Recensione: "Il Fiume del Non Ritorno" di Bee Ridgway

venerdì 4 aprile 2014

Un uomo e una donna che viaggiano attraverso il tempo 
in una missione per abbattere una società segreta 
che controlla il passato e, quindi , il futuro .

 
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Il Fiume 

del Non Ritorno
di Bee Ridgway
Pagine: 448
Prezzo: 19,00
Sonzogno
dal 21 marzo 2014

voto:
 5/5
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Il giovane duca Nick Falcott sta per essere ucciso in battaglia durante le guerre napoleoniche e si risveglia in un letto di ospedale nella Londra di oggi.
cover originale
Gli viene spiegato che egli fa parte della Gilda, un’organizzazione che ha il potere di andare e venire attraverso i secoli.
In tale veste, Nick può disporre di tutto: denaro e gloria a volontà. Eppure il suo cuore non può dimenticare gli occhi della bella Julia, rimasta all’inizio dell’Ottocento.
E così otterrà dalla Gilda il rarissimo privilegio di poter tornare nell’epoca da cui è venuto, in cambio di una delicata missione: trovare il misterioso Talismano, un manoscritto più antico delle Sacre Scritture trattenuto in mani nemiche, e cambiare il corso del mondo.
Perché la chiave per viaggiare nel tempo esiste. Possederla significa controllare il passato e quindi anche il futuro.

 

Considerazioni.
Ho desiderata tanto tempo fare la recensione di questo romanzo, che devo dire mi ha davvero molto, ma molto colpito. Sono assolutamente entusiasta di questa opera e non posso che consigliarvela. SUl serio! Ma come al solito occorre partire dal principio ...

"Il Fiume  del Non Ritorno" si snoda come un fiume sulla lunghezza di due linee narrative, una nel passato, e precisamente nel 1818, in Inghilterra, ed una nel presente, e precisamente nel 2013, ma negli Stati Uniti, nel Vermont.

Mentre nel passato Julia Percy, giovane ragazze, siede al capezzale del nonno, accudendolo nelle sue ultime ore di vita, il nonno le svela un segreto, la possibilità di manipolare il tempo, ma non solo, le svela anche la possibilità di poterci viaggiare e, solo in alcuni momenti e condizioni, poterlo fermare.
Nel presente, 2013, invece seguiamo le vicende di Nick Davenant, un proprietario terriero che sebbene sia in difficoltà finanziarie nasconde un passato piuttosto complicato alle spalle. Egli, infatti, non solo ha partecipato alle guerre Napoleoniche (!), di nome Nick Falcott, il quale ferito - proprio durante la guerra - sa di stare per morire, ma proprio in quel fatale momento sviene per risvegliarsi nel 2003 a Londra. Dopo il risveglio Nick scopre alcuni segreti del periodo di cui è immemore: una Gilda segreta lo ha curato e protetto, una Gilda che il potere di viaggiare nel tempo nel corso dei secoli.

"Siamo vigliacchi, in realtà, noi viaggiatori del tempo.
Dobbiamo ingannare la morte più e più volte.
Saltando da una storia all'altra.
Perseguendo sempre la speranza di un altro giorno.
("We are cowards, really, we time travelers. 
We cheat death over and over. 
Jumping away from one story into another. 
Always pursuing the hope of another day.")

 

Nick viene poi trasferito  poi in Cile per apprendere l'inserimento nella Gilda e il rispetto di alcune, fondamentali regole:
Non c’è ritorno
Non c’è ritorno
Non parlarne con nessuno
Rispetta le regole

Regole semplici, direte. Mica tanto quando sembrano identiche, ma non lo sono! La prima indica infatti il tempo, l'altra lo spazio. Regola più che mai crudele, visto che Nick, non potrà mai più vivere nell'amata Inghilterra.
In cambio del segreto sull'organizzaione (l'ex duca inglese) Nick ha ogni cosa che possa volere: denaro, succcesso, donne, ecc... ma tornare nella sua epoca da sempre lo tormenta e rattrista, ovviamente, soprattutto per avervi lasciato li gli occhi bruni della bella Julia, di cui era (ed è) palesemente infatuato.
Ma ancora una volta, per l'ennesiva inspiegabile ragione per cui è ancora vivo, la vita di Nick si ribalta ancora una volta e una missiva viene a sconvolgergli l'esistenza e mandare all'aria le regole della Gilda, con la possibilità di tornare a Londra solo per ricevere l'ordine si far ritorno al passato, nel periodo della sua morte con lo scopo di trovare un talismano (mezzo con il quale viaggia nel tempo). Ma ci sono problemi e complicazioni nel viaggio ... (no, non dico di più miei cari e affezionati amici, altrimenti che sopresa sarebbe leggere il libri?).

Il romanzo in questione ha diversi temi che mi hanno attirato e soddisfatto: la storia del viaggio del tempo (non completamente sfruttata a dovere secondo me, ma molto intrigante e appassionante), il fatto di intersecare due storie che si lega davvero molto bene tra loro (creano un certo attrito che si commuta in staticità attrattiva con la narrazione) e fanno si che ci si affezioni ai personaggi, alle storie, alle sistuazioni, alle meccaniche evolutive. Oltre a ciò c'è lo spinoso problema del talismano che può essere usato tanto a fin di bene quanto a fin di male (occhio), ma soprattutto la scoperta di regole che non possono essere infrante, che poi si scoprono infranbili tutto d'un tratto per certi motivi un pò strani e particolari che tutto travolgono e sconvolgono.

Insomma, di materiale per cui non annoiarsi ce bè in abbondanza e vi assicuro che ogni capitolo pur prendendosi il suo tempo per spiegare meccanismi un pò complessi - se visti per la prima volta - trova un meccanismo ber oliato per andare avanti, per procrastinare piacevolmente una storia che si legge con ingordigia, ma che trova margine per una certa accattivante declinazione avventurosa per acquisisre un incedere veloce verso la fine, verso un appagante finale - ma non assolutamente conlusivo (si nota la voglia e l'intenzione di scrivere una serie) che chiude il cerchio - in un certo senso - sulle trame narrative principali e fa apprezzare la storia creata dall'autrice.

Brava, brava, brava alla Ridgway, davvero apprezzata in questa sua opera perchè ha messo al centro del romanzo il meccanismo temporale che rimane impresso, in cui si vuole rimanere avvolti ancora e che insinua affezione con una storia d'amore che però non prende mai il sopravvendo sulla narrazione avventurosa principale, che è coinvolgente, arguta, ben descritta, con tempi perfetti e buone idee da proporre. Inoltre si percepisce il viscerale amore per l'inghilterra, la sua storia e i suoi luoghi e questo arrichisce la storia e la riempe di sentimento.

Complessivamente posso dirvi che è un romanzo che mixa molti elementi creando una novella che non può non piacere a chi ama i romanzi d'appendice, quelli classici, ma con una sfumatura nell' immaginifico dalle tinture di seppia, un'opera incredibile, stupenda. 
"Il Fiume  del Non Ritorno" crea la possibilità di sogno stupendo d'altri tempi, un'avventura che difficilmente si abbandona.



Bee Ridgway è nata e cresciuta ad Amherst, Massachussetts, in una corte di tre vecchi casolari. Ha frequentato l’Oberlin College. Ha lavorato per un anno a Elle Magazine, poi si è trasferita a Cornell per un dottorato in letteratura inglese. Dopo diversi anni spesi a caccia di ricerca sui materiali e il vero amore per il Regno Unito, ha iniziato ad insegnare letteratura americana al Bryn Mawr College. Vive con il compagno a Philadelphia. Il fiume del non ritorno è il suo primo romanzo.

4 commenti:

Ludo ha detto...

Ho un debole per i viaggi nel tempo, eppure... la trama di questo libro non mi convince. Troppa avventura? Ambientazione statunitense? Società segreta? Mi sembra tutto così incasinato. Il che non dovrebbe scoraggiarmi, visto che ho apprezzato L'assassino che viaggiava nel tempo (ammettiamolo, però: buona parte del merito va a Stephen e Jane,) ma questo non mi ispira.

Grazie per averlo recensito: mi hai fatto capire che non dovrebbe essere nelle mie corde.

Endimione Birches ha detto...

Ciao Ludo!!!

No,no ... non ci sono dubbi, sei troppo legata a Stephen e Jane e alla loro storia per poter leggere un romanzo che anche solo si avvicini alle loro "atmosfere" o che abbia con loro interferenze di qualche tipo ;P
"L'assassino che viaggiava nel tempo" al momento è il tuo metro di paragone e non c'è storia, mi sa ... vero?
Prima o poi succederà, ma non sei ancora pronta!! Ahahahah
buon week end!!!!!!!!!!!!!!!
xoxo

Ludo ha detto...

Oh mamma, è vero. Credo che si tratti del classico caso di libro giusto al momento giusto.

Sono pure un po' incavolata perché sembra che, anziché continuare con le loro avventure, l'autrice si stia dedicando a tutt'altro libro.

Buon week end anche a te.

Endimione Birches ha detto...

Sai le volte che è capitato a me :)

Poi ci penso e mi dico ... almeno ho ancora uno stimolo a cercare libri che mi facciano arrabbiare, perchè ALLORA mi sono proprio piaciuti e mi hanno fatto un gran bene ;)

Ciao Ludo!!!!!!!!!!!!!!