Recensione: "Il matrimonio degli opposti" di Alice Hoffman

venerdì 29 aprile 2016








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Il 
Matrimonio 
degli 
Opposti
di Alice Hoffman
pagine 
prezzo
Neri Pozza  
già disponibile
voto:
★★
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Isola di St Thomas, 1807.
Rachel Pomié ha tutto per essere felice. Ha un padre che ogni sera, rientrato dalle sue navi che esportano zucchero, rum e melassa, le legge le fiabe di Perrault e un’amica del cuore, Jestine, figlia creola della cuoca di famiglia, che la segue ovunque in totale adorazione. Vive, poi, su un’isola definita da Cristoforo Colombo un «Paradiso in terra» per le sue spiagge candide e le sue acque turchesi. Quando, tuttavia, cala la notte e sotto le coperte chiude gli occhi, Rachel sogna di sgusciare via da quell’esistenza e di fuggire a Parigi.
Di Parigi sa tutto. Dalle mappe dei cartografi sa come si snodano i viali delle Tuileries, le banchine della Senna e le vie principali. Dai racconti di suo padre sa che da quella grande città vengono i suoi antenati, dopo aver peregrinato in Spagna e Portogallo, alla ricerca di una terra dove professare l’ebraismo senza essere umiliati, offesi o, persino, uccisi.
Il suo sogno, però, di aggirarsi per le strade della capitale francese, vestita magari come una delle ragazze sbirciate di nascosto sul Journal des dames et des modes della madre, svanisce miseramente il giorno in cui finisce in sposa all’anziano commerciante Isaac Petit. La vita coniugale con monsieur Petit, un vedovo di trent’anni più vecchio di lei, si rivela piena di sacrifici, lutti e delusioni.
Una mattina, appena arrivato da Parigi, compare al suo cospetto il nipote di Petit, Frédéric Pizzarro, un bel giovane coi capelli scuri, il portamento elegante e un francese parigino così nitido da sembrare un altro idioma rispetto al francese creolo dell’isola. Rachel, che ha la lingua più tagliente di tutta St Thomas, non riesce a spiccicare parola, quasi consapevole della fatalità di quell’incontro.
Frédéric Pizzarro sarà, infatti, l’uomo della sua vita, e dal loro amore nascerà Camille, un ragazzino curioso e vivace che andrà a Parigi, si diplomerà all‘École des Beaux-Arts, stringerà amicizia con Paul Cézanne e diventerà Camille Pissarro, uno dei più grandi pittori dell’Ottocento.
The Marriage of Opposites
cover originale


Considerazioni.
Oggi, cari lettori, care lettrici, faccio qualcosa a cui normalmente non sono avvezza: parteggiare in modo pieno ed assoluto con l'autrice di questo romanzo. Perché io amo lo stile, il semplice fluire delle parole che escono dalla penna di questa meravigliosa scrittrice americana. Da quando ho aperto per la prima volta un suo romanzo, tutto è cambiato. Questa recensione, dunque, cari lettori, non potrà che essere è una dichiarazione d'amore per la Hoffman.

Lo so, non si dovrebbe mai del tutto svelare un'inclinazione, una passione, una preferenza, per non influenzarvi troppo nella scelta di un romanzo, in modo tale da lasciarvi trasparire la passione e porgervi un parere oggettivo e semplicemente onesto, ma la verità è che comunque si vedrebbe troppo, si leggerebbe tra le righe di quello che scriverei, perché dunque non dichiararlo subito. Ed ecco che lo faccio, portate pazienza.

Da un po' di tempo la Hoffman non si occupa più prettamente di romanzi puramente fantastici e magici, con qualche linea più di là che di qua del fantastico, ma questo non vuol dire che non porti magia nei suoi romanzi, in varie forme, a volte più palesemente che in altre, ma sempre e comunque presente.
"The Dovekeepers", uno dei suoi ultimi romanzi, per esempio - che tratta la storia di due donne ebree della Giudea  all'epoca della conquista romana, soffermandosi in particolare sull'assedio di Masada - è un romanzo che da noi non è ancora (purtroppo) arrivato (ma di cui è stata trasmessa la miniserie su Rai2, mi sembra, intorno a Natale del 2015) e che ha conquistato il pubblico americano per il mix di eventi reali e quelli immaginifici della Hoffman, che hanno creato qualcosa di assolutamente sorprendente e nuovo. 

Anche in quest'opera la Hoffman ci mette del suo - nel narrare la storia dei genitori di Jacob Abraham Camille Pissarro, noto e indimenticabile pittore impressionista francese, sullo sfondo delle Antille Americane - che anche se non si sostanzia in elementi fantastici puri, qualcosa c'è, si legge, si sente, trasuda ed ovviamente si apprezza.

"Il matrimonio degli opposti" si colloca presso la meravigliosa Charlotte Amalie capitale dell’isola di St. Thomas, ex dominio danese poi, dal 1917, diventato di dominio americano, dove il caldo stringe la vita delle persone come in una morsa di afa, sudore, azioni molto spesso d'impeto, zanzare e notti stellate. In quest'isola delle Antille la vita è lenta, la gente sempre la stessa e tutti sognano di andare lontano, in posti meno umidi, meno caldi e con una vità più intensa di quella che conducono a Charlotte Amalie.

Camille Pissarro’s Two Women Chatting by the Sea, St. Thomas, 1856, shows the island where he spent his early childhood. (Photo: National Gallery of Art)
 

La Hoffman sofferma il suo sguardo su una giovane isolana, una certa Rachel Pomié, la quale pur essendo soddisfatta della propria esistenza - che conduce serenamente, grazie anche al padre, il quale le permette un'esistenza agiata, la ama e la fa sentire amata - sogna sempre il paese dei nonni, in Francia.
La famiglia dei Pomié, infatti, ha radici francesi, ma a causa dell'inquisizione e le persecuzioni, ha dovuto cambiare spesso patria, emigrando prima in Spagna, poi in Portogallo e poi verso il Nuovo Mondo, nell'isola di Saint Thomas, paradiso in terra (e delle tartarughe) anche per lo stesso Cristoforo Colombo.

Rachel, nata nel 1795, è una ragazza bellissima, intelligente e con uno spirito indomito e coraggioso, che è cresciuta libera e selvaggia con il cugino Aaron Rodrigues e l'amica della cuore, figlia della cuoca. Nella piccola isola la piccola Rachel vive come se avesse in mano il mondo, seguendo ritmi naturali e allietandosi dal mare belissimo, dal caldo impossibile e dalla compagnia dei suoi fidati amici e dei libri (ne possiede numerosissimi esemplari, nella vasta biblioteca del padre).

Rachel vive quindi un'infanzia quasi da sogno, che s'interrompe nel momento in cui gli affari del padre incominciano ad avere un declino, al verificarsi del quale l'uomo decide di dare in sposa la figlia ad un certo Isaac Petit, un anziano commerciante ebreo di origini francesi, con quasi trent'anni più di Rachel e già tre figli di cui occuparsi.

Rachel sposa l'uomo, da cui avrà ben tre figli, per poi rimanere vedova qualche anno dopo, per un attacco di vuore di Petit. Ormai vedova, Rachel, vede tutti i beni del marito andare ad un lontano parente del defunto marito, di cui non aveva mai sentito parlare, un certo Frédéric Pizzarro, che giovane e senza esperienza arrivava dalla Francia per ereditare il suo patrimonio e conoscere la donna che amerà per tutta la vita.

Dal momento in cui Frédéric Pizzarro sbarcherà riconoscerà in Rachel il suo destino, e lei, in lui, il suo, e dal loro incontro e dal loro amore nascerà uno dei più grandi pittori impressionisti francesi ...

Camille Pissarro, Self-Portrait, 1873. (Photo: Musée d'Orsay, Paris)
 




La scrittura della Hoffman è cambiata davvero un pò dal registro solito, a cui ero maggiormente avvezza, ma forse è qualcosa da imputare anche alla tematica, che richiede uno stile diverso, più morbido, più fluido e delicato.

Mi è sembrato di tornare a leggere la Allende dei bei tempi, il Marquez dei primi romanzi, dove i colori, i suoni, i gusti e l'incedere del linguaggio saltano fuori dalle parole del romanzo, come se potessi coglierle o assaporarle in prima persona.

Ed è quindi una storia viva, afferabile, comprensibile e immaginabile quella che ci propone la Hoffman, che ci immerge in un'isola dall'acqua turchese, una spiaggia bellissima e una trama dal sapore molto europeo, pieno di colpi di scena e di amore in tutte le sue forme.

Rachel, ovvero il ritratto della crescita di una donna, non sarà nè semplice, nè scontato e la sua formazione è davvero travagliata, ma vissuta con una maturazione incredibilmente dolce, adulta e piena di sentimento, di speranza e di forza. Mi è piaciuta moltissimo la figura che emerge, che salta fuori dal romanzo e che mi è venuta a cercare con la voglia di non morire nelle sabbie del tempo, di essere ricordata per dei motivi giusti, giustificati e ben precisi.

Sono stata stregata un'altra volta dalla Hoffman - che con Rachel ha fatto pieno centro - la quale ha scelto una storia intrisa di emozioni, di mutevoli colori, di tematiche importanti, impossibili da seppellire sotto la sabbia e dimentticare del tutto. Schiavitù, obblighi, società, impocrisie, amore, dovere, interessi, denaro, passioni, dipinti, tempo e attimi inafferabili.

E' un romanzo che non finisce, perchè la sua fine coincide con la nascita di un pittore che rimase impresso nella memoria dei posteri per il suo temperamento anarchico, per la sua necessità di libertà, per la voglia di distinguersi dalla massa, per lo spiegare il suo pensiero attraverso la sua pittura, la sua arte, senza badare troppo ai suoi simili, un pittore che cercava la verità e che risentì profondamente del passato dei suoi genitori, della loro pesonale storia, che ora, grazie alla Hoffman posso dire di conoscere. Grazie Alice, ne è valso il viaggo.





Camille Pissarro is the artist - anyone know the name of the painting, size, location? Amazing!:
Camille Pizzarro

Alice Hoffman è nata a New York nel 1952. È autrice di numerosi romanzi di successo, tra i quali The Museum of Extraordinary Things e The Dovekeepers, entrambi New York Times bestseller. Vive nei pressi di Boston.

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