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Sette
Notti
di Elen Kostioukovitch
pagine 850
prezzo 25€
ebook 14.99€
Bompiani
già disponibile
voto:
4/5
4/5
--o--
Considerazioni.
"Sette Notti" è romanzo decisamente molto particolare. Devo confessarvi, infatti, che ho dovuto impiegare più di qualche momento per abituarmi alla scrittura della sua creatrice, che mi ha colpito per come ha scelto di intessere il romanzo, ma d'altro canto mi ha anche spiazzato per questi stessi intrecci, che a volte ti portano lontano, altre vicino per poi sbalzarti nuovamente lontano, a volte si aprono parentesi che a sua volta aprono ulteriori finestre su argomenti che riguardano il protagonista, il suo lavoro, il suo passato.
E' un romanzo che si prende tempo per narrare e sondare le profondità di cui è costituito il protagonista, Viktor Zieman, per carpirne l'animo, le intenzioni quali preludio vero e proprio alla narrazione principale, che è costituito dalla ricostruzione del suo passato, che apre le porte a scoperte mediante il coninvolgimento in uno misterioso e strano caso, come in pericolose "faccende" che lo riconducono alla Russia, da dove inziano le sue origini, per espandersi in Italia, a Torino e per spiegare le sue ali anche a Francoforte, proprio durante la settimana fondamentale per le case editrici di tutto il mondo (il salone del libro in questione è effettivamente un caposaldo fondamentale per l'editoria mondiale, durante la quale si acquistano i vari titoli stranieri che verranno pubblicati durante tutto l'anno).
Il mistero che coinvolge il protagonista del romanzo è a sua volta estremamente particolare, perchè si compone man mano di dettagli, di specchi che portano a riflettere in essi una parte di Victor che stupidamente avevamo sottovalutato, non considerato per via della pigrizia di Victor, sua strana storia, che se dapprima cerca di ignorare con la solita indomita idolenza (sua caratteristica principale) è poi costretto forzosamente, a circostanze che gli vengono imposte, a prenderne atto, a entrare nei meandri di quello che è stato, per conoscere obbligatoriamente quello che coloro che lo stanno costringendo a compiere (e che vi lascio svelare) vogliono che lui sappia.
Come vi dicevo poco sopra è un romanzo davvero particolare, che ero estremamente curiosa di leggere dall'autrice che ha tradotto in lingua russa tanto opere fondamentali della letteratura italiana passata come l'Ariosto o Manzoni quanto quella contemporanea come le opere di Umberto Eco. Perchè secondo me il sapere e il modo di scrivere in qualche modo, per osmosi, passano. Come un setaccio ognuno rielabora e compone. Ed ero davvero curiosa.
E proprio forse per il rapporto, il confronto in traduzione qualcosa di questi grandi autori è rimasto nella scrittura della Kostioukovitch, ma amalgamata in una scrittura estremamente moderna, contemporanea che tende a spiazzare a primo acchito, ma che coinvolge per l'attesa che arreca, per la composizione totale che ne emerge solamente alla fine.
Come quadri visibili nei loro singoli componenti da vicino, ma solo complessivamente da lontano. Certo è un romanzo che occorre comprendere per stile e narrazione e che personalmente ho incominciato "a ingranare" da pagine 150 in poi, prima mi sentivo un pò persa nei meccanismi mentali e di vita del protagonista, che ho trovato un pò confusionario mentalmente e raffazzonato nelle azioni.
Non lo comprendevo, come non comprendevo l'autrice negli intenti tanto per il protagonista che per la storia in generale. Non riuscivo proprio a comprendere.
Sono sincera. Poi un avvenimento drammatico, l'introduzione di personaggi doppi nei comportamenti e nel pensiero, il tirare in ballo un passato oscuro, silente e intrigante mi ha attirato nella tana del sospetto, del dubbio, dell'intrigante, e come mollichine di pane, mi ha fatto andare avanti narrandomi una storia convincente e con un finale che mi è piaciuto.
Non sono stata in grago di apprezzare ogni momento della storia, però. Sarò estremamente sincera con voi. A mio parere, infatti, alcuni punti del romanzo sono un pò prolissi, si estendono per elencazione di nomi, di fatti, ecc...
So che vi era scopo in questo nell'autrice, è indubbio, ma non sono riuscita del tutto a scoprire perchè soffermarsi in modo così esaustivo su certi avvenimenti, certi fatti in - e per cui - non ho trovato paricolare motivo o bellezza o diletto ...
Ma ho intenzione di rileggerlo ancora per capire di venirne a capo!!
Complessivamente lo promuovo, perchè è un'opera stimolante, che rende giustizia sia al personaggio che ha una storia che racconta in modo sopra le righe una storia che fa riflettere in diversi punti.
Se intendete intraprendere la lettura vi do un consiglio, tenete duro per un centinaio di pagine, non demordete, poi il romanzo arriva il punto ed emerge!
Elena Kostioukovitch. Si è occupata delle traduzioni ed edizioni dell'“Orlando Furioso” di Ludovico Ariosto, del “Cannocchiale Aristotelico” di Emanuele Tesauro, degli “Scherzi” di Giuseppe Giusti, dei “Promessi Sposi” di Alessandro Manzoni. Ha tradotto 12 libri di Umberto Eco.
Nel 1988, trasferitasi in Italia per insegnare la letteratura russa e tecnica della traduzione letteraria è stata prima a Trento, poi a Trieste e Milano.
Il mistero che coinvolge il protagonista del romanzo è a sua volta estremamente particolare, perchè si compone man mano di dettagli, di specchi che portano a riflettere in essi una parte di Victor che stupidamente avevamo sottovalutato, non considerato per via della pigrizia di Victor, sua strana storia, che se dapprima cerca di ignorare con la solita indomita idolenza (sua caratteristica principale) è poi costretto forzosamente, a circostanze che gli vengono imposte, a prenderne atto, a entrare nei meandri di quello che è stato, per conoscere obbligatoriamente quello che coloro che lo stanno costringendo a compiere (e che vi lascio svelare) vogliono che lui sappia.
E proprio forse per il rapporto, il confronto in traduzione qualcosa di questi grandi autori è rimasto nella scrittura della Kostioukovitch, ma amalgamata in una scrittura estremamente moderna, contemporanea che tende a spiazzare a primo acchito, ma che coinvolge per l'attesa che arreca, per la composizione totale che ne emerge solamente alla fine.
Come quadri visibili nei loro singoli componenti da vicino, ma solo complessivamente da lontano. Certo è un romanzo che occorre comprendere per stile e narrazione e che personalmente ho incominciato "a ingranare" da pagine 150 in poi, prima mi sentivo un pò persa nei meccanismi mentali e di vita del protagonista, che ho trovato un pò confusionario mentalmente e raffazzonato nelle azioni.
Sono sincera. Poi un avvenimento drammatico, l'introduzione di personaggi doppi nei comportamenti e nel pensiero, il tirare in ballo un passato oscuro, silente e intrigante mi ha attirato nella tana del sospetto, del dubbio, dell'intrigante, e come mollichine di pane, mi ha fatto andare avanti narrandomi una storia convincente e con un finale che mi è piaciuto.
Non sono stata in grago di apprezzare ogni momento della storia, però. Sarò estremamente sincera con voi. A mio parere, infatti, alcuni punti del romanzo sono un pò prolissi, si estendono per elencazione di nomi, di fatti, ecc...
So che vi era scopo in questo nell'autrice, è indubbio, ma non sono riuscita del tutto a scoprire perchè soffermarsi in modo così esaustivo su certi avvenimenti, certi fatti in - e per cui - non ho trovato paricolare motivo o bellezza o diletto ...
Ma ho intenzione di rileggerlo ancora per capire di venirne a capo!!
Complessivamente lo promuovo, perchè è un'opera stimolante, che rende giustizia sia al personaggio che ha una storia che racconta in modo sopra le righe una storia che fa riflettere in diversi punti.
Se intendete intraprendere la lettura vi do un consiglio, tenete duro per un centinaio di pagine, non demordete, poi il romanzo arriva il punto ed emerge!
Elena Kostioukovitch. Si è occupata delle traduzioni ed edizioni dell'“Orlando Furioso” di Ludovico Ariosto, del “Cannocchiale Aristotelico” di Emanuele Tesauro, degli “Scherzi” di Giuseppe Giusti, dei “Promessi Sposi” di Alessandro Manzoni. Ha tradotto 12 libri di Umberto Eco.
Nel 1988, trasferitasi in Italia per insegnare la letteratura russa e tecnica della traduzione letteraria è stata prima a Trento, poi a Trieste e Milano.