Recensione: "The shining girls" di Lauren Beukes

giovedì 15 maggio 2014




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The shining girls
di LaurenBeukes
pagine 460 circa
prezzo 16.50€
Il saggiatore
già disponibile
voto:
3/5
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Chicago, 1931.
cover originale
Prima di trovare la Casa Harper Curtis era uno dei tanti vagabondi in una città schiacciata dalla Depressione. 
Poi una voce lo attira in quella che sembra solo una villa in rovina, e la sua vita cambia per sempre. Le porte della Casa permettono di viaggiare nel tempo e lui incomincia ad assaporare le meraviglie del futuro. 
Ma Harper Curtis è anche un uomo violento e crudele, un sadico, e a farne le spese sono giovani donne, forti, indipendenti e ricche di talento. Come un cacciatore Harper le insegue attraverso le epoche, scovandole da bambine e tornando a ucciderle quando sono sbocciate, al culmine del loro splendore. 
Ora Harper Curtis è l'assassino perfetto, non può essere scoperto né fermato.
Chicago, 1992.
Kirby Mazrachi ha imparato bene la lezione da quando è stata assalita ed è sopravvissuta per miracolo. Il suo aggressore non è mai stato identificato. 
Nonostante il trauma emotivo, ha deciso che non vuole rimanere una vittima: l'unico modo per farlo è trovare chi l'ha attaccata e fermarlo. Il suo unico alleato è Dan, il giornalista che ha seguito il suo caso dopo l'aggressione. 
Lentamente, Kirby si rende conto che l'uomo a cui sta dando la caccia non è un semplice maniaco. Molte, troppe ragazze sono state uccise a Chicago. E ogni volta sulla scena del delitto sono stati trovati oggetti che non hanno spiegazione. Come può Kirby trovare e catturare un uomo che non esiste?
 
Considerazioni.
Partendo dal fatto che ho letto questo romanzo attirata principalmente dalla sua copertina, devo dirvi che il romanzo in questione non mi ha deluso, anche se pensavo che presagivo - visto anche i commenti entusistici che avevo letto - una lettura in un certo senso più sorprendente.

"The Shining Girls" è un libro peculiare che affascina per trama e scrittura, ma che fondamentalmente lascia dei residui di dubbi, non del tutto chiaribili con la sedimentazione della lettura. Ma vediamo meglio a cosa mi riferisco, che dite?

Il romanzo parte bene e sotto il migliore degli auspici, almeno da parte mia:
  • i viaggi nel tempo 
  • un assassino che non può, apparentemente e logicamente, esistere
  • una donna che non vuole morire.

Dai, oggetivamente, potete dire - in cuor vostro - di non essere attratti da una trama di questo tipo? Infatti, in quanto aspettative, ero giunta a dei livelli a cui nemmeno si respira, ovvio che cadere, come dire, era questione di attimi ...

La  Beukes è brava e all'inizio crea inghippi e trappole che lascino intendere di venire arpionati in modo avvincente e credibile (!) alla trama, è così sicura di sè e certa dell'immediatezza e della bellezza, nonchè originalità della trama, che osa (come i migliori assassini che sanno di avere una certa innata bravura in quello che fanno) e pecca di arroganza narrativa, arrivando ad essere troppo audace, a esporsi in modo troppo evidente, quasi sfrontato e cercano di beffare il lettore medio, che occupato dalla vita che gli scorre attraverso non si preoccupa troppo di una trama gialla - un pò sopra le righe - che cerca di prenderlo per il naso. Ma, ovviamente, non sfugge al lettore più attento, a quello che è li a prenderti in castagna, in contropiede (insomma, avete capito) e che è lì con il dito indice a dirti: "Ahahhhhhhhhh! Beccato, che sciatteria questo passaggio..." (o simili...).

Ora, immagino, sarete curiosi di sapere in che cosa la Beukes sia stata mancante ... e diciamo che per spiegarvelo potrei farvi un esempio: se fossi io la Beukes, vi lascerei in sospeso, appesi come gli impiccati, e non vi confesseri nulla. Muta come una tomba. Capito? 
Ok, va bene, va bene, mi spiego. Io mi leggo tuuuuuuutto il romanzo, tuuuuuutti i passaggi, tuuuutti i momenti di pathos, i silenzi, le parole dette e non dette e lei non mi dice nulla ... alla fine? Non spiega ed argomenta i passaggi principali, le motivazioni dei vari personaggi, le ragioni per le quali fanno o non fanno certe cose? No, dico, allora perchè metterci a discutere????
E' come leggere un romanzo velocemente, come se dovessimo finirlo in 5 minuti con una pistola puntata alla tempia e dovessimo farne un riassunto d'acchito: leggiamo spizzichi qua e là, giusto per farci un'idea, focalizzandoci su scene scelte a caso, ma senza carpire le spiegazioni fondamentali, senza soffermarsi sulla completezza delle informazioni, leggendo un romanzo, che alla fine ci rimane estraneo.

 

Mi sono sentita orfana delle spiegazioni, dei ragionamenti alla base dello scittore in riferimento ai  alla trama e alla completezza della storia nella sua globalità, che sebbene continui a rimanere un pò poetica e un pò velata di quel mistero che ti fa tornare alla mente la storia, e mai dimenticare del tutto il romanzo, ti fa rodere il fegato perchè volevi avere la cornice del quadro (miseriaccia!!), che invece devi decidere tu, secondo parametri che ti paiono appropriati all'occasione e al momento. Affascinante, ma inconcludente, alla fine, perchè volevo maggiore spiegazione e definizione di una storia che è più nella mente dell'autrice, che nella mia, ma ormai mi devo accontentare, giusto?

La prossima domanda, supponendo di leggervi nel pensiero, dovrebbe essere: perchè leggere questo romanzo, allora? Eccomi a dirvelo:

- i personaggi. Anche se la trama mina un pò il complesso del romanzo, i personaggi sono quelli che hanno risentito di meno di una valutazione in negativo, in quanto sono perfetti nelle loro caratterizzazioni, nella loro introspettività, in positivo, ma soprattutto in negativo. Ho letto in questo romanzo, a mia memoria, il "cattivo" di turno meglio rappresentato e tratteggiato sulla carta. Inoltre le "vittime" sono realmente commoventi nelle loro paure, le loro difficoltà e volontà alla vita, quasi strazianti a tratti e mi hanno colpito davvero molto.

- altra ragione per muovervi verso questo romanzo, trovandovi in libreria, è sicuramente per il coinvolgimento cercato e trovato dall'autrice, si vede che Beukes ha creduto profondamente nella storia che racconta, puntando tutto sui personaggi, sul loro coinvolgimento emotivo piuttosto che sulla sorpresa degli avvenimenti, sull'originalità della commistione di generi piuttosto che sull'andamento serrato e claustrofobito degli accadimenti.

- ultimo motivo, anche se non meno importante, è anche l'atmosfera creata da Beukes, agghiacciante e ammaliante, spaesante ma lucida nella sua perversità. Indescrivibile, ma necessaria alla storia, di cui è ulteriore protagonista.

Complessivamente? Il romanzo mi ha colpito molto per certi aspetti, mi ha spiazzato per la maggior parte, si è fatto odiare per il suo preciso scopo di essere inconcludente, la sua pretenziosità mal celata e la sua originale, visionaria, versione del male incarnato che sfugge al tempo, rimando fedele al suo proposito e mai scadendo.  
Insomma, un thriller sotto sopra, come il lettore, che si ritrova a essere immerso nella sua lettura e come la sottoscritta, che appena chiusa l'ultima pagina del romanzo si è sentita come appena uscita dalla centrifuga della sua lavatrice ...


Lauren Beukes è nata a Johannesburg, in Sudafrica, il 5 giugno 1976. È scrittrice, giornalista, sceneggiatrice e autrice televisiva. Ha scritto Maverick: Extraordinary Women From South Africa’s Past, Moxyland e Zoo City (2010) definito dal New York Times «un noir fantasmagorico», con il quale ha vinto il prestigioso Arthur C. Clarke Award.

2 commenti:

Ludo ha detto...

Woah, la copertina della cover italiana è meravigliosa! Se l'avessi addocchiata in libreria, come minimo mi sarei fermata a leggere la sinossi. Probabilmente l'avrei anche comprato.

Al momento, non mi ispira e, poi, come al solito, mi richiama pericolosamente alla mente il mio romanzo di viaggi nel tempo del momento: L'assassino che viaggiava nel tempo (no surprise there.)

Sto cercando, infine, di moderarmi nel comprare libri... In effetti, proprio oggi, ho rinunciato a un volume, quando ero già in fila alla cassa. Sono tornata indietro e l'ho riposto. Mi sono stupita di me stessa.

Endimione Birches ha detto...

Come fai Ludo??? Io al momento non riesco a uscire indenne da una libreria, mi modero, ma - purtroppo - cedo sempre...