Recensione: "Biglietto di terza classe" di Silvia Pattarini

giovedì 3 ottobre 2013








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Biglietto
di terza classe
di Silvia Pattarini
pagine 180
prezzo 15
0111 edizioni
già disponibile
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Lina è una ragazza di vent'anni che agli albori del '900 emigrò in America in cerca di fortuna. Il lungo viaggio per mare sul bastimento, con destinazione New York.  
Le paure durante la traversata, in terza classe, giù nella stiva, con emigranti che fuggivano dalla disperazione alla ricerca di una vita migliore.  
Il Nuovo Mondo, gli umilianti controlli sull'isola di Ellis, chiamata dai migranti "l'Isola delle lacrime".  
La nuova vita da cittadina americana. Le difficoltà, le lotte per i diritti delle donne e contro lo sfruttamento minorile. 
I pericoli e le avversità da affrontare.  
Infine l'amore, ma per questo ci sarà un alto prezzo da pagare.



Considerazioni.
La Pattarini, con l il suo romanzo, ci narra una storia che sembra davvero molto reale, e forse in parte lo è stata, chi lo sa, forse una delle tante che nel 1900 si incrociavano nella disperazione. Sebbene non sia un romanzo dai toni tristi e grigi, anche se a volte la realtà rasenta purtroppo i colori cupi, ecco che scopriamo una storia di vita vissuta, in particolare di Lina,molto interessante e particolarmente intrigante.

Con un salto dall'oggi al domani, la Pattarini ci riporta indietro nel tempo, nel momento in cui l'America era la terra della speranza per una vita migliore e, nella maggioranza dei casi, alla ricerca di un lavoro, uno qualunque. Seguiamo Lina a casa sua, in Italia, nelle sue difficoltà quotidiane fino alla decisione estrema di lasciare tutto per cercare fortuna in un altro posto, in un'altra vita, lontano da casa e da tutti quelli che la conoscono. Seguiamo poi Lina nel viaggio che la porta a New York, imbarcata in una nelle enorme navi che al tempo partivano con la sepreanza nel cuore di qualcosa di meglio, ove vediamo le condizioni tra coloro che vivono in prima, in seconda ed in terza classe, le differenze sociali, culturali e i destini così diversi.

Ma il viaggio che la Pattarini che ci fa compiere non termina qui, ma ci permette di seguire la vita di Lina nel nuovo mondo, a partire da Ellis Island, che accoglieva coloro che appena giunti in America dovevano compiere le visite mediche, eccc.... la seguiamo poi nel momento in cui sta cercando lavoro e quando finalmente mette su una famiglia tutta sua.

Proprio quando pensiamo poi che tutto sia quasi terminato ecco che invece scopriamo che le carte della vita sono moltissime, ed infatti per Lina giunge il momento di compiere una nuova ed ulteriore scelta, quella di tornare a casa o continuare a vivere in America, ma a certe condizioni che forse per Lina non sono più accettabili ... Vi lascerò scoprire come termina il romanzo da soli....


Ho trovato questo romanzo una bella storia di capacità, testardaggine, forza e determinazione. Una donna che lascia tutto, da sola, per affrontare un mondo con la possibilità di realizzarsi, a qualsiasi costo, certo, per disperazione, forse, ma anche con molta forza di volontà, che a Lina non manca e che ogni giorno cresce. Moltissime sono le prove a cui è sottoposta la portagonista, ma con i mezzi che ha a disposizione e la sua capacità di impare in fretta e di abituarsi altrettanto velocemente, riesce sempre a restare solida, con la mente - ed anche economicamente - indipendente.

La Pattarini è brava e molto capace da un punto di visa narrativo - storico, riproduce bene i contesti storici, le condizioni sociali dell'epoca sia italiani che americani ed il linguaggio è davvero molto consono alla trama che narra. Se devo indicare una sua pecca, a mio gusto, riguarda invece la trimensionalità dei personaggi, che sono un pochino schiacciati dalla storia stessa e dal contorno di dettgli storici, ecc...

Secondo me questo romanzo piacerà moltissimo a coloro che sono curiosi di scoprire biografie interessanti, nonchè l'ambientazione, il periodo storico del 1900 e le condizioni di vita delle persone normali dell'ecpoca. C'è anche un filino, un accenno amoroso, per coloro che amano il romance.


1 commento:

Mario Magro ha detto...

“Biglietto di terza classe”, di Silvia Pattarini.
Cosa c’è di più minuscolo di un ricordo?
Può aleggiare invisibile in un profumo, affacciarsi dalla cornice di una fotografia o rimanere per anni in fondo a un cassetto, nell’improbabile forma di un biglietto d’imbarco.
Ed è stupefacente constatare come un qualcosa di così piccolo possa comprendere tanto in sé; un’incredibile mole di eventi, traversie, sensazioni. E sofferenze.
È proprio a partire un minuscolo foglietto rinvenuto a casa di un’anziana parente che l’autrice di questo racconto si cimenta nel ricostruire - seppure in versione blandamente romanzata - le vicissitudini di una sua antenata: Lina, figlia di agricoltori, nata negli avari anni che precedettero la Grande Guerra.
Quella che ha inizio come una vicenda strettamente personale - la giovane protagonista costretta a emigrare oltreoceano - assume ben presto un contorno assai più ampio. Diviene la collettiva epopea di un intero popolo identificabile non dal paese d’origine, dalle proprie usanze e tradizioni, ma dalla comune necessità di fuggire dalla miseria.
È così che la storia di Lina va a innestarsi in quello che è stato un fenomeno di enormi proporzioni. I confini fra il personale e il collettivo sbiadiscono, rivelando al lettore gli aspetti più oscuri e inquietanti di quello che qualcuno definì “sogno americano”.
Gli anni sono passati, i sogni sono infranti e la realtà non fa sconti a nessuno.
Restano però i ricordi di ciò che è stato, per chi è capace di trarne insegnamento.