Recensione: "Il mio sbaglio preferito" di Chelsea M. Cameron

giovedì 6 novembre 2014

 
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 Il mio sbaglio

preferito
di C. M. Cameron
pagine 400 circa
prezzo14.90€
Harlequin Mondadori
ebook/cartaceo
dal 15 ottobre:
voto: 
3/5
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La serie "Il mio sbaglio preferito" è composta da:

1.My Favorite Mistake - Il mio sbaglio preferito
 2. My sweetest escape - ancora inedito


Due segreti.
Una scommessa.
Chi cederà per primo?
Fin dal loro primo incontro, Taylor Caldwell non sa se desidera baciare o prendere a pugni Hunter Zaccadelli, il suo nuovo coinquilino.


My Favourite Mistake (My Favorite Mistake, #1)
cover originale
Da una parte Hunter è un affascinante ragazzo dagli occhi blu, irresistibile e pieno di charme. Dall'altra è il tipico bad boy, con la chitarra sempre in mano e il corpo coperto di tatuaggi. Forse è per questo motivo che Taylor ha paura di innamorarsi di lui, non vuole restare scottata e quindi è necessario che Hunter se ne vada... prima che sia troppo tardi.

Anche Hunter ha avuto le sue delusioni e i suoi dolori nel passato, ma Taylor ha una risata così sexy e inoltre non gliene fa passare una liscia! Insomma non può darsi per vinto facilmente e le propone una scommessa: se lei riuscirà a convincerlo che lo odia o lo ama sul serio, lui se ne andrà dall'appartamento, lasciandola finalmente in pace.

Ma quando il passato riemerge all'improvviso Taylor deve decidere: fidarsi di Hunter confidandogli il suo segreto più nascosto o fare tutto il possibile per vincere la scommessa e allontanarlo per sempre.



Considerazioni.
Come vi ho confessato esplicitamente più volte non amo immergermi per troppo tempo nelle avventure YA, ma di quando in quando mi piace sfogliarne uno, vedere se ha qualcosa di buono da concedermi, se è così gentile da toccare tasti che non potrei diversamente toccare.

Gli YA hanno in generale il pregio di descrivere l'amore come visto all'inizio, nella giovane età dell'inesperienza, dell'amore potenziato dalla necessità e l'urgenza, agli albori delle responsabilità concrete dell'età adulta, di quando tutto si vive armati di affanno, quando qualsiasi cosa diventa bisogno. Ed è qualcosa che diviene commovente e bellissimo se accompagnati dall'autrice giusta, che sappia far diventare quel viaggio davvero valevole. Qualche volta il miracolo accade, qualche volta no.
Forse la copertina, forse la trama, forse per tutte e due mi sono avvicinata al romanzo della Cameron e viste le premesse che vi aspettereste una promozione o una bocciatura netta de "Il mio sbaglio preferito" ... ma non è così facile.
Se infatti mi aveste chiesto un giudizio a caldo, appena lette le primi 40/50 pagine probabilmente vi avrei consigliato caldamente di defenestrarlo, ma andando avanti ho compreso diverse cose che è bene che sappiate, affrontandone la lettura.
La Cameron infatti non ha una grande capacità affabulatoria, e vi mentirei se vi dicessi che il suo stile incanta per suadenza e fascino. Questa autrice è piuttosto diretta, la maggior parte delle volte oserei definirla grezza nel linguaggio, nell'espressione che utilizza per i suoi personaggi, per i dialoghi che sceglie per Hunter e Taylor, i quali sono giovani ed è giusto che si esprimano nel linguaggio giovanile loro più prossimo, ma non hanno grandi proprietà di linguaggio ... e questo è un peccato.
Come è un peccato leggere della pesantezza di Taylor nell'usare la prepotenza e la forza per agire e rispondere agli attacchi anche solo verbali di Hunter. Non perchè sia una manifestazione del suo malessere e del suo passato (assolutamente giustificato in questo senso), ma in quanto rappresenta evidentamente un lato estremamente infantile di reagiere al dolore. Non sembra una diciotenne, ma una dodicenne, massimo quattordicenne. In questo senso le azioni e le reazioni di Taylor mi hanno dato fastidio, ma una volta essere andata avanti nella storia, e man mano compreso Taylor anche in funzione della maggiore maturità di pensiero e di azione, le cose sono migliorate un pochino.

Non posso non considerare la globalità della storia, altrimenti penalizzerei questo romanzo e non sarebbe giusto, perchè mi dato qualcosa. Questa storia si è concessa a me nel bene e nel male, nei suoi pregi e nei suoi difetti, con lei sue fragilità e quella forza che nasce dalla debolezza e che non si può apprezzare.
Non è assolutamente un romanzo perfetto: non è originale, anzi i rimandi alle situazioni ed alle frasi già sentite è frequente; spesso i dialoghi (specialmente all'inizio) sono parecchio imbarazzanti per l'infantilismo dei protagonisti; la protagonista è troppo prepotente per essere apprezzata o amata, ma alla fine, la dolcezza del personaggio maschile, incarnato da Hunter salva non solo la protagonista, ma l'intero romanzo. Sebbene purghiamo il romanzo per lo stle dell'autrice e una protagonista decisamente infantile ed esagitata, alla fine la redenzione la troviamo in Hunter, che non si può non amare, tenere a cuore come un prezioso amuleto in grado di garantire forza e imprimere tenerezza al cuore (anche quello più simile alla pietra).

Guardandomi in giro, appena finito il romanzo, e volendo conoscere altri pareri oltre il mio per confrontare la visione della lettura, ho trovato commenti decisamente entusiastici o stroncature definitive. Paradossalmente comprendo entrambi, ma preferisco collocare la mia opinione a metà di queste due.
Non ho trovato infatti ne "Il mio sbaglio preferito"  il capolavoro di questo secolo, ma non mi trovo concorde nemmeno con coloro che affermano che questo storia sia inconcludente, pessima o raffazzonata da renderla una lettura da cestinare. Si, la scrittura è tutto questo (con l'aggravante di rasentare il torpiloquio, che indispone se inserito per storia dolce come questa...), dovuta a mio parere ad un'acerbo stile autoriale il quale davvero necessita di revisione; ma credo anche sia una storia scritta con una naturalezza spiazzante, che ne costituisce il punto debole ma anche quello di maggiore forza, al punto tale che risuona di buone intenzioni, di passione, che si propone di scrivere di amore, di fiducia e passione ed in qualche modo le intenzioni ripagano la passione impressa alla trama con l'appassionante modo con cui questa viene vissuta dei lettori.

Consiglio? Prendetelo come lettura leggera, scorrevole e tenera qual è. Non spingetevi ad indagare su spessore dei personaggi, eleganza della trama e intensità dello stile, potreste rimanere amaramente delusi; ma intesa come lettura appassionante, gradevole, da leggere come "cuscinetto" tra letture più intense lo rende gradevolissimo e molto piacevole!



Americana, originaria del Maine, Chelsea M. Cameron è una giovane scrittrice di NA/YA, autrice bestseller nelle classifiche di New York Times e USA Today. È fan di Jane Austen e delle sorelle Brontё, amante della red velvet cake, consumatrice ossessiva di tè, vegetariana, con un passato da cheerleader.
Quando non scrive le piace cantare in macchina e twittare. Dopo la laurea in giornalismo, si è dedicata alla scrittura e a raccontare le storie dei personaggi che abitano la sua fantasia.
Ha un sito Internet www.chelseamcameron.com, una pagina Facebook e la si può seguire anche su Twitter @chel_c_cam.

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