Sorprese di fine gennaio ...

mercoledì 7 gennaio 2015

Non ho parole per questa uscita... io amo la Parker ... Io che sono andata a New York (anche) a causa sua, per vedere dove visse, dove lavorò ... userò le parole che ho visto sul sito dell'Astoria 

"È difficilissimo parlare di Dorothy Parker. Icona del ventesimo secolo, rappresentò il fascino, la raffinatezza, lo snobismo intellettuale della New York degli anni venti e trenta e i suoi racconti sono considerati dei piccoli capolavori."

  Dopo il successo di Eccoci qui,
ecco la seconda raccolta di Dorothy Parker,
icona del XX secolo.


 


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Dal diario 
di una signora 
di New York
di Dorothy Parker
pagine 200
prezzo 15€
Astoria Edizioni
dal 31 gennaio
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Undici racconti, introvabili ormai da anni, tra cui La signora della lampada, impietoso sguardo sull’amicizia, il fulminante Da New York a Detroit, rozza chiusura di una storia d’amore, e Alla luce del giorno, sulla vacuità della fama.
Relazioni scricchiolanti, ipocrita compassione, superficialità dell’esistenza, rigide convenzioni sociali.
Tutto visto attraverso lo sguardo raffinato e ironico di Dorothy Parker, che ritrae con acre ironia pregiudizi e conformismi del mondo alto borghese, scrivendo per le donne di cui capiva la rabbia dalla A alla Z.

 

Dorothy Parker Nata nel 1893 dal ramo povero dei Rothschild, perse la madre a cinque anni. Nonostante il padre fosse ebreo e la matrigna protestante, Dorothy andò a scuola in un istituto cattolico, da cui fu espulsa quando definì l’Immacolata Concezione una “combustione spontanea”.
Cominciò a scrivere per “Vogue” nel 1914 e in seguito prese il posto di P.G. Wodehouse a “Vanity Fair”. Troppo esplicita nei suoi giudizi, nel 1920 fu licenziata. In segno di solidarietà si dimisero Robert Benchley e Robert E. Sherwood, due giornalisti che crearono con Parker la famosa Tavola Rotonda all’Algonquin Hotel. Quando venne fondato il “New Yorker” nel 1925, Parker e Benchley diventarono collaboratori fissi. Ben presto Parker divenne nota per il suo spirito caustico. Spesso preda di depressione (tentò più volte il suicidio), si è detto di lei che le uniche cose che amava fossero il gin, il Seconal e i cani, ma se ciò fosse vero, come avrebbe potuto protestare contro la condanna di Sacco e Vanzetti, andare in Spagna durante la Guerra civile, partire volontaria come corrispondente di guerra durante il secondo conflitto mondiale e dare voce al movimento per i diritti civili negli anni sessanta? Prima di morire (1967) lasciò i suoi diritti alla National Association for the Advancement of Colored People.

2 commenti:

Ludo ha detto...

Endi, non ho mai letto Dorothy Parker! Ma ti leggo ultra-entusiasta...

Endimione Birches ha detto...

Yess!! E' stata una donna con moltissimi problemi personali, davvero drammatici, ma quando si sedeva a scrivere riusciva a essere ironica, brillante e davvero molto intelligente. E' una scrittrice molto matura, consapele e introspettiva. Proprio un caposaldo, a mio gusto :D
Endi