Recensione: "Omicidio a Whitehall" di Sarah Pinborough.

venerdì 13 giugno 2014

 
---oOo---
Omicidio 

a Whitehall
di Sarah Pinborough
Pagine 336
Prezzo 4.99€ ebook
 14€ cartaceo
  Fanucci
 22 Maggio 2014 cartaceo
voto:
 4/5
--o--














La serie "Mayhem" è  composta da:
--
1. Mayhem - Omicidio a Whitehall
2. Murder - ancora inedito
--
 

Londra, 1888. 
La città è in preda al terrore: Jack lo Squartatore continua a mietere vittime e le forze dell’ordine sono incapaci di fermarlo. 
Ma un altro serial killer sembra aggirarsi per le strade: gli omicidi sono altrettanto brutali e raccapriccianti, i corpi vengono ritrovati senza arti e senza testa. 
Il chirurgo ufficiale di Scotland Yard, il dottor Thomas Bond, non ha dubbi sul fatto che gli assassini siano due: a differenza dello Squartatore, il killer senza nome è mancino, ha buone conoscenze di anatomia e seziona le sue vittime con maniacale freddezza. Più prosegue nelle indagini, più il dottor Bond rimane intrappolato nell’ossessione del suo avversario. 
Insonne, afflitto da dolori che lo costringono a consumare oppio, finisce per allontanarsi dalle soluzioni più razionali, percorrendo piste che sembrano condurre a un’entità sovrannaturale, ancora più difficile da braccare. 
La caccia è iniziata e i mezzi a disposizione delle forze dell’ordine non basteranno per portarla a termine...

 

Considerazioni.
Non pensate a questa storia come a una storia fantasy, ovvero paranormal. No, no, no, questa storia prende spunto da fatti realmente accaduti e si riferisce a persone che sono realmente esistite. Non ci credete? Provate a verificare questi estratti con quelli comparsi sui giornali dell'epoca:


London Times
16 Maggio1887
Sabato il coroner del South Essex, Mr C. C. Lewis, ha aperto un’inchiesta presso il Phoenix Hotel, a Rainham, riguardo alle circostanze della morte di una donna. Parte del cadavere era stato rinvenuto lo scorso mercoledì nelle acque del Tamigi, all’altezza di Rainham, avvolto in un sacco di tela grezza.

 New York Times
mercoledì 3 ottobre 1888

 Nuovo crimine commesso a Londra
scoperto un altro misterioso omicidio 
incredibile spargimento di sangue nella 
metropoli del mondo - la polizia sembra 
paralizzata.

 Daily Telegraph
giovedì 4 ottobre 1888

L'OMICIODI DI WHITEALL

Poche altre informazioni sono state rivelate dalle autorità in merito all'ideantità della vittima dell'atroce crimine i cui resti smebrati sono stati ritrovvati martedì pomeriggio nel nuovo edificio della polizia presso Embankment, a Westminster.
 London Observer
sabato 10 novembre 1888

GLI ORRORI DI WHITECHAPEL

Un'altra terribile tragedia.
La testa mozzata.
Terrifcanti mutilazioni.
I segugi al lavoro.
Ultimi dettagli.

New York Times
10 novembre 1888

L'INCHIESTA DI PARNELL E UN ALTRO MASSACRO 
DAL NOSTRO CORRISPONDERNTE ATTRAVERSO IL
TELEGRAMMA COMMERCIALE.

ECC...

Detto ciò non dovete memmeno immaginare una storia che segue i passi di Jack The Ripper (ovvero lo squartatore), in quanto non ci si riferisce a questi particolari personaggi e/o eventi, a questi specifici ed efferati delitti, anche se il periodo è quello e questi ultimi sono accidentalmente nominati o sfiorati. Siamo più in linea con gli omicidi di "The Thames Killer" o "The Torso Killer". In"Omicidio a Whitehall" ci troviamo di fronte a storie gialle, che sfiorano l'horror in alcuni casi, con omidici efferati compiuti da un mostro, che, come in tutti gialli/mistery, è controbilanciato da una figura "buona" come il Dott. Bond, medico legale esperto e soprattutto fine indagatore delle menti umane o paseudo tali (essendo veramente molto poco umano il soggetto che compie certe efferatezze).

Questo romanzo è stato una scoperta che è corsa lungo il doppio binario del 
- magonare per sapere chi fosse l'assassino 
- e godermi lo stile della Pinborough
che mi hanno portato alla conclusione che la Fanucci, con questa scelta forse un pò particolare per la sua linea narrativa, ci abbia preso davvero!

Interessantissimo è stato il vedere come la trama si muova e i vari livelli che porta a sondare la vera essenza dell'animo dell'uomo, tramite una storia particolare, che analizza ciò da un punto di vista prettamente investigativo.
Se parliamo di "Omicidio a Whitehall" dal punto di vista esplotativo - ambientale, esso evolve coinvolgendo tutto quello che caratterizza la Londra del periodo, andando dai luoghi più in voga della capitale inglese (come Westiminster, Chelsea, Covent Garden), fino a scorrere e immergersi nelle vie più cupe, quelle più malfamate (East End su tutti) dove si poteva incontrare gli emarginati della società.
Inoltre l'atmosfera cupa e refrattaria alla luce - che permette di entrare nell' "animo" del romanzo - è perfettamente coerente con tutto il resto costruito dall'autrice intorno al Dott. Bond & Co. e che ci permette di camminare - con un certo realismo - in una Londra opprimente, scura, oscura, per i luoghi che vengono visitati, ma anche per le condizioni sociali miserrime che la gente più povera doveva muoversi e da cui doveva costantemente guardarsi. Proprio per il fatto che gli omidici vengano compiuti in questo ultimo ramo della società implica che il mestiere degli investigatori fosse a contatto con gente di malaffare, prostitute, ubriaconi, ladri, poveri affamati di qualche soldo e pronto a tutto per procacciarselo, e via discorrendo.

E' interessante, di conseguenza a quanto detto, tutta la visione del mestiere del protagonista, il Dott. Bold, che in quanto medico legale non si interfaccia sempre con l'animo più positivo delle persone, ma le vede nelle loro ultime ore sull terra, studiando le spoglie che giacciono sul suo rigido e freddo tavolo, ne coglie l'ultima sofferenza e cerca di comprenderne la morte, per trovare i colpevoli dei loro anticipati decessi.

In pratica, il lavoro del Dott. Bond, si muove - per la maggior parte - cercando di interagire, malleare e comprendere quelli che si possono definire i meandri del male, delle menti che concepiscono e poi perpetrano omicidi anche molto orrendi. Bond, per arrivare a svelare l'identità di un colpevole deve agire, ma soprattutto pensare come tale e questo significare ragionare con la parte malvagia delle persone umane, ai limiti della loro natura e definire, senza  a volte del tutto comprender, le loro ragioni, i loro scopi o le loro insane meccaniche.

Tutto intorno al Dott. Bond è male, terrore, bruttura, ma è qualcosa che si muove orizzontalmente, che scova e scopre tutti, senza distinzione: una "livella" sociale, insomma.
E proprio, forse anche per questa ambientazione gotica, tenebrosa e pericolosa, che (similmente a Sherlock Holmes ovvero l'investigatore incarnato da Johnny Deep (ne Jack the Ripper) ecco che assume sostanze come l'oppio per sfuggire a quello che vede, agli incubi che lo perseguitano durante la notte (ma non solo). Tratttegiando un personaggio non solo molto complesso, ma anche ossessionato e un pò auto-lesionista.
Il dottore, però, non sarà da solo in questa sua ricerca, in quanto è affiancato - anche incidentalmente - da altri due interessanti persone:
- Kominski, giovane polacco con la peculiarità di avere delle visioni molto potenti (che gli provocano doore anche fisico e tic) che aiuteranno le indagini;
- L'ipettore Moore, del quale non vi dico nulla. Lo so, sono crudele, ma  è davvero un bel personaggio da leggere e preferisco che lo scopriate personalmente qualora vogliate affrontare la lettura del romanzo.


330 pagine circa, tre parti, soventi cambiamenti di punti di vista per ogni sezione e una trama thriller agghiacciante. Di tutto ciò, secondo me, l'elemento più rimarchevole del romanzo è la bravura della sua creatrice di creare una storia:

a) con dei personaggi veramente molto azzeccati;
b) creando il grado di tensione che ti tiene incollata, con l'ansia (quella vera) da lettura;
c) un numero di pagine accettabilissimo e giustissimo, senza dilungarsi e protrarsi troppo (intorno alle 300 pagine);
d) introdurre in un'ambientazione perfetta, storicamente ben ricreata e vivida, una storia di leggende, miti e credenze che s'incastrano per dar vita a una storia che spiega a modo suo la follia incarnata dell'uomo, della sua (a volte) crudeltà e affrancazione dall'umano.

Ricordatelo, qui la parte geniale risiede proprio nell'incastro tra possibile e impossibile, reale e soprannaturale, vero o verosimile. E questo crea una certa ammirazione per la Pinborough, che riesce a mescolare con un linguaggio semplice e una struttura narrativa accessibile a tutti un romanzo che fossi in voi, porterei in vacanza per lasciarsi percorrere da qualche brivido.

Leggere "Omicidio a Whitehall" è stato come immergermi nella densa e scura pece, dove si affonda lenti, nel nero del suo inchiostro, irreversibile nel suo approfondimento e totalizzante nella sue profondità. "Omicidio a Whitehall" è stata una scoperta: sia per una vicenda che continuerò a seguire volentieri nei suoi successivi capitoli; sia per quanto riguarda la sua scritttrice, che è brava e davvero molto capace per l'indagine accurata nei meandri della mente umana, nelle sue chine più oscure, in modo piacevole, ma poco rassicurante.



Sarah Pinborough è un'autrice britannica di cinque romanzi horror. Sarah è stata per due volte in lizza per il British Fantasy Award e quando non scrive può normalmente essere trovata a ridere con gli amici e bere vino, probabilmente con un gatto in grembo.

7 commenti:

Ludo ha detto...

OK, mi hai fatto venire voglia di leggerlo. Ormai non posso rinunciare: tra le opinioni lusinghiere espresse, in video (http://www.youtube.com/watch?v=aemN9aqFLps), da Federica Frezza, e la tua recensione scritta, mi sento quasi incastrata (in senso buono.)

Endimione Birches ha detto...

Adoro Federica ;) !!

... Meno male!! Perchè anche "tu mi contagi"!! Grazie a te (in senso buonissimo!!) sto leggendo De Silva, che ho scoperto piacermi molto!!

Ciaooo!!!
Endi

Ludo ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Ludo ha detto...

Finito oggi durante un viaggio in pullman. Mi è piaciuto molto e spero di trovare l'occasione per scriverne perché mi ha fatta frullare parecchie idee per la testa.

Purtroppo, sempre sul pullman di cui sopra, ho perso il foglio degli appunti con tutte le mie riflessioni che, di norma, conservo in fondo a ogni libro che leggo... Non è che non mi ricordi cosa avessi scritto, ma è la prima volta che mi succede e mi dispiace.

Diciamo che questo libro ha lasciato non il segno, bensì diversi segni, quindi.

Endimione Birches ha detto...

Mi dispiace Ludo!!!
Capisco cosa intendi sia per gli appunti che per la perdita di questi. Io sono una sbadata cronica, che perde metà delle cose che ha e poi piange amaramente!!
Per cui ho preso la "brutta" abitudine di scrivere direttamente sui libri, sottolinearli, appuntare le cose che ho in mente (prima non lo facevo mai, lo consideravo uno scempio)perchè girando ho paura di perderli e tengo troppo a essi...
Per cui capisco...e mi dispiace tanto tanto!!!

Francesco ha detto...

Ciao,
questo libro mi interessa da molto,ma sono indeciso perchè amo i gialli ma non il fantasy o il soprannaturale. L'assassino è in carne ed ossa o ci sono entità astratte ? Grazie mille per la risposta

Endimione Birches ha detto...

Ciao Francesco!
Dunque...non posso rivelare troppo altrimenti si potrebbero intuire particolari salienti, comunque posso dirti che questa e' una storia piu' verosimile che fantasy. Gioca molto sul mistero,sul noir, sul thriller, ma c'e' una parte inevitabilmente piu' "sovraumana", ma che non lo rende un romanzo fantasy a tutto tondosi innesta naturalmente e mirabilmente nella trama.
Spero di averti aiutato!
Buona estate
Endi