Recensione: "Delirium" di Lauren Oliver.

domenica 22 dicembre 2013








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 Delirium
di Lauren Oliver
Pagine 383
Prezzo 18,00 €
Piemme
già disponibile
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La trilogia "Delirium" è composta da:
1 - Delirium - Delirium
- Annabel* - inedito
- Hana* - inedito
2 - Pandemonium - Pandemonium
- Raven* - inedito
3 - Requiem - gennaio 2014
- Alex - inedito
*Poi raccolti in un unico volume intitolato "Delirium Stories"

 

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Nel futuro in cui vive Lena, l'amore è una malattia, causa presunta di guerre, follia e ribellione. 
E' per questo che gli scienziati sottopongono tutti coloro che compiono diciotto anni a un'operazione che li priva della possibilità di innamorarsi. 
Lena non vede l'ora di essere "curata", smettendo così di temere di ammalarsi e cominciare la vita serena che è stata decisa per lei. 
Ma mancano novantacinque giorni all'operazione e, mentre viene sottoposta a tutti gli esami necessari, a Lena capita l'impensabile. 
Si infetta: si innamora di Alex. 
E questo sentimento è come ritornare a vivere, in una società di automi che non conosce passione, ma nemmeno affetto e comprensione, Lena scoprirà l'importanza di scegliere chi si vuole diventare e con chi si vuole passare il resto della propria vita...


Considerazioni.
Amore. Dolore. Potere. Controllo. 

Si sa, la vita, che vogliamo ammetterlo oppure no, ruota intorno a ciò che più ci definisce e conferisce significato alla nostra esistenza: i sentimenti, che siano essi amore, odio, rabbia, dolore ovvero indifferenza sono ciò che ci spinge a fare quello che facciamo, ad essere quello che siamo o anche solo a volerlo essere.

perchè voglio parlare di sentimenti oggi? Un perchè a Natale considerazioni, anche sui sentimenti non guastano e ricorrono a fare un pò il punto della situazione, un pò perchè il romanzo di cui vi parlo oggi è incardinato proprio sull'amore, un sentimento. A differenza di molto romanzi sull'amore, ecco che questo si differenzia dagli altri in parte perchè distopico (posto ciò in un tempo ed in un luogo simile, ma parallelo al nostro, tendenzialmente futuristico) ed in parte perchè nasce dall'idea dell'autrice dei parlare di un luogo in cui l'amore è bandito.

L'amore, creando infatti disagio e scompiglio (il cuore, affetto dall'amore abbandona la ragione e la ragionevolezza, la quale avvizzisce e si piega inesorabilmetne al sentimento che tutto logora e travolge) pone il Governo in una situazione di scacco, e preoccupato per la governabilità di una popolazione che prova amore, e non potendo gestire un simile sentimento (anche se, paradossalemtne, è quello di cui più sentiamo il bisogno, nella nostra vita) ecco che tratta, alla stregua di una malattia l'amore (il delirio del quale parla il titolo è proprio il nome con cui ci si riferisce all'amore) ed ecco che esso viene bandito nel più semplcie dei modi.
Come? Al diciottesimo anno di età, tutti i cittadini vengono "curati", o meglio, privati della possibilità di amare - mediante un intervento chirurgico - che li rende insensibili a questo facile sentimento.

Protagonista del romanzo è Lena, giovane ragazza  alla quale quale mancano 95 giorni all'intervento, 95 giorni per essere come tutti gli altri: insensibile, priva della possibilità di amare.
Lena, essendo cresciuta da una famiglia e in un posto, in cui la "cura" è vista come cosa buona e giusta, pensa che sia normale, anzi, aspetta con una certa ansia (per paura di contratta la malattia), non priva di sospetto e apprensione, la cosa.

Man mano che il romanzo procede nel suo incedere deciso, affascinante, caustico a volte, soffocante per la rappresentazione di un mondo a cui mai vorrei appartenere e in cui vivere, vivido nei suoi particolari e terrificante per le sue regole, si scopre che oltre ad esistere coloro che si sottopongono al trattamento, esistono anche coloro che vi si oppongono e non accettano l'intervento chirurgico previsto (chiamati Simpatizzanti) che vivono come topi in cripte e nascondigli o anche i cd. Invalidi, che vivendo nelle terre selvagge non sono soggetti alle restrizioni del mondo civilmente riconosciuto (e che vive perimetrato dal filo spinato).
Non solo, si viene a scoprire anche che il Governo, ogni giorno e ogni momento, per impedire a chiunque (specialmente coloro che non hanno ancora raggiunto la maggiore età) di sviluppare la malattia "indottrina" con corsi e manuali i giovani cittadini che sono costantemente tenuti d'occhio.

Lena vive dunque ogni momento che la separa dall cura come angosciante, inoltre, oltra doversi preoccupare di non contrarre la malattia per 95 giorni, ecco che in questo periodo di tempo deve anche riflettere su come i Valutatori gestiranno la sua vita, scegliendole il marito adatto, con cui avere i numero di figli giusti per condurre una vita normale e socialmente adeguata.

Scocca però imprevedibile la scintilla tra Lena e Alex e tra sguardi e primi aneliti ecco che ci troviamo a tifare per l'amore che la società cerca di reprime con così tanto ardore e concentrazione, ecco che vogliamo che Lena trovi il modo di non farsi azzerare un sentimento che divampa in lei senza freni e con molto tormento e, diciamolo, enfasi.

Secondo me il romanzo è stato molto piacevole, intenso, combattivamente esaltante e molto, molto intelligentemente scritto.
La Oliver è stata particolarmente brava, non tanto nel rappresentare un amore che nasce quando non dovrebbe, anche se con una forza inaspettata, o farci intuire la fine della storia (che non è, almeno secondo me, la parte memorabile del romanzo) ma quanto piuttosto a parlare di un sentimento bistrattato, in fondo, e represso e sminuito nella sua complessità da parte di a chi governa, chi occupa i posti di comando, di potere, che non comprende fino in fondo l'importanza dell'amore nelle sue mille sfaccettature e non comprende che scemato questo viene sminuito tutto il resto  in una persona.

Perchè alzarsi la mattina? Per chi lavorare? Per chi combattere? Per cosa vivere se non si è amati o non si ama? Perchè vivere, se questo vivere implica lasciare agli altri il marito con cui sposarsi, quanti figli avere e che vita condurre, come marionette? Perchè il sentimento logora, genera rabbia e odio nei confronti di chi impesce quell'amore che tutto muove a cui tutto sottende, in fondo.

Si, sono convinta che la Oliver abbia fatto un buon lavoro a livello distopico, a livello visione massificata di una società che decide per noi, e che non vuole reazioni e slealtà, trovando facile mordente in una popolazione soggiogata dalla paura e dal consenso forzato nel rifiuto di un sentimento.

Ma, sono ancora più convinta, che la Oliver abbia fatto qualcosa di più, che si allinea con quello che più sento per il Natale: la consapevolezza. Di cosa, mi potreste domandare? Di quello che siamo, quello che vogliamo dalla vita, quello che ci proponiamo per noi stessi.


C'è chi vuole essere amato, chi a cui bastebberebbe amare, chi si sente avvolto da un amore fraterno o familiare e tanto basta, e tanti che invece muovono apatici in sentimenti che non li corrispondono per non rimanere soli, ma per quanto siamo sinceri o mentiamo a noi stessi, quando poggiamo la testa sul cuscino la sera io credo che di tutti l'affetto, l'amore sia il più caldo e il più avvolgente e non importa come o quando, ma non credo lo si possa rifiutare e non importa il costo, ma credo che una volta ottenuto, tutti per esso lottiamo, e questa lotta è metafora con cui la Oliver ci congeda al secondo romanzo.


Consigliato!


Lauren Oliver, laureata in letteratura americana, è un’acclamata autrice che in America ha raggiunto i vertici delle classifiche. Ha lavorato per diversi anni come editor di libri young-adult. Adesso insieme alla poetessa Lena Hillyer e ad altre collaboratrici ha fondato la società che progetta e sviluppa libri per ragazzi The Paper Lantern Lit. Dopo il successo del suo primo romanzo Before I fall (pubblicato in Italia da Piemme Freeway con il titolo E finalmente ti dirò addio) ha deciso di dedicarsi a tempo pieno alla scrittura. Abita a Brooklyn e ama leggere, cucinare, comprare scarpe col tacco e ballare fino a tardi.
Per Piemme ha già pubblicato nella collana Freeway oltre a E Finalmente ti dirò addio, Delirium e Chaos e per Il Battello a Vapore Il viaggio di Lili&Po.
È molto attiva in rete sul suo sito www.laurenoliverbooks.com e dialoga con i lettori sul suo blog: http://lauren-oliver.tumblr.com/ coinvolgendoli in gare di scrittura e confrontandosi costantemente con loro in fase di stesura e lavorazione delle sue storie.

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