Recensione: "Fiore di Tuono" di Jean Teulé

domenica 11 maggio 2014


 
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Fiore di Tuono
di Jean Teulé
pagine 205
prezzo 16€
Neri Pozza
già disponibile
voto:
4/5
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Febbraio 1852.
In alcuni poveri villaggi della Bretagna spazzati dal vento dell’Atlantico, gli abitanti credono ancora ad antiche e macabre leggende. Lo fanno perché è l’unico modo che hanno per esorcizzare il male, scacciare la paura e farsi una ragione della miseria in cui sono costretti a vivere. È così che Hélène Jégado inizia a credere ad Ankou – il Dio della morte – uno spirito maligno che si incarna nelle persone più insospettabili e le costringe a fare qualunque cosa. Anche le più spaventose.
E, quando la fantasia si mescola con la follia, niente può impedire a Hélène di immedesimarsi in quella divinità, e decidere di esserne la voce e il braccio. Diventata una cuoca esperta, Hélène inizia a girare la nazione lasciando dietro di sé una scia di cadaveri. Il primo è quello della madre.
cover originale
Ma non mancano uomini, bambini, prostitute e persino uomini di chiesa. Per ognuno di loro, la donna usa la stessa tecnica: si presenta come la più placida e silenziosa delle domestiche, prepara cibi e pietanze succulenti dentro cui nasconde una polvere di arsenico e, quando la vittima inizia a sentirsi male, se ne prendecura fino alla morte, come il più terribile degli angeli consolatori.
La lunga catena di omicidi, però, – ben trentasette – si interrompe quando la donna rivolge le proprie «attenzioni» a un giudice, che capisce subito di avere di fronte un’assassina e la denuncia alle autorità. Confessate le sue responsabilità, Hélène viene condannata alla ghigliottina, dove morirà il 26 febbraio 1862.
In una Francia rurale in cui regnano povertà e violenza, Jean Teulé mette in scena la vera storia di uno dei personaggi più incredibili e sconosciuti della Francia dell’Ottocento. E lo fa con la sua solita scrittura, capace di mescolare cronache giornalistiche, echi letterari e leggende bretoni, offrendoci così il macabro e spaventoso ritratto di una terra ancestrale, abitata da pregiudizi e fantasmi sanguinosi.
 

Considerazioni.
Francia, in un lontano passato ottocentesco, brullo, primitivo, povero e misero, dai toni oscuri, quasi gotici, ove una giovane donna muove i suoi passi nel mondo con la povertà intorno - anche se ultima discendente di una delle famiglie nobili dei Bretagna - a sè e le credenze infarinate di leggende crudeli e malefiche, dentro si sè,  si avvicina al male piegandosi al maligno, nel quale decde d'incarnarsi nella figura di Ankou.

Hélène Jégado, così si chiama la giovane, ma soprannominata Fiore di Tuono, vive la sua infanzia ed adolescenza nella piena visione di una vita influenzata dalle leggende che la circondano e di cui è pregnata la sua cultura e la sua vita quotidiana e familiare:

"On, non coglierlo quello, Hélène, è un fiore di tuono. Ecco, d'ora in poi ti chiamerò cosè: "Fioe di Tuono"! Non toccare quel gambo, è quello di un pane di serpe. Si racconta che una donna che ne aveva raccolto un mazzo sia diventata velenosa e che la sua lingua si sia divisa in due. Possibile che a sette anni tu ancora non lo capisca? Non correre a gambe nude in quel campo, i petali del papavero succhiano il sangue, e non andare là, ti sporcherai gli zoccoli, sterco di vacca! Non metterti in bocca quelle palline nere lucide, le bacche di belladonna sono mortali. Oh, questa figlia! ... Chi è quello là in lontananza sul prato? Non lo conosco. E dietro di lui, con le ruote per aria vicino a un uomo, non è il carro di Ankou? Svelta, vai a cercare due aghi, fila, Fiore di Tuono!"
da "Fiore di Tuono" di Jean Teulé

Unica particolarità della giovane è l'essere un pò strana, un pò troppo affascinata dalla figura di Ankou, che va a trovare in una cappella maledetta, in segno di rispetto e dai cui si sente infondere di potenza e potere:

"Non risparmierò nessuno.
Nè Papi nè cardinali.
Nè re, nè regine. Nè i loro principi o principesse.
Non risparmierò preti, borghesi, giudici, 
medici nè mericanti, nè parimenti mendcanti."
da "Fiore di Tuono" di Jean Teulé


Pervasa da uncerto senso di onnipotenza e con uno scopo nella vita, lasciata la madre (diciamo così) si avvia per il mondo con l'intento di realizzare il volere dell'operaio del male (ovvero Ankou) e gira così, uccidendo, quale governante, moltissime persone, fino a quando non viene fermata ...

"Fiore di Tuono" è una sorta di favola nera, nerissima, che coinvolge per la freddezza assoluta della sua protagonista nell'uccidere, quasi ingiustificatamente, tutte le persone che occorre eliminare per il volere di Ankou: da sua madre, a bambini, parroci, contadini, ecc... insomma una sorta di falce che non guarda in faccia nessuno con il suo veleno e il suo proposito.
E' inquitante, ma ipnotizzante seguire le vicende di Hélène, nella sua folle danza della morte, con quella sua melodia, che sente solamente lei nella sua mente e che la portano a viaggiare e girare per compiere il suo progetto.

E' un romanzo, un libro particolare, molto intenso, profuso di misticismo, cupezza e profondità che lascia spazio ad un approfondimento psicologico che ha del mirabile nel modo in cui è fatto, affrontato vissuto. Teulé non s'intromette propriamente nella mente di Hélène, non sfruculia nei meandri della sua mente per capire le ragioni della sua follia, dandono una razionale spiegazione, che renda in qualche modo accettabile quello che fa e il modo in cui lo attua; ma ce la fa osservare dal di fuori, conoscendola e dando al lettore uno strumento per comprenderla oggettivamente, senza giudizio.

Ed in questo risulta un'Hélène profondamente malata, tanto folle da cercare amore e protezione nel male incarnato stesso. Ne risulta una figura povera, sola e iandeguata che muove a compassione il lettore. Non si comprendono le ragioni della sua follia, così trasversale, non direzionata ad un tipo di vittima solo, ma espansa a chiunque, non si comprende fino in fondo il suo proposito, ma è così folle da volersi per lei una sorta di assoluzione dal male, da volersi per lei una qualche sorta di redenzione che lei non cerca, nè penso sa di esistere.

In certi tratti mi ha ricordato Süskind ne "Il profumo", nella sua visione di un personaggio fondamentalmente negativo, nel suo sondare il male in una persona, pur provando verso il personaggio principale una sorta di tenerezza e pregando per una sua salvezza.

"Fiore di Tuono" di Jean Teulé risulta essere un romanzo ricchissimo, suggestivo, evocativo, tenero e crudele al contempo, con citazioni interessanti, profonde e toccanti, dotato di una crudeltà e freddezza da scuotere l'animo, da rifletterci per lungo tempo, per sondare una parte della mente umana così negativa e maligna da far paura e risulta quasi immotivata, inutile e gratuita, con una conclusione quasi agghiacciante, che raggiunge l'apoteosi della follia vista e vissuta nel romanzo, ma conseguenza e danno collaterale per chi ha visto e toccato il male ... puro.

 

Jean Teulé è nato a Saint-Lô, Manche, il 26 febbraio 1953. Ha scritto per la televisione, il teatro e il cinema, e numerose opere: Rainbow pour Rimbaud (1991), L'œil de Pâques (1992), Ballade pour un père oublié (1995), Darling (1998) et Bord cadre (1999), Longues Peines, Les Lois de la gravité, Ô Verlaine (2004), Je, François Villon (2006), Le magasin des suicides (2007). Vive a Parigi con l'attrice Miou-Miou. Con Neri Pozza ha pubblicato Io, François Villon (2007), Il marchese di Montespan (2009), Vita breve di un giovane gentiluomo (2011), Fiore di tuono (2014). 

4 commenti:

Lady Debora ha detto...

Questo libro mi attrae sin dalla prima volta che ho letto la sua trama *_* lo vogliooo!!!

Pila ha detto...

Io amo la neri pozza! ♡.♡

Endimione Birches ha detto...

E' breve, tanto che in un giorno e due lo di temina con facilita' ma e' veramente molto intenso!!! Bellissima anche la cover, da incorniciare!! :) te lo stra consiglio!!

Endimione Birches ha detto...

Lascia stare, anche io, follemente!!!