Recensione: "Devon" di Jon Katz

martedì 3 novembre 2015


 

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Devon
di Jon Katz
pagine 224
prezzo 17.50€
Piemme
già disponibile
voto:
 3/5
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L’esistenza di Jon scorre tranquilla nel New Jersey con una moglie e due amatissimi labrador, campioni di mansuetudine e devozione. La condizione perfetta per uno scrittore. Ma il cambiamento ha sempre inseguito Jon in forme imprevedibili.
Questa volta si presenta in quella di Devon, un giovane border collie dal passato difficile. Un mix esplosivo di intelligenza acutissima, paura e una personalità dirompente.
cover originale
Sotto gli occhi perplessi dei due cani di casa, non abituati a quel ciclone, Jon si impegna a conquistare la fiducia di Devon, che gli lancia ogni genere di sfide, solo per dimostrargli quello che può fare. Memore del suo dna da cane da pastore, tratta lo scuolabus come fosse un gregge di pecore, escogita più metodi di Houdini per evadere dal giardino, apre il frigo ed estrae il cibo dalle confezioni senza romperle.
La vita con lui è un alternarsi di stanchezza, divertimento e uno scontro intellettuale che non si placa mai.
Ma quando Jon inizia a temere di doverlo restituire, scopre che sotto la veste da ribelle si cela un cuore tenero, che aspettava solo un cenno d’amore vero per dare il meglio di sé.
Sarà un lungo cammino di avvicinamento quello di Jon e Devon, costellato di imprevisti e tenerezza, in cerca della perfetta forma di amicizia, quella in cui non si distingue più chi dei due ha addomesticato l’altro.



Considerazioni.
Ogni tanto una storia che ha come protagonisti animali domestici non può far altro che sollevare il morale. Certo questo romanzo è composto da alti e bassi sentimentali, in quanto non sempre si ride e si scherza (tutt'altro in più di un momento) però è una storia che tocca il cuore per i sentimenti che gli animali portano con sè senza dire nulla, solo stando vicino, amando e sopportando con stoicismo e inncomensurabile amore.

Mi è capitata tra le mani questa storia, che narra della vita di Jon, il quale ha due labrador tranquilli (Julius e Stanley) e pacifici, una bella casa, una moglie dolce e un mestiere di scrittore che lo soddisfa parecchio. Ad un certo punto della sua vita Jon incontra una trascuratissima Border Collie di nome Devon, che entrando nella vita di Jon lo espongono e portano ad uno scompenso della tranquillità che conosceva prima di scontrarsi con lei e portarla a casa sua.

Devon è decisamente nevrotica, incostante, ribelle, bisognosa si movimento, di corse, di giochi, di spazi aperti e attira come un magnete i casini di ogni genere e di qualsiasi provenienza, anche pericolosi per gli altri. 
Jon dovrà ingegnarsi e imparare a condividere le sue esperienze con un animale che non è mansueto come quelli che già conosce, che è problematico e difficile da trattare la maggior parte del tempo, ma che è anche in grado di dare immenso affetto e incondizionata fiducia al suo padrone.

Quella che scrive Katz è sostanzialmente una riflessione esistenziale - tramite l'amicizia stretissiamacon i suoi animali - sulla vita, cosa essi significhi confrontata con il suo opposto, la morte. Non solo, è la condivisione di una parte della vita con animali (in questo caso i Border Collie) che sono indomiti, quei pochi che con difficoltà si piegano alle regole imposte dal padrone e creano un sacco di problemi, senza contare che è una lettura che costituisce il processo di educazione di un cane alla mansuetudine.
E se la parte di riflessione di Jon non è niente male, si segue volentieri e si trova in un certo senso decisamente affacinante, la seconda, ovverosia l'educazione di Devon risulta, a tratti, decisamente forzosa e poco ortodossa. Non voglio parlare di maltrattamenti ma, a volte, poco ci manca visto gli strumenti che utilizza Jon per portare Devon ad essere un animale docile e pacato.
Ognuno ha i suoi metodi, per carità, ma avendo i mezzi e le possibilità, per non arrivare a mal trattare Devon, poteva rivolgersi a un professionista, un addestratore, senza forzare troppo la sua natura e quella della povera Devon.

C'è di bello che Jon riconosce i suoi passi falsi e i suoi fallimenti, per cui mostra più volte di rimediare alle cavolate che combina con la cagnetta in questione, mette a punto delle misure atte a mitigare quelle meno gentili, a cercare rimedio in quello che fa, e questo gli fa onore e occorre rengergli merito.

Anche quando malmena Devon, Jon, infatti, non lo fa con cattiveria, e gli duole immensamente imporgli quel tipo di educazione, e dopo ne riconosc la rigidità e la durezza, ma è comunque un atteggiamento che potrebbe dar fastidio a qualche lettore che la pensa in modo antitetico.

In generale penso che che Kats, a prescindere dalle critiche positive o negative gli sono state mosse, ha avuto delle buoni spunti ed è toccante come descrive la vita dei suoi animali, il suo affetto e quello che proviene da loro.
E' una storia che farà discutere, nel bene e nel male, e che ha portato a qualche critica nel paese natio dell'autore, ma devo dire che è stato più che altro spunto per tornare a parlare dell'educazione canina e i diversi punti di vista.

Lo consiglio a chi ama gli animali e che da loro vuol sempr poter imparare qualcosina sull'amore incondizionato che questo animali ci concedono con tutti se stessi.

 

Jon Katz  Scrittore e giornalista, ha scritto per il «New York Times», il «Wall Street Journal», «Slate», «Rolling Stone» e collaborato con il «Boston Globe» e il «Washington Post». Vive a Bedlam Farm, nello stato di New York, con la moglie Maria e i loro cani, muli, gatti, pecore e galline. Per Piemme ha già pubblicato Frida.

2 commenti:

Lady Debora ha detto...

Non conoscevo questo libro.. dritto dritto in wish *_*adoro le storie con i cani :)

Endimione Birches ha detto...

@Lady Debora

Spero tanto che ti piaccia!!!
Buona serata!
Endi