le pagine scorrono scopriamo che la Parker, con il suo stile fluido, semplice e lineare, riesce pian piano a (ri)creare delle situazioni umane e circostanziali in cui è facile rimanere avvinti, coinvolti e stimolati, in cui è semplice trovare una bella descrizione di quanto circonda i protagonisti, gli ambienti in cui si muovono, dove è facile entrare nei loro sentimenti, essere nei loto panni, comprendere i loro pensieri più intimi e quindi continuare a leggere per giungere alla conclusione ma è anche facile trovare il momento e modo per riflettere su certi aspetti della vita, come proposto dalla Parker con Jessy, Mickey, Bert e Kurt.

Credo davvero che la Parker abbia una bella scrittura, molto evocativa, costituita da frasi a tratti molto brevi e a tratti più complessi e strutturati, credo che sia altrettanto vero che talvolta si lasci però prendere la mano da sostantivi e aggettivi, cosa che onestamente mi piace, perché mi piace il fatto di lasciarmi ondeggiare tra le parole, ma per alcuni questo tipo di scrittura potrà rivelarsi invece un po' stretta ...Oltre a ciò alcune cose stridono un po' nella trama e nei dialoghi (non troppo scorrevoli e un po' forzati a tratti) , ma nel complesso credo che sia un romanzo interessante ... d'altronde la scrittura è come un'opera d'arte ... ognuno alla fine trova quella che più attira il suo animo! 

Concludendo posso dire di aver apprezzato (anche molto)  "All'ultimo Minuto", che quindi mi sento di consigliarvi questo libro qualora amiate leggere storie particolari, sorprendenti, con un bel potenziale e ben scritti. Promosso.


Barbara Ann Parker  
Autrice che ha all'attivo tre romanzi: "Tre amiche e una vacanza", "Un autobus, una notte ... e altre storie" e quest'ultimo, "All'ultimo Minuto".

Recensione: "Al momento giusto, nel posto sbagliato" di Elle Casey

martedì 5 dicembre 2017



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Al momento giusto, 
nel posto sbagliato 
di Elle Casey
pagine 375
prezzo cartaceo 9.99€
eBook 3.99€
gratis con Kindle Unlimited
Amazoncrossing
già disponibile
voto:
★★★☆☆
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La serie di "The Bourbon Street Boys" è composta da:

1. Wrong Number, Right Guy - L’uomo giusto al numero sbagliato
2. Wrong Place, Right Time - Al momento giusto, al posto sbagliato
3. Wrong Questions, Right Answer - ancora inedito
4. Wrong Turn, Right Direction - ancora inedito
La vita di Jenny è tutto fuorché eccitante, tra giornate passate incollata al computer a scrivere programmi informatici e serate trascorse spiaggiata sul divano a guardare ore e ore di documentari sugli animali. 
cover originale del secondo romanzo
Del resto per una madre single con tre marmocchi l’avventura e il romanticismo sono un vago ricordo e un lontano miraggio. Quando perciò sua sorella le propone una consulenza per la Bourbon Street Boys, l’agenzia di sicurezza privata per cui lavora da due mesi, Jenny pensa che May sia impazzita. 
Già le sembra assurdo che la sua sorellina debba dare la caccia a dei criminali, come può immaginare di mettere in pericolo anche la propria vita? 
Peccato che nella squadra ci sia Dev, un energumeno con un fisico da sballo e una fossetta che sembra essere stata messa lì solo per invogliarla a gettare ogni cautela al vento.
Sarà il momento giusto per correre qualche rischio? 



Considerazioni.
"Al momento giusto, nel posto sbagliato" è il secondo romanzo di una serie che ha come protagoniste delle madri single con figli ed ex mariti solitamente antipatici che fanno di tutto (ma proprio di tutto) per far loro vorticare le scatole.

Con queste premesse e considerato che il primo romanzo di questa serie non mi era per nulla piaciuto per via di una trama e dei dialoghi che non sono riuscite nell'intento di coinvolgermi, non ero troppo convinta di tornare a leggere qualcosa della Casey. Essendo però passato diverso tempo dalla lettura del primo libro ho voluto ritentare, per constatare se la Casey non mi piacesse a prescindere oppure l'avessi letta semplicemente in un periodo no.

La serie a cui appartiene questo romanzo prende il nome dalla società di sicurezza Bourbon Street Boys, società che lega tutti i volumi (auto-conclusivi) della serie perché i protagonisti maschi sono tutti membri di essa. Lavora inffati in quest'ultima anche Dev, un uomo grande e grosso, nonché allenatore dei Bourbon Street Boys e che ad un certo punto della storia porterà un po' di brio nella vita di una mamma single piuttosto frustrata, di nome Jenny (la sorella maggiore di May, la protagonista del primo romanzo della serie) che tra il lavoro di informatica e i tre figli non può e non riesce a concedersi un momento di tregua/relax.
Dev e Jenny si incontreranno grazie alla sorella di lei, la quale vista la situazione economica di Jenny le parlerà di un lavoro di consulenza per la Bourbon Street Boys, giusto per racimolare qualche soldo in più. Jenny, accentando, non sa che l'attenderà non solo un'opportunità lavorativa, ma anche la possibilità di incontrare di nuovo un uomo interessante per il quale perderà la testa e quindi intraprendere ancor più (dis)avventure di quante credesse possibile!

"Al momento giusto, nel posto sbagliato" ci porta a leggere non solo una storia caratterizzata da una forte impronta romance, ma anche molto adrenalinica, con più momenti in cui troviamo la protagonista a doversi destreggiarsi in situazioni pericolose. Questo aspetto avventuroso l'ho molto apprezzato, in quanto rende la storia meno prevedibile ed anche noiosa, ma è anche vero che talvolta l'autrice esagera un po' con esse, quasi dovesse per forza dilungarsi, creando maggiore tensione per la storia d'amore dei protagonisti, che giunge estremamente lenta.

Questa volta il romanzo è più curato nei dialoghi ed anche i personaggi sono ben riusciti (soprattutto il figli di Jenny e quello di Dev), mentre lascia un po' a desiderare la storia nel suo complesso, con momenti morti piuttosto evidenti e non sempre gestiti al meglio (gli stessi pensieri di Jenny sono spesso ridondanti). Lo stile risulta sempre fluido e molto scorrevole, perfetto se si ha voglia ed intenzione di una storia leggera, con momenti ironici e con intenti decisamente evasivi.

Consiglio questa lettura a tutti coloro che hanno voglia di una lettura leggera e spassionata




Elle Casey 
E' una prolifica autrice americana di bestseller. Vive nel sud della Francia con il marito, tre figli e molti amici a quattro zampe.

Recensione: "Il rapimento del Principe Margarina" di Mark Twain

lunedì 4 dicembre 2017



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Il rapimento
del Principe Margarina
di Mark Twain, Philip Stead e Erin Stead
pagine 160
prezzo 20€
Illustrato
Bompiani
disponibile dal 22 novembre
voto:
★★★★
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Nel 1879 Mark Twain è a Parigi con le figlie bambine, che ogni sera lo pregano di raccontare loro una storia. Così prende a raccontare di Johnny, un ragazzino povero che mangia il fiorespuntato da un seme magico, acquista la capacità di parlare con gli animali e si avventura alla ricerca di un principe scomparso. 
Nel 2011 gli appunti di quella storia, sedici pagine, riaffiorano tra i manoscritti di Twain conservati alla University of California a Berkeley. 
Seguendo le note recuperate, e immaginando di conversare con Mark Twain stesso, Philip Stead ha completato il racconto. 
Illuminata dai disegni delicati e decisi di Erin Stead, questa favola riemersa dal passato ci restituisce la voce ironica e dissacrante di uno dei più importanti autori della letteratura americana.

Immagine di Erin Stead


Considerazioni.
E' proprio vero che a volte non c'è di meglio che fare un tuffo nel passato! Per questo Natale non ho dovuto prodigarmi troppo per trovare una storia che mi facesse fare un salto indietro nel tempo ... grazie alla Bompiani, infatti, Mark Twain (insieme a Erin e Philip Stead) torna sui nostri scaffali per narrarci un'avventura che non potrebbe cadere in un altro periodo dell'anno.

La storia che narra che in quel di Parigi, nel 1879, Twain (il cui vero nome era in realtà Samuel Langhorne Clemens) narrasse tutte le sere alle sue figlie una storia differente per farle addormentare. Una sera, questo fantasioso padre narra alle piccole Susy e Clara una storia un po' particolare - giunta sino a noi solamente nel 2011 grazie al professore John Bird - intitolata "Il rapimento del Principe Margarina".

Immagine di Erin Stead




"Volevo che papà scrivesse un libro capace di mostrare almeno in parte la sua indole gentile e affettuosa"
Susy Clemens 




Questo racconto, che stenta raggiungere le 20 pagine, narra le vicende di un ragazzino povero che un giorno si reca al mercato per vendere la sua gallina e ricavarne dei soldi per porte mangiare. Johnny, questo il nome del ragazzino, mangia poi per caso il fiorespuntato da un seme magico, seme che gli conferisce la capacità di parlare con gli animali, capacità che lo porterà poi ad avventurarsi alla ricerca di un Principe - di nome Margarina - che risulta essere scomparso. 


Immagine di Erin Stead

Il racconto, che è stato completato da Philip Stead ed arricchito dalle bellissime immagini di Erin Stead - la quale ha utilizzato diverse tecniche, nuove ed antiche, per dare corpo alla narrazione - partendo dal personaggio di Johnny e la gallina sua migliore amica -  Pestilenza e Carestia - si snoda sino a immergerci nella vicenda vera e propria, la quale ci porta ad incontrare fate travestite da vecchie che chiedono l'elemosina, un bue stralunato, fiori dagli strani effetti, un Principe in carne ed ossa che scompare senza che dimenticare che ci porta a visitare luoghi particolare come l'Isola del Castori, su tutti.



"Il rapimento del Principe Margarina" non è una semplice storia di sole 16 pagine, una strenna di Natale per grandi e piccoli che intrattiene in modo fantastico e piacevolissimo, ma è soprattutto un racconto breve ma intenso che cerca - e trova - la parte più fanciullesca che serbiamo nel cuore e la intrattiene inducendola allo stupore e all'avventura . Quest'ultima, senza troppo sforzo, si trova coinvolta anche a livello visivo con delle immagini davvero bellissime realizzate dalla Stead, la quale con diverse tecniche, che mescolano l'antico sapere e la nuova ricerca, danno come risultato la rappresentazione del racconto in modo genuino e appagante per la vista che va avanti per poi tornare indietro e guardare ancora per tornare alla storia e riviverla. 
Anche le tematiche affrontate sono interessanti e ovviamente ben introdotte, tanto che nemmeno ci si accorge di averne affrontata una per poi essere entrati con tutti i due piedi in un'altra. Proprio verso la fine del racconto si dice che "Il rapimento del Principe Margarina" è una storia che "parla di gentilezza, coraggio e nobiltà". Non avrei saputo dirlo meglio.

Immagine di Erin Stead


Se volete leggere una storia che mescola avventura, ironia, intraprendenze e qualcosa - nella narrazione e nel gusto - di antico, avete trovate la storia illustrata che fa per voi in questo Natale 2017.


Immagine di Erin Stead


Erin e Philip C. Stead
Sono l’autore e l’illustratrice di Il ra­ffreddore di Amos Perbacco (vincitore della Medaglia Caldecott), Orso ha una storia da raccontare e Lenny and Lucy. Vivono in Michigan e nelle giornate limpide da casa riescono a vedere l’Isola dei Castori in cui ha luogo parte di questa storia.

Mark Twain
È nato a Florida, Missouri, e il suo vero nome era Samuel Langhorne Clemens. Mark Twain è lo pseudonimo che si è scelto, il grido dei battellieri del Mississippi per segnalare la profondità delle acque. Il grande fiume è stato al centro della sua vita ed è diventato lo sfondo dei suoi due romanzi più famosi: Le avventure di Tom Sawyer e Le avventure di Huckleberry Finn. Twain e la moglie, Olivia Langdon Clemens, ebbero quattro figli: Langdon, Susy, Clara e Jean.

Recensione: "Tipi non comuni" di Tom Hanks

venerdì 1 dicembre 2017




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Tipi 
non Comuni
di Tom Hanks
pagine 
prezzo
Bompiani
già disponibile
voto:
★★★★☆
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Diciassette racconti, diciassette storie di macchine per scrivere. Uno strumento desueto e affascinante che torna a dare valore alla parola soppesata, scelta, infine composta e impressa nella carta. 
Nel frattempo ho girato film a New York, Berlino, Budapest e Atlanta e ho sempre scritto mentre lavoravo. Ho scritto in albergo durante i tour di lancio dei film. Ho scritto in vacanza. Ho scritto sugli aerei, a casa, e nel mio studio. Quando ho potuto permettermi un impegno regolare ho scritto la mattina, dalle nove all’una.” 
Che cos’hanno in comune un immigrato bulgaro smarrito tra le mille luci di New York, un magnate del futuro che s’innamora perdutamente di una signora in verde del 1939, una neodivorziata disillusa che prende le misure del nuovo vicino troppo interessante per essere vero, un bambino sballottato tra mamma e papà, un giovane attore in overdose promozionale? 
La colonna sonora delle loro storie: il ticchettio obsoleto e affascinante di una macchina da scrivere. Tom Hanks, che è un grande appassionato e collezionista di questi dinosauri della tecnologia, dedica loro diciassette racconti, tutti diversi, tutti in bilico tra passato e presente, tra realtà e illusione. Che ve ne sembra dell’America? È la domanda che serpeggia come un basso continuo sotto queste piccole storie di amarezza e ambizione, fatica e desiderio. Con qualche esplosione di pura comicità. 
Ciascuna macchina per scrivere imprime nella carta una traccia permanente dell’immaginazione attraverso tasti, martelletti, stoffa e inchiostro: una versione più morbida dell’incidere le parole nella pietra.”


Considerazioni.
Esordio letterario di un grande attore che non esaurisce la sua bravura dismessi i panni dei protagonisti dei film che interpreta, ma anzi, si dimostra un altrettanto talentuoso narratore di storiche ben raccontate, molto interessanti e anche decisamente coinvolgenti.

In questi diciassette racconti - alcuni connessi tra loro altre volte no - Hanks, con uno stile vecchio stampo (coma la passione per le macchine da scrivere, che colleziona e che hanno ispirato questa raccolta) narra di personaggi con vite, esperienze, modi di pensare e vivere decisamente eterogenei tutti con il precipuo scopo di rappresentare, come su un tavolozza, nelle loro variegate sfumature, l'America di ieri di e di oggi, che da sempre è costituita da un mix di popoli e culture anche molto antitetici tra loro.

Quello che emerge da questi racconti, che mi sono immaginata di vedere raccontati nelle tonalità del seppia o rosa antico, è soprattutto la voglia di raccontare i vari aspetti dell'umana natura che l'America ha visto passare sotto i suoi occhi (anche in periodi diversi). Vediamo quindi immigrati che cercano una nuova possibilità di vita e di fortuna, approdando magari dopo tante peripezie e tanti dolori sul suolo americano con gli occhi e il cuore pieno di speranza; o magari un uomo che si innamora perdutamente di una donna al primo sguardo; o ancora un bambino di genitori divorziati che non vive bene l'essere diviso/strattonato/sballottato dai due adulti sempre in procinto di litigare; ma ci sono anche storie come quella di meraviglia, di speranza, di stupore

Come in tutte le raccolte in cui mi sono imbattuta da quando ho memoria, non tutti i racconti riescono ad essere belli allo stesso modo, alcuni non spiccano per bellezza, stupore o incanto, ma ce ne sono altre che invece suppliscono a questi e anzi rendono la raccolta davvero meritevole e coinvolgente. In "Tipi non comuni" mi sono piaciuti molto i racconti che si intitolano "Un week end speciale", "Vigilia di Natale 1953" e le "Meditazioni del mio cuore". Sono stati tre racconti estremamente carini.

Appena ho aperto questo romanzo non sapevo esattamente cosa aspettarmi, ma via via che ho incominciato a leggere i racconti di Hanks mi sono trovata ad essere sempre più coinvolta nelle singole storie e piacevolmente interessata dal suo stile. Ho apprezzato lo stile (bravo!!!), le trame (anche se sono state 3 ad avermi conquistato definitivamente) e anche la grafica, con la scelta di inserire ad introduzione di ogni capitolo una fotografia in bianco e nero di una diversa macchina da scrivere. Insomma, da leggere!




Tom Hanks
È attore (fra i pochi nella storia ad aver vinto, per due volte consecutive, l’Oscar come miglior attore: Philadephia nel 1994 e Forrest Gump nel 1995) ma anche sceneggiatore, regista e produttore. I suoi racconti sono apparsi sul “New York Times”, su “Vanity Fair” e sul “New Yorker”. Tipi non comuni è il suo primo libro. è attore, regista, sceneggiatore, scrittore, ma anche doppiatore e produttore cinematografico.