Recensione: "Giada. Un amore colpevole" di Anna Chillon

venerdì 22 luglio 2016









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Giada
Un amore
Colpevole
di Anna Chillon
pagine 347
prezzo 11.90€
ebook 3.90€
autopubblicato
già disponibile
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Non ero pronta per lui, ma questo non gli importò. 
Entrò come un tornado nella mia vita,
la stravolse spezzandomi il fiato
e mi rese donna,
a dispetto di tutto e tutti.

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Il giorno del mio diciottesimo compleanno, spiando quel ragazzaccio condannato ai lavori socialmente utili, pensai che la vita stesse per sorridermi, lungi dall’immaginare cosa in realtà stesse per serbarmi.
Qualcosa più grande di me mi avrebbe presto travolta, scossa alle fondamenta, gettando il mio corpo e il mio cuore in pasto a una persona con l’animo di un lupo selvatico. 
Per tutti sarebbe stato uno scandalo e una vergogna: nessuno avrebbe compreso, perché nessuno conosceva le molteplici verità che quel lupo era stato così bravo a celare.
Forse un cuore, seppur logoro, l’aveva anche lui.
E forse, se avessi lottato e ignorato le apparenze, prima o poi lo avrei scoperto.

Considerazioni.
Devo dire che di questa autrice italiana ho potuto leggere un romanzo che mi era piaciuto molto, ovvero Alakim. Subito sono quindi stata molto elettrizzata nel sapere che aveva scritto un nuovo romanzo, tanto più che appartiene ad un genere totalmente diverso da quello del primo libro che avevo letto. "Giada. Un amore colpevole" è infatti un romanzo erotico, sentimentale, che indaga la psicologia e si muove nella vita di Giada, mentre Alakim era un libro prettamente fantasy.
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"Giada. Un amore colpevole" segue un po' il filone che si è imposto negli ultimi anni, ovvero quello di raccontare la storia di una giovane donna, con una vita sentimentale agli albori, che incontra, nel giorno del suo compleanno, un ragazzo poco raccomandabile condannato ai lavori socialmente utili. Ovviamente, sin dal primo incontro, tra i due accade qualcosa di inspiegabile e dolcissimo che si scontra troppo presto con un altro rapporto destinato a divenire qualcosa di morboso, con un certo Vincent - ovvero l'amico del padre della ragazza il quale doveva sorvegliare a che lei non s'intrattenesse con Simon o qualsiasi altro uomo in assenza dei genitori per qualche giorno - che la inizia ai piaceri della carne, alla sensuale arte del piacere dalla quale Giada non riesce a tornare indietro, perdendosi inevitabilmente ... la relazione impensabile, inesorabile e immorale tra una ragazzina a appena divenuta donna ed un uomo molto più grande di lei (l'amico del padre ha una quarantina d'anni) e quella verso Simon, a cui Giada si sente profondamente legata, sono al centro di un intricato triangolo da cui sarà difficile uscire per la protagonista perché Giada inizia ad avere degli strani desideri, delle fantasie proibite che solo un uomo maturo come Vincent può aiutarla a realizzare, anche se nel suo cuore alberga la voglia di scegliere Simon ...
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Anna Chillon in questo romanzo vuole scandagliare il sentimento del proibito, della sensualità persistente, del desiderio e della passione che porta inevitabilmente a perdersi e andare lontano da se stessi sino a non riconoscersi più. Parlando di tematiche scomode, ambigue e difficili l'autrice voleva parlarci di tante cose, come la differenza tra amore e passione, tra passione e ossessione, la differenza di età per una storia passionale e la differenza con una storia importante, sul lungo periodo (sono cose diverse e l'età non è mai importante?) e così via ...
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Devo dire che sebbene, per alcuni versi, la scrittrice sia riuscita, per me, a portare nella storia quella sensualità che andava cercando e indagando, complessivamente la storia non è riuscita a darmi quelle sensazioni che avrei voluto trovare, per una ragione o per l'altra non sono proprio riuscita ad entrare in sintonia con i personaggi, vuoi perché troppo lontano da me vuoi perché un po' stereotipati dai dialoghi, che non li hanno valorizzati o approfonditi come avrebbero invece dovuto fare. Anche la storia, fino a metà, riesce a catturare l'attenzione, ma poi si perde avvolgendosi su se stessa, ripetendosi in un eterno ritorno senza evoluzione. Il romanzo termina, ma Giada rimane sempre la stessa, con qualche consapevolezza in più, ma sostanzialmente la stessa, con le sue paure, le sue ansie, le sue insicurezza, la sua frustrazione e lesse fragilità, come se quanto vissuto fosse stato fonte di esperienza fisica e passionale, ma fine a se stessa, in pratica ...

Pensavo di trovare un romanzo cupo, profondo, tremendamente tormento e ritorto sulle figure del personaggi, del loro passato, delle loro volontà, qualcosa che nascesse dalla psicologia complessa e oscura dei personaggi e si riverberasse nelle azioni così fisiche e necessariamente passionali, ma è stato un peccato, e lo dico con il cuore in mano, non trovarvi molto di quella Chillon che avevo invece amato nel romanzo precedente, in qualche modo e per sotto un'altra luce, ovviamente. 
Ho apprezzato moltissimo, però il fatto che la Chillon si sia cimenta in un romanzo profondamente diverso sia nel genere, che nello stile quanto per le tematiche, è una cosa che le fa onore a prescindere in quanto sperimentare, in un autore o un un'autrice è una cosa bellissima che spinge a opere inaspettate, alcune più riuscite di altre, ma comunque bellissime e secondo me la Chillon, sebbene mi sia piaciuta di più in altri momenti e altri libri, arriverà, con sperimentazione dopo sperimentazione, opera dopo opera, a scrivere qualcosa di sorprendente, ne sono assolutamente sicura.

Anna Chillon dice di sè "Dev’essere una deformazione che risale alla radice. La maestra ci suggeriva una parola e noi dovevamo scrivere una frase. Le mie erano molto lunghe e continuavano anche dopo il punto. Erano storie. In principio vi fu il diario delle mie avventure adolescenziali, poi vennero le lettere d’amore, d’amicizia, le confessioni, ma è stato con i racconti che ho cominciato a cimentarmi seriamente in quest’arte e ho iniziato a desiderare di poter condividere i miei scritti. Nel duemiladieci, ho così dato vita al blog Solosua.it, creato utilizzando lo pseudonimo di Anita Rebelle. Un nome d’arte scelto di proposito, in considerazione della connotazione fortemente erotica della maggior parte dei miei racconti. Anita Rebelle era il mio alter-ego, attraverso il quale accantonavo la tediosa moralità per divenire narratrice di storie torbide e passionali. Calandomi in questa dimensione Solosua.it diventava il mio parco giochi, costituendo allo stesso tempo una realtà che mi ha permesso di entrare in contatto con i miei lettori. Ma come ogni scrittrice, limitarmi ai racconti, fossero anche long-fiction, non mi bastava. Volevo scrivere romanzi. Volevo mettere in gioco le mie debolezze e la mia determinazione, immergendomi a pieno in una storia corposa o magari un’intera serie. Così è iniziato il mio percorso come autrice, decidendo di realizzare il mio romanzo d’esordio: un urban fantasy che fosse una storia di lotta, amore, fede e amicizia senza riserve, in cui mettere molti colpi di scena e molta azione, ma anche tanta rabbia e voglia di libertà. Un viaggio attraverso forti passioni e drammi, sempre connotato da una grande carica erotica. Tutto ciò è Alakim, scrigno magico di emozioni profonde e segrete. E per quanti saranno i curiosi che vorranno sollevarne il coperchio, spero di poter suscitare loro un sorriso, una riflessione, o anche soltanto una semplice emozione."

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