Recensione: "Le navi dei Vichinghi" di Frans Gunnar Bengtsson.

mercoledì 10 settembre 2014




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Le navi
dei Vichinghi
di Frans Gunnar Bengtsson
Pagine 300 circa
Prezzo 13,90 €
Beat editore
già disponibile
ebook/cartaceo
voto:
5/5
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«Resoconto di tre viaggi immaginari, ma plausibili (interrotti da un breve, movimentato interludio di vita casalinga) affrontati da Orm il Rosso, figlio di Toste, un normanno abile, pieno di risorse, pragmatico e lievemente ipocondriaco…
cover originale
[Le navi dei vichinghi] fonde nelle sue pagine… tutti gli espedienti letterari sviluppati dai grandi scrittori europei nel corso del Diciannovesimo secolo… uno sguardo ironico penetrante e clemente insieme come mai si riscontra in Dickens; un’acutezza di spirito e un disincanto degni di Stendhal; un’epica impregnata della sensibilità antiepica di Tolstoj; e l’erculea spinta narrativa, agile e potente, di Alexandre Dumas. Come la metà dei grandi romanzi della tradizione europea, è corposo, violento, di grande respiro e canta di guerre, di tesori e di strabilianti imprese di uomini e di re; come l’altra metà, è intimo, famigliare e racconta del ritmo delle stagioni e della vita nei villaggi e nelle fattorie, di matrimoni, di nascite e del cuore delle donne che colgono con fin troppo intuito l’immensa presunzione di uomini e re sanguinari.
Ha qualcosa da offrire a chiunque abbia l’avventura di leggerlo, e il lettore, giunto alla fine, si affezionerà all’autore Frans Bengtsson come a un amico per il resto della vita – così come ci affezioniamo a ogni compagno affidabile, capace e congeniale che incontriamo in qualsiasi grande romanzo, avventura o romanzo d’avventura. Bengtsson ci descrive il mondo intorno all’anno 1000 visto attraverso lo sguardo di chi in quei giorni ne abitò i territori più settentrionali, offrendo una ricostruzione storiografica convincente e accurata, cogliendo con sorprendente acutezza le minuzie che compongono il mosaico delle umane vanità e mostrando l’instancabile verve di un consumato narratore».

Dall’introduzione di Michael Chabon
* Le immagini sono tratte dalla serie tv "Vikings"

 
Considerazioni.
Il romanzo che vi propongo oggi ha qualcosa eccheggia di epopee sui mari, di inzio dei tempi (quelli duri, difficili) ed in particolare epopeggia di vichinghi e di narrativa svedese.
Si perchè quella che scrisse negli anno '40 Frans Gunnar Bengtsson fu un vero e proprio romanzo epico che conquistò il mondo e portò a conoscenza del fatto che gli svedesi, quando si impegnano, sanno scrivere e anche piuttosto bene (e non solo di omicidi/gialli/thriller).

Bengtsson, in questa sua grandiosa, maestosa e bellissima opera si è cimentato nella descrizione della vita quotidiana, della abitudini e delle consuetudini dei Vichinghi. Bengtsson ci svela, insomma, come si svolgeva la vita intorno all'anno mille, nelle società svedese (e più in generale, nordica) del tempo, tra le fila della leggendaria popolazione vichinga, la quale non consisteva solo nel sopravvivere al freddo atroce nel profondo inverno, ma in cui si doveva sfidare anche il mare per conquistare, razziare e derubare le altre popolazioni vicine, arrivando anche al lontano (e sicuramente più vivibile) Mediterraneo, tutto per sopravvivere.

L'espediente utilizzato dall'autore, per narrare della dura lotta per la sopravvivenza, è quella di narrare le gesta di Orm il Rosso, un eroe quasi mitico per la sua astuzia, il suo coraggio, la sua fortuna. Orm, sebbene fosse stato strappato dal suo villaggio in Scania da molto piccolo, dove viveva la famiglia, per andare a rinfoltire le fila dei Vichinghi, nel corso degli anni e delle diverse vicende in cui viene coinvolto (rematore delle navi appartenute ai Vichighi, rapito dai Mori in Spagna, fuggitivo in Irlanda e combattente in cerca di una patria che ormai lo vede lontano da anni) riesce a conquistarsi un nome leggendario grazie alle sue imprese, temuto e rispettato da tutti i Vichinghi.

Consiglio vivamente questa opera per diverse ragioni, la prima delle quali è il mix riuscitissimo tra la descrizione reale e vivida che Bengtsson fa dei Vichinghi, della loro cultura, delle loto abitudini, della loro mitologia e visione religiosa, che è storicamente credibile, accettabile e bellissima, alle avventure verosimili e fantastiche partorite dalla mente di Bengtsson che rende il tutto molto leggendario, eroico, come se ascoltassimo delle storie vichinghe attorno ad un fuoco, per scoprire i nostri avi di quali imprese potessero fregiarsi di aver compiuto.

Oltre a ciò è mirabile la capacità narrativa e stilistica di Bengtsson, il quale permettere di comprendere il successo che ebbe il romanzo (uscito nel periodo della Seconda Guerra Mondiale). La storia è complessa, dura e solenne, ma si legge semplicemente, con impeto, entusiasmo e fascino, per vedere come il protagonista riuscirà nelle sue imprese, come crescerà, si evolverà, le decisioni che prenderà in funzione del ruolo che intenderà assumere.

E credemi quando vi dico che tanta è la carne al fuoco in questo romanzo. Suddiviso, infatti, in due grandi parti, le avventure sanciscono, nel loro susseguirsi, la crescita e la maturazione di Orm, che diviene sotto i nostri occhi un uomo fatto e finito con la responsabilità di un gruppo di uomini che si mettono nelle sue mani, disposti a tutto per partecipare alle sue imprese. Intrighi, tradimenti, amori (fascinosi e ipnotica la figura di Ylva, l'amata da Orm) e soprattuto, grandi tematiche affrontata capacemente ed intelligentemente. 
Una su tutte? Quella religiosa, che intrecciando fedi diverse, come quella cristiana, mussulmana, pagana, ecc... riesce dal loro incontro/scontro a far meditare il lettore sui loro sfaccettati aspetti; i dialoghi incentrati sulla religione sono intensi, arguti e fanno discutere e pansare, come onestamente è giusto che sia, sulle nostre credenze (o non credenze) religiose e sul rapporto di comunicazione e pensiero in rapporto alle altre.

Conclusivamente sento di consigliarlo a coloro di voi che hanno voglia di affrontare una lettura sempreverde, impregnata di sana avventura, completata da quello sano spirito epico che lo rende leggendaria mitologia, corredata da una scrittura veloce, semplice e fluidissima.


Frans Gunnar Bengtsson (4 ottobre 1894 – 19 dicembre 1954) è stato uno dei maggiori poeti e scrittori svedesi. Saggista, si occupò di François Villon, Walter Scott e Joseph Conrad e scrisse una imponente biografia di Carlo XII, il re svedese. Il libro che gli diede la fama fu però Le navi dei Vichinghi (titolo originale Röde Orm) pubblicato in due parti nel 1941 e nel 1945.

6 commenti:

Lady Debora ha detto...

Lo voglio è ufficiale *___*

Endimione Birches ha detto...

Ehehehe, lo so, lo so!!;P

Deoris ha detto...

Non lo conoscevo ma devo dire che mi hai proprio incuriosita. Cercherò di leggerlo al più presto, nonostante la mole di libri in attesa di essere letti...

Endimione Birches ha detto...

@Deoris

Lascia stare ^ ^, se tocco la pila di romanzi che ho da leggere e per sbaglio cade ... mi uccide!!! Sono trooooooooppi!!!!

Ludo ha detto...

Questo mi ispirerebbe anche. Ne avevo già letto bene sul blog Le nove muse (http://lenovefigliedizeus.blogspot.it/2014/08/le-navi-dei-vichinghi-di-frans-gunnar.html)

'Ridendo e scherzando', tuttavia, non ho ancora letto Mrs Poe e, forse, dovrei prima recuperare quello, tra i libri di cui avete scritto tu ed Elisa.

Endimione Birches ha detto...

Devi assolutamente leggere Mrs. Poe!! Questo è storicamente bellissimo per la sua ricostruzione storica e te lo consiglio, ma Mrs. Poe è più affascinante, più impetuoso, in un certo senso, più coinvolgente.
Poi fammi sapere eh?!?!
Endi