Recensione: "Il Gioco dell'inganno" di Adele Vieri Castellano.

venerdì 29 novembre 2013

 




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Il Gioco 
dell'Inganno
di Adele Vieri Castellano
Pagine  480
Prezzo  € 10,00
Leggereditore
già disponibile
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Venezia, 1796. Lorenza, la giovane figlia del barone Marianin, sa che la attende un matrimonio senza amore e vuole concedersi un’ultima giornata di libertà tra le calli invase dalla folla colorata e festante del Carnevale. 
Bellissima e spavalda, non sa che la frenesia e la confusione nascondono grandi pericoli per una ragazza sola e sta per essere vittima della violenza di due uomini mascherati. 
Ma in suo soccorso arriva la più fosca e sinistra delle maschere: la baùta. 
Chiunque si nasconda dietro quel volto di cartapesta, ha negli occhi e nella voce il fascino della notte che è insieme rifugio dei briganti e covo delle stelle. 
Aristocratico o spia, la baùta non vuole rivelare il suo nome, trincerandosi dietro la sua fermezza elegante e decisa. 
Lorenza sa che non riuscirà a dimenticarlo, senza immaginare che poco tempo la separa dall’incontrarlo di nuovo… 
L’uomo misterioso è un’ombra tra le ombre che si muovono nella fitta rete di inganni della politica veneziana, in cui Lorenza sarà presto coinvolta in un crescendo di rivelazioni fatali e infuocata passione.

 
Considerazioni.
Inganno è la chiave di lettura del romanzo, intorno al quale gira, ben oliata, la storia. 

Inganno è quello dietro cui si cela Lorenza, la protagonista del romanzo, la frottola che racconta a se stessa un giorno di giovedì grasso a Venezia, nel 1796, cercando di fuggire per un giorno a un matrimonio combinato. 

Inganno, quello che il suo futuro marito, compie verso Lorenza quando cerca far credere di essere un altro, mentre cerca  di violentarla durante il carnevale. 

Inganno quello che compie Jacopo, lo sfregiato conte Barbieri - che è anche una spia - nel salvare Lorenza dall'aggressione facendosi credere una maschera malefica del carnevale celandole la sua identità.

Inganno, ancora, è quello in cui incappa Lorenza cercando di dividersi tra l'attrazione che scatta per Jacopo, che detesta appassionatamente, ma dal quale si sente attratta magneticamente e la baùta, la maschera che l'ha salvata e le ha rapito il cuore con le sue parole, le sue azioni nei suoi confronti.

Inganno è anche, ed infine, la parola protagonista in tutta la storia che si staglia in secondo piano e che segue i protagonisti nei complotti, nelle alleanze, nelle manovre politiche, nel cambio di scenari tra la provincia veneta e l'mmortale città di Venezia, altra protagonista silente del romanzo. Inganno che ruota la storia, che come le acque di Venezia, che sembrano apparentemente immobili, ecco che mutano, fino a divenire un ostacolo quando s'innalzano, ed al volte persino un pericolo, ecco che la storia che propone la Castellano muta di intensità e vira per direzione: da come appare, a come sembrerebbe ed infine a come come è in realtà.

La Castellano non delude nemmeno questa volta e pur spostandosi nel finire del 1700 costruisce una storia che cattura e coinvolge indiscutibilmente bene. Utilizzando un linguaggio semplice ed immediato (con l'inserimento nei dialoghi del dialetto veneto, che personalmente ho trovato molto carino!!) crea una storia veramente molto appassionante, sentimentalmente coinvolgente, assolutamente passionale, con personaggi che mi hanno colpito moltissimo per ragioni diverse e che mi hanno coinvolto davvero molto nella storia romantica che risulta davvero ben costruita e che non dimentica, oltre alle problematiche interne (come quella dell'incopatibilità di caratteri, alla passione, alla gelosia, ma anche del passato e alla fiducia) quelle attengono alla storia in secondo piano (con tanto di cospirazioni con il coinvolgimento niente meno che di Napoleone, alla malvagità dei nemici politici e alleati incapaci e inetti che possono divenire letali).

Insomma un bel romance che non si premura di creare una solida storia appassionante che separi a tradimento i protagonisti, che coinvolga oltremodo a prescindere dalla storia romantica (vera protagonista) e che rechi un certo soddisfacimento e sorpresa nella lettura, ma soprattutto un'appassionante stori d'amore

Non lo ripeterò mai abbastanza, ma è questo a cui ci ha abituato, fondamentalmente la Castellano, la costruizioni di protagonisti che hanno pregi e difetti tali per cui si crei in loro un'affezzione tale e una credibilità tale dal concedere loro fiducia, che sicuramente verrà ripagata non solo nel finale, ma anche nel corso della lettura

 Si, sa dell'esistenza di un finale positivo, ma non è ciò che conta, in fondo, nella lettura del romanzo, perchè si vuole leggere i dialoghi con cui si espongono Lorenza e Jacopo, la danza che si muove intorno a loro, con loro, che cresca a ogni distanza e si ripete a ogni incontro, si vuole vedere l'evoluzione dei personaggi, la loro forza, i loro limiti, la passione, il carattere che li distingue e che li avvicina a chi legge.

Non c'è prudenza di sorta, ma assoluta e beneamata passione e amore per i personaggi nella penna della Castellano, nel manipolare i protagonisti nell'essere e nel compiere il loro destino, che avviene in modo assolutamente mirabile e naturale, quasi come indipendenti e veri sovrani della storia, quali sono. 

No, non c'è prudenza, no, per fortuna, ma costanza, come nella marea, o nel fluttuare lento e costante delle onde che bagnano Venezia e che, come nella storia, verano la vera natura di quello che si vede apparentemente emerso: Lorenza non è solo una bella ragazza bionda e con gli occhi azzurri, come Jacopo non è solo il rude conte sfregiato di cui si parla solo in negativo.

Mi è paiciuto infitamente l'inganno, come chiave di lettura di tutto il romanzo in ogni situazione e personaggio che si presenti, sin da principio, con il carnevale che erompe, con l'inganno del quale è sostanza, nella vita dei vari personaggi e che tutto è destianato a cambiare nel più inaspettato dei modi.



Adele Vieri Castellano ha pubblicato per Leggereditore il suo primo romanzo storico, Roma 40 d.C., Destino d?amore, dopo aver vinto il concorso di racconti indetto dalla stessa casa editrice nel 2011. Un successo seguito da Roma 42 d.C., Cuore nemico (2012) e Roma 39 d.C., Marco Quinto Rufo (2013). Ha vissuto per anni in Francia e ha due punti ben saldi nella sua vita: la lettura e la scrittura. Vive a Milano con tre gatti e un computer portatile. Nonostante le traduzioni, l?editing di libri, gli articoli e i romanzi che affollano le sue giornate, non dimentica mai le amiche. Perché senza di loro il suo sogno non si sarebbe realizzato.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Bellissima recensione, mi verrebbe voglia di leggerlo se non fosse per il fatto che l'ho letto e non so perché ma ho fatto una fatica assurda a finirlo. La Castellano scrive benissimo ma la storia non mi ha presa per niente e a tratti mi sono annoiata. Immagino sia solo una questione di gusti. Mariateresa

Endimione Birches ha detto...

Sul serio? A me è davvero piaciuta un sacco questa storia!!! Comunque dipende, a me alcuni libri che per altri erano stupendi, non mi sono piaciuti affatto ... capita!!! Alla prossima Mariateresa!!
Endi