Recensione: "I cento colori del blu" di Amy Harmon.

giovedì 24 aprile 2014





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I cento colori
 del blu
di Amy Harmon
Prezzo 9,90 €
Pagine 384
Newton Compton  
già disponibile
voto:
 IMPERDIBILE!!!
--o--















Tutti a scuola conoscono Blue Echohawk. Abbandonata da sua madre quando aveva solo due anni, Blue non sa se quello sia il suo vero nome né quando sia davvero il suo compleanno. 
cover originale
Ma ha imparato a fuggire il dolore con atteggiamenti da ribelle:indossa sempre vestiti attillatissimi e un trucco pesante. 
E soprattutto il sesso è il suo rifugio, un gioco per dimenticare tutto, per mettere sotto chiave le sue emozioni. A scuola poi è un caso disperato. 
Eppure il suo nuovo insegnante di storia, il giovane Darcy Wilson, non la pensa così: Darcy crede in lei, e sa che Blue ha bisogno di capire chi sia prima di trovare un posto nel mondo. 
E così la sprona a guardarsi dentro e a ripercorrere il passato, a scrivere la sua storia, a dar voce alle sue emozioni. 
Tra i due nasce una grande amicizia, e forse, a poco a poco, qualcosa di più: un sentimento forte, travolgente, a cui ciascuno dei due tenta in tutti i modi di resistere…


Considerazioni.
Franz Kafka una volta disse una frase che non ho mai dimenticato. Pressapoco diceva così: «Un libro deve essere un’ascia per il mare ghiacciato che è dentro di noi».

Si può leggere per molte ragioni e per per molti scopi, ma alla fine, se vuoi che la lettura entri in qualche modo dentro di te, sono assolutamente convinta che il romanzo in questione debba spaccare quel ghiaccio che stagna nella nostra persona, per aprire mentalità, volontà e concedere maturazione.
Non ho concesso purtroppo, e lo dico a posteriori, molto credito a questo titolo, almeno non da subito, non per pregiudizio, ma in quanto dalla trama non sapevo avrei affrontato questo tipo di lettura, ma una meno impegnativa e profonda, più scontata e leggera. Invece si è rivelata una lettura di formazione vera e propria.

"I cento colori del blu" ha segnato infatti il mio animo più di quanto sia disposta ad ammettere, mettendomi davanti ad alcune considerazioni che pensavo scontate, assodate, passate e ponendomi di fronte all'alternativa se affrontarle - e come direbbe Shakespeare - finirle, ovvero chiudere e sottometterle al tappeto del tempo. Penso che tutto abbia un tempo ed un peso e onestamente credo che questa lettura mi sia entrata sotto la pelle più di quanto io sia disposta a confessare davanti a voi ora. Non perchè la mia storia sia anche solamente simile a quella di Blue, ma in quanto ho compreso cose, in alcun attimi, che ho compreso solo alcune mattine, dopo nottate a lottare contro quella ero e che invece desideravo ardentemente diventare.



Siamo tutti un pò Blue: tormentati dalle scelte che abbiamo preso e vorremmo cambiare, indecisi sul futuro, inconsapevoli in qualche modo della nostre possibilità umane, delle nostre capacità intellettive, decisi a vivere a in un altro modo se facciamo errori, e indisposti ad accettare le conseguenze delle decisioni pessime e assolutamente sbagliate.

Sia per il passato della protagonista, che per come Blue affronta il mondo, per come decidere da sola di rimettere ai suoi sbagli, in realazione all'età che ha (anche se marginalmente) è una cosa che mi ha fatto profondamente riflettere su come è possibile cambiare e prendere ciò che si vuole con la forza del desiderio bruciante della volontà, della determinazione e della comprensione/accettazione del nostro passato.

In qualche modo sento di sbagliare a raccontarvi qualche cosa in relazione alla trama di questo romanzo ... è come spiegare quale aroma abbia un profumo caro o che sensazioni arrechi un gelato una volta gustato, potrei porgervi parole che si avvicinano, ma che probabilmente sono anni luce lontani da quello che realmente è quella sensazione che per me è stata così importante e tutto si rivelerebbe vano.
Sappiate però che è una storia che consiglio per lo struggimento che porta dentro, ma non è uno struggimento vano o inutile, per mettervi alla prova sulla vostra capacità di sofferenza, ma è una pena utile alla comprensione di ciò che siamo, cosa vogliamo. 

Provo a farvi capire con alcuni passi del romanzo (solo quelli in corsivo, anche se citazioni):
Chi siamo? Ci serve una definizione per comprenderlo?
  Io non sono nessuno. Tu chi sei?
  Nessuno pure tu?
  Allora siamo in due, ma non dirlo –
 - Emily Dickinson
Cosa siamo? Forse quello che abbiamo fatto? Il nostro passato?
Guardate la pagina che vi ho dato», ordinò il professore mentre finiva di consegnare i fogli. Tornò al suo posto e si appoggiò alla lavagna a braccia conserte. Ci osservò per qualche istante, accertandosi che tutti lo stessimo seguendo. «È bianca, non c’è scritto nulla. È come una lavagna pulita. Un po’ come la storia della vostra vita. Sconosciuta, non scritta, eppure tutti voi avete una storia, non è vero?»"  Estratto da  "I cento colori del blu" di  Amy Harmon.
Perchè torniamo laddove ci siamo spezzati?

"« [...] Adesso però voglio che scegliate un momento preciso della vostra vita. Un momento in cui il dado è stato tratto, in cui avete attraversato un Rubicone metaforico senza poter tornare indietro. Raccontatemi cosa avete imparato, o come siete cambiati. Forse è stato qualcosa su cui non avevate controllo, qualcosa che vi è successo, o una decisione che avete preso. Nel bene o nel male, che impatto ha avuto sulla vostra storia?». " Estratto da  "I cento colori del blu" di  Amy Harmon.
Per cosa lottiamo? Sarebbe giusto e utile farlo? Se dovessimo lottare, lo faremmo per cosa, per chi?
La vita è tutto ciò che abbiamo, e la viviamo perché crediamo sia giusto viverla. Ma sacrificare ciò che si è e vivere senza credere in nulla è un destino anche peggiore della morte” - Giovanna D'Arco
Sappiamo in che direzione stiamo andando? E se dovessimo descrivere la nostra vita, dare una definizione ad essa, riusciremmo? Sarebbe giusto?

 
Fanciullo, io già non ero
come altri erano, né vedevo
come gli altri vedevano. Mai
derivai da una comune fonte
le mie passioni – né mai,
da quella stessa, i miei aspri affanni.
Né il tripudio al mio cuore
io ridestavo in accordo con altri.

Tutto quel che amai, io l’amai da solo.
Allora – in quell’età – nell’alba
d’una procellosa vita – fu derivato
da ogni più oscuro abisso di bene e male
il mistero che ancora m’avvince.

- Edgar Allan Poe

Capite cosa intendevo quando parlavo della profondità di questo romanzo? La Harmon mi ha copito oltre ogni dire con questa sua opera, di cui onestamente non avevo mai sentito parlare. Credo la sua narrazione sia fluidamente intensa, la sua profondità toccante, la sua empatia gentile e assoluta. E' una scrittrice generosa la Harmon, concede parti di se in tutto il romanzo, permette e concede di entrare nel mondo intimo delle sue convinzioni e della vastità dei suoi affetti ricambiando, almeno con me, con l'illuminazione e la comprensione di un pò di me stessa, delle mie intenzioni, delle mie volontà, dei miei sentimenti. 

Donarsi in modo così profondo e assoluto è quasi toccante e merita, almeno dal mio punto di vista, un ringraziamento dal profondo del cuore.
Tutti siamo come Blue e abbamo cento, mille colori, ed è sensato ogni tanto riflettere sulle sfumature e gli strati che ci compongono. Libri come questo sono davvero un momento fondamentale su cui soffermarsi, niente di altamente strutturato o complesso, ma la semplice storia di una ragazza di 21 anni con la semplice pretesa che il vostro animo faccia il resto.
 
Amy Harmon è autrice di I cento colori del blu, che ha scalato le classifiche del New York Times, e di altri cinque libri, tutti dei bestseller.

2 commenti:

Angela ha detto...

condivido la tua opinione....! io in molti momenti mi sono anche commossa

Endimione Birches ha detto...

E' un romanzo bellissimo, vero? Mi rimarrà sempre un pò nel cuore, davvero!!