Recensione: "I segreti di Heap House" di Edward Carey

martedì 12 maggio 2015





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I segreti 
di Heap House
 di Edward Carey
pagine 380 circa
prezzo 18€
Bompiani editore
giò disponibile
voto:
4/5
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La serie "Iremonger" è composta da:

1. Heap House - I segreti di Heap House
2. Foulsham - ancora inedito
3. Lungdon - ancora inedito


Clod è un Iremonger.
Vive tra un mare di oggetti gettati via o smarriti che provengono da tutti gli angoli di Londra.
cover originale
E al centro di questo mare c'è una casa.
Heap House, un insieme di tetti, torrette, comignoli, parti di case smantellate con i loro misteri, raccolti per tutta la città e fusi in un labirinto vivo di scale, saloni e angoli nascosti. Gli Iremonger hanno una caratteristica: ciascun Iremonger è legato, sin dalla nascita, a un oggetto.
Ma Clod Iremonger ha una caratteristica ulteriore: lui può udire i sussurri degli oggetti.
cover originale secondo romanzo
Il primo di cui ha avvertito la voce è stato il suo oggetto natale: il tappo da bagno universale James Henry che diceva proprio questo "James Hayward Henry".
Ma un giorno su Heap House iniziano a radunarsi nubi di tempesta: gli Iremonger sono sempre più irrequieti e le voci degli oggetti si fanno più forti; Clod incontra Lucy Pennant, una ragazza appena arrivata a Heap House, e la sua vita cambia.
I segreti che tengono insieme la casa iniziano a dipanarsi rivelando un'oscura verità, che minaccia di distruggere il mondo di Clod.


Considerazioni.

Heap House - illustrazione di Edward Carey
Mi piacciono le cose strane. 
E tanto.

Ok, la definizione di "cosa strana" potrebbe stranirvi e portarvi lontano, per cui specifico. Adoro Burton, i fantasy, le storie che non si possono mai del tutto afferrare, quelle che lasciano l'uscio un pò aperto al finale, ma che proprio per questo lasciano ampio margine alla mente di volare, di esplorare orizzonti inesplorati e lontani. Mi piacciono le storie improbabili, quelle che sembrano cadute dal cielo direttamente nella mente di uno scrittore un po' folle,  pronto a portarti nella sua visione del mondo, anche se surreali, cupe, insomma quelle storie che chiusa l'ultima pagina un po' ti tormentano per quello che sono state, che hanno voluto significare.

Clod - illustrazione di Edward Carey
E questa storia è davvero strana. Non tanto per quello che sta a significare per chi la legge, quanto proprio per la trama che narra e i luoghi e i personaggi a cui conduce.

Di cosa parlerà mai? Mi chiederete a questo punto. Difficile dirlo in poche righe, ma sappiate che tutto comincia con Clod Iremonger, un bambino piccolo, emaciato e fragile che vive in cumuli (discariche) di oggetti che confluiscono a Heap House (residenza degli Iremonger) da tutta Londra - talmente alti e talmenti tanti che sopra di essi spuntano edifici abitati da gente molto particolare e molto strana -  e riesce anche a sentire la voce degli oggetti natali dei suoi parenti (sono oggetti speciali che appartegono a ogni Iremonger e che vengono donati all'infanzia e destinati ad accompagnarli per tutta la vita; definiscono anche la personalità del loro possessore).

Clod è un bambino che i gli adulti del clan Iremonger snobbano (se non per uno zio che gli da retta), i piccoli non cercano e che tutti pensano essere destinato ad una morte precoce, alla solitudine e alla pochezza. 
Clod vive da sempre nella discarica che i suoi parenti gestiscono e che costituiscono una vera e propria città di cui sono i sovrani e che regolano con regole di loro piacimento. Egli è solo e questo lo spinge a esplorare il suo ambiente (immenso) esterno ed interno, a girovagare qui e là tutto il giorno, a meno che non venga chiamato per trovare gli oggetti che i suoi parenti perdono (soprattutto se oggetti natali). 

In questi cumuli ci sono soffitte umide pronte a celare segreti di famiglia decisamente ingombranti, scantinati umidi e bui, cucine incredibilmente squallide, con un personale ostile, asciutto nei gesti e nelle parole e lontano e distaccato dai Iremonger.

Lucy Pennant - illustrazione di Edward Carey
Un giorno nella tenuta arriva una bambina, Lucy Pennant,  destinata a essere niente e nessuno nel mondo che tutti conosciamo, ma che per uno strano gioco del destino (ed il fatto di essere per una piccola parte una Iremonger) viene portata a Heap House, residenza dei Iremonger, dove diviene sostanzialmnte una delle sguattere della casa.

Clod e Lucy, che intrecciano il loro punto di vista per tutto il racconto, si incontreranno e le loro vite camberanno per sempre ed inevitabilmente.

Mi è piaciuto molto questo romanzo, per diverse ragioni. Innanzitutto mi è piaciuto per le ambientazioni, che sono spettacolari e che rimangono impresse per molto tempo proprio per quanto siano brillantemente esposte e descritte. 
Mi è inoltre piaciuto moltissimo il mondo creato da Carey, che non concede molte spiegazioni alle domande che porge consapevolmente o inconsapevolmente al lettore, a dire tutta la verità, ma che si fa piacevolmente desiderare, tanto per la storia in se stessa, per il destino dei personaggi quanto per i singoli dettagli e la storia della famiglia Iremonger.

Sono infatti decisamente numerosi (oltre che interessantissimi) i misteri che circondano gli Iremonger: 
Perchè si sposano solamente tra di loro?
Perchè tutti hanno un oggetto natale
Perchè si occupano di rifiuti e vivono in un ambiente che puzza tanto da dare la nausea? 
Perchè sembra che non possano essere scissi dagli oggetti che formano la discarica?


Nonno - illustrazione di Edward Carey

Molte di queste domande non troveranno risposta (non almeno in questo primo romanzo dell'annunciata trilogia), ma poco importa, sinceramente, in quanto ho trovato avvincente le avventure e gli strambi personaggi a cui mi ha condotto Carey con la sua scrittura fluente, semplice, immediata e granzie anche ai numerosissimi disegni (fatte dallo stesso autore) che arrrichiscono la lettura, nonchè la struttura dei capitoli (che si muove e modifica in relazione alla trama e alla decisione dell'autore di focalizzare un certo personaggio piuttosto che un altro).

E' un romanzo che viaggia sui binari dell'assurdo, del surreale, del "tutto possibile" ma senza ancorarsi del tutto a spiegazioni che possano essere quelle classiche, rassicuranti e definitive che generalmente un libro s'impone ai lettori. E' una storia surreale che va presa per quella che è e accettate nelle spiegazioni che concede e che nega, che appaga o che non vuole (al momento) volutamente appagare.

illustrazione di Edward Carey


Da leggere per evadere.
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Volete sapere qual è il vosto oggetto natale?
Edward Carey nato nel 1970 nel Norfolk, è scrittore, drammaturgo, illustratore. Per Bompiani ha pubblicato i romanzi Alva e Irva. Le gemelle che salvarono una città (2004) e I segreti di Heap House (2015).

2 commenti:

Pamela ha detto...

Devo leggerlo assolutamente! Appena l'ho adocchiato in libreria mi è scattato quello che chiamo "l'allarme Burton" ^^. Sembra decisamente nelle mie corde!

Endimione Birches ha detto...

Ciao Pamela,

W gli "allarmi Burton", ce ne sono così poco spesso ... ^ ^