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Di spade e destini è l'intreccio di Goodkind

lunedì 2 maggio 2016


l'ultima versione pubblicata riporta in copertina i volti sei personaggi della serie tv








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The
Legend
of the 
Seeker
di Terry Goodkind
Composta da:
 11 volumi primo ciclo
4 volumi secondo ciclo
Serie Conclusa 
disponibile
sia in cartaceo che ebook
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Serie "La spada della veritàè cmposta da:
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o. Debt of Bones - Debito di ossa (racconto pequel)
1. Wizard's First Rule - L'assedio delle tenebre - La profezia del mago
2. Stone of Tears - Il guardiano delle tenebre -  La pietra delle lacrime
3. Blood of the Fold - La stirpe dei fedeli - L'Ordine Imperiale
4. Temple of the Winds - La profezia della luna rossa - Il tempio dei venti
5. Soul of the Fire - L'anima del fuoco
6. Faith of the Fallen - La fratellanza dell'ordine
7. The Pillars of Creation - I pilastri della creazione
8. Naked Empire - L'impero degli indifesi
9. Chainfire - La catena di fuoco
10. Phantom - Fantasma
11. Confessor - Scontro finale
 
*nell'ultima versione i romanzi sono denominati 
semplicemente come Volume n. I, II, III, e così via
 
 
cover originali dei primi romanzi

Considerazioni sul primo ciclo della serie.
Oggi vorrei proporvi la lettura di una serie fantasy che potrebbe interessarvi non solo dal punto di vista delle tematiche, ma anche dal punto di vista puramente intrattenitivo. Sto parlando della serie (suddivisa in due cicli) di Goodkind "La spada della verità".

Essendo uscito l'ultimo titolo del secondo ciclo, pubblicato dalla Fanucci, che pone una pietra tombale sulla serie, mi sono sentita di non poter non dedicare buona parte di questa settimana ad un autore che non solo mi è piaciuto, ma che ho apprezzato, e anche molto, a prescindere dalle critiche che gli sono piovute addosso dai lettori che cercano un fantasy più strutturato, complesso e in un certo senso a volte più crudelmente accanito nei confronti dei suoi personaggi. 
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Da diversi anni ormai, da quando cioè lo conosco, ho sentito parlare malissimo e benissimo di questa serie e di questo autore. Ho letto tanto incantevoli recensioni che vedevano quanto di più bello e positivo del fantasy, quanto recensioni che ne facevano emergere il becero, il sessita, il lascivo e il truculento.

E' da un pò di tempo, per cui, che mi sto dedicando (purtroppo lentamente) alla lettura di questa serie, - che ricordo essere composta nel primo ciclo di ben undici volumi e, nel secondo, di quattro - la quale mi ha condotto, oltre alla conoscenza di diverse "regole del mago" - una per ogni libro - ad una vasta introspezione psicologica circa i personaggi, a tematiche importanti, su cui non si smette di ragionare solamente durante la lettura del romanzo, a una riflessione circa l' utilizzo delle proprie capacità e di tematiche - molto care a Goodkind - ispirate, ed attinenti, ad autori molto famosi ed importanti nel panorama letterario.

Ma incominciarmo dal principio e soprattutto lasciamo stare la serie tv collegata a questi romanzi, che a mio parere non ha saputo cogliere lo spirito del libro, ha mancato del tutto il personaggio principale e ha reso delle macchiette i comprimari. Per favore non facciamolo, non parliamo della serie tv ispirata dalla serie.

Detto ciò, mi sono avvicinata a Goodkind per caso, in un giorno in cui pioveva e mi sono trovata a spulciare romanzi datati in una libreria che non proponeva altro se non fantasy, genere che già aveva incominciato a scorrermi nelle vene ..
Il Fantasy (e sue ramificazioni) è a mio gusto bello perchè totalmente soggettivo. Si possono leggere mille e mille libri su autori di questo genere che ci vengono consigliati, anche da fedeli amici, ma sarà comunque una sorpresa, perchè il fantasy muta - come vosse vivo - e passa, variando, da soggetto a soggetto.
Ho letto molti autori fantasy, ma l'effetto che hanno fatto su di me, saranno sempre e comunque molto differenti da quello che hanno fatto su altri.  E ogni volta che leggo un autore, questo mi lascia qualcosa di bello o di brutto, mi mostra qualcosa di profondamente diverso, di impossibile, ma nella sua testa profondamente vivido e reale. Ed è una cosa che mi piace moltissimo.

Creando le avventure di Richard Cypher - un ragazzo semplice, profondamente buono fino a rasentare l'ingenuità, che fa la guida forestale, che vive con il padre, che ha pochi amici e un amore immenso per la natura e l'avventura - Goodkind ha voluto mostrarci le implicazioni di una crescita, costituito da un cambiamento profondo, radicale, ma anche interessantissimo, che è quello dell' uomo e della sua realizzazione verso qualcosa di incalcolato, insapettato, attraverso trionfi e sconfitte, di fronte all'ignoto, all'impossibile e soprattutto alla natura degli altri uomini.
Richard, nel suo percorso incontrerà personaggi che saranno la sua forza, ma anche la sua debolezza, personaggi che tenderanno ad ostacolarlo, se non ucciderlo, ma anche persone che lo ameranno incondizionatamente, come Zed (abbreviazione del più esteso e difficile Zeddicus Zu’l Zorander, ex primo mago, ergo potentissimo) e Kahlan Amnell (Depositaria dotata di poteri magici importanti,).

Goodkind, per portarci nel suo mondo, fa due cose:

- attinge alla mitologia norrena, nordica, sino ai druidi, fino alle religioni antiche per ricreare un mondo molto simile al nostro, ma suddiviso e diviso da barriere, da credenze, da religioni, da demoni e da maghi che tentano di riprendersi il dominio di tutto ciò che è governabile e dominabile, meglio se con la magia come giogo per tutti.

- porta nelle sue tematiche filosofie anche molto conosciute e discusse come quella di Ayn Rand e del suo "oggetivismo", che è sicuramente la struttura ideologica portante del romanzo, riportata a più riprese nelle discussioni e nei principi esistenziali e materiali dei protagonisti, soprattutto Richard. Non spaventatevi, le considerazioni in questione sono riportate in modo semplice, accessibile e comprensibile.

- inserisce moltissime contraddizioni, assolutamente volute. Una su tutte? La spada della verità. Molte delle discussioni iniziali, alla base dei dubbi di Richard nell'accettazione dell'essere un salvatore, ed in particolare, un cercatore della verità, sono dovute alla spada, perchè Richard non è un uomo violento, e dover portare la pace e la serenità con il filo di una lama, che pretende morte, è inizialmente inaccettabile. C'è però sempre "la via di fuga", consistente in una sorta di spiegazione soggettiva che viene in aiuto al ragionamento di Richard, grazie a Goodkind, il quale ti fa pensare e ti insinua il dubbio, il quale ti obbliga a ragionare cercando la risposta, soprattutto dentro di te, pur trovando una razionale giustificazione - coerente - in quella data nella narrazione.

Goodkind, nel corso del tempo, ha saputo ispirarmi ragionamenti più importanti e profondi (per cui gli sono molto riconoscente), essi sono stati la scintilla per qualcosa mi si agitava nel profondo senza emergere mai del tutto (no, non era indigestione), venuto a galla grazie a dei passaggi sottili e intelligenti di Goodking, che per me sono stati empatici e utili. Comprendo ovviamente le accuse di buonismo nei confronti dei personaggi, perchè se amate un certo tipo do fantasy, come quello di Martin, di Abercrombie, e altri che si collocano sulla medesima scia, in un modo o nell'altro, non amerete il modo con cui Goodkind gestisce il destino e i fili dei suoi personaggi. Essi certamente subiscono delle torture (interiori ed esteriori), dei patimenti, delle mutilazioni (sentimentali e morali), ma riescono sempre a ripartire da essi come crescita, senza gettarsi in pasto al buio, al malvagio al fato oscuro che l'attende. I personaggi di Goodkind cambiano, crescono e trovano  un'evoluzione, ma non vengono spezzati, questo mai, manca quella privazione drammatica e cruenta che avviene con la perdita di persone che si amano e si perdono violentemente (ci sono morti violente e situazioni molto cupe, ma mai come in altri autori, dove l'atmosfera e da bagno di sangue, da horror).

Goodkind è un uomo fondamentalmente gentile, che vede possibilità al di là della brutalità, che cerca la luce dove regna l'ombra e che non sente come propria la capacità di usare violenza, quella nuda e cruda, contro i suoi personaggi principali. Qualcuno potrebbe definire Goodkind come buonista, come uomo che non ha coraggio nel forzare la trama spingendo oltre il limite i suoi personaggi. Ma non sono d'accordo. Goodkind non è un buonista, in quanto le violenze e le torture mentali e fisiche ci sono e sono presenti in diversi momenti, ma per giustificati motivi, che si comprendono distintamente nella lettura. Goodkind non travalica il limite, con i suoi personaggi, non li pone oltre il loro stremo, fino a renderli altro da quello sono e che possono essere, ma non è vero che non li ponga in situazioni limite. Il primo romanzo lo dimostra, quando Richard incontra per la prima volta le Mord-Sith e ne viene torturato fino a dimenticare una parte di sè.

Quello che ritengo, al di la della trama spiccia, è che secondo me Goodkind è uno scrittore sottovalutato. Non è un autore avvezzo o incline a trame strutturate in modo estremamente complesso, articolare trame su multipli livelli e incastonarvi sopra archi narrativi differenti conditi da mistero, con un numero esautorato di vite da spiegare e meccaniche strane da intavolare. E' un autore empatico, che trasmette esperenza concreta, che vuole trasmettere un'insegnamento, porgere un consiglio a suo modo, e lo fa trasmettendo anche quel senso di bellezza e rispetto per la natura, per l'amore, per i valori e i principi che ogni singolo uomo decide di darsi e di seguire per il proprio codice morale

Secondo la mia visione, da quello che ho potuto leggere di Goodkind la vita è difficile, faticosa, piena di insidie, di trappole e di momenti in cui è facile voler mollare tutto, ma sa essere anche splendida, piene di meraviglie e cose per cui lottare e ho amato quello che ha voluto raccontarmi, anche se non è perfetto, anche se a volte è semplicistico. E'un viaggio che deve essere fatto, che vale la pena compiere. Sempre.

Terry Goodkind è nato a Omaha, Nebraska, nel 1948. Pur soffrendo di una rara forma di dislessia ha svolto i mestieri più disparati e stravaganti, coltivando allo stesso tempo la passione per la pittura, che lo ha portato a inserire alcuni disegni all’interno dei suoi libri. Nel 1983 si è trasferito nel Maine, dove ha iniziato a creare i personaggi e le trame del ciclo fantasy che lo ha reso celebre in tutto il mondo, La Spada della Verità, pubblicato in Italia in esclusiva da Fanucci Editore. Il debutto di Terry Goodkind è stato accolto da uno strepitoso successo, forse senza precedenti nel mondo della narrativa fantasy. Cuore Guerriero è il quarto volume della serie dedicata a Richard e Kahlan, preceduto da La macchina del presagio, Il terzo regno e La fine della profezia. Sempre per Fanucci Editore sono usciti Debito di ossa, La legge dei Nove e La leggenda di Magda Searus.

2 commenti:

Lady Debora ha detto...

Io ho comprato i primi due libri con i personaggi del telefilm che amo *_* ma non si trovano già più i volumi >.< Se paragnato alla serie tv il libro risulta essere un tantino pesante però sono entrabi bellissimi *_* non vedo l'ora di leggere il secondo se riesco a trovare altri volumi ^^

Endimione Birches ha detto...

@Lady Debora,

spero davvero che tu li possa trovare, perchè meritano!! E' un viaggio indimenticabile :)
xo
Endi