Recensione: "Requiem" di Loren Oliver.

mercoledì 12 febbraio 2014

 
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Requiem
di Lauren Oliver
Pagine 336
Prezzo € 17,00
Piemme
già disponibile
voto al romanzo: 
3/5
voto alla trilogia:
4/5
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Mi chiamo Lena e sono infetta, perché mi sono innamorata di Alex in un mondo in cui l’amore è considerato una malattia, e come una malattia viene curato.
Io e Alex siamo scappati, ma poi ci hanno separati.
Io sono andata avanti, ho incontrato Raven e gli altri ragazzi della Resistenza.
Ho imparato a combattere per quello in cui credo, a lottare per essere davvero me stessa. E ho incontrato Julian che è il ragazzo più dolce del mondo e mi vuole con sé.
Poi però Alex è tornato, quando pensavo di averlo dimenticato, quando mi ero convinta di riuscire a fare a meno di lui.
E ora, mentre il mondo attorno a noi cade a pezzi, io sto male, e penso che forse avevano ragione loro: l’amore è davvero una malattia!
 

Considerazioni.
La Oliver con questo romanzo conclusivo mi ha da una parte contrariato (nella prima parte non riconosco di non aver trovato particolarmente interessante la sua evoluzione) ma sarebbe un'eresia dire che mi abbia deluso, in quanto c'è un'altra parte di me che ama profondamente questa storia, che, in ultima, mi ha  assolutamente conquistato (il finale è uno dei più perfetti che abbia mai letto).

Il coraggio, l'amore, la ragione, la libertà non sono mai state meglio descritte ed "ingabbiate" in una storia che ribalta in un certo senso che si da alle cose quotidianamente e moralmente.

Dicevo, nella prima parte, purtroppo non ho trovato molto mordente nella storia che rispetto al colpo di coda del finale del primo romanzo e il secondo volume veramente molto intenso, quasi crudele e fin troppo realistico per l'avventura (almeno sulla carta YA) distopica che la Oliver avevo trovato.

Questa enorme premessa a questo terzo romanzo - costituita dalla prima metà della storia - è tuttavia funzionale a presentere la prosecuzione della storia che ci narra del ritorno a Portland di Lena e delle situazioni a cui si trova di fronte, sia di carattere personale che per quanto riguarda il lato più "avventuresco". Se infatti, da un lato, troviamo un' Hana che si trova ad essere sposata al sindaco di Portland ed estromessa, almeno apparentemente, dall'amore e molto lantano da come Lena è divenuta nel corso di Delirium e Chaos; un Alex ancor più abbruttivo, triste e freddo del solito, che patisce sempre di più il legame di Lena con Jason, l'amico fidato e amorevole sempre disposto a stare al fianco di Lena; Jason, che è sempre l'amico che ci aspetteremmo che sia, pieno di fiducia, luminosità e positività. Dall'altro vediamo avvicinarsi sempre più la Rivoluzione a cui ci siamo preparati nei precedenti volumi, vediamo e vogliamo i Curati morti, ecc...

 

Io non vorrei raccontarvi molto di questo ultimo capitolo, in quanto è un capitolo che va vissuto complessivamente con i due romanzi precedenti e che si addentra troppo nel profondo di tematiche, quella dell'amore, dell'amcizia, della libertà, che non è possibile spiegare meglio o in parole diverse da quelle che la Oliver ha utilizzato per incantarmi, per appassionarmi tanto e in modo così totalizzante, per certi versi.

Inoltre, in realtà, chi si aspetta un grande finale con il botto e una nota positiva che allontando lasci un senso di completta, bhè credo rimarrà deluso, in parte.
Questo romanzo non si pone come fine ultimo quello di dire al lettore "Hei, ragazza/o dormi sereno che tutto si mette bene", no, è piuttosto come se dicesse "Hei, guarda a come vivi la tua vita, non la sua lunghezza in anni".
Ed è questo che ho dannatamente apprezzato, questo che mi ha reso così indecisa su come fare questa recensione che mi proviene più dall'animo che dalla lettura stringente della trama, che è un mezzo per che porta con se un fine enormente più grande, un disegno più complesso, un sogno meno effimero.
E' il messaggio, ancor più meritevolmente non si ferma a una trama e sulla carta, ma penetra nell'anima di chi legge, che deve far proprio un finale che termina nel lettore, ma che non può dirsi assimilabile ad una fine, quanto piuttosto all'inizio di una comprensione che tracima la propria persona per arrivare alla consapevolezza di quello cha abbiamo e che lo misura con quello che vorremmo.
Scusate se è poco, leggendo un YA a cui non credevo di dare tanto credito.
Leggete la trilogia, la troverere immensamente ricca. Ve la consiglio spassionatamente!!


Lauren Oliver. Laureata in letteratura americana, ha lavorato per diversi anni come editor di libri young-adult, finché, dopo il successo di E finalmente ti dirò addio, il suo primo romanzo, ha deciso di dedicarsi interamente alla scrittura. Per Piemme ha pubblicato anche Delirium, primo libro di una trilogia che ha entusiasmato il pubblico e conquistato la critica. Abita a Brooklyn, ama leggere, cucinare, comprare scarpe col tacco e ballare fino a tardi. 

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