Recensione: "Immortal" di Alma Katsu

giovedì 20 marzo 2014

 

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Immortal
di Alma Katsu
Pagine 442
Prezzo 9.90€
Longanesi
già disponibile

voto:
5/5
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  La serie "Taker" è composta da:
1. The Taker  - Immortal
2. The Reckoning  - Il dominatore
3. The Descent   - ancora inedito
 3.5 The Devil's scribe - ancora inedita

È un inverno che non dà scampo quello che avvolge nel gelo e nella neve il piccolo paese di St. Andrew, nel Maine, a pochi chilometri dal confine canadese. È notte e la foresta ghiacciata pare sussurrare nell'oscurità.
cover originale
Luke, giovane medico di turno al pronto soccorso, si ritrova davanti una ragazza dall'apparente età di diciannove anni e dalla bellezza eterea e struggente.
È atterrita e chiusa nel silenzio, ma i suoi occhi sembrano gridare. Ha appena ucciso un uomo, abbandonandone il cadavere nel bosco.
Si chiama Lanny e, con voce appena udibile, sostiene di aver ucciso quell'uomo perché era stato lui a chiederglielo. Prega Luke di aiutarla a scappare.
Quando il dottore rifiuta, Lanny afferra un bisturi e si squarcia il petto nudo.
Quello che succede dopo cambierà le loro vite per sempre.
Luke, sconvolto, accetta di aiutarla a scappare oltre confine. E durante la fuga, lei gli rivela il proprio passato.
Lanny è immortale e ha più di duecento anni. Il suo è il racconto di una donna travolta da un amore torbido, appassionato e mai ricambiato abbastanza. È il racconto di un uomo ossessionato dalla bellezza e dal bisogno oscuro di possederla, un uomo che trasforma la passione fisica in uno strumento di dominio. È il racconto del terribile prezzo da pagare in cambio della vita eterna.
 

* atttenzione, il romanzo non presenta Vampiri, Mutaforma o simili, sorry!
Considerazioni.
Un libro stupendo. Davvero un romanzo superbo, con una storia importante, succosa, corposa, dei protagonisti caratterizzati magnificamente, che non solo contribuiscono al completamento di una storia già di per se perfetta, ma coinvolgendo oltremodo il lettore, portando un romanzo che si potrebbe banalmente classificare come Urban Fantasy, ad un livello - notevolmente - superiore, grazie ad un'atmosfera cupa, quasi paurosa a tratti, che ha come perno l'amore eterno e una vita, anche due, tre, quattro, ecc... altrettanto eterna, combattura a morsi, strappata tempo al tempo con le unghie e con i denti. Si vede che la Katsu è solita indagare nei mendri della mente umana, è evidente che ama immergersi in storie complesse, che non si fermino alla superficie e che invece indaghino l'essenza dell'uomo/donna.

La Katsu ha definito il romanzo come "un racconto gotico, di desiderio, ossessione e del bisogno, insito in ognuno di noi, di redenzione" e questa è una descrizione perfetta.

Partendo dal principio (giusto per rendervi partecipi della storia, qualora non aveste ancora sentito parlare del romanzo) il romanzo parla, essenzialmente, di una giovane ragazza, di nome Lanore  McIlvrae, detta Lanny, la quale è piccola (sembra avere sui 17 anni), spaventata, chiusa in se stessa e sporca di sangue, che viene portata, ammanettata, dalla polizia, nell'ospedale di St. Andrew, un paesino sperduto nel Maine (Stati Uniti) - dove non accade mai nulla e i pochi che vivono in paese sanno tutto di tutti - dove la cura Luke, l'uomo al quale racconterà la storia dell'uomo che dice di aver ucciso (ecco perchè scortata dalla polizia). Apparentemente nulla di strano, mi direte, ma invece non è proprio così, in quanto Lanny ha circa 200 anni, e per provarlo a Luke si squarcia il petto davanti a lui, che vede i lembi della sua pelle rimarginarsi, ed inizia, proprio da qui, a raccontargli una storia di amore, di passione, di una donna che insegue per l'eternità il suo amore e di un uomo ossessionato da lei, e disposto a fare di tutto per possederla.


Intrecciando passato (specificato essere fittizio, ma non del tutto, in quanto la scrittrice riporta numerosa documentazione di alcuni fatti al termine del romanzo) e presente la Katsu narra l'intensa vicissitudine, la magnifica storia di Lanny, e mentre nel presente conosciamo una ragazza sconvolta da un passato pesante, difficile e apparentemente senza uscita, ecco che nel passato (1809, circa, sempre nel Maine) vediamo invece una Lanny molto diversa, per diversi aspetti.

1. nel passato Lanny non era immortale;
2. Lanny era innamorata di Jonathan, figlio dell'uomo più ricco ed importante del paese;
3. il suo amore per lui era impossibile, visto anche che la passione di Jonathan per le donne era non solo viscerale, ma anche piuttosto recidiva.



E tutto incomincia proprio li, dalla voglia di Lanny di divenire di Jonathan, di essere tra le sue braccia, appartenere a lui, che vede tutte tranne lei, che fa sue tutte le ragazze del paese, tranne lei; ed allora ecco che Lanny diventa pronta a tutto, anche fare un patto con il Diavolo, cedere la propria anima e confrontarsi con qualcosa di pericolosissimo come l'alchimia. Tutto per lui, tutto per Jonathan.

Lanny, crescendo ed essendo stufa di essere solo un'amica per Jonathan, che ormai adulto deve prendere le sue responsbilità, quale figlio del fondatore della città, si recherà a Boston e incapperà in personaggi poco raccomandabili come Aidar, l'uomo che cambierà l'esistenza di Lanny per sempre. Sarà infatti Aidar, giovane conte europeo (o almeno si presenta alla nostra protagonista così) a "donarle" l'immortalità, a iniziarla ai piaceri della carne, a farla entrare in un mondo sfarzoso, di lusso, di feste, di possibilità mai conosciute, di facezie, di "amici" quali Donatello, Tilde, Uzra e Alejandro, tutti immortali come Aidar e lei, ora.

Sotto l'oro lucccante della peccaminosità brillante, sotto il fascino del lusso e del privilegio Lanny conoscerà il lato oscuro di Aidar e comprenderà il prezzo che dovrà pagare per aver sposato l'ideale e la vita che può avvicinarla a Jonathan, ma che esige un prezzo...

Ecco il tema cardine del romanzo: la bontà e la crudeltà dell'uomo.

In tutti albergano queste due, in tutti - prima o poi - vengono fuori l'uno e l'altra
Emergono sia in Lanny, che sebbene sia una persona buona, onesta, gentile e riservata, poi arriva a vendere l'anima per ottenere l'uomo che ama e da cui non è ricambiata (e per questo profondamente ferita, arrabbiata). Insomma, non si può certo definire buona una persona che ti vincola con la magia ai suoi affetti, alla sua vita.
Alberga in Aidar, il quale si presenta come una possibilità, come una luce in fondo al tunnel per Lanny, come la risoluzione, la rivoluzione per la sua vita, e che poi, in ultimo, mostra il fianco e morde la coda a una donna ferita e sola. 
Si mostra in Jonathan che pur essendo un ragazzo giovane, bellissimo, vanesio e fondamentalmente egocentrico, sa di essere al centro delle attenzioni amorose di Lanny e ci gioca, sfrutta questa cosa a suo vantaggio, ferendo e facendo ancor di più male a Lanny. 







Bello
accattivante, 
buono, 
cattivo, 
malvagio, 
pauroso,
 angosciante
moralmente distruttivo. 
Ecco cos'è questo romanzo.







Sebbene parta come un romanzo in stile molto ottocentesco, con richiami anche molto spiccatti e di debito, nei confronti della letteratura americana ed inglese del periodo appena citato (vi lascio scoprire quali per il vostro piacere!) per poi diviene un'elegante e graffiante storia impastata d'amore e infinito eterno crogiolarsi di storia e sentimento. L'atmosfera è inquietante al punto giusto per creare una sorta di angoscia primigena che alberga in ogni donna, quella che prima o poi siamo destinate a vivere: un amore non corrisposto che erode il cuore e frantuma l'animo con le lacrime. La Katsu mi ha spezzato il cuore con questa storia, che per essere un'opera prima, credetemi quando vi dico che è uno spettacola di arte varia da non perdere.

I protagonisti sono fantastici, da Lanny, particolarmente intrigante in quanto non si intuscono mai le sue decisioni, ad Aidar, cattivo superbo, con una mente malvagia intrrigantissima, fino a Jonathan, spiazzante in certe sistuazioni e astutamente geniale in altre.

Insomma, è una lettura che cattura, prende, avvince in un racconto che non è banale,  ma magnetico, fluido, vivido, che dopo una panoramica sulla superficie affonda le unghie nel profondo dell'animo, bonario o crudele che sia, per spiegare quanto diverso e variegato possa essere il nostro animo, quanto ingannevole possa essere il cuore, quanto affamata possa essere la vista, quanto l'amore possa essere grande, immenso e ossessionante a tal punto da avere conseguenze per l'eternità, talvolta..

Provate a leggere le prime pagine, bastano anche 3 - tanto, come si dice, 30 righe non si negano a nessuno - provate a fare vostre queste poche pagine, e ditemi se la curiosità non s'innesca come arma per proseguire il romanzo. Rimarrete incantati dalla prosa della Katsu, che incanta veramente, attanaglia, prende, ha mordente da vendere, ha il fegato di promettere una storia complessa, dura, cupa, e poi ha la fermezza di portare al limite situazioni e personaggi che crea e propone.

Io ho adorato visceralmene questo romanzo,
 per cui lo consiglio di tutto cuore, 
ve lo propongo con assoluto affetto e totale abbandono. 

 

Alma Katsu vive al di fuori di Washington DC con suo marito, il musicista Bruce Katsu. Oltre ai suoi romanzi, la signora Katsu è stata opinionista per il  Publishers Weekly e una collaboratrice occasionale al The Huffington Post . Ha conseguito il Master in scrittura creativa presso l'Università Johns Hopkins e ha ricevuto la laurea presso la Brandeis University, dove ha studiato con John Irving. Ha inoltre frequentato la Comunità Squaw Valley degli scrittori.
Prima della pubblicazione del suo primo romanzo, la signora Katsu ha avuto una lunga carriera come analista di intelligence senior per diverse agenzie degli Stati Uniti ed è attualmente un analista senior per un think tank.
Il debutto di Alma Katsu, con Immortal, è stato confrontato con i primi lavori di Anne Rice, Elizabeth Kostova The Historian e Outlander di Diana Gabaldon per l'abilità di combinare la fantasia storica con il soprannaturale. Il romanzo è stato nominato nella Top Ten del  2011, nella sezione romanzi d'esordio, dalla American Library Association e i diritti sono stati venduti in 16 Paesi. The Reckoning (Il dominatore) , il secondo libro della trilogia, è stato pubblicato nel giugno 2012, e il terzo e ultimo libro, The Descent , sarà pubblicato a gennaio 2014.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Fai delle recensioni bellissime. Mi faresti venire voglia di leggere anche le Pagine Gialle...questo libro l'avevo visto quando è uscito ma non gli avevo prestato nessuna attenzione adesso invece non vedo l'ora di leggerlo.

Mariateresa

Endimione Birches ha detto...

Mariateresa,

Un commento come il tuo riempe il cuore e motiva il sogno di tenere un blog, davvero! Per cui lo stampo, ne faccio un paio di copie e poi me le appendo in camera per rileggerlo con infinita gratitudine e orgoglio!
Grazie di cuore!!!!
Un abbraccio grande grande grande...
Endi

Anonimo ha detto...

Grazie a te, speravo ti facesse piacere perché penso davvero quello che ho scritto. Leggo il tuo blog sempre e penso che sia il migliore tra tutti quelli in circolazine (e io ne seguo parecchi), innanzitutto nonostante tu sia da sola lo aggiorni quasi tutti i giorni, le recensioni oltre ad avere una grafica bellissima sono sempre molto dettagliate, scritte benissimo e l'uso dei colori sottolinea perfettamente i concetti e i passaggi. Molti dei libri di cui parli sono più o meno gli stessi che compro io o che ho in mente di prendere ma altri me li hai fatti scoprire tu. Ad esempio ho comprato La lista dei miei desideri dopo la tua recensione ed è stata una scoperta bellissima, non l'ho ancora letto ma ho anche comprato Il Dio di Gotham e dopo il tuo articolo su Neri Pozza che è una casa editrice che conosco poco mi sono iscritta alla loro newletter. Potrei continuare ma poi qualcuno potrebbe pensare che mi hai pagata ;-) Sappi comunque che il tuo lavoro è molto apprezzato. Buona giornata

Mariateresa

Endimione Birches ha detto...

Spero sempre che le persone non siano cosi' maligne come a volte appaiono, per cui non credo pensino male, e spero mi lascino beare di queste belle parole con animo leggero! Avere un "metro", un giudizio, anche se lo faccio per passione, nel bene e nel male,di cio' che scrivo e come lo scrivo, mi aiuta e, se sono fortunata come in questo caso, mi gratifica! Tenere un blog e' una passione e come molte passioni, quando e' corrisposta diviene qualcosa di migliore. A prescindere dalla parole in se stesse ti ringrazio moltissimo per l'apprezzamento, che, almeno per me, non e' affatto scontato e ogni tanto e' pari a tutto quello che ho messo nell'impegno per curare il mio piccolo mondo racchiuso in questo blog, che aggiorno cosi spesso perche' mi ci "rintano" volentieri! Ti ringrazio dunque con tutto il cuore!