Recensione: "Dopo" di Koethi Zan.

lunedì 27 gennaio 2014





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Dopo
di Koethi Zan
pagine 368
prezzo 14.90€
Longanesi
già disponibile
voto
4/5 

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Dopo la liberazione doveva essere tutto finito.
Ma non è stato così. Sono passati dieci anni da quando Sarah è fuggita da quello scantinato, il teatro delle torture fisiche e psicologiche che Jack Derber le ha inferto per oltre mille giorni. Ma per Sarah non esiste ancora un «dopo»: vittima delle proprie fobie, vive rinchiusa nel suo appartamento di Manhattan.
cover originale
Fino a quando l’FBI non la informa che Jack Derber, accusato e imprigionato per rapimento, sta per essere rilasciato. Sarah non può consentirlo, perché lei sa. Sa che Derber non è soltanto un rapitore. È un assassino. Lo sa perché lei non era da sola, in quello scantinato.
Con lei c’erano altre due ragazze, Christine e Tracy, e per i primi mesi di reclusione ce n’era stata anche una terza: Jennifer, la sua migliore amica.
E Sarah sa, con certezza, che Jennifer è morta per mano di Derber. C’è una sola speranza, per tenere Derber in prigione: ritrovare il corpo di Jennifer. Per questo, Sarah deve trovare la forza di riallacciare i contatti con le altre sopravvissute, nonostante l’odio che loro provano per lei e nonostante i segreti che le dividono. Perché quel capitolo della loro vita non si è mai veramente chiuso. Perché quello che succede dopo è ancora più terribile.
Dopo non parla della follia degli uomini, ma della forza delle donne decise a fare giustizia. E del coraggio di andare fino in fondo, mettendo in gioco tutto. 

 

Considerazioni.
Nei primi trentadue mesi e undici giorni di prigionia, eravamo in quattro. Poi, improvvisamente, senza che nulla lo lasciasse presagire, ci siamo ritrovati in tre. Da mesi ormai non emetteva alcun suono, ma dopo la sua scomparsa il silenzio si è rivelato ancora più terribile. Per molto tempo, da allora, siamo rimaste mute, chiedendoci nel buio chi sarebbe stata la prossima a finire nella cassa”.
Dopo, il libro d’esordio della statunitense Koethi Zan, inizia proprio così e vi anticipo che è piaciuto talmente tanto in America che presto diventerà un telefilm.
Detto ciò è giusto dirvi che "Dopo" è un thriller molto particolare in quanto è, si congeniato veramente molto bene sia nell'evoluzione della trama gialla che tiene sul filo del rasoio, che per gli elementi sorpresa che sovverchiano spesso e volentieri la trama e quello che il lettore pensa di aver capito, ma è particolare in quanto gioca moltissimo (se non esclusivamente) sull'elemento psicologico. Il romanzo, infatti, parte in sordina e man mano entra nella mente del lettore e scava nella sua angoscia e fragilità rispetto agli avvenimenti della storia, che non possono e non vogliono lasciare indifferenti.
Il tutto inizia quanto Jack Derber, apparentemente tranquillo professore universitario, dieci anni prima dell'inizio della storia che leggiamo in Dopo, sequestrò e  tenne rinchiuse in uno scantinato, per diversi anni (per l'esattezza 32 mesi e 11, infiniti, giorni) quattro ragazze: Sarah, Jennifer, la migliore amica di Sarah (uccisa da Derber durante la prigionia, ma di cui non si hanno prove dell'omicidio), Tracy e Christine.
Molti anni dopo, Sarah (come anche Tracy e Christine) ormai apparentemente al sicuro da quell'incubo, da cui ne è uscita sana e salva, è andata avanti, si è laureata, ha trovato un lavoro, un'illusoria stabilità, ha cambiato nome e città, ma in fondo in fondo, quando si trova a casa, la sera, da sola, ammette di non essersi mai ripresa del tutto dalla tragica esperienza (tanto che vive rinchiusa nella sua casa di Manhattan) e dalla morte di Jennifer, per la quale Derber non fu mai accusato (ed infatti sconta solo la pena attinente il rapimento).
Purtroppo il destino vuole che proprio ora che Sarah ha trovato una sorta di tranquillità, a inizio del romanzo, venga informata dall'FBI che Derber uscirà dal carcere in quanto ha praticamente finito di scontare la sua pena e non c'è motivo di trattenerlo.
In Sarah si risveglia qualcosa che non sa descrivere, quella paura atavica che le ha permesso di sopravvivere nei momenti più tragici e bui della prigionia e segregazione e decide di dover fare qualcosa, di dover incastrare l'assassino di Jennifer e darle finalmente pace e giustizia.
Sarah allora parte alla volta della casa di Derber per parlare con la moglie, per scoprire qualcosa che possa esserle utile allo scopo e non sa che sarà un viaggio terribilmente faticoso, duro e che metterà alla prova la sua mente e la sua stessa vita, in quanto il passato, quello terribile e di cui ha il terrore, tornerà a tormentarla per ottenere finalmente la verità e non sarà facile.

Bello. Mi è piaciuto molto questo romanzo, che ho trovato ben scritto, ben articolato in tutte le sue parti gialle/trhiller, ma soprattutto mi è piaciuto che l'autrice abbia creato una contrapposizione costante tra quello che è, e quello che ci appare essere. Tutto è doppiezza, si è camuffato dalla quotidianità, dalla visione che Sarah degli eventi, delle sue certezze, della sua storia. Ma tutto ciò è solo una parte della storia, una parte della verità che ha una moltitudine di volti e che si nasconde nei dettagli.

Scoprirete man mano che procederete nella storia, che vi immergerete nei meandri della mente dei personaggi che in realtà è tutto molto più complicato di quanto appaia, è tutto mistero che si cela sotto una coltre che nessuno si prende il disturbo di dissipare per la paura o il terrore o l'angoscia. 
Fino a che Sarah  non prende in mano le redini della sua vita, e decide che costi quello che costi deve avere delle risposte, deve smettere di lasciarsi annientare dalla paura e reagire, ecco che allora la storia che scopriremo, e che giace come addormentata, congelata, in attesa di un cenno per essere risvegliata, scoperta, riappare in tutta la sua tragicità, bruttura e infinito dolore, per quella che è. Il prezzo per la verità, però, a volte è molto alto e altre volte riserba delle sorprese che non si è del tutto certi di voler scoprire, se non si ha abbastanza forza per accettarla.

Bella storia sorretta dunque da ambientazioni che lasciano senza fiato (molto ben scritte anche in questo caso) e dei personaggi che reggono un'introspezione psicologica mirabilmente sottile, ben spiegata e penetrante, che scava nel profondo e che si nasconde nei dettagli, nella forza che non da cedimento, e non concede respiro fino all'incredibile colpo finale che in cui non avrei mai creduto ...
Plauso poi alla Zan, che per aver scritto un'opera prima, ha pienamente dimostrato di saperci fare con la fiction thriller, di quelle che sebbene non si imponagano per la loro fisicità o tracotanza, lasciano un segno indelebile e di paragone con altri romanzi del genere e ai quali si guarda per cercare ancora storie con tanto mordente perchè coinvolgono e appassionano incredibilmente alla storia.
Risvolti negativi? In ciò mi associo ai pareri di alcuni lettori americani: il finale è fin troppo veloce, stringato, sembra mozzato dalla frenesia di chiudere, come se la Zan avesse tot ore per finirlo e poi l'editore le abbia strappato il manoscritto da sotto le mani ... sapete, come nei compiti a casa! E devo confessare, mi è anche scappato un "Ma che diamine!!".
Peccato perchè spendere due paroline di più non credo costasse molto lavoro o molta fatica, visto il buon lavoro fatto precedentemente. Comunque non è nulla in confronto a quanto ho potuto leggere, e per questo ve lo consiglio!!

Consigliato!


Koethi Zan Nata in un piccolo paesino dell’Alabama, la Zan si è poi trasferita a New York per completare i suoi studi accademici. Per 15 anni ha svolto la professione di avvocato per grandi case di produzione affiliate al mondo dello spettacolo. È sposata e ha due figlie.

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